Master in Comunicazione e New Media
Colgo l'occasione dell'avvenuta pubblicazione sul sito dell'ateneo Regina Apostolorum per segnalarvi il Master in Comunicazione e New Media nel quale ho l'onore di far parte del corpo docente, organizzato dall'Istituto di Studi Superiori sulla Donna insieme all'Università Europea di Roma ed in collaborazione con Google.
Sono
grato a chiunque volesse divulgarlo o segnalarlo ad amici e colleghi.
Per avere informazioni ulteriori o la brochure del master potete
chiedere anche a me o alla Coordinatrice Giovanna Abbiati - Indirizzo Web del Master in Comunicazione e New Media e relativo depliant.
Grazie!

Informazioni sul Master
Obiettivi formativi :
II Master in Comunicazione e New Media con la partecipazione di Google forma comunicatori e leader d'impresa nel global digital world. Attraverso esercitazioni pratiche e l'uso di strumenti multimediali, il Master fornisce una base solida per comprendere i processi di comunicazione e migliorare le proprie competenze e strategie multimediali.
Il Master è rivolto ai futuri imprenditori digitali ed a una nuova generazione di formatori capaci di trasmettere con forza ed efficacia i valori umani.
Ente promotore:
II Master è organizzato dall'Istituto Superiore Studi sulla Donna dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum con la partecipazione di Google.
Destinatari:
Studenti che desiderano creare start up o specializzarsi nella produzione, gestione, pubblicazione di contenuti digitali multimediali, pronti ad ampliare gli orizzonti di investimento anche verso i mercati esteri.
Formatori capaci di applicare le proprie conoscenze ai nuovi processi della comunicazione e dei new media, sia in campo sociale che religioso, con particolare attenzione ai giovani e alle categorie disagiate.
Programma:
Il Corso sarà articolato in 4 moduli formativi
Modulo 1 - Metodi e teorie dei media
- Teoria e Tecniche dei Nuovi Media
- Etnografia Digitale
- Etica 2.0 e dignità dell'uomo
- Tutela della privacy e responsabilità individuale sul web
- Corso base di abilità multimediale 1
Modulo 2 - Tecniche informatiche e management della comunicazione
- Corso base di abilità multimediale
- Digital Marketing
- Ricerca nel web
- Microimpresa, finanziamenti, start up e comunicazione
- Architettura del Web
- Social Media Marketing
- PMI attive online: crescere con internet e i social media
- Made in Italy 2:0
Modulo 3 - New media e Nuove generazioni
- Identità e Internet
- Strategie per il Fund Raising
- La cultura dei teen agers e i New Media
- Comunicazione sociale
- Internet sicuro per bambini e adolescenti
- Tecnologie per disabili
Modulo 4 - Realizzazioni digitali nel 6° Continente
- Camera e Editing
- You, you tube and youth
- Blog e citizen media
- Web writing 2.0
- Web Design
- Captologia e cultura dei fans
- Media Fantasiosi
Ogni modulo è composto da una parte teorica e da workshop. Alla fine del Master ogni studente presenta un progetto di ricerca e un portfolio multimediale.
Durata annuale dal 19 aprile 2012 al 28 marzo 2013
Iscrizione entro il 9 aprile 2012
Ulteriori informazioni:
http://www.uprait.org/index.php?option=com_content&view=article&id=338
Il declino dell'Italia e la lettera della BCE

