Luciano Giustini blog: Constantine


Constantine
11 Marzo 2005 15:12

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Sono andato a vedere "Constantine". Devo dire la verità, ero molto scettico. Tant'è che ho fatto una cosa che non ho mai fatto nella mia vita finora: sono andato da solo. Un'esperienza da fare, che ripeterei.

Per un paio di motivi. Perché in verità rischiavo di mentire a me stesso: andavo perché c'era Keanu Reeves, (da Matrix 3 aspettavo di vedere la sua prima riapparizione sul grande schermo), e non volevo costringere altri a sorbire una presunta scemenza di film solo per le mie preferenze attoriali. E poi perché, diciamo, essendo "indottrinato" su cose religiose, ero ragionevolmente certo si trattasse di una accozzaglia indigesta di citazioni e credenze, leggendo trama e recensioni (non conoscevo il fumetto) avevo avuto questa netta impressione. Quindi, le premesse erano negative.

Il film invece mi è piaciuto.

Innazitutto, le cose che nei film del genere sono scontate, qui sono brillantemente evitate: l'anti-eroe "bello e dannato" non ha la storia con la ragazza, anzi; le citazioni religiose sono credibili (beh, non tutte: ma rispetto alle premesse ed alla media dei film del genere..); gli aspetti teologici sono nel complesso relativamente salvi (se si eccettua, ovviamente, la "scommessa" di Dio di einsteiniana memoria e la presenza dei mezzosangue); infine, il finale è perfetto.

John-Keanu Reeves oramai come anti-eroe legato al cristianesimo è sdoganato. Già nell'"Avvocato del diavolo" mi era piaciuto, ma qui è meglio. Scettico, sarcastico, impassibile eppure nervoso, quasi incazzato, intenso e moderatamente glaciale rende credibile il personaggio che intepreta. Il regista (se non sbaglio alla sua prima esperienza) è stato bravo a scegliere, e soprattutto a non concedere nulla agli stereotipi del genere. Specie nei dialoghi, che mi aspettavo banali e apocalittici e invece sono piuttosto coerenti e concreti.

La prima frase che mi ha colpito è di Gabriele (che nel film è un angelo stronzissimo) "John, tu non credi affatto. Tu sai, che è molto diverso" che riassume un po' l'esperienza del nostro, costretto in terra a fare l'esorcista non tanto per scelta quanto per necessità. Un esorcista molto bravo, ovviamente. Che conosce bene cosa c'è "di là" e cosa di qua, ma, incidentalmente, non ha molta stima di Dio, sebbene cerchi di riottenere le sue grazie. Ma non ha "fede". Lui sa soltanto cosa succede.

Constantine vede i demoni, come gli angeli, che in questa dimensione assumono sembianze umane, ci parla, con quelli che lui chiama i "mezzosangue". Un'esperienza che oramai è allenato a vivere, e che lo porta a dire una frase molto interessante del film, quando chiede alla ragazza "Lei crede nel diavolo?" e lei risponde "No. Io non credo nel diavolo, signor Constantine.", e lui le risponde: "Dovrebbe. Il diavolo crede in lei". Mi sembra che sia ripresa anche nel trailer.

Certo, il fatto che Reeves, in questa come in altre scene, ricordi molto Thomas Anderson/Neo di Matrix è un particolare da non trascurare, e concede molto al film. Ma anche la regia è buona: pessimista, ma non pessimistica, l'orrore e la morte ci sono, ma in modo non pedante, non lezioso. Mai troppo.

E a proposito di regia (o di fumetto), i demoni sono cattivi e questo va bene, ma soprattutto sono i parallelismi immaginifici a colpire (e qui gli effetti speciali ci stanno tutti): ad esempio l'inferno non è un luogo così strano e diverso, ma è semplicemente la stessa realtà in cui viviamo, la stessa città, gli stessi luoghi solo in un'altra dimensione dove sono bruciati, orribili, spazzati da un vento caldo e insopportabile e dove le anime condannate soffrono le proverbiali pene. E mi ha molto colpito anche questa figura di Gabriele androgino che si rivela doppio, e che dopo il meraviglioso "Il cielo sopra Berlino" di Wim Wenders dà una interpretazione così diversa degli angeli.

Gli aspetti teologici mi sembrano abbastanza salvi, dicevo, pur con tutte le riserve del caso (quando Reeves tenta di convertire Baltazar, ad esempio, e con l'amuleto trilobo che porta la ragazza). Nel film c'è un prete, ma per capirci non dice frasi alla Ozpetek tipo "Quella bambina mi ha messo in crisi più non so cosa è peccato e cosa no" di "Cuore sacro". E' un prete pieno di problemi fisici e alcolizzato ma alla fine buono, e ovviamente perseguitato dal diavolo in modo subdolo.
E poi c'è il "cameo" di un perfetto Lucifero, ché viene ingannato in modo intelligente e che non si arrende neanche all'ultimo.

Termino con uno spezzone dell'intervista alla produzione:
“E’ un uomo che attraversa sia la luce che il buio”, dice Shuler Donner del personaggio. “Non è malvagio, ma neppure perfetto. Credo sia solo una persona che ha avuto una vita molto difficile, ma l’ha affrontata con senso dell’umorismo e questo è uno dei motivi per cui abbiamo voluto Keanu Reeves. Sapevamo che lui sarebbe stato in grado di esprimere questa visione”.

Ah, per una banale coincidenza oggi è S.Costantino.

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Commenti

Lanfranco Palis - 11.03.05 23:36

Luciano, mi hai messo addosso la curiosità di andarlo a vedere. Effettivamente anche io ne pensavo male, dopo aver sentito e visto i trailers. Comunque dopo questa tua, ci faccio un pensiero...
Lanfranco

edi - 12.03.05 18:59

Grazie per la bellissima recensione, andrò a vederlo molto presto. Rifuggo da molti pseudo-religiosismi alla Dan Brown, ma questo mi sembra un film abbastanza intelligente e rigoroso. :-)

Luciano Giustini [TypeKey Profile Page] - 13.03.05 13:04

Edi, non è esattamente un film rigoroso. Ci sono purtroppo molte cadute, anche se "nel complesso" è buono. Il fatto è che rispetto allo spirito con il quale ero andato a vederlo io, mi è sembrato buono. Se però tu ci vai pensando che sia buono, rischi di rimanere delusa. :)
Poi fammi sapere, comunque.

www.officialsm.net/blog [TypeKey Profile Page] - 13.03.05 20:12

In effetti anche a me è piaciuto. L'ho trovato abbastanza originale e con una buona regia.
Peccato per le solite scene di devastazioni e distruggimenti, altrimenti sarebbe stato molto più bello