Se oggi fosse vivo, Mark Twain probabilmente avrebbe un blog,
anzi ne avrebbe una decina, e si divertirebbe moltissimo. Ma,
come si sa, di
Mark Twain ne nascono uno ogni cinquant'anni.. Con questo non voglio
dire
che bisogna essere necessariamente dei grandi scrittori per aprire un
blog. Però bisogna avere qualcosa da raccontare, questo
sì. Avere qualcosa da raccontare è un viatico per il
blog, è la sua linfa ed essenza principale, ma non è
tutto. I blog possono anche informare, suggerire, "parlare". Diciamo
così: per aprire un blog probabilmente bisogna avere una "passione per la
scrittura", che non è una cosa banale ma non è neanche
così tremenda come sembra.
La mania dei blog l'abbiamo importata, ma sia oltreoceano sia in Europa è nata ed è cresciuta in modo
esplosivo. Il fatto è che di blog se ne aprono
moltissimi, a volte, se ne aprono un po' troppi.. Non voglio scoraggiarvi, ma solo prepararvi.
Il blog va manutenuto,
oserei dire va accudito.. il vostro diario che
poi vorrete aggiornare e che vi porterà via, comunque, un po' di
tempo. Ma non sarà tempo sprecato.
Ricordate che le regole base di un blog sono due: 1)
in generale un giornalista ne parlerà male o un po' confusamente; se ha un
blog,
parlerà male o confusamente degli altri
blog, e 2) la vanità, anche se non vorrete ammetterlo, è
un ingrediente fondamentale per mantenere in forma il vostro blog.
Esatto, ho scritto "anche se non vorrete ammetterlo".
Altresì, ricordatevi di queste parole (scritte originariamente su Blogroots), che vi faranno sentire parte
di un mondo più vasto, e, nella loro semplicità, potranno
servirvi ad indicare la strada (magari ad un giornalista):
Weblogs are a grassroots phenomenon. They weren't created in a board room
and unleashed on waiting consumers. They were created by people with
something to say in a format that works well on the Web. With all of the media
attention and debate surrounding weblogs, it's easy to lose sight of what
they are: people speaking and connecting online.
Trad.: I weblog sono un fenomeno dal basso. Non sono stati creati in una stanza dei bottoni e rivelati a consumatori impazienti.
Essi sono stati creati da persone con qualcosa da dire, in un formato che funziona bene sul Web. Con tutta l'attenzione dei
media e la discussione intorno ai weblog, è semplice perdere di vista cosa sono: persone che parlano e si connettono online.
1) Si vabbè ma cos'è un blog? Per
aprire un blog, bisogna prima di tutto sapere cosa significa questo strano nomignolo. "Blog"
è un neologismo e deriva - per contrazione - da weblog, o log in
rete. I log sono
dei file di testo che riportano fatti o eventi, sono
in genere scritti dai computer in base a criteri cronologici e si
potrebbero chiamare una sorta di
"diari di bordo". Un weblog è quindi un log, cioè un
diario, scritto
su Web da una persona, e pubblicato in ordine cronologico: in altre
parole, una specie di diario pubblico.
Il blog è struttura (come il Web, d'altronde): i contenuti ce li
dobbiamo mettere noi. Il blog è democratico, e consiste di vari
strumenti (vedi punto 8) che ci consentono di costruire la
"conversazione distribuita", ovvero l'insieme dei blog. La lingua,
naturalmente, è un punto di aggregazione notevole, e,
altrettanto ovviamente, l'inglese è la lingua franca. Ma in Italia
siamo ben organizzati e, dopotutto, siamo un popolo di letterati quindi spazio all'italiano!
2) Cosa mi serve? La
democraticità dei blog è presente in ogni aspetto, e
anche gli strumenti per aprirne uno sono molto essenziali: anzi, non
serve praticamente niente, a parte, ovviamente, avere qualcosa da dire.
In genere i blog si dividono in due grandi categorie tecniche: ospitati da un server pubblico oppure
ospitati su un proprio server. Nel primo caso, più semplice, ci si rivolge ad un
fornitore di servizi, il quale ci metterà a disposizione tutti
gli strumenti per iniziare a pubblicare i nostri primi post.
