Nessun problema di Ordine Pubblico | Luciano Giustini
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Nessun problema di Ordine Pubblico


 

Premessa..Oggi forse non è la giornata giusta per scrivere qualcosa sul Vaticano, dato che, nonostante i miei sforzi, è stato vano il desiderio di assistere alla messa di Ratzinger, a causa di un'"organizzazione" decisamente assurda. Credo che più che con il Vaticano, i miei strali devono essere inviati al servizio d'ordine. Anzi, no, questi hanno fatto benissimo il loro lavoro, no, l'inaudita decisione di chiudere tutte le strade di accesso a S.Pietro ai pedoni (si, avete letto bene, ai pedoni) deve averla presa qualche "testa" sagace che comandava l'organizzazione della giornata di oggi. In tanti anni che abito qui e che di messe solenni ne ho viste a decine, non ho mai assistito ad una decisione così opinabile: tutta via Gregorio VII, una via lunghissima che collega la zona di S.Pietro ed il Tevere con la zona Ovest di Roma non era percorribile neanche da un cagnolino! Capisco auto e moto, ma i pedoni...!
Tanto per darvi un'idea, neanche alla morte di Giovanni Paolo II e neanche alla messa esequiale (dove c'erano capi di Stato da tutto il mondo) hanno ovviamente preso una decisione tanto assurda - quanto inutile.
C'era l'invito ad utilizzare le navette pubbliche per raggiungere la piazza. Io avevo preso appunto una di queste. Ebbene, gli autobus venivano fermati e le persone fatte scendere in Piazza Pio XI, lontana 10 Km da S.Pietro, senza una spiegazione: stuoli di agenti in divisa e schierati per orde di pellegrini - inutilmente dato che c'erano solo famiglie e gruppi nelle normali quantità di una messa domenicale solenne - intimavano di cambiare strada. A chi cercava di arrivare a via della Conciliazione dall'ovvia via Gregorio VII veniva detto di proseguire a piedi, ma non da lì bensì da altre strade: in pratica per "ordini superiori" dalla zona Ovest di Roma non si poteva raggiungere S.Pietro. Centinaia di persone lasciate a piedi ed obbligate a seguire l'Olimpica, o camminare lungo tutte le Mura vaticane o peggio lungo via Candia (una strada che arriva a S.Pietro dall'Aurelia facendo un giro molto più lungo e inidoneo). Faccio solo notare che perfino un convento di suore ha organizzato all'ultimo momento una "navetta" per quanto si era resa incredibile la cosa.
Ovviamente, poiché raggiungere S.Pietro a piedi da così lontano, usando queste strade, richiede il triplo del tempo, una volta arrivato lì mi sono visto sbarrare la strada da altri agenti che ripetevano "a via della Conciliazione non si può più entrare". :-(
Certo che poi "non ci sono problemi di ordine pubblico": già chiudere al traffico tutto un quartiere intorno a S.Pietro è pesante, ma addirittura ai pedoni, è ridicolo. Se togli le persone, ci credo che "non ci saranno problemi di ordine pubblico"! Grazie al...vabbè, "grazie" a chi ha avuto questa "bella pensata".

Ma torniamo a noi..

Riguardo il giorno dell'elezione, una conferma indiretta delle mie impressioni mi arriva anche da Ludik, che annota nel suo diario di quel giorno:

"Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Ratzinger". E chi era nella piazza racconterà di quell'attimo di silenzio. Quell'attimo di troppo.

Certo, bisognerebbe addolcire un po' questa figura di Papa conservatore e algido. E, al proposito, i tedeschi già lo fanno letteralmente:

Letto con colpevole ritardo, il godibilissmo post di Daveblog:

(...) Ti aspetti che lanci subito una scomunica, tanto per provare i nuovi poteri, e invece alza le mani e saluta con tenerezza, emozionato. Emozionato anch'io, queste son scene che puoi solo contemplare. Il discorso: ineccepibile, quasi scolastico. Bello, quando parla del potere di Dio che si manifesta indipendentemente da strumenti insufficienti. E lì, quando meno te lo aspetti, col Pontefice che si appresta ad impartire la benedizione urbi et orbi e attende il silenzio che la solennità del momento richiede, si alza l'orrendo urlaccio "Beeeenedetto! Beeenedetto!", ritmato sul motivetto tanto caro ai Papaboys (...)

