Piano alternativo sotto l'egida Onu | Luciano Giustini

Piano alternativo sotto l'egida Onu


 

Il presidente francese Chirac e il cancelliere tedesco Schroeder hanno confermato di aver sviluppato un piano alternativo per la soluzione al problema iracheno, che prevede l'utilizzo dei caschi blu dell'Onu e la creazione di un protettorato sotto l'egida delle Nazioni Unite al posto del regime dittatoriale attuale di Saddam Hussein. La proposta sembra molto sensata e intelligente, perche' mette l'Onu sopra le parti e perche' evita il ricorso all'azione militare "spiana-tutto" (ah, bella la favola della guerra che dura pochi giorni, di quel genio di Rumsfeld). Anche se ovviamente non e' soltanto animata da "buone intenzioni", Francia e Germania l'hanno avanzata con dietro una visione politica. Ci sono anche una serie di interessi economici (i rapporti commerciali con l'Iraq) e di opportunita': all'Europa, tutto sommato, della guerra per il controllo del petrolio non frega niente e non vuole neanche parteciparvi, visto che dipendiamo molto poco da quel petrolio, al contrario degli Usa.

In tutto questo il nostro Berlusconi ha perso un'altra occasione per dimostrare di avere un qualche senso di Stato europeo. Sta, invece, proseguendo la sua, sbagliata e dannosa, azione di "convincimento" degli alleati riottosi alle ragioni di W.Bush, ponendo l'Italia come una sorta di (pericoloso) portavoce delle istanze (sbagliate) americane. Alleati che peraltro ricevono Berlusconi con grandi onori, e grandi risate, osservando quanto sia patetico con quella sua aria da grande statista che gira l'Europa credendo di essere convincente. Il nostro, purtroppo non accorgendosi di essere una marionetta in mano a poteri piu' grandi di lui (anche se non lo capisce, essendo limitato), genera un senso di leggerezza e ironia che non si confa' al triste momento della storia che stiamo vivendo. Con Putin si raccontano barzellette invece di affrontare la pericolosa e anacronistica "idiozia di guerra" che il Ministro della difesa Rumsfeld ogni giorno di piu' mostra di possedere. E gli americani (intesi come popolazione) ormai sembrano rassegnati a fare un'altra, inutile, sporca, guerra.

Perfino un "moderato" come Colin Powell si e' assunto l'onere di dire spavaldamente agli altri "chissenefrega di quello che pensate, noi andiamo la' e spacchiamo tutto, se non ci autorizzate lo facciamo da soli". E ha mostrato prove piu' o meno convincenti che l'Iraq sia pericoloso. Gli americani sono degli ingenuoni, si sa, e forse Powell si aspettava che tutti facessero "oooh, ma sterminiamoli tutti". Cosi' ovviamente non e' stato, e la "vecchia" (per alcuni "saggia") macchina politica europea non ha cambiato di una virgola il suo proponimento di evitare guerre preventive.
Se Saddam Hussein fosse un po' piu' furbo (non dico che non lo sia, dico se lo fosse di piu' di ora), andrebbe al Palazzo di vetro e mostrerebbe le prove che l'America sta cercando di fare una guerra al solo scopo di controllare meglio e di piu' le risorse petrolifere del Paese, come Powell mostra le prove che l'Iraq sta costruendo armi di sterminio. E' un'idea che mi e' venuta, perche' le prove ci sono, ovviamente. A quel punto sarebbe la parola di un governo contro la parola di un altro. Sarebbe davvero interessante vedere le reazioni! Ma sarebbe comunque inutile.

Giacche', per quei pochi che ancora non l'hanno capito, Bush e la sua amministrazione, la guerra all'Iraq, l'hanno gia' decisa da mesi. Un giornalista ha scritto, "per portare a termine il lavoro di Bush padre, che almeno aveva avuto il buon senso di ottenere un consenso mondiale sul'operazione, e che partiva dall'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq, cioe' da un motivo valido e verificato." Rimane solo qualche dubbio sui tempi. Ma Rumsfeld sta dipanando anche quelli. Da par suo, ovviamente.


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Laureato in Ingegneria informatica e in Scienze dell'Informazione e Comunicazione (LM-19), mi occupo di processi digitali sui social media. Insegno in percorsi di approfondimento in Comunicazione e nuovi media all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e all'Università di Tor Vergata. Ho fondato la rivista telematica Beta e l'agenzia di notizie IT News, sono stato technology visionary in TEDxViadellaConciliazione, e faccio consulenza con LG Studio.
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