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Tre parole per tre direzioni

Questo post è tratto dal contributo scritto in occasione della presentazione del lavoro di ricerca “Women Enhancing Work Change 2021”, (#WEWork2021) promosso dall’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. (…) Il mio percorso non lineare mi ha fatto conoscere ambiti molto diversi, comparti teoricamente distanti e m’ha consentito di conoscere e coltivare quella cultura trasversale che è un tema richiamato prioritariamente nell’ambito di ricerca e dai partecipanti. In questo percorso il mio campo di ricerca è divenuto la comunicazione digitale, estremamente utile per comprendere come essa sia in effetti alla base della trasformazione e del cambiamento profondo […]

Tra no-vax e «boh vax» ce la possiamo fare? Forse sì

Di fronte a errori di comunicazione di alcuni specialisti, come Burioni, diversi personaggi pubblici già ondivaghi e ambigui si sono spostati su posizioni più o meno #novax (o boh-vax) e contro il #Greenpass. In realtà, già orientati su queste posizioni, inducono le centinaia di migliaia di follower loro simpatizzanti, magari dubbiosi o scoraggiati, a “ribellarsi” – creando ancora più confusione, e sottovalutando la pericolosità di certe affermazioni. In particolare, viene invocato il principio (sempre molto apprezzabile) di dissenso. Provo a fare chiarezza su alcuni aspetti. Quando Burioni scrive in un tweet che i novax rimangono “agli arresti domiciliari chiusi in […]

Joe Biden, il ragazzo che ha vinto

La fine di un incubo, durato 4 anni, e insieme l’inizio di una nuova speranza. Un incubo che ha portato l’America sull’orlio di una gigantesca crisi di nervi, anzi l’ha portata volutamente, aumentando a dismisura la polarizzazione ed esacerbando gli animi, dividendo e mettendo gli uni contro gli altri. Una presidenza combattuta tutta a colpi di tweet, anche quando la sconfitta era evidente e Trump si rifiutava di ammetterlo (e continuerà a farlo anche giorni e settimane dopo le elezioni, vedi sotto), provocando la ripetuta e necessaria azione di Twitter nel “bollinare” i tweet del presidente come falsi o contenenti […]

Comunicazione ai tempi del covid, tra infodemia e “inutili allarmismi”

La scorsa settimana mi è capitato di ascoltare, in un incontro per tutt’altri motivi, un medico che esortava a non avere paura del covid19 in una sorta di congettura pseudo negazionista. Quando ha detto “dittatura politico sanitaria”, ha provocato una mia reazione abbastanza piccata (avendo avuto un lutto in famiglia a causa diretta del covid sono sensibile sull’argomento). Similmente, l’altro giorno ho incontrato uno stimato professionista con idee abbastanza confuse sul virus, derivanti da informazioni altrettanto confuse (una su tutte, la famigerata “ricerca” della dott.ssa Yan). Due esempi banali, con cui mi sto imbattendo anche nella cerchia più vicina a […]

The New Pope, un (piccolo) capolavoro

Davanti a lei c’è un uomo che non vale nulla. Un uomo senza meriti. Sono indolente, sono presuntuoso, sono irresponsabile, sono vanitoso. Sono un vero fallimento. Sono un teatrante assolutamente mediocre, sono un uomo debole. John Malkovich – Giovanni Paolo III(Questo è l’inizio di una confessione molto personale. Potrebbe essere un ottimo epitaffio) The New Pope (Sky atlantic, 2020) mi sembra un altro piccolo capolavoro di Sorrentino, e Malkovich è perfetto nel ruolo di Papa. Molto più del Jude Law fondamentalista in The Young Pope (la serie precedente), il personaggio di Malkovich dimostra un innegabile physique du rôle. Il suo […]

Il maldistomaco

Tutto comincia sul finire del 2007. In una notte di settembre arrivano dei dolori lancinanti allo sterno. La mattina vado in ospedale, ho lo stomaco gonfio, il medico pensa a un’intossicazione alimentare. Ma non c’entra niente. Il dolore passa da solo in tarda mattinata per poi ricomparire la settimana successiva, sempre di notte, sempre a letto. Un gastroenterologo, sentito al telefono, capisce che si tratta di un’infiammazione esofagea (reflusso), mi dà dei farmaci e fissa l’esame endoscopico – che sarà il primo di una lunga serie. Di lì a poco entro in terapia, terminano i dolori, ma inizia quello che […]

Berserk: lo “stato di furia” in Neon Genesis Evangelion

Nella famosa serie tv anime del 1995 del geniale Ideaki Anno, recentemente mandata su Netflix, alcuni si sono chiesti cos’è e cosa rappresenta (e se ci possa essere un parallelo tra il mecha antropomorfo e l’uomo civilizzato) lo “stato di furia” degli Eva. Forse il messaggio è che siamo [anche] animali istintivi e quella parte di noi, nonostante tutti i richiami di “crescita personale” che ci attorniano ammalianti, non è facilmente gestibile. Prendiamola un po’ alla larga, sincronicamente. Scrive Goffredo Fofi a proposito del film Forza maggiore (quello della famosa scena della valanga che dà il la all’intreccio): Ruben Östlund […]

Hello WordPress!

Avrei potuto iniziare questo post al solito modo: “Questo blog compie n anni, era venuto il momento di dargli una rinfrescata perché obsoleto” ecc. Invece vi presento lo stesso sito di sempre, i post sono tutti al loro… posto. Cambia solo la piattaforma e l’aspetto grafico: dallo storico Movable Type usato fin dal 2002 al celebre WordPress, che ora convivono insieme armoniosamente (spero). Vi piace? Dice “Perché ‘sta manfrina?” Principalmente perché ora (rullo di tamburi) il sito è responsive, ovvero si adatta per farsi leggere anche sui telefonini, e usa una connessione crittografata (https://). E poi perché ero rimasto l’unico […]

Non è il debito (alto) ma i rischi politici (altissimi) a mettere l’Italia ai margini dell’Europa

Terza Repubblica, di Enrico Cisnetto [Rassegna stampa, 14.6.2019] Non prendiamoci in giro, il problema è politico, non contabile. Alla base della procedura d’infrazione avviata da Bruxelles contro l’Italia, c’è la profonda sfiducia che l’Europa nutre nei confronti del nostro Paese, e in particolare verso il Governo pentaleghista, che è considerato del tutto inattendibile. Sì, il debito è troppo alto, ma lo era anche prima, e la tabella di marcia di riduzione del deficit non viene rispettata, ma così fanno anche altri (e infatti, contrariamente a quel che si racconta, la Commissione Ue ha mosso rilievi a diversi paesi con i […]

Facebook e il «network della disinformazione» in Italia: perché abbattere le pagine non basta

Il social, prima del voto per le europee, ha abbattuto 77 pagine: l’Ong Avaaz spiega perché «il suo sistema ha dei limiti» di Martina Pennisi e Chiara Severgnini [Rassegna Stampa] Era il novembre del 2017. Un anno esatto da quell’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca che ha fatto piombare sui social network l’accusa (quasi letale) di diffondere disinformazione. La testata Usa Buzzfeed irruppe nel dibattito italiano segnalando pagine Facebook che — secondo la sua indagine — pubblicavano fake news o contenuti razzisti. Il social reagì eliminandone alcune, ree di aver non aver rispettato le sue policy. Un anno e […]