Analisi semiseria del voto | Luciano Giustini

Analisi semiseria del voto


 
Confrontando i risultati delle sole europee, con quelli delle scorse consultazioni sempre europee (mele con mele), mi sembra che qualcosa di utile si possa dire.
Innanzitutto che molte sigle politiche sono sparite dalla zona italiana dell'Europarlamento per effetto dello sbarramento (e nella tabella che segue non ci sono neanche tutte).

Lista/Gruppo % 2004 Seggi 2004 % 2009 Seggi 2009
FORZA ITALIA (oggi POPOLO DELLE LIBERTA')20,9316 35,2629
ALLEANZA NAZIONALE11,499
UNITI NELL'ULIVO (oggi PARTITO DEMOCRATICO)31,0824 26,59(1)22
LEGA NORD4,964 10,209
UDC5,895 6,515
RIF. COM. - COMUNISTI ITALIANI
(2)5 3,38

DIPIETRO OCCHETTO (oggi DI PIETRO - IDV)2,142 8,007
FED.DEI VERDI (oggi SINISTRA E LIBERTA')
2,472 3,12

LISTA EMMA BONINO2,252 2,42

SOCIALISTI UNITI (oggi SINISTRA E LIBERTA')2,042

A.P. UDEUR1,291

FIAMMA TRICOLORE0,7310,79

Totale seggi7772
(1: con SVP - 2: nel 2004 erano divisi in RIF. COM. con 6.06% e COM. IT. con 2,42%)

Subito dopo, il preoccupante dato dell'astensione. Il dato generale è un tremendo 42,94%, mentre il dato italiano è 66,46%: in Europa siamo tra i migliori, il che è incoraggiante, ma al Sud e alle Isole ne soffriamo anche noi, e comunque sempre peggio che alle scorse Europee. Ed è scoraggiante che agli europei frega sempre di meno di quello che succede in Europarlamento, dimenticando che molte leggi (indirettamente), fondi e regolamenti provengono e proverranno da lì.

L'Europa, già: c'è questo vento di destra, nel quale alla fine uscirà vincente il PPE, e male per il PSOE. C'è la crisi ovunque e la gente cerca di difendere il lavoro e la famiglia, ovvero i pilastri della società. Le persone sembrano fidarsi più delle potenzialità dei partiti di centro-destra, in questa evenienza.
Cito una parte dell'editoriale di Massimo Franco dal Corriere della Sera di lunedì a tal proposito:
(...) Il risultato del fronte berlusconiano Pdl più Lega, ha assai poco di eccezionale. Va a braccetto con la vittoria del centrodestra quasi ovunque: dalla Germania alla Francia, all'Olanda, alla Gran Bretagna, alla Spagna e a Paesi dell'Est come Bulgaria e Ungheria; e con una sconfitta della sinistra che in alcuni casi sfiora l'umiliazione; sebbene non in Italia.
E' un verdetto politico e forse qualcosa di più. Siamo in presenza di un modello culturale che si consolida e di un altro ritenuto ormai dalla maggioranza degli europei come una lingua poco comunicativa, nella sua autoreferenzialità. Altrimenti non si spiegherebbe la ragione per la quale i governi moderati più o meno resistono, nonostante la crisi economica, mentre quelli socialisti riemergono ammaccati dalla consultazione e cannibalizzati dalle componenti più radicali. (...)

E ora la parte meno seria....

Analisi tv: la povera Melandri, non ce la dovevano mandare lei, da Vespa.

Preponderanze geopolitiche: al Nord Lega. Al Sud UdC. Emanuele Filiberto non pervenuto.

In Lettonia un partito, il JL (populisti), ha preso il 6,66%. Indicativo, credo.

In Germania La Grossa Coalizione scriccchiola, ma la tessitrice Merkel è più contenta che mai: inizia a sognare alleanze diverse. A proposito, hanno la più folta rappresentanza di eurodeputati.

Spagna: Zapatero perde punti, Rajoy ne guadagna. Gli spagnoli iniziano a smarcarsi dalla politica anticlericale ma soprattutto anticattolica del giovin premier. E fanno bene.

Gran Bretagna: ogni volta che qualcuno vuole fare un fulgido esempio di bipolarismo/bipartitismo, cita l'Inghilterra. Infatti ora hanno tre partiti (più i verdi e gli euroscettici).

Verdi in Europa trionfanti e sempre più determinanti. Tranne che da noi, caduti nell'oblio. Il motivo c'è: altrove guardano sul serio ai temi dell'ecologia, più che dell'ideologia (di sinistra).

I Comunisti italiani: sempre furbissimi, fanno due tre partiti dei quali nessuno riesce a raggiungere il 4%. Ma hanno molta ironia: Diliberto qualche giorno fa diceva "siamo finalmente uniti!"

Una possibile proporzione: Italia dei Valori sta al PD come Lega sta al PDL.

Pessimismo leopardiano dei sondaggisti: ma qualcuno ha veramente creduto che il PDL avrebbe raggiunto il 40%?

Infine, le mie previsioni azzardate si son rivelate piuttosto azzeccate. La prossima volta mi faccio pagare dagli istituti di sondaggi.

Addendum

Sul sito del Parlamento europeo ci sono i risultati delle elezioni (parte italiana), in grafica e testo (fatta salva la composizione del Parlamento Europeo durante la tornata costitutiva del 14 luglio 2009)

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3 Comments

Sei forte Luciano... Ciao :-)

c'è poco da gioire della percentuale di votanti ...considerando che il tema più dibattutto è stata Noemi queste elezioni ricordavano più le nomination di un reality ...
per chi andava da Vespa al PD hanno tirato la pagliuzza...e poi hanno mandato la Melandri perchè alle brutte poteva cominciare a parlare americano e far finta di non capire ;-)
... come quando l'hanno pizzicata alla festa di Briatore a capodanno

Grazie Giuseppe.

Carlo, c'è poco da gioire è vero, ma se i numeri hanno un qualche valore in più della scoraggiante situazione generale, almeno ci siamo mossi, e per l'italiano medio non è poco..
Concordo sulla deprimente campagna italiana: nessuno ha parlato di Europa, al di là degli slogan, e aggiungerei al di là delle candidature "impresentabili", vuoi per guai giudiziari, vuoi per manifesta incapacità politica.
Sulla Melandri, vedi ciò che ho appena scritto. Non mi concentrerei neanche sulla sua incoerenza, oramai.. :-)

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Laureato in Ingegneria informatica e in Scienze dell'Informazione e Comunicazione (LM-19), mi occupo di processi digitali sui social media. Insegno in percorsi di approfondimento in Comunicazione e nuovi media all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e all'Università di Tor Vergata. Ho fondato la rivista telematica Beta e l'agenzia di notizie IT News, sono stato technology visionary in TEDxViadellaConciliazione, e faccio consulenza con LG Studio.
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