L'addio di Chris Bangle alla BMW | Luciano Giustini

L'addio di Chris Bangle alla BMW


 
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(video da Quattroruote.it)

Noi italiani, differentemente dal novero dei detrattori al suo stile estroso ed innovativo, non lo abbiamo mai criticato come nelle desolate e fredde lande anglosassoni, dove in fatto di gusto... Sarà che quell'ex pastore diventato icona del design BMW nel mondo ha monopolizzato l'attenzione su quello che il design di un'automobile deve fare: mostrare il bello della tecnologia, fornire emozioni e non solo forme, motivare ed influenzare tutti gli altri.
Sarà anche che guido una Mini, che, ovviamente nella nuova versione BMW, proviene sempre dal tratto della sua matita, in questo caso come supervisionatore.
Il 55enne genioide del design ha purtroppo, dopo 17 anni di onorato servizio, deciso di divorziare dalla casa di Monaco e di mettersi "in proprio", almeno per ora. L'autore della spider Z3, della prima Suv, la X5, e poi delle linee della bellissima Serie 5, e della serie 3, l'incredibile Serie 1 e l'ammiraglia 7 è stato amato ed odiato per il suo stile innovativo...comunque nel tempo tutti quelli che lo avevano criticato si sono dovuti ricredere di fronte ai numeri record macinati da BMW e per descrivere i suoi spigoli i giornali anglofoni avevano coniato il neologismo "Bangle angle". E' indubbio, comunque, che lui ha contribuito a svecchiare tutto il design della casa bavarese ed a far invecchiare di colpo quello della concorrenza.

A molti appassionati delle auto, mancherà. A noi piace ricordarlo durante l'ultima intervista a Quattoruote (vedi sopra) di poco tempo fa, nel suo italiano-tedesco, col suo ottimismo di chi vede avanti..

Per il resto, non si può che condividere:
"Christopher Bangle ha avuto un impatto sull'identità dei marchi del BMW Group destinato a durare nel tempo. Il suo contributo al successo dell'azienda è stato decisivo. Insieme ai suoi team ha delineato un percorso chiaro ed estetico verso il futuro"
(dal Comunicato stampa di BMW Group)

Coincidenza, avevo creato quasi per gioco un gruppo su Facebook, che oramai sta apprestandosi a superare i 200 iscritti.

In Italia, ne parla anche Autoblog, mentre in inglese news da Automotive News e Jalopnik Industry News

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5 Comments

Questo designer hippy ha rovinato le BMW per 10anni.
E molte altre case che hanno imitato il suo orribile stile. Spero che cambi settore o al limite che vada in una casa che non sia tedesca.

Lo stile di Bangle, come detto, o si ama o si odia..sicuramente non tutto gli è venuto sempre bene. Ma ha avuto il merito di svecchiare le linee delle BMW che erano considerate auto per signori di una certa età - ciò che appunto non è riuscito alla Mercedes - mantenendo uno stile elgante ed innovativo.
Inoltre de gustibus non disputandum est, ma io, come tanti altri, adoro il suo design. Trovo che ha dato una dinamicità alle forme solide dell'auto come pochi altri erano riusciti prima. E infatti è stato copiato, ed ha lasciato un segno forte.

Bangle é stato e resta uno dei pochi maestri della nuova generazione del car design. Io ho avuto la fortuna di averlo come direttore tanto tempo fa e vi assicuro (anche a chi lo contesta) che é stato uno dei pochi ,in 20 anni di attività, a saper stimolare culturalmente ed emotivamente il proprio team. Io spero e credo che continuerà presto a stupirci...lo aspettiamo con impazienza!

www.lucianobove.blogspot.com

Ma come si può criticare uno come Bangle che ha "pulito" le BMW dalle quelle orrende linee e ha, con il suo design, di togliere alla BMW la nomea di "Auto del mafioso". Ora non ci si deve piu vergognare a viaggiare su un auto BMW.

Credo che la BMW possa solo ringraziare per il lavoro effettuato e le scelte stilistiche che hanno decisamente fatto innovazione......i suoi tratti si possono ritrovare ora su tante auto della "concorrenza" .....E' un bene che si sia messo in proprio e possa dare il suo contributo anche in ambiti non Automotive.....

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Mi occupo di processi digitali sui social network (in particolare cluster digitali), e insegno in percorsi di approfondimento universitari su Web e nuovi media.
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