17 Luglio 2005 23:54
A me la vicenda del suicidio di Ciro Milani, lucidamente programmato sul blog, e poi eseguito a dispetto dei tanti cretini che non ci credevano, e con tanto di post a morte avvenuta, mi ha abbastanza sconvolto.
Si, qualcuno dirà - ed a ragione - che essendo diari online, è lecito aspettarsi che lo siano fino in fondo, ovvero diari anche del proposito di farla finita, con una incredibile sequenza "banalizzata" nei modi e nei tempi. Non ce la faccio sinceramente a leggere tutti i suoi post...e soprattutto i commenti.
Prendo da Massimo Mantellini queste righe:
L’unico piccolo vantaggio mediatico è legato al fatto che la storia drammatica e documentata di Ciro non è fino ad ora arrivata alla grande stampa. Il suicidio di un giovane (una causa di morte per nulla infrequente) affiora molto raramente dalle pagine dei quotidiani. Un misto di rispetto per il dolore dei parenti e di rifiuto psicologico per simili gesti che interessa l’intera collettività, fa in modo che tragedie del genere restino in genere affidate al dolore dei familiari e risparmiate alla (forse utile e necessaria) comprensione generale. Già li immagino i titoli dei giornali se fosse stato possibile per una volta scriverne liberamente: “La solitudine della rete” “Chiede aiuto invano su Internet”, “la Polizia era sulle sue tracce on line ma non e’ arrivata in tempo per fermarlo” .
Noi non siamo abituati ma ci dovremo abituare.
Per estrapolarle dal contesto: No, non vorrei proprio abituarmi, se si parla di dover cedere alla tentazione di riempire una vita con parole vuote. E invece si, vorrei abituarmi, se si tratta di raccogliere il grido di dolore di qualcuno che, magari ingenuamente, magari senza alzare la voce, sta comunicando che qualcosa non quadra.
E la stampa se ne accorta, peraltro sembra.
Luciano,
anche a me ha fatto un grande effetto la notizia di questo giovanissimo ragazzo che ha preannunciato ai lettori il suo suicidio, in un estremo tentativo d'attenzione.
Mi fa effetto che in Italia i malati di depressione non abbiano a disposizione delle strutture a cui rivolgersi e che li sappiano accogliere nel giusto modo, mi fa effetto il silenzio della società rispetto a chi ha problemi di disagio, perché al giorno d'oggi è sempre più difficile ottenere attenzione, soprattutto in momenti difficili.
Dobbiamo essere sempre scattanti, energici, forti, sicuri! Dobbiamo essere belli e belle, come l'irreale soggettona della pubblicità della TIM. Ma che fare poi con la vita vera?
Hi I hope you understand english, because I don't speak anything of italian, so I was very sad about this case. But I agree with Belinda, when she said that he needed attention. (I think she said it). But I am questionning to myself, why dndn't the autorities do anything about it???? Can you explain me this case more??? My name is Aline and iam talking to Brasil, Rio de Janeiro.
Bye,
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