Luciano Giustini

Come va? (140 risposte possibili)

 

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"Come va?"

1. Icaro: "Uno schianto"
2. Proserpina: "Mi sento giù"
3. Prometeo: "Mi rode..."
4. Teseo: "Finché mi danno corda..."
5. Edipo: "La mamma è contenta"
6. Damocle: "Potrebbe andar peggio"
7. Priapo: "Cazzi miei"
8. Ulisse: "Siamo a cavallo"
9. Omero: "Me la vedo nera"
10. Eraclito: "Va, va..."
11. Parmenide: "Non va"
12. Talete: "Ho l'acqua alla gola"
13. Epimenide: "Mentirei se glielo dicessi"
14. Gorgia: "Mah!"
15. Demostene: "Difficile a dirsi"
16. Pitagora: "Tutto quadra"
17. Ippocrate: "Finché c'è la salute..."
18. Socrate: "Non so"
19. Diogene: "Da cani"
20. Platone: "Idealmente"
21. Aristotele: "Mi sento in forma"
22. Plotino: "Da Dio"
23. Catilina: "Finché dura..."
24. Epicuro: "Di traverso"
25. Muzio Scevola: "Se solo mi dessero una mano..."
26. Attilio Regolo: "Sono in una botte di ferro"
27. Fabio Massimo: "Un momento..."
28. Giulio Cesare: "Sa, si vive per i figli, e poi marzo è il mio mese preferito..."
29. Lucifero: "Come Dio comanda"
30. Giobbe: "Non mi lamento, basta aver pazienza"
31. Geremia: "Sapesse, ora le dico..."
32. Noè: "Guardi che mare..."
33. Onan: "Mi accontento"
34. Mosè: "Facendo le corna..."
35. Cheope: "A me basta un posticino al sole..."
36. Sheherazade: "In breve, ora le dico..."
37. Boezio: "Mi consolo"
38. Carlo Magno: "Francamente bene"
39. Dante: "Sono al settimo cielo"
40. Giovanna d'Arco: "Si suda"
41. San Tommaso: "Tutto sommato bene"
42. Erasmo: "Bene da matti"
43. Colombo: "Si tira avanti"
44. Lucrezia Borgia: "Prima beve qualcosa?"
45. Giordano Bruno: "Infinitamente bene"
46. Lorenzo de' Medici: "Magnificamente"
47. Cartesio: "Bene, penso"
48. Berkeley: "Bene, mi sembra"
49. Hume: "Credo bene"
50. Pascal: "Sa, ho tanti pensieri..."
51. Enrico VIII: "Io bene, è mia moglie che..."
52. Galileo: "Gira bene"
53. Torricelli: "Tra alti e bassi"
54. Pontorno: "In una bella maniera"
55. Desdemona: "Dormo tra due guanciali..."
56. Newton: "Regolarmente"
57. Leibniz: "Non potrebbe andar meglio"
58. Spinoza: "In sostanza, bene"
59. Hobbes: "Tempo da lupi"
60. Vico: "Va e viene"
61. Papin: "Ho la pressione alta"
62. Montgolfier: "Ho la pressione bassa"
63. Franklin: "Mi sento elettrizzato"
64. Robespierre: "Cè da perderci la testa"
65. Marat: "Un bagno"
66. Casanova: "Vengo"
67. Goethe: "C'è poca luce"
68. Beethoven: "Non mi sento bene"
69. Shubert: "Non mi interrompa, per Dio"
