La verità è che non le piaci abbastanza | Luciano Giustini

La verità è che non le piaci abbastanza


 

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La verità è che non gli piaci abbastanza (He's Just Not That into You) non è solo un film del 2009 diretto da Ken Kwapis, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo scritto da Behrendt e Tuccillo (già sceneggiatori di Sex and the City), ma è anche un post di un autore a suo modo geniale, il Dottor D.

Questo è il backup di un post di "Diario del Dottor D" del 30 maggio 2009. Un post da rileggere, i cui originali sono andati perduti nelle memorie cancellate di Splinder... Buona lettura! :-)

 

Il 21 maggio 2009, alle ore 18:00 circa, ho compiuto 34 anni.

In quel preciso istante, il mio navigatore biologico mi ha ordinato di lasciare Largo Virilità, svoltare nel Vicolo del Declino e proseguire dritto finché non incontro Piazza Andropausa.

Non sono triste. In fondo avere una vita sessuale è come guidare contromano a 120 all'ora inseguiti dalla polizia: molto meno divertente di come sembra al cinema. Sarò più felice senza. Sto già imparando a giocare a briscola.

Come gesto d'addio, sperando di essere d'aiuto a qualcuno, lascio in eredità agli esemplari più giovani tutte le cose che ho imparato sulle donne.

Tutte e sette.

1 - Esiste un metodo scientifico per stabilire a priori se una donna ci sta: quando lei ti vuole, lo capisci dal fatto che te lo dice.

È opinione diffusa che la mente femminile tenda a seguire percorsi un po' più contorti rispetto a quella maschile. Secondo il luogo comune, una donna non chiede: aspetta che tu intuisca la domanda.

Può anche darsi che sia vero, in altre situazioni. Ma quando una donna decide che le interessa un uomo, mette da parte il codice cifrato delle allusioni e si trasforma in un treno diretto. Coi freni saltati.

Se lei ti vuole, te lo fa capire in modo inequivocabile. Ti segue ovunque a una distanza non superiore al mezzo metro, manco fosse il tuo cane. Si fa raccontare la storia della tua vita scendendo in dettagli che annoierebbero anche tua madre. Pur di vederti, ti invita pure alla festa per gli ottant'anni di sua nonna. Fa tutto quello che è in suo potere per scrivere in cielo che sei suo.

E se comunque non capisci, te lo dice in faccia.

Se non fa così, se ti sembra che il suo comportamento nei tuoi confronti sia anche solo ambiguo, mettiti il cuore in pace: non ci sta.

2 - Far cambiare idea a una donna è completamente impossibile. Questa non è una regola che ammette eccezioni; è una costante fissa dell'Universo, come la velocità della luce.

Non sto dicendo che le donne non cambiano mai idea. Ma se una donna cambia idea, è perché l'ha scelto lei; non perché l'hai convinta tu.

Solo gli ingenui e i cretini ci provano due volte con la stessa donna. Se la prima risposta è no, è altamente probabile che sia no anche la seconda, la terza e la centoventisettesima.  Allora puoi cambiare strategia; puoi corteggiarla, cercare di farla ingelosire, ignorarla apposta per vedere se è lei che cerca te. Se ti va bene sarà tutto inutile; se ti va male, nocivo.

L'unica reazione sensata davanti a una donna che ti rifiuta è salutarla, dimenticarti della sua esistenza e passare alla prossima.

3 - Le donne hanno molto più intuito in fatto di uomini di quanto gli uomini ne abbiano in fatto di donne.

Una donna può anche sbagliare quando dice sì; ma non sbaglia mai, mai, quando dice no. Se una donna ti rifiuta, lo fa perché un apposito settore del suo subconscio ha già delineato tutti i possibili scenari del connubio te + lei, e ha stabilito che in nessun caso sareste felici.

In altre parole: se una donna ti rifiuta, lo fa per il tuo bene.

4 - Le donne non mentono mai.

Di solito un uomo che mente sa di mentire: è consapevole della distanza tra la balla che sta raccontando e la realtà.

La coscienza femminile, invece, ha una straordinaria capacità di autoipnosi. Una donna è in grado di programmarsi per credere a qualsiasi cosa; anche se è qualcosa in plateale contrasto con la realtà oggettiva.

