Luciano Giustini

La grande bellezza (Sorrentino, 2013)

 

Sorrentino_Movie_Star_L.JPG_cmyk-1280x853.jpgScena 2. Terrazza hotel. Esterno. Notte.

Una sequela impressionante, insistita, ossessiva e orrorifica di primi piani, di corpi, di dettagli sudati di un campionario umano vastissimo. Giovani o di mezz'età; ributtanti, trasparenti o affascinanti; decolletés spropositati e irreali, abbronzature violente, sessantenni travestiti da giovanotti, labbra rigonfie, uomini dai visi laccati, eleganti o volgari, stravaganti o mezzi nudi, tutti sudati, invitati e imbucati, ballano il Maracaibo.

In preda a una felicità che mette paura. Una vertigine.

Facce da ambasciatori, da spacciatori, casalinghe, intellettuali, funzionari ministeriali, vallette, nobili decaduti, borgatari, tripudi trasversali di tatuaggi, piercing nei luoghi più impensabili, pizzi francesi e minigonne da mercatino, rossetti osceni, jeans stracciati, donne in lungo e bermuda all'ultimo grido. Sandali, tacchi altissimi e piedi scalzi. Diamanti e bigiotteria. Orge di cocktail superalcolici e flûtes di champagne.


(dalla Sceneggiatura)

 

Innanzitutto feste: come dice Verdone nell'intervista a "Che tempo che fa" insieme al regista, "uno potrebbe non crederci, ma le feste che Paolo mette in mostra a Roma sono proprio così". Confermo: le feste in terrazza di certa nobiltà, certa borghesia romana, radical-chic o in generale mondana, al netto di una caricaturalità che caratterizza tutto il film, sono quelle descritte da Sorrentino, che evidentemente conosce l'ambiente (e probabilmente ci è finito dentro suo malgrado). E' probabile che a lui gli faccia anche un po' schifo e tenerezza insieme quest'ambiente; ma in una Roma materna, accogliente e albeggiante, da qualsiasi angolazione la si guardi (e le sue angolazioni sono sempre meravigliose). Si, forse si sente un po' alieno in questa mondanità condizionata (o come dice il protagonista, "deluso" da questa Roma), e se è così lo capisco, è una sensazione che ho avuto anche io, quando mi è capitato. Comunque il suo giudizio è leggero, e viene mitigato dalle stupende immagini, e comunque non vuole affondare il coltello sui mali di Roma. Lo si capisce ad esempio dai scarissimi riferimenti alla politica (schematizzata nel dialogo della radical-chic), così come non ci sono le automobili: il traffico di Roma, così famoso e nefasto è totalmente assente, in una specie di città metafisica, classica (ma per fortuna non alla Woody Allen!).

C'è molto Fellini ─ come ha spiegato egregiamente chi se ne intende ─ e le citazioni sono ovunque: gran peccato per l'uso del digitale, innestato a tal proposito in modo molto evidente e secondo me evitabilissimo, e pure eccessivo. A tratti sembra che voglia dire qualcosa con alcune scene che lì per lì non si capiscono. E si ferma un attimo prima, forse per paura, per non approfondire troppo, oppure si dilunga eccessivamente su scene che avrei tagliato (e a quanto pare il girato è stato tantissimo e molte sono state le scene già tagliate).  

Poi c'è il punto di vista, la focale: è sicuramente quella di chi viene a Roma proveniendo da fuori. E infatti il regista è napoletano, il protagonista salernitano, e il risultato è ellittico, e secondo me non coglie a pieno la Roma "profonda" ma gli gira intorno, come le mitiche carrellate del regista. Si limta ad affrescarla, ad osservarla senza voler per forza capire: ipotizza che dietro le righe ci sia quello che dice Toni Servillo: un chiacchiericcio, un bla bla, o una spiritualità monca o poco credibile. Un tema su tutti: la raffigurazione di preti e monache (tantissime), di cardinali e prelati che è quasi macchiettistica, con purtroppo scarsa attinenza alla realtà del mondo religioso che evidentemente Sorrentino conosce poco; è un'osservazione formale senza entrare troppo nel merito (e ce ne sarebbe), e con qualche errori marchiano. Uno su tutti, la Rolls Royce targata SCV su cui si muove un cardinale, (ca va sans dire antipatico e caricaturale), quando anche i sassi a Roma sanno che i preti usano Volkswagen e Ford perché hanno sconti all'acquisto e al massimo Mercedes e Volvo donate dalle rispettive case madri alle alte cariche. Nessuno in Vaticano sano di mente immatricolerebbe mai una Rolls Royce!