Ce ne sono oramai in tutti i principali gestori e portali, insieme ad
alcuni nomi storici che offrono solo questo servizio, e lo fanno molto
bene. Nel secondo caso, dedicato ad un'utenza più professionale,
si usano altri strumenti che si installano su un nostro sito, che
dovremo già avere.
Ah, ovviamente il blog ha un proprio indirizzo
Internet (es. www.mioblog.it) e un titolo ("Mio Blog"). In fondo alla
mini guida c'è un'appendice con gli indirizzi dei principali siti che
consentono di aprire e gestire un blog. 3) Non capisco tutti questi termini!
Ed ecco un mini glossario, non tecnico:
- blog: abbiamo detto, da weblog, o diario in rete.
- blogger: l'autore di un blog. In Italia anche blognauta, bloggatore, blogghista, e chi più ne ha più ne metta...
- blogosfera: l'insieme dei blog presenti in rete.
- post: il singolo messaggio in un blog, con data e ora, ed eventualmente commenti e segnalazioni.
- commento: i commenti al post
- permalink: link
al singolo post in modo che sarà possibile arrivarci anche
successivamente, quando sarà "sparito" dalla homepage e
archiviato ad un nuovo indirizzo. Quasi tutti i servizi blog offrono questa
opzione, ed è molto importante per le citazioni.
- trackback: serve a tenere traccia delle segnalazioni che altri blogger hanno fatto ad uno o più dei propri post. Il software si incarica automaticamente, se previsto dall'autore, di segnalare al software del blog che lo sta citando.
- template: è lo scheletro, o la struttura del nostro blog. Serve come matrice per le pagine, e consente di personalizzarne l'aspetto grafico, stilistico e contenustico.
- feed (RSS):il feed è un formato speciale (testuale) usato allo scopo di rendere leggibili i post di molti blogger (compreso il nostro) da un unico programma, senza passare per il blog stesso.
- Html: non è bello non sapere cosa sia, comunque si tratta del linguaggio con cui sono fatte le pagine Web.
4) Cosa ci scrivo? Il blog può descrivere sensazioni, emozioni, ma può
anche essere una fonte di informazioni su un determinato argomento, oppure un
modo per condividere opinioni con "vicini" di blog. Insomma, non
c'é un argomento principale, l'importante è
tenerlo aggiornato. Già perchè una grande percentuale di blog nasce e muore
(ovvero, viene lasciato senza nuovi post)
nel giro di poche settimane, perché spesso, superato l'interesse
iniziale, sopravviene la noia e magari la delusione di vedere il nostro
blog poco visitato. Non bisogna demordere, ci sono dei metodi per
scrivere un blog non noioso. :-)
5) Non è imprudente mettersi "in piazza"? Questa
è una delle obiezioni che più mi sono state poste. Da una parte c'é chi sostiene che
è meglio non scrivere di cose riguardanti la sfera privata,
ma dall'altra invece alcuni ritengono che sono proprio i blog personali i più
interessanti. C'è da dire che la maggior parte dei blog più seguiti ha optato
per una via di mezzo, forse la scelta più sensata.
In ogni caso, ci sono alcuni consigli sempre validi: ad esempio di fare attenzione quando si coinvolgono terze
persone. Non tutti potrebbero essere "felici" dall'essere citati,
magari in aspetti di vita privata, nel vostro blog che leggono solo in
quattro o cinque...cento gatti! E non è molto carino neanche rivelare
aspetti sentimentali o di amicizia che, in altre occasioni, non si
sarebbero detti o si sarebbero ...dovuti dire a voce. Per sè
stessi, attenzione al fatto che internet archivia tutto: rileggere
quanto si è scritto è una buona regola valida anche per i blog, e talvolta non è possibile
cancellare la memoria di "elefante" che è la rete.
6) Se nessuno mi legge?
