28 Settembre 2004 16:38
Io preferisco i punti di vista, ai fatti. Ai fatti ho rinunciato da tempo.
mafe | Email | Homepage | 09.24.04 - 5:01 pm | #
Questo commento, apparso sul blog "Maestrinipercaso" in seguito al post "Più che il plagio,è il modo" è leggibile qui, e, nel caso qualcuno lo togliesse, anche qui.
I fatti, invece, per chi volesse sapere come sono andate realmente le cose in questa vicenda, sono disponibili qui.
Mi limiterò a scrivere qualche commento su questa incredibile vicenda.
Più che di mancanza di stima reciproca, come dice Marco Schwarz, c'è stata una fondamentale differenza di approccio.
Da una parte, l'approccio di Beta: rispondere subito alla richiesta di spiegazioni, parlare con l'autrice interessata, togliere immediatamente l'articolo online nel testo in causa, verificare nel più breve tempo possibile, correggere l'articolo scusandosi con gli interessati e apponendo la rettifica in modo visibile e completo. Il tutto in questa sequenza. Un approccio che direi "professionale", senza aggiungere altro.
Dall'altra parte, un approccio (uso le parole di Lanfranco) di "linciaggio pubblico", svolto senza conoscere le cause del possibile errore, pubblicato senza ascoltare l'altra campana, formulando le ipotesi più disparate su quanto stava avvenendo, (la migliore: "un disegno volto a danneggiare umanamente e professionalmente De Baggis").
In mezzo, una rivista che è online dal 1996 e con un nome del tutto rispettabile, una collaboratrice che è stata presa di mira sul sito dei "Maestrini per caso", che ha dovuto subire pesanti ironie sul suo nome, e l'ordito di "plagio" verso un errore editoriale, che si poteva e doveva evitare, ma che si poteva risolvere con un chiarimento nel giro di poche ore.
Così non è stato, il motivo è ovvio: il post sul blog ha creato un'esasperazione voluta dei toni (con contorno di personaggi alla Metitieri a peggiorare ulteriormente le cose) da portare ad un irrigidimento inevitabile. Naturalmente di fronte a tali comportamenti non si ha voglia nè di perdere tempo in polemiche, nè tantomeno di porgere l'altra guancia.
Peraltro, su chi sia stato "danneggiato umanamente e professionalmente" perchè accecato dalle antipatie di qualcun altro, lascio al lettore decidere chi sia.
La brutta storia è comunque servita: per capire che la fiducia nei collaboratori è sacrosanta ma a volte non basta: questa non è giustificazione, ma una presa d'atto.
E perchè per certe persone...beh, meglio che non mi esprimo, forse la cosa più giusta è ignorarle e basta.
PS. Ringrazio chi mi ha scritto in e-mail per sostegni&consigli su questa triste vicenda, specialmente quell'amico del "sono con te senza se e senza ma" (Max sei un mito:).
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