Alcuni attori sono in un loro "ruolo ideale": Isabella Ferrari è perfetta nella donna ultra-40enne narcisista e un po' superficiale che mette centinaia di sue foto su Facebook, in pose e mise diverse, per vedere le reazioni e i commenti degli altri. La Ferilli è naturale e molto brava (oltre che in splendida forma), ed è praticamente una sorpresa, almeno per me, vederla recitare in modo compiuto e coerente. Altre figure sono anche ben tratteggiate, sebbene non mi sia piaciuto tantissimo Verdone, perché sembra sempre eccessivo, caricaturale, in un film già abbastanza manierista. Toni Servillo, invece, inutile dirlo: bravissimo, specialmente quando racconta. Forse troppo acquoso, spesso immobile in smorfie e prossemiche forse per lui innaturali, ma insomma non si può prentendere la perfezione..

Dopo aver visto il film, uno dice "bella la musica, bella la fotografia, bella la sceneggiatura, belle le inquadrature, belle le carrellate (alla Sorrentino, appunto)" quindi la grande bellezza riportata dal titolo c'è, ma non si capisce bene dove il regista vuole andare a parare, e alla fine l'effetto inconcludente è dietro l'angolo. Così mi sono andato a rivedere il trailer del film e ho capito: lo dice nella voce narrante del protagonista.
"E' tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l'emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza, e poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile. "
Ecco, credo che sia questa la chiave di lettura; quantomeno, quella evidenziata esplicitamente dal regista. Poi, certo, ognuno vedrà una chiave di lettura forse diversa (anche per me lo è), o non ne vedrà nessuna, ma questo appartiene a ogni film ed alle sensazioni e alle emozioni che trasmette.


Se io fossi sindaco

 

Appunti, note e suggerimenti per un candidato al Campidoglio (diverso da Alemanno)
(il testo è stato aggiornato dopo la pubblicazione)

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Il 26 e il 27 maggio si vota per le comunali a Roma.

Ecco tutte le liste e i candidati, per chi fosse interessato: si va da Repubblica Romana a Militia Christi, 22 18 candidati alla poltrona di sindaco, ma sostanzialmente sono tre i "big" in lista (più un quarto incomodo): Ignazio Marino, per il PD, Gianni Alemanno, per il PDL, sindaco uscente, Alfio Marchini, outsider rappresentante il centro, e Marcello de Vito, del Movimento 5 stelle.

Come si evince dal titolo, non voterò Alemanno, perché non lo ritengo adatto al governo della città, nonostante l'invito di molti amici che - a mio avviso erroneamente - puntano a farne una battaglia ideologica o addirittura religiosa. L'amministrazione di questi  anni ha, invece, profondamente deluso su molteplici aspetti, e su questo i miei amici sanno che non faccio sconti. Non mi soffermerò sugli aspetti più discussi della sua amministrazione, da quello sulla criminalità nella Capitale alla polemica sulle assunzioni facili (la cosiddetta Parentopoli capitolina), o più peculiari come la nevicata a Roma del 2012 di cui ancora si parla, o come l'idea di abbattere il gigantesco quartiere di Tor Bella Monaca per ricostruirlo (...), o ancora come il deprimente abbandono del bikesharing (diffuso capillarmente in qualsiasi grande città d'Europa). C'è davvero una letteratura sterminata sulle cose fatte e non fatte (o dette e non dette) a Roma in questi anni: si può far riferimento agli innumerevoli articoli che si trovano sulla rete, o la puntata di Report per le questioni più critiche, intitolata "Romanzo capitale" (che non ha mancato di sortire il relativo strascico polemico).

Non è una questione personale, tutt'altro. Stimo la persona e non ho problemi a dire che nel 2008 l'ho anche votato, perché unica alternativa credibile all'evanescente Rutelli (uno che - tra le altre cose - aveva fatto costruire l'inutilissimo e dannoso tunnel stradale sotto il Gianicolo, quello di Cavalleggeri, e che invece di fluidificare il traffico a Castel S. Angelo, è stato capace di inventarsi un'incredibile contorsione viabile di cui ancora oggi paghiamo i costi ─ per non parlare della orribile Teca di Meier!). Mi dispiace, ripeto, per gli amici che sostengono la candidatura di Alemanno, così come la richiesta di una "fiducia in bianco": personalmente ritengo che sia ora di voltare pagina.