Premesso che un blog è un tipo di attività che, tendenzialmente, si fa
più per sè stessi che per gli altri (ricordate il punto 1: il
blog è come un diario pubblico), bisogna distinguere i blog
strutturati appositamente per informare dai
blog personali che invece interessano una cerchia di persone
ristretta. Naturalmente, l'argomento conta molto, ma non c'è una
"classifica" definitiva. I blog più seguiti si occupano infatti
di molti argomenti, che vanno dalle esperienze quotidiane, alla
politica, dalla vita in famiglia ai resoconti culinari, e così
via. L'importante è seguire un filo di pensiero, o raccontare
un'emozione, e magari utilizzare qualche "segreto" del buon blogger. Eccone alcuni:
- Scrivere in una forma letteraria corretta, senza indulgere troppo nel "colloquiale".
- Scrivere per sè stessi e per gli altri, ma non solo per "essere letti".
- Avere qualcosa da raccontare.
- Commentare i post degli altri.
- Rispondere agli eventuali commenti degli altri sui nostri.
- Linkare quando si citano post o blog altrui (utilizzando i permalink)
- Essere spontanei e non voler dimostrare per forza una tesi.
- Utilizzare gli strumenti comunicativi adatti (vedi punto 8)
7) Esiste una casta di blogger? Questa
obiezione mi è stata posta spesso da chi già naviga e si
è insospettito della presunta "casta" di nomi sempre uguali che
ha trovato nei link. Non
esiste una vera e propria "casta" di intoccabili, quanto esiste un insieme di blogger
"della prima ora" che sono molto linkati e... si linkano molto fra loro. Allo stesso modo, i blog
più letti sono spesso quelli dei giornalisti che, avendo la
capacità di scrivere meglio, con argomenti spesso interessanti e
con una buona dimestichezza col mezzo internet, catalizzano
l'attenzione di molti internauti. Così come ci sono alcune forme
di blog "cooperativi" che per loro stessa natura mischiano contributi
diversi in un unicum più interessante. Ma non c'è
nessun ostacolo al diffondersi di nuovi contributi nel "pianeta
blog", anzi. E' una forma estremamente democratica ed orizzontale di comunicazione,
quindi l'importante è scrivere con attenzione alla forma, al rispetto
delle idee degli altri, ma senza rinunciare al confronto ed
anche, perchè no? alla polemica che può risultare perfino
attraente.
8) Ci sono i "motori di ricerca" oppure le "news" dei blogger? Come per la maggior parte delle attività informatiche, anche per i blog ci sono
strumenti che sono nati per fare diverse cose in modo automatico o in maniera più efficiente. Partiamo dal farsi
conoscere. Spesso non serve inserire il
proprio blog nei motori di ricerca. Infatti, i blog, essendo molto
aggiornati, vi sono già presenti o si
inseriscono da soli dopo poco tempo. Spesso, anzi, fanno fare, a chi li
cura, un notevole balzo di popolarita': basta controllare e il gioco è fatto. Invece, si può segnalare
il proprio blog alle liste (ragionate) di blog: le
più popolari sono Yahoo! (www.yahoo.it), Dmoz (www.dmoz.org),
ed alcune
blog directory come
Blogbar (www.blogbar.net) e
Blogitalia (www.blogitalia.it).
Detto ciò, gli strumenti più significativi per i blog
riguardano la diffusione dei contenuti e le statistiche delle visite. I
post possono essere infatti "diffusi" esattamente come se li
pubblicassimo su un giornale. A tal proposito i due più
importanti strumenti di diffusione sono i cosiddetti "feed RSS", e gli aggregatori. I feed
sono essenzialmente dei formati usati allo scopo di rendere leggibili i
post di molti blogger con un unico programma (mi perdonino i puristi!)
dal quale si riesce a comporre così una sorta di "prima pagina"
personalizzata di blog (o anche di altri diffusori di contenuti con
feed). In genere l'opzione feed RSS deve essere messa a disposizione
dal fornitore del servizio.