70. Novalis: "Un sogno"
71. Leopardi: "Sfotte?"
72. Foscolo: "Dopo morto, meglio"
73. Manzoni: "Grazie a Dio, bene"
74. Sacher-Masoch: "Grazie a Dio, male"
75. Sade: "A me bene"
76. D'Alambert e Diderot: "Non si può dire in due parole"
77. Kant: "Situazione critica"
78. Hegel: "In sintesi, bene"
79. Schopenhauer: "La volontà non manca"
80. Cambronne: "Boccaccia mia..."
81. Marx: "Andrà meglio..."
82. Carlo Alberto: "A carte 48"
83. Paganini: "L'ho già detto"
84. Darwin: "Ci si adatta"
85. Livingstone: "Mi sento un po' perso"
86. Nievo: "Le dirò, da piccolo..."
87. Nietzsche: "Al di là del bene, grazie"
88. Mallarme': "Sono andato in bianco"
89. Proust: "Diamo tempo al tempo"
90. Henry James: "Secondo i punti di vista"
91. Kafka: "Mi sento un verme"
92. Musil: "Così così"
93. Joyce: "Fine yes yes yes"
94. Nobel: "Sono in pieno boom"
95. Larousse: "In poche parole, male"
96. Curie: "Sono raggiante"
97. Dracula: "Sono in vena"
98. Croce: "Non possiamo non dirci in buone condizioni di spirito"
99. Picasso: "Va a periodi"
100. Lenin: "Cosa vuole che faccia?"
101. Hitler: "Forse ho trovato la soluzione"
102. Heisemberg: "Dipende"
103. Pirandello: "Secondo chi?"
104. Sotheby: "D'incanto"
105. Bloch: "Spero bene"
106. Freud: "Dica lei"
107. D'Annunzio: "Va che è un piacere"
108. Popper: "Provi che vado male"
109. Ungaretti: "Bene (a capo) grazie"
110. Fermi: "O la va o la spacca"
111. Camus: "Di peste"
112. Matusalemme: "Tiro a campare"
113. Lazzaro: "Mi sento rivivere"
114. Giuda: "Al bacio"
115. Ponzio Pilato: "Fate voi"
116. San Pietro: "Mi sento un cerchio alla testa"
117. Nerone: "Guardi che luce"
118. Maometto: "Male, vado in montagna"
119. Savonarola: "E' il fumo che mi fa male"
120. Orlando "Scusi, vado di furia"
121. Cyrano: "A naso, bene"
122. Volta: "Più o meno"
123. Pietro Micca: "Non ha letto che è vietato fumare"
124. Jacquard: "Faccio la spola"
125. Malthus: "Cè una ressa..."
126. Bellini: "Secondo la norma"
127. Lumiere: "Attento al treno!"
128. Gandhi: "L'appetito non manca"
129. Agatha Christie: "Indovini"
130. Einstein: "Rispetto a chi?"
131. Stakanov: "Non vedo l'ora che arrivi ferragosto..."
132. Rubbia: "Come fisico, bene"
133. Sig.ra Riello: "Sono stufa!"
134. La Palisse: "Va esattamente nella maniera in cui va"
135. Shakespeare: "Ho un problema: va bene o non va bene?"
136. Alice: "Una meraviglia"
137. Dr. Zap: "Bene, la sai l'ultima?"
138. Verga: "Di malavoglia"
139: Heidegger: "Quante chiacchiere!"
140. Grimm: "Una favola!"