Prima di elencare alcuni punti per  un candidato sindaco, mi piacerebbe però fare una piccola premessa sul peggioramento di un aspetto a mio avviso importante, forse più di quello che sembra, e mi riferisco al degrado urbano. La situazione in cui volge Roma è tremenda. Negli ultimi anni sono peggiorati molti aspetti fondamentali della Capitale ma il degrado urbano è aumentato a livelli inimmaginabili per una metropoli di stampo europeo, come più volte sottolineato anche dalla stampa (sia nostrana sia soprattutto estera). Una delle cause principali è da ricercarsi nell'abusivismo, esploso negli ultimi anni, con il devastante impatto provocato dalla deregulation avviata nel 2009 con una scriteriata delibera (la 37) che, pur proponendosi di gestire una serie di settori difficili, ha lasciato campo aperto alle varie camarille operanti nella città, che hanno approfittato del caos per conquistare spazi e gettarsi nell'illegalità.

Tutto l'aspetto dell'educazione civica di Roma e del rispetto delle regole, pilastro fondamentale per la buona fruizione di una città e storicamente punto debole della Capitale, è andato a farsi benedire, caduto sotto i colpi inferti da una serie di scelte sbagliate. Ne hanno approfittato un po' tutti, dalle ditte e  società abusive ai ristoranti, dalle affissioni pubblicitarie dei maxi-cartelloni sulle strutture stradali, dai camion bar ai pullman, in un crescendo che ha trasformato e sfigurato quasi tutti i quartieri di Roma. Questa trasformazione in "brutto" ha certamente consolidato una tendenza al lassismo ed alla mancanza di controlli che ha finito per peggiorare ancora di più, se possibile, le cose.

Per la precisione, una delle componenti dell'abusivismo più odiosa e capillare è costituita dalla cosiddetta "cartellopoli", una vera e propria mafia - com'è stata definita dallo stesso sindaco Alemanno, che si fa beffe del Campidoglio. Il "degrado delle regole" da questa portato è stato ben documentato da una serie di siti web: il primo storico sito è stato Cartellopoli, (da cui il nome), ma iniziative dei cittadini e delle associazioni indignate per il diffondersi del malaffare si sono moltiplicate nel tempo da Cittadinanzattiva, a Bastacartelloni, da Degrado Esquilino, a RiprendiamociRoma, solo per citarne alcune.

Il problema della sicurezza è il più importante, subito prima del problema del "Brutto". Il decuplicarsi di cartelloni in zone vietatissime da multipli articoli del Codice della strada (oltre che dal buon senso) ha prodotto in questi anni un numero elevatissimo di incidenti stradali, dovuti a varie concause, tutte legate alla pratica abusivista: cartelloni che coprono i semafori, cartelloni che coprono la segnaletica, cartelloni che coprono la visuale, che coprono i pedoni, che coprono gli incroci, e via dicendo, in un florilegio di illegalità che lascia sconcertati anche i più distratti. Basta farsi un giro per uno qualsiasi dei blog suddetti per farsene un'idea.

Il problema, già noto nel 2010, nonostante le dichiarazioni dei responsabili, ha continuato a peggiorare notevolmente fino ad arrivare all'oggi, dove una quantità inimmaginabile di cartelloni di tutte le fogge e dimensioni riempie praticamente ogni spazio libero in città (fatta eccezione per il Centro storico, dove c'è un controllo diverso...) e in periferia, in spazi per la maggior parte abusivi. E' una selva senza soluzione di continuità che unisce il brutto al degrado, l'illegalità al pericolo.

E' necessario cercare di avvicinare Roma non alle favelas di Rio ma alle capitali europee come Vienna, Parigi, Londra. E su questo aspetto ci siamo allontanati pericolosamente proprio negli ultimi anni.

La maleducazione e la prepotenza, come si sa, sono di casa a Roma, ed è preciso compito di un'amministrazione non assecondare ma contrastare, con la dovuta efficienza, le cattive abitudini, l'abusivismo, le camarille, specialmente quando sconfinano in un problema di sicurezza, di illegalità e di degrado urbano. E le cose spesso sono collegate: non c'è rispetto delle regole solo per un aspetto, bisogna impegnarsi per farle applicare in modo coerente e consistente ai vari livelli, e nel tempo, dando il buon esempio e contrastando sul territorio chi non rispetta i diritti degli altri.

 

Bene. Fatta questa doverosa premessa, su un aspetto che per un romano che vuole bene a questa città non può essere taciuto, passo la "parola" al caro amico Giuseppe Sbardella, come sempre controcorrente e proiettato verso i giovani, che mi ha consigliato il giovane  Andrea Lemma, che ho conosciuto come candidato autorevole in Scelta Civica, e che oggi corre alle comunali per la lista collegata ad Alfio Marchini. Ad Andrea dunque mi rivolgo idealmente per una personale lista di proposte che io adotterei "se fossi sindaco".

