Quanto decide il Centro? | Luciano Giustini

Quanto decide il Centro?


 

Effettivamente è un po' che non parlo di politica..
Maurizio sul post di oggi riprende un tema politico che si potrebbe definire perchè c'è l'"Abbandono degli elettori estremisti" all'avvicinarsi di elezioni.
Nel post, .mau. dà una spiegazione matematica al fenomeno, indicando che i politici, in realtà, non sanno fare bene i conti. Leggetelo, perché è molto interessante. Una sintesi non si può fare, se non che la conclusione del ragionamento è che i politici preferiscono spostarsi al centro guardando ad incerti voti delle flangie moderate perdendo però (con minore incertezza) i voti delle zone più estremiste.

Mi è venuta la tentazione di fare una riflessione, che inoltro anche ai miei inveterati lettori.

Credo che se i politici (che fanno politica di mestiere) fanno i conti in modo da pensare che valga la pena spostarsi al centro per prendere più voti di quanti non se ne perdano, lasciando stare le estreme sponde vuol dire che una motivazione c'è.
Il problema di fondo del ragionamento, (sempre considerando che è una metafora sulla politica, per come è impostato) è che se non vanno più a votare alcune percentuali (cioè non prendono il gelato, nella metaforica dimostrazione), forse chissenefrega: siccome ai fini numerici conta chi prende più voti, conta quindi chi riesce ad "acchiappare" i famosi voti del centro. Non so se matematicamente anche riesco a rendere il discorso: se una formazione politica perde 100 voti a sinistra e 100 voti a destra, ma poi guadagna 10 voti al centro che consentono di avere la partita, ha comunque vinto. In un sistema bipolare perfetto, vincerebbe dunque chi avesse venduto il 50% dei gelati più uno, e non quanti gelati avesse piazzato.
Un'obiezione (fondatissima) alla mia riflessione potrebbe essere che comunque siccome il sistema è simmetrico anche l'altra parte comunque guadagna 10 voti al centro e alla fine niente cambia. Ma in realtà il centro è così volubile..e la politica purtroppo non è una dimostrazione matematica (o forse si?)
Spero di non aver scritto troppe fesserie..


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4 Comments

No, non sono fesserie quelle che hai scritto. Un piccolo appunto: nel tuo post, non delinei certo un sistema bipolare. Benvenuto tra i terzisti!!:)

Io ho sempre detto, che sono di centro, e lo ripeto. Una posizione scomoda, oggigiorno. :)
Non perché mi piacciano particolarmente le attuali "idee dei centristi" ma perché mi confà come posizione politica, nè con la destra buffona nè - tantomeno - con la sinistra materialista e atea.

Un commento al tuo commento. Passi per la destra buffona, passi per la sinistra materialista (ed incompetente, aggiungo io), ma atea? Non è che ci sia di fondo una diffidenza verso l'idea di uno stato laico, indipendente dagli atteggiamenti invadenti ed antidemocratici del Vaticano? Purtroppo oggigiorno la laicità dello stato non è più neanche un argomento di dibattito politico (centrodestra e centrosinistra l'hanno già uccisa da tempo nella corsa all'"arruffianamento" elettorale). E così ci ritroviamo a chiamare con disprezzo ateo chiunque si ostini (e purtroppo non è neanche la sinistra attuale) a reclamare un elementare diritto di equità e democrazia, perchè è di questo che parliamo. Siamo tutti daccordo o un centrista da per scontato che chi la pensa diversamente dal
dettame superimposto è solamente un ateo da emarginare?

Prima di tutto sono assolutamente d'accordo con te che uno stato che si voglia dire democratico debba essere libero da dettami di tipo ideologico o religioso.
Ciò premesso, ateo non significa disprezzabile. E' una scelta di vita che può interessare il singolo come il pubblico.
In ogni caso, il centro-destra, è più attento ai valori cristiani di quanto non lo sia il centro-sinistra. Si tratta di scelte: da compiere nella libertà di coscienza (e di valutazione) di ognuno.
Tuttavia, trovo del tutto fuori luogo parlare di "atteggiamenti invadenti ed antidemocratici" del Vaticano. Sinceramente, dimmene uno attualmente. Forse lo erano uno o due secoli fa, oggi mi sembra che i cristiani, e i cattolici in particolare, siano una minoranza da osteggiare. Da tacciare di antidemocraticismo, mentre probabilmente è vero soltanto che è sempre più difficile in una democrazia esprimere, come rispettare, le idee, comprese quelle religiose, altrui.:)

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Laureato in Ingegneria informatica e in Scienze dell'Informazione e Comunicazione (LM-19), mi occupo di processi digitali sui social media. Insegno in percorsi di approfondimento in Comunicazione e nuovi media all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e all'Università di Tor Vergata. Ho fondato la rivista telematica Beta e l'agenzia di notizie IT News, sono stato technology visionary in TEDxViadellaConciliazione, e faccio consulenza con LG Studio.
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