Sicve, sicuro sicuro non è | Luciano Giustini

Sicve, sicuro sicuro non è


 

C'è qualcosa che non mi convince nel nuovo sistema di rilevazione della velocità media che si sta per estendere a molti tratti autostradali, il famigerato Sicve strombazzato ovunque (con una ripetizione a dismisura del messaggio che peraltro è un po' sospetta).

La prima volta che l'ho sentito, ho esclamato "Oh, hanno finalmente implementato la vecchia storia del calcolo della velocita' tra casello e casello". Non perfetto (il caso della fermata all'Autogrill fa parte della storia delle eccezioni a questo metodo), ma obiettivamente il più semplice ed efficace da realizzare.

Invece che hanno fatto..
Un sistema complicatuccio che richiede l'installazione di spire magnetiche annegate nell'asfalto e telecamere installate sui pannelli. Al di là dello schema intrinseco del sistema, quello che trovo non sicurissimo è il metodo di riconoscibilità delle stesse auto.

Iniziamo dalla targa: già se consideriamo la varietà di tipologie di targhe che abbiamo c'è da lavorarci su parecchio, ma soprattutto non parliamo delle targhe straniere, laddove come si sa il Belpaese d'estate si riempie di auto provenienti da ogni parte d'Europa.
Se non ho capito male, il sistema fotografa tutte le targhe delle auto in due passaggi consecutivi, escludendo, al secondo passaggio, quelle che stanno dentro i limiti e sanzionando invece quelle che risultano superiori. Vista così, la faccenda appare quantomai semplice, ma anche pregna di possibilità di errore.
Un camion che ha la targa sporca, oppure un auto attaccata all'altra, non sono certo casi rari sulle nostre autostrade. E nel secondo caso, c'è anche il pericolo che le spire rilevino il finto passaggio di una sola auto di cui solo la seconda targa è visibile.
Un sistema di rilevazione della targhe è già in uso nel Comune di Roma da anni, per il centro storico e per auto che transitano sotto le telecamere a passo d'uomo, e già lì ci sono decina di migliaia di contestazioni ogni anno.
E allora? Allora il sistema probabilmente è tarato molto lasco, ovvero: se non coincidono n numeri sulle targhe rilevate ai due passaggi, lascia perdere. Ugualmente, se mancano delle lettere o dei numeri nella seconda rilevazione, lascia perdere, e così via per tutti i casi dubbi.
Mi immagino ad esempio che se le telecamere leggono una targa AO888HK al primo passaggio e dopo leggono un AD888HK al secondo, archiviano il caso come "dubbio" (la seconda targa esiste, la prima no).
Solo che così mi immagino il computer di tale sistema passerà il suo tempo a decidere chi sanzionare e chi no sulla base di fatto del quale targa ho azzeccato e quale no.

Ci sono poi altre cose che non mi convincono e che possono mandare in errore il sistema. Ad esempio se l'auto ripresa in una corsia si sposta in un'altra, il sistema riconoscerà il cambio di corsia, certo, ma se passa sulla corsia d'emergenza? Beh, di certo si perdono le tracce. Altro rischio, potrebbe essere quello di vedere automobilisti che rimangono esattamente nel mezzo delle corsie, in modo da ingannare le spire, con le conseguenze di pericolo che tutti possiamo immaginare.

Per come la vedo io, il sistema migliore rimane quello tedesco, insuperato per praticità ed anche, statistiche alla mano, per incidentalità: non c'è nessun limite sulle autostrade tedesche, in generale, ma poi ci sono limiti locali ove serve, e in caso di traffico sostenuto, con dei pannelli a messaggio variabile che indicano la velocità da tenere tratta per tratta per evitare l'accodamento. E che tutti rispettano.


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1 Comment

In Germania tutti rispettano i pannelli a messaggio variabile perchè:
1) sono tedeschi e agli ordini si obbedisce e basta;
2) hanno la matematica certezza di essere stangati se non li rispettano.

Che io sappia uno dei grossi problemi da noi è che chi non rispetta le regole ha la quasi certezza di non essere punito... per non parlare poi di quelli che ti fanno i fari quando c'è l'autovelox! Noi siamo insofferenti per natura alle regole...

Comunque in Inghilterra l'installazione di apparecchiature velox fisse, telecamere ai semafori e ferrea disciplina ha permesso una significativa diminuizione dei decessi su strada.

Meditate gente, meditate.

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Ciao 54.80.146.251!
Laureato in Ingegneria informatica e in Scienze dell'Informazione e Comunicazione (LM-19), mi occupo di processi digitali sui social media. Insegno in percorsi di approfondimento in Comunicazione e nuovi media all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e all'Università di Tor Vergata. Ho fondato la rivista telematica Beta e l'agenzia di notizie IT News, sono stato technology visionary in TEDxViadellaConciliazione, e faccio consulenza con LG Studio.
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