 


TEDx ViaDellaConciliazione

 

TEDxVDC.png

Come alcuni di voi già sanno, insieme con l'Ateneo Regina Apostolorum (www.uprait.org) abbiamo organizzato un evento che vede protagonista un argomento determinante per la nostra epoca, e che si svolgerà in un luogo che è al centro dell'attenzione nel mondo. Il 19 aprile ci sarà, infatti, il primo evento TEDx in Vaticano, con il tema "La libertà di religione oggi". L'evento è descritto dal nome TEDx ViaDellaConciliazione (www.tedxvdc.com), ed avrà il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura.

Per chi non lo conosce, TED (www.ted.com) è un formato di conferenze nato nel 1984 negli Stati Uniti, e il suo motto è "ideas worth spreading". Ogni conferenza presenta le più interessanti ed innovative idee del pensiero globale secondo uno stile peculiare, nel quale ogni speaker ha al massimo 18 minuti e parla da un palco senza quinte: solo lo schermo per le slide e una presentazione standard. La massima concentrazione della platea e la magia ha inizio. Ai vari TED hanno parlato le più importanti personalità del mondo politico, economico, industriale, scientifico, e moltissimi innovatori che hanno raccontato le loro esperienze e le loro idee che hanno cambiato il mondo.

Il tema che abbiamo scelto, "Religious Freedom Today", è davvero molto impegnativo: significa ancora qualcosa la religione nel mondo della tecnologia, dell'intrattenimento e del design? c'è spazio per la libertà di religione in scenari sempre più aggressivi e punitivi, quando non apertamente in guerra? Noi pensiamo di sì!
La religione è una forza innovativa e non distruttiva. Pensiamo ai tanti eroi silenziosi, e a quante volte la fede, l'amore e il sacrificio hanno cambiato gli eventi e la storia umana. Per questo la religione è importante e la libertà di religione un diritto umano fondamentale, una sfida globale per crescere verso la fratellanza e la pace.

Abbiamo cercato speaker capaci di parlarci di religione e di libertà, ognuno nel proprio settore: la scienza, la musica,
lo sport, l'arte, la medicina, l'educazione, sia in terre di pace sia in terre di conflitto. Interverranno tra gli altri il cardinal Ravasi, il ricercatore di Pew Brian Grim, i ragazzi della Cittadella della Pace di Assisi, il rabbino di Gerusalemme David Rosen, l'architetto visionario Fernando Romero e tanti altri che potete vedere sulla pagina Speakers.
Aspettiamo con ansia di ascoltare le loro storie.


Ti aspetto a TEDx ViaDellaConciliazione, Venerdì 19 Aprile 2013 - Inizio alle ore 08:45
Auditorium Della Conciliazione, Via Della Conciliazione 4, 00193 Roma.

L'evento sarà in lingua inglese, con possibilità di avere la traduzione simultanea in sala.
La registrazione
all'evento è obbligatoria. Riceverai via e-mail il badge necessario per accedere alla sala.
Registrazione: http://www.tedxviadellaconciliazione.com/tickets oppure puoi scrivere a register@tedxvdc.com inviando il tuo nome, cognome, data di nascita, ente/organizzazione, e professione.

Puoi registrarti, inoltre, su Facebook a questo indirizzo:

http://www.facebook.com/events/193009230823124/

Vi aspettiamo!


Program Conference Schedule & Additional Speakers


8:45-10:15 - Session1: Networks of common ground
Gianfranco Ravasi; Cardinal for the Brights
Guy Consolmagno; Brother Astronomer
Brian Grim; Global Researcher
David Rosen; Chief Rabbi

11:00-1:15pm - Session 2: Beauty is truth, truth is beauty
Soumaya Slim and Fernando Romero; Witnesses of the beauty
Sheikha Hussah Sabah al-Salem al-Sabah; Memory Keeper
Elisabeth Lev; Art Historian
Gloria Estefan; Singer

2:15pm-4:00pm - Session 3: Forgiveness and reconciliation
Wenzong Wang; Tribal children Educator
Alicia Vacas; Peace Crusader
Vlade Divac; Basketball Charity Champion

5:00pm-6:45pm - Session 4: Living Together
Franco Vaccari and Rondine Students; Noah Remix
Pilar Mateo; Chemical Researcher
Mohhammed Alì and Mr Kleva; Spiritual Street Artists
Hisham El-Sherif; Charismatic Technologist
Barrie Scwhortz; Shroud Investigator

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Sono un ingegnere informatico, ho insegnato nel Master in Comunicazione e new media all'Upra. Ho fondato Beta e ITnews, scritto diverse guide (come si apre un blog, Facebook, ecc.); sono technology visionary per TEDx ViadellaConciliazione, e faccio consulenza. Contattami o seguimi su twitter: @lucianog.
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