Gli aggregatori, invece, sono esperimenti di "flusso semantico", cioe'
di contenuti organizzati in forma ragionata, gestiti dai singoli
blogger che "postano" i contenuti in apposite bacheche distribuite. I
due aggregatori piu famosi sono United Blogzine of www (www.unitedblogzine.net),
una sorta di "carrello" di news, e Blog Aggregator (www.bookcafe.net/blog/aggregator),
più sofisticato, entrambi gestiti da blogger. Gli aggregatori
possono essere pubblicati sul proprio blog, consentendo quindi
un'efficace distribuzione delle informazioni che "circolano" senza
barriere. Generalmente, c'è un invito iniziale che i
gestori di questi aggregatori fanno, per consentire ai blog più
interessanti di postare.
In fondo, nell'appendice ho inserito una lista degli strumenti più importanti che si utilizzano per la gestione dei blog.
9) Quali link devo mettere?
La
risposta è "dipende": dal tipo di blog che stiamo aprendo. Non
essendoci la "casta" di cui parlavamo prima, non c'è un gruppo
di blog da linkare per forza. All'inizio linkeremo amici e conoscenti
che sappiamo aver aperto un blog, e probabilmente, non sapendo
bene quali blog
linkare, si guarderà anche a quelli "vicini" per
affinità, interessi, simpatia, o perchè no, tra i
"famosi", come si
diceva dall'inizio. Successivamente, presa confidenza col mondo dei
blogger, si procederà a raffinare i link, si aggiungeranno
immagini, strumenti, e magari si introdurranno nuove sezioni (se siamo
possessori di un sito, o quando apriamo più di un
blog).
Tendenzialmente i link, e in generale anche la
struttura (come ad es. il template)
del nostro blog, dipenderanno dai nostri interessi, e col tempo
amplieremo il nostro blog come si fa con un sito. Un buon strumento per
gestire i propri link è Blogrolling.
In ogni caso la maniera migliore per ampliare la nostra sezione di link
è di ...visitare i link degli altri. Attenzione a non esagerare
però!
10) Può contrapporsi alla mia attività professionale? Assolutamente.
Il blog serve a comunicare, quindi a meno che per la vostra
attività professionale non debba esserci il segreto più
assoluto, non c'è motivo di temere.
Naturalmente, vale sempre la regola del buon senso: se scrivete un blog
in orario d'ufficio, evitate almeno di parlar male del vostro capo!
Piuttosto, non disperatevi se non trovate il tempo per aggiornare
quotidianamente il blog: è normalissimo. Alcuni blogger
più seguiti aggiornano il blog di continuo, ma non sentitevi inadeguati: semplicemente sono
professionisti di internet che per lavoro o per hobby vivono in rete.
Normalmente, la frequenza di aggiornamento è assolutamente
variabile, e dipende da quanto avete da dire. Siamo sempre lì...
:-)
Altre risorse: DBlog (Blog Cms open source) RSSify (mirror italiano con spiegazioni)
Appendice 2
Come installare un server blog
Movable Type versioni 3.2 o successive
Per installare Movable Type occorre avere un server su cui vi è un Hosting Linux, un dominio registrato e con adeguato spazio disco e un minimo
di conoscenze tecniche su permessi e directory.
Occorre collegarsi al sito del produttore Sixapart e scaricare la versione corrispondente al tipo di uso che se ne vuole fare. Solo le versioni
non-profit o non-commercial sono gratuite.
Dopo aver scaricato la versione prescelta, scompattarla sul proprio server seguendo l'ordine delle directory e controllando i permessi di esecuzione. Leggere il documento di installazione
di MT allegato per eventuali problemi nell'individuazione delle directory secondarie. E' possibile trovare ulteriori informazioni di
installazione sul Movable Type User Manual.
Configurare con un editor di testo quindi il file: mt-config.cgi
seguendo le istruzioni in esso riportate, in particolare riguardo al percorso del blog ed ai dati di accesso al database.
Dopo aver configurato tutti i parametri, si può effettuare un test eseguendo da browser (dal percorso corrispondente) il file: mt-check.cgi
Per installare MT eseguire da browser il file: mt.cgi
Lo script di installazione inizializza il database e tutte le variabili ad esso associate, visualizza l'interfaccia utente e crea il primo blog.
Postato da Luciano Giustini il 01 settembre 2003, 14:23
Ultimo aggiornamento: Tuesday, 07-Oct-2008 22:11:26 CEST