Sono di sinistra ma non lo sono

Ho la casa piena di libri, oggetti, cartelle, zaini e materiale vario che neanche riesco più ad identificare, tanto che quelle volte che entra mia madre a trovarmi dice che sono la persona più disordinata che conosce. Inoltre, adoro la musica e non vado in metro o treno senza il mio fido iPod nano (specifichiamo), non viaggio senza qualche libro come genere di conforto e amo i colori (il verde e il blu soprattutto).
Secondo una “ricerca” (o meglio un’indagine del Journal of Political Psychology) riportata sul Corriere della Sera, alcuni di questi elementi basterebbero a collocarmi a “sinistra”.

Secondo un’indagine effettuata tra ben 76 studenti e 94 professori di college, dei quali sono state anche ispezionate le stanze, il disordine caratterizza con puntualità le scrivanie e le camere di chi pende a manca. A quanto pare, tra le altre cose, i conservatori amano uffici e stanze ordinate, illuminate, calendari, e bandierine; i liberal sprofondano invece nel disordine e nel colore, ma si circondano anche di libri (specie di viaggio) e di tanta musica.

Ora, a parte il campione preso che è un po’ pochino, mi fa riflettere l’implicita difficoltà nell’assumere delle generalizzazioni come queste.
Se consideriamo che a volte non sono d’accordo con quello che dice o scrive Benedetto XVI da quando è salito al soglio di Pietro, trovo la legge Gelmini (al netto della combinata tremontiana) tremenda ma al contempo necessaria per quanto riguarda il ritorno del voto in condotta, dell’educazione civica e di quel minimo di rigore che nella scuola sta scomparendo, e in fondo mi dispiace anche un po’ per tutte le contestazioni che prendono lei come capro espiatorio (a volte probabilmente meritate, e a volte no). Ho perfino trovato buona anche quella della ministra Carfagna – e la collegata dei Comuni – nel cercare di colpire il racket della prostituzione alla fonte, e mi sembra adeguato l’uso dell’esercito nelle zone a rischio di alcune città, così come sarei d’accordo su provvedimenti restrittivi verso gli stranieri presenti sul territorio italiano che delinquono e sulla loro integrazione nel rispetto delle regole, allo stesso modo degli italiani: ho un approccio concreto nell’affrontare i problemi anche magari andando controcorrente, e senza individuare sempre un colpevole o un innocente, un bianco o un nero, insomma non mi sembra di essere molto di sinistra, nè di essere particolarmente allineato al pensiero corrente, ammesso che se ne possa individuare uno.
Ma potrei sbagliarmi: ho una scrivania così disordinata…