Il Corriere della Sera ha pubblicato la lettera riservata che la BCE ha inviato al governo italiano i primi di agosto 2011 invitandolo a modificare la manovra finanziaria perché quella in atto (e già pesante) non bastava. Ho letto il documento e non mi scandalizza. La maggioranza di queste indicazioni sono pienamente condivisibili (riduzione degli stipendi pubblici, tagli alle mostruose spese della amministrazione, ecc.), ma non è peraltro una questione di soluzioni, è una questione di credibilità. La credibilità, come la reputazione, sono cose che non si possono comprare, né si possono inventare..
C'è però una cosa che mi urta molto in tutta questa faccenda. Ed è il fatto che da una parte l'Europa - e non solo l'Europa - guardano con molta preoccupazione al nostro Paese, e dall'altra una parte considerevole del nostro Paese sta letteralmente disfacendosi: il nostro Sud. Parallelamente alle lettere pubblicate della BCE, i dati pubblicati ieri dallo Svimez (Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno) sono raggelanti, e le stime tracciate per gli anni a venire non necessitano di commenti. I titoli dei giornali parlano di "secessione occupazionale", ed è anche un eufemismo: disoccupazione reale al 30%; economia ferma; 3 donne su 4 sono a casa senza lavoro; tra gli under25, 2 su 3 non lavorano; dei 533.000 posti di lavoro persi in Italia nel periodo 2008-2010 il 60% è nel Meridione; dal 2000 al 2009 600.000 persone sono emigrati dal Sud; le città che hanno perso più residenti Palermo, Caserta, Taranto; arretratezza di servizi di infrastrutture scarsa ricchezza.. E si potrebbe continuare con altri dati relativi alla crescita dell'età della popolazione e allo svuotamento di giovani, ma meglio fermarci qui..
Non solo lo Svimez ma nella stessa giornata, quasi in un'ideale staffetta che segue quella di tutte le altre istituzioni finanziarie mondiali, J.P. Morgan affermava che l'Italia nel 2012 entrerà con ogni probabilità in recessione.
Di fronte a una situazione generale così drammatica (ripetuta peraltro come un mantra dalla Confindustria, che in genere si lamenta molto meno o lo fa con precisi indirizzi politici..) in generale visibile chiaramente nella situazione della popolazione, viene da chiedersi come si possa infierire con delle misure così drastiche. La colpa ovviamente non è della BCE, è chiaro. Però dobbiamo riflettere sul fatto che il rischio, notoriamente, è che senza un cambiamento della società che sia vissuto, interiorizzato e capito, si ritornerà alla situazione di partenza dopo pochi anni. Inutile aggiungere tasse, aggiungere tagli, ridurre le spese, ridurre i trasferimenti agli enti locali, ridurre i servizi, togliere e chiedere sacrifici alla popolazione quando c'è un pezzo enorme del paese che evade, che elude, che spreca, che vive sulle spalle degli altri, che evita qualsiasi coinvolgimento, che se ne frega, che pensa al proprio eterno guicciardininiano "particulare". E non solo è inutile ma è davvero cattivo chiedere sacrifici a un paese che, ad esempio al Sud, è in una situazione più da terzo mondo che da paese europeo. Chiedere sacrifici a un paese che ormai per non far crollare il PIL ha bisogno di più di 150.000 immigrati l'anno (fonte Bankitalia) ma che poi non è capace di integrarli, di assisterli e anzi in alcuni casi attira inesorabilmente la parte peggiore degli immigrati, i pregiudicati che in Italia pensano di trovare una situazione malavitosa favorevole. E spesso la trovano. Gli altri paesi cercano di attirare invece gli immigrati che vengono per lavorare, per integrarsi, per produrre. A volte, scherzando, dico sempre che l'Italia, in genere mi riferisco specialmente a Roma, non dovrebbe essere paragonata alle realtà più evolute o alle città come Parigi, o Londra o Vienna o Berlino perché quelle sono realtà nelle quali si vive e si pensa in modo diverso. Dovrebbe essere paragonata a città del medio oriente, dell'Africa, dell'Est (dove comunque c'è voglia di riscossa, di fermento, di miglioramento). Di fronte a loro stiamo meglio. Ma non confrontiamoci con l'Europa oggi, perché a Parigi, o Londra o Vienna o Berlino c'è un'educazione civica che da noi è diventata sconosciuta, c'è un senso del rispetto delle regole che noi abbiamo perso, c'è un continuo richiamo al dovere ed un sistema di norme sociali che consentono alle nuove generazioni di progettare, di studiare, di credere nel merito, di vedere un futuro che qui da noi sembra evaporato, sembra essere scomparso. Il paese sta franando, e questo lo si dice da tanto tempo e non solo metaforicamente, come purtroppo sappiamo, ma non è neanche corretto dare la colpa generalizzata alla classe politica, perché la classe politica è lo specchio di come siamo noi, perché quella classe politica è stata votata, e che stia a destra o a sinistra, ad una larga parte della popolazione non interessa, basta che curi, persegua o mantenga gli interessi di lobby, corporazioni, enti, o singoli interessi. Ad esempio un lavoro, un posto, una raccomandazione, una perdita della dignità personale e sociale che non conosce freni. Oppure peggio un'ideologia, una mistificazione, i fascisti e i comunisti, i cattolici e gli anticattolici, i buoni e i cattivi, e ancora qui posso scialare in citazioni: i famigerati "guelfi e ghibellini". Oppure il "gattopardo": cambiare tutto per non cambiare niente. Ma siamo davvero così?


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