─ Umberto Eco, Il secondo diario minimo

E tu? Come va? ;-)


Dieci anni fa, papà

Posted on April 14, 2014 18:55 in

 

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Sono passati dieci anni da quando te ne sei andato, papà. Tutto sommato, non moltissime cose sono cambiate da allora. Sono tanti, sembravano meno. Quaggiù si sta sempre un po' più soli, sai...

Scrivevo nella lettera d'addio `Sei circondato dall'affetto dei cari, sui quali leggi la tua sofferenza. Arrivi a dire qualcosa come "sono un po' in ribasso", e' la tua dignita', che ti chiede di non usare frasi grosse. Ci hai sempre voluto tranquillizzare, mentre ti allontanavi sempre di piu'.

Eravamo tutti un po' scioccati da come te ne sei andato. Forse io ero un po' più preparato perché parlavo coi medici, mamma meno, lei in cuor suo non ci voleva credere.

Caro papà, oggi sono 10 anni. Allora sembrava che potessi fare chissà cosa, oggi posso dire di essere molto cambiato, forse anche un po' scoraggiato. So che questa è una parola che a te non piaceva. Me lo ricordo bene, spesso passavamo giornate a discutere sui voli pindarici che tu facevi, pieno di idee e di volontà di realizzare tutto, e i miei dubbi, il mio realismo, e insieme le possibilità che si spalancavano e facevano sognare. La nostra diversità ci ha spesso allontanato e poi riavvicinato, come un balletto, poi è arrivata la malattia e allora io ho smesso di stare sempre a discutere.

Sai papà, sapevo quanto ci tenevi al nostro rapporto, e di quanto soffrivi dei miei silenzi, o del fatto che non parlassi volentieri con te dei miei problemi. Che erano tanti, ero un ragazzo difficile e lo sono stato a lungo, forse tuttora, ben oltre la soglia dell'adolescenza quando uno dovrebbe essere maturo, responsabile, e autosufficiente..

Sicuramente ti avevo idealizzato io stesso, come si fa con i papà forti, quelli che lasciano un segno indelebile nella tua vita. Con molta fatica ho potuto fare i conti con la tua figura grande e affettuosa, soprattutto perché non ho avuto tempo, è come se si fosse interrotto un percorso che a fatica avevamo finalmente iniziato. Chissà, magari ci saremmo potuti capire, anche se il più ermetico dei due ero io, perché tu papà le cose le dicevi in faccia, anche se a volte credo che esagerassi. E anch'io, certo, l'ho fatto. Ma mi volevi talmente bene che mi scusavi sempre, anche nei momenti in cui - col senno di poi - avrei dovuto tacere, oppure moderare il mio temperamento. Altri tempi.

Dieci anni, papà, eppure sembra l'altro ieri. In qualche caso saresti stato anche fiero di me. Ho terminato quella maledetta laurea, ho lavorato in grandi aziende I.T. e in piccole società di software, facendo esperienze e trovando conflitti che in qualche caso ho affrontato e risolto, in altri casi no. Invece la rivista, te la ricordi? - quella che avevi scoperto per caso da una lettera in cui mi chiamavano "direttore", quella poi l'ho sospesa, così come anche altre cose di ciò che sembrava un'intramontabile passione per l'informatica... Tu che mi ritenevi un genietto dei computer, alla fine avevi accettato che passassi le mie giornate con Internet, la programmazione, gli articoli...

Lo so che ci tenevi, papà, anche a un'altra cosa. Purtroppo, come penso saprai, non ho novità in quel senso. Ci ho provato, ma probabilmente non sono giusto per questo genere di cose.

Una volta mi ricordo che una cara amica parlò di te. Non ti aveva conosciuto direttamente, ma sapeva della tua storia. Disse che tu eri stato un giusto, usò quell'appellativo che sta ad indicare un uomo che nella vita si è comportato rettamente, senza cedere all'incoerenza, all'odio, alle mezze misure, ma che aveva saputo donare speranza, amore. Oh sì, eri anche intransigente, ma nessuno è perfetto, papà, sennò saresti stato un santo, invece come ogni uomo davvero giusto, sapevi che avevi commesso anche tanti errori.. Mi piaceva quel termine, poi richiamava anche il nostro cognome, piccoli giusti..

Invece, io, ecco. Piccolo di sicuro, giusto non credo, cerco di ricordarti come la persona che mi ha dato tanto e chiesto anche tanto. Ma soprattutto, nel mio percorso di crescita che ho affrontato questi anni, ho capito anche che qualche problema tra noi era inevitabile, e che forse non l'abbiamo mai affrontato veramente, ma che l'amore che mi hai dato mi ha aiutato, molto, davvero. Mi dispiace di non averti potuto dire grazie. Forse è arrivato, in questi anni. Col cuore non si scherza.