È per questo che le donne non mentono mai: prima di mentire, si convincono nel profondo che quella è la verità. E continueranno a considerarla tale, anche se dovessero sbattere violentemente il cranio contro quell'altra verità, quella vera.

Nota bene: al contrario di quanto potreste pensare, questa caratteristica femminile va soprattutto a vantaggio dei maschi. Se il cervello delle donne non fosse così portato a correggere o addirittura a ignorare la realtà, sono totalmente sicuro che nove uomini su dieci morirebbero vergini.

5 - Io non so cosa vogliono la donne, ma di sicuro non vogliono un uomo bello.

Mi è capitato di conoscere uomini che facevano letteralmente impazzire le donne. Uomini che, anche volendo, non potevano essere fedeli a una donna sola, perché avevano orde di ammiratrici affamate e sensuali che li aspettavano sotto casa. E nessuno di quegli uomini, neanche uno, era bello nell'accezione comune del termine.

Ovvio: essere belli è comunque meglio che essere brutti. Ma la bellezza, in un uomo, è come il cassettino portabicchiere in una macchina: se c'è, fa piacere. Se non c'è, non se ne accorge nessuno.

Questo è uno dei pochi argomenti sui quali le donne dimostrano di conoscere davvero se stesse. Il 99% del genere femminile, se interrogato in materia, dirà che non vuole l'uomo bello: vuole un tipo.

Cosa sia "un tipo" è una questione allo studio della comunità scientifica internazionale.

6 - Per conquistare una donna devi farla ridere: una delle più pietose bugie nella storia dei rapporti umani.

Il mito nasce dal fatto che, se una donna è innamorata di te, ride a tutte le tue battute, anche se sono così brutte che spingerebbero il Papa all'ateismo. Ma non bisogna confondere la causa con l'effetto: una donna innamorata ride perché è innamorata, non è innamorata perché ride.

L'umorismo non è un'arma d'assalto: è l'ultima risorsa di chi ha esaurito tutte le altre opzioni e, allora, la butta sul ridere. Di norma, non a caso, il senso dell'umorismo è la virtù di chi ha visto più sconfitte che vittorie. E nessuno, quindi neanche una donna, punta volentieri su un cavallo perdente.

Se cerchi di conquistare una donna facendola ridere, una risata è tutto quello che otterrai. Ho conosciuto donne che si arrapano pensando a rapper, manager, vichinghi, motociclette, bassisti di gruppi rock, perfino carabinieri. Non ho mai conosciuto una donna che sogna di farsi montare da un clown.

D'altronde sono loro stesse ad ammetterlo. Spesso, intervistate in tivù, dichiarano di cercare un uomo che le faccia ridere. Non è ipocrisia: è che c'è una differenza sottile, ma decisiva, tra "fa ridere" e "mi fa ridere."

7 - Avrai sentito dire che la vita non è un film.

Questo non è del tutto vero. Esiste sul serio gente con una vita così interessante. Solo che quella gente non sei tu.

Quindi sì, la vita è un film, ma il protagonista è qualcun altro. Tu sei il tizio con l'ombrello che passa sullo sfondo nella scena in cui lui e lei si baciano sotto la pioggia. E no, non puoi farci niente: le comparse non hanno voce in capitolo sulla sceneggiatura. Al massimo, se il regista non è un Kubrick, puoi scegliere in che mano tenere l'ombrello.

Anni dopo, per caso, beccherai il film in seconda serata su Rete 4. Lo rivedrai e ti accorgerai che è proprio bello. Anche se la tua parte è così piccola che non hai nemmeno il nome nei titoli di coda, ti sentirai fiero di aver partecipato.

In quel momento sarai molto felice.

Non mi pare poco.


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Laureato in Ingegneria informatica e in Scienze dell'Informazione e Comunicazione (LM-19), mi occupo di processi digitali sui social media. Insegno in percorsi di approfondimento in Comunicazione e nuovi media all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e all'Università di Tor Vergata. Ho fondato la rivista telematica Beta e l'agenzia di notizie IT News, sono stato technology visionary in TEDxViadellaConciliazione, e faccio consulenza con LG Studio.
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