
Dopo i casi di Renata Polverini (qui sul suo blog) e Luca Barbareschi, sembra che l'esigenza per molti politici, candidati o meno, di conoscere Internet ad un livello più approfondito sia a questo punto irrevocabile. Non sono pochi, oggi, coloro i quali si occupano di comunicazione in modo professionale, ma chi, come me, si ritrova ad appassionarsi di comunicazione politica, trova alcune accortezze oramai necessarie, e soprattutto considera che la comunicazione online, per un politico, non si improvvisa. Questo vale specialmente per i candidati politici, i quali pagano agenzie e società di comunicazione specializzate, che devono rispondere adeguatamente alle richieste ed alle caratteristiche della rete. Non importa di quale schieramento, il candidato online trova in rete una platea attenta ed esigente, con una rappresentanza della popolazione, spesso, diversa da quella che si potrebbe incontrare ad un comizio reale. Sulla rete, infatti, si discute, si confronta e si affrontano (talvolta con toni aspri) le idee politiche e le affermazioni del candidato in un contesto bidirezionale, portando considerazioni che devono essere soppesate e valutate con intelligenza, e magari anche con una buona dose di umiltà.
In generale, il candidato politico non può essere considerato per tutti "uguale". Sul web entrano in gioco, infatti, diversi aspetti nella distribuzione della popolazione online. Mentre su Facebook, ad esempio, si può considerare la distribuzione degli iscritti al social network sostanzialmente eterogenea per livello scolastico, politico, e culturale, nei blog, invece, c'è una prepondenranza di laureati con un profilo socio-economico alto e orientamento di centro-sinistra, che è caratterizzata essenzialmente da alcuni fattori, tra i quali l'influenza degli hub ovvero di alcuni autori più influenti, che concentrano e ripetono le idee di una certa parte dello schieramento politico più di quelli della parte opposta (molto meno rappresentati). Il risultato è spesso che per i candidati di centro-sinistra la critica è attenta e anche aspra ed assume una connotazione construens. Per i candidati di centro-destra, la stessa connotazione assume un significato talvolta diverso e, spesso, destruens.
Per i candidati cattolici, infine, in rete si trova moltissima opposizione, spesso distorta da pregiudizi e ideologie difficili da superare, come diceva Vittorio Messori nel suo ultimo articolo, il vecchio ma sempre rilanciato elenco di accuse verso i cattolici non sembra trovare ostacoli: Vangelo come mito orientale, miracoli come superstizione, Galileo, inquisizione, crociate, massacro dei catari, notte di San Bartolomeo, conquista delle Americhe, condizione della donna, simonia, rapporti tra cattolicesimo e totalitarismi, etc.
Sul web molti siti, e blog e forum, sono dedicati alla demolizione delle basi storiche delle Scritture e alla polemica sulla storia della Chiesa, e richiedono attenzione e pazienza nello smontare, ancora una volta, il consueto rosario di affermazioni più o meno confuse che da sempre circondano la religione cristiana. Va da sé, dunque, che il candidato che assuma come propri i valori ed in principi indicati dalla Chiesa cattolica, si trova ad affrontare un ostacolo in più costituito dalla diffidenza verso l'Istituzione ecclesiastica complicata dalla mole di dati spesso presenti in rete contro di essa.
Al di là dell'orientamento dei candidati, però, a risaltare maggiormente è una scarsa conoscenza da parte dei politici, anche giovani, delle logiche che la "presentazione" e l'attività su Internet richiedono. Vediamone alcune in questi punti.
- Trasparenza. Internet non
consente di nascondersi dietro un dito,
è la naturale esperienza di convivenza nella rete che, pur con
la molteplicità di voci che ne contraddistnguono la ricchezza, implica
anche una cristallinità nei discorsi e nelle azioni intraprese sulla
rete.
- Il righino rosso.
Anche se dietro ci sono
persone, Internet non è comunque la realtà: mancano molti
pezzi (tono della voce, volti, facce, espressioni, emozioni.. di tutto
questo c'è solo un aspetto: quello della scrittura), e la socialità che
si vive sulla rete non è aumentata, ma anzi diminuita. Il rischio è
di prendere come oro colato o troppo sul serio, o specialmente troppo
rappresentativo, il tratto di una singola discussione: la rete
rappresenta ancora pochi.
- C'è un sottinsieme di
blogger
che sono molto presenti e discutono su aspetti anche rilevanti della
vita sociale e politica italiana, con un potere
"mediatico" da non sottovalutare, in generale hanno una
linea politica comune, che può non essere quella del candidato. Poiché è
distribuito in modo disomogeneo, per un candidato di
segno opposto il dato che conta è il potenziale terreno minato che
incontra.
- Rileggere il punto 2 ora: il rischio di arrabbiarsi per una scemenza è
altissimo. Una discussione che a voce sarebbe durata 5
minuti, sulla rete rischia di andare avanti 5 giorni. A discutere
su un righino rosso..
- Gli slogan non funzionano,
Internet è un flusso
ininterrotto di opinioni, scambi, commenti, ed idee. Gli slogan
funzionali durano lo
spazio di un post, al massimo qualche citazione, (che si sottolinea -
sempre - con un link).
- Se si fa un errore
rimediare ammettendolo. Senza ripensamenti e senza tentennamenti.
- Rispondere sempre ad
eventuali accuse o critiche ingiustificate. Non c'è niente di peggio di
un'opinione infamante lasciata a decantare senza contradditorio. Lasciar
assolutamente perdere, per ovvi motivi, querele o azioni legali di
qualsiasi genere.
- A proposito di idee: bene le
idee, male le ideologie. C'è differenza: le
seconde sono idee che non si sanno giustificare ed argomentare... E
ovviamente si nutrono di slogan (che bastano), vedi punto 5.
- Aggiornare sempre il sito: non c'è
peggior cosa di un blog, un forum o una homepage che è ferma da mesi.
- Chi va su internet va per un pubblico giovane, o comunque giovane-adulto. Non la signora del mercato, che utilizza altri canali per informarsi. E' quindi importante stare sul Web come ci starebbe un giovane e non una signora del mercato.
- Attenzione al numero esagerato di commenti, che può rendere
illeggibile in brevissimo tempo anche il miglior post (in caso, va
sempre bene un post successivo che riprenda alcuni argomenti).
12. Social network: usarli molto, usarli bene
Un articolo molto interessante è stato pubblicato dal Corriere della Sera, in un'intervista dedicata alla presenza online in America dei due candidati democratici, con particolare attenzione ai social network ed al rapporto tra elezioni ed Internet, ed è disponibile qui:
La politica a misura di social network «Sono come la radio negli anni Sessanta»
Steven Geer e Josh Ross, i «guru» della comunicazione di Obama e Hillary: il futuro adesso è nei servizi mobile.
Un articolo molto interessante è stato pubblicato dal Corriere della Sera, in un'intervista dedicata alla presenza online in America dei due candidati democratici, con particolare attenzione ai social network ed al rapporto tra elezioni ed Internet, ed è disponibile qui:
La politica a misura di social network «Sono come la radio negli anni Sessanta»
Steven Geer e Josh Ross, i «guru» della comunicazione di Obama e Hillary: il futuro adesso è nei servizi mobile.

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Ciao Luciano,
è sempre interessante e costruttivo il leggerti.
Un abbraccio
Grazie Giuseppe! :-)