FCA è bellissimo. Anche perché non lo vedrà nessuno

 

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Allora. Lungi da me difendere la Fiat. E l'excusatio non petita è ok. Questo post è per parlare del logo. La scelta del logo FCA, con la A a forma di freccia, il font un po' alla Star Trek, l'acronimo che sembra un'altra cosa (ah ah ah), il posizionamento, l'utilizzo, il contesto, il colore, ecc.

Il mio proposito è questo: siccome scrivo ogni tanto robe che riguardano il mondo automotive, e pur non intendendomi in senso stretto di loghi e creatività, di quel mondo qualcosa ci capisco, sto per scrivere qualcosa che difende la scelta del Gruppo Fiat. Riguardo al logo (e al nome, naturalmente). E metto le mani avanti: vorrei circoscrivere l'argomento, anche se so che è difficile. Marchionne ha scelto la sede legale in Olanda? Ok, non è bellissimo, ma non centra col logo. Vogliono pagare meno tasse mettendo la residenza in UK? Non è che come italiano sia proprio felicissimo, ma è legittimo, e tanto Befera (Equitalia) ha già dichiarato prontamente che verificherà. Peraltro queste scelte di posizionamento societario sono comuni a moltissimi gruppi, per dire anche alla Renault, con tutto lo sciovinismo dei francesi. E comunque: anche se Marchionne si mette un maglione a pois arancioni su background verdolino - comunque non centra col logo e con la scelta del nome.

Quando è stato presentato il nuovo logo in pompa magna, si sono alzati strali contro quello che è stato ritenuto come il  nuovo logo della Fiat. Ho letto su Facebook  commenti sarcastici e velenosi,  poi li ho letti sul gruppo Creativi e sui vari profili di Facebook di "addetti ai lavori", e  sul sito di Tiragraffi sul quale sono stato chiamato a dire la mia (grazie Valentina!). E tra un "Che schifo!", un "Hanno sbagliato tutto!", un "Non capiscono un ca**o come sempre", e un "Ma chi ha fatto il logo, la zia di Marchionne!?" (è stata la Robilant, tra parentesi, che ci ha anche scritto qualche cosa su un po' appiccicata), ho provato con scarso successo a commentare.

Purtroppo, si è verificato un tipico effetto Dunning-Kruger. L'effetto D-K è quando si parla di qualcosa per cui si ritiene di avere una qualche competenza, tendenzialmente mutuata dalla rete, e invece non è così.

FCA è il logo del nuovo Gruppo che nasce per gestire (e possedere) i Marchi Fiat e Chrysler, non sostituisce i loghi Fiat e Chrysler. E' l'equivalente, per rimanere vicino, della PSA (Peugeot, Citroen), che gestisce i rispettivi Marchi oltralpe e nel mondo. Sono società e loghi che hanno senso in campo economico e finanziario e che non vedremo mai sulle macchine.

Riassumendo: nel mondo automotive è nato un nuovo Gruppo automobilistico: FCA. Non è nato un nuovo marchio di automobili, né vedremo mai il nome FCA su alcun cofano e neanche sotto il cofano, neanche sul libretto di istruzioni, o sul modello di finanziamento, su un contratto d'acquisto. Forse, ma non è detto, lo vedrà qualche contabile amministrativo, e probabilmente, in forma del tutto dematerializzata, qualche investitore, e sicuramente, sarà presente nella borsa di New York e in quella di Milano.

L'articolo continua su Tiragraffi Magazine


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Sono un ingegnere informatico, ho insegnato nel Master in Comunicazione e new media all'Upra, e faccio consulenza e sviluppo con LGStudio. Ho fondato Beta e ITnews, scritto diverse guide (come si apre un blog, Facebook, ecc.), e sono stato technology visionary per TEDx ViadellaConciliazione.
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