| Dei dolori (di stomaco) |
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8 Gennaio 2008 21:29
Come i miei ventidue lettori forse ormai sanno (credo per telepatia, ché non ricordo se l'ho mai scritto veramente), soffro di dolori di stomaco da settembre (si, prima di lavorare in Telecom).
Da allora, diagnosi ed esami a gogò: e parla di qua, e testa di là, e analizza di su, ed ecografizza di giù, nessun medico riusciva bene ad individuarne con esattezza l'origine. Gli esami erano tutti negativi (neanche un valorino fuori misura, nulla), le intolleranze apparentemente sotto controllo, le allergie non risultavano, l'Rx all'addome non mostrava nulla, la pressione era bassa - nulla consentiva ai dottori interpellati (vedi oltre) una diagnosi sicura. Più di una persona mi ha parlato perfino di origine nervosa...(ehm)... l'unica cosa certa era l'essere legata al cibo. Se mangiavo in bianco, andava tutto bene. Come sgarravo, eran dolori.
Le medicine che prendevo erano come palliativi: nessun effetto. Antispasmo, antidolorifici, calmanti, protettivi della mucosa gastrica, nulla sembrava efficace.
Il giorno di Natale, infine, ho osato appena un pochino-ino: tre cioccolatini, un mignon, un paio di bicchierini di brut, un piatto di ravioli alla ricotta. Come risultato, la notte sono arrivati puntuali i dolori e questa volta più forti del solito, perdipiù con crisi di rigetto. Sicché, amici e dottori erano tutti concordi, bisognava esaminare meglio, e subito...
Alché, il 26 ho deciso per il grande passo: la temuta, rimandata, esorcizzata, ed infine ineluttabile tecnica di indagine nota come gastroscopia, andava fatta: un esame direi "invasivo" (ti infilano una canna nera nella bocca, fino allo stomaco, a mò di Matrix) ma risolutivo per capirci qualcosa.
In realtà, una volta fatta è stata meno traumatica di quel che pensassi (anche se il momento iniziale non è sei più simpatici, quando il tubino entra nella gola...) ma la cosa simpatica è che a conti fatti potevo evitarmela, se avessi parlato e dato ascolto prima a quel signore che in questi casi è da prendere subito come fidato consigliere, ovvero il gastroenterologo. Il quale fin da subito dopo Natale, sentiti i sintomi, aveva fatto la diagnosi che poi si è rivelata giusta, laddove altri medici non v'erano riusciti. Insomma, l'esperienza e la specializzazione contano.
Ok, comunque, un controllo non fa mai male (consoliamoci così). Almeno, sono sicuro non si trattava di ulcera (si, avevo temuto anche quella), ma è un'esofagite da reflusso con una piccola e.j., con conseguente dieta ferrea e una medicina (questa volta giusta) che dovrò seguire per un po'. Niente di terribile! Solo, a saperlo cos'era quel dolore strano che partiva da un mal di schiena sordo e si irradiava sul davanti passando per la bocca dello stomaco.
Insomma, come dicono a Milano, Ofelè fa el tu mestier (perdonate se ho scritto male): ognuno deve fare il proprio mestiere, credo del quale anch'io sono adepto, ora più che mai, specie in campo medico.
Ah, l'origine nervosa non centrava. Credo.
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