Ed a proposito, Giovani Tromboni si domanda:

Dopo i papaboys, avremo le ratzingirls?

Nei commenti a questo post la frase "ironica" più simpatica che ho letto finora in giro su Benedetto XVI (pare che versioni leggermente diverse girino pure via sms):

E ora, non posso che immaginare una tiepida serata romana, con la brezza leggera e una luna immensa, e udire in lontananza parole familiari: " Qvesta zera, qvando tornerete a kasa dai fostri pampini, date loro un colpo di pantofola e dite: qvesta è la pantofola del Papa".

Sui blog sto cercando di percepire un po' le prime impressioni su questo nuovo Papa. Le prime avvisaglie non sono buone, ma questo già lo sapevo: la blogosfera italiana è tendenzialmente un ritratto dell'intelighenzia italiana un po' liberista (anche un po' anticlericale), quindi uno come Ratzinger, che di mestiere faceva il custode della fede cattolica, viene visto male a prescindere. Vedremo. Di certo non darà vita facile a nessuno, e questo da un lato è bene, dall'altro però deve ancora costruire quel rapporto coi "ciofani", che speriamo migliori col tempo. Magari si scioglie un po', finora mi sembra che si stia sciogliendo come cera al sole, visti i bagni di folla che si sta concedendo, lui dogmatico e teutonico tedesco doc. Certo, stanno già nascendo focolai di litigiosità, e questo mi dà l'idea che - perlomeno all'inizio - la scelta di questo Papa accrescerà le barriere tra chi ha una fede solida e chi ne ha meno, e potrà inasprire i toni. Già io mi trovo a disagio a commentare, e rispondere, a chi argomenta certe "comunicazioni" nel passato di Ratzinger che sono, effettivamente, piuttosto rigide. Tuttavia, speriamo che Benedetto XVI sappia superare certi rigidismi per avere un migliore rapporto con la società moderna, che è una società della comunicazione. Superare non significa ovviamente dissimulare le verità di fede, ma saperle esprimere nella lingua della società in cui viviamo.

Edi dice nei commenti a questo suo post

oggi, strano a dirsi, ho iniziato a nutrire simpatia per questo Papa: probabilmente è perché tutti gli danno addosso, vivisezionano le sue parole e anche ogni atteggiamento. Ho letto pure "la tonaca bianca gli sta malissimo", che ha la stessa forza argomentativa di "nanopelato".
l'antipatia sarà passata non appena smetterò di riferirmi a lui come a Ratzinger e inizierò a chiamarlo Benedetto decimosesto o comecappero è. :-)
E' una strada in salita quella di Benedetto XVI. Lo è sicuramente.

Non posso che essere d'accordo con lei. Ma d'altronde lui già se n'è abbondantemente accorto.


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3 Comments

Invece di dormire, passo il tempo sul blog!
A me Ratzinger piace! Non lo dico perché sono germanista, ma perché è un uomo asciutto di modi ma concreto. Ecco...! :-)
Saluti

Ciao Belinda, si su questo siamo d'accordo. La concretezza di Ratzinger è il suo principale dono, fermo restando che forse è questa sua estrema attenzione a ribadire le "cose concrete", che può sfociare nell'eccesso di trascurare il dialogo, ad essere messa in crisi. Infatti adesso nei primi giorni da Papa mi sembra di intravedere che ciò su cui sta lavorando maggormente è proprio il dialogo, la comunicazione, come mi auspicavo appunto io.


:-)

il Ratzi ha dimostrato di sapere usare bene le parole. Scrive delle omelie bellissime, di rado semplicemente retoriche. Sarà che non ho mai prestato particolare attenzione a quelle di Wojtyla e che mi trovo a vivisezionare il nuovo papa, ma c'è una notevole differenza di spessore intellettuale.

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