L’outing di Mieli

La scelta del 9 aprile: secondo il direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli questa scelta è votare centrosinistra. E io che mi pensavo…che fosse un giornale moderato e conservatore. Mi sa che lo leggerò con un occhio diverso ora. La cosa che mi piace è la sincerità di Mieli, nel dichiarare apertamente la linea editoriale del Corrierone. Ma mi infastidisce tanto che in seno a questo editoriale, lui si pone a a nome di tutto il giornale: l’editoriale inizia infatti con un “il nostro giornale auspica che vinca il centrosinistra”, ed il resto è tutto un fiorire di “noi”.. Di fatto, la cosa che mi lascia sconcertato è la faccia tosta di Mieli, che scrive:

Un auspicio, sia detto in modo altrettanto chiaro, che non impegna l’intero corpo di editorialisti e commentatori di questo quotidiano e che farà nel prossimo mese da cornice ad un modo di dare e approfondire le notizie politiche quanto più possibile obiettivo e imparziale, nel solco di una tradizione che compie proprio in questi giorni centotrent’anni di vita.

Anche i sassi degli stagni e le oche tutte sanno che la linea editoriale di un giornale (ancorpiù importante ed autorevole come il Corriere), la dà il direttore. Su, non cadiamo nel ridicolo. 😀 I lettori non sono degli idioti. Capiamo che il giornale ha ed avrà una precisa linea editoriale in campagna elettorale da ora in poi. Niente di male, ma evitiamo di nasconderlo dietro ad un ditino.
Rimane da capire cosa si può leggere, oggi, per farsi un’idea senza schieramenti già scritti. Già la tv non la guardi più (a parte Lost che ha avuto il pregio di far riattivare il cannone di elettroni a qualche blogger pensante, ma che non parla certo di temi politici o culturali, al massimo fa introspezione sociale), mentre i giornali principali oramai sono tutti in campagna elettorale, schierati in modo più o meno occulto. Leggere i blog? Si, ma a parte che la maggior parte dei blog è apertamente di sinistra (come dimostrato ad esempio da Lanfranco in più riprese), ed a parte qualche blog di destra, o Tocqueville, che sinceramente non mi appassiona più di tanto, cosa rimane?
nota
Ho corretto alcune voci ed il link, perché Mieli ha deciso di dare pieno risalto al suo editoriale facendolo mettere dalle maestranze web in una pagina propria.

15 thoughts on “L’outing di Mieli”

Comments are closed.