All'arrembaggio miei Prodi


La politica è l'arte del possibile. Ma Prodi ne sta collezionando tante, di frasi ironiche. Quando dice "nella coalizione decido io cosa fare" a me fa sempre un po' sorridere. Chi, come lui, è un leader di coalizione senza partito, può anche voler fare cose bellissime (e non ne dubito, a parole), ma tecnicamente dovrebbe valutare l'ipotesi che poi i partiti - quelli veri - le cose non gliele fanno fare, che quando si mettono di traverso sappiamo bene quali bastoni fra le ruote e quali obblighi possono imporre, a sinistra come a destra. Mentre le promesse, quelle si, sono possibilissime.
Il fatto è che il provero Professore ce la sta mettendo tutta per non far passare quella che più che un sospetto è una certezza: la sua portanza serve per vincere le elezioni. Poi, il possibile è dietro l'angolo.

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2 Comments

Sante parole, Luciano, sante parole. Prodi non si rende conto di quanto la sua stessa corrente lo stia usando letteralmente. Certamente lui, in quanto moderato, sta mettendo "una pezza" come si dice a Roma in ogni momento ma mi sembra che c'è poco da illudersi, la sinistra rimane sempre sinistra (scusa il gioco di parole).

Aggiungo, tanto perché stiamo in tempi di par condicio, che anche a destra la situazione è molto simile, anche se non simmetrica. Berlusconi deve mettere pezze continuamente per tenere a freno situazioni scandalose come quelle della Destra Estrema. Anche lì, se non tecnicamente, è perlomeno teoricamente presente una tale manfrina di posizioni e imposizioni che poi diventa molto difficile fare del buon governo, e il premier conterà solo fino ad un certo punto. Forse più di Prodi, questo si.

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