30 Giugno 2005 1:47
Figuriamoci.
Scrivere cose personali su questo blog ormai è fuori discussione.
E fa caldo.
Toquinho. Ve lo ricordate Toquinho? Forse chi è anziano come me se lo ricorda. Lo ascoltavo sempre, quando ero al mare, da mia zia, perché c'era mio cugino più grande che aveva tutte le sue cassette. E io mi mettevo lì, sulla stanza sul mare, con le finestre aperte, e pensavo, pensavo, ascoltando Toquinho. Mi piaceva tanto, scorrere il tempo nel dolce far nulla dell'estate, quando la scuola era finita, e ascoltare quelle note così dolci, soavi, e tristi.
Ora non ho più le sue cassette, chissà che fine avranno fatto..
Ma d'altro canto io non potrei mai ascoltare adesso Toquinho...
Già..ricordo.
"Così in Ossi di seppia il poeta si immerge nell'aspro e brullo paesaggio ligure, sentito «come universalissimo» specchio dell'accartocciata e strozzata condizione umana, e con perplessa e «triste meraviglia», ignorando l'eroica e disperata rivolta del romantico Leopardi, critica, corrode, ma soprattutto interroga «il male di vivere» facendo parlare gli oggetti, non più le parole."
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