Luciano Giustini

Diario biografico

(english)

Fino alla seconda meta' degli anni '80, ho conosciuto il mondo dei computer solo indirettamente (associato ai "Commodore 64" e "Zx Spectrum" degli amici di scuola), dopodichè mio padre mi regalò un IBM PC AT usato, con 640 KB di RAM e processore Intel a 4,77 MHz. Con questo imparo ad usare e programmare dBase III Plus della Ashton-Tate, col quale riesco a fare cose incredibili. Nasceva in quel periodo la passione per due cose: i database e la perdita di tempo. Con un difetto. Il mio corso di studi era incompatibile con la seconda: ingegneria, prima meccanica poi, visto che stavo 12 ore al giorno al computer, informatica.

Parto militare nel 1990, destinazione Teramo, dove conosco molti amici di Roma, e poi torno nella capitale al corpo. Nel 1992 conosco, al seggio delle elezioni, Giuseppe Casarano, articolista di MCmicrocomputer (allora la rivista più autorevole in Italia nel settore dell'informatica) ed esperto del sistema operativo IBM OS/2 (del quale diventerà  adepto e perfino moderatore della OS2_DEV.ITA), e soprattutto linker di MC-link. Giuseppe mi dà il "Manuale Modem" di Frank Stajano: una guida per il mondo di Fidonet e delle BBS amatoriali. Nasce così la passione più sfrenata della mia vita dopo le prime due: la telematica.

A maggio del 1993 arriva finalmente un Compaq Prolinea 4/50, processore Intel 486 a 50 MHz, che era stato ordinato nei primi mesi dell'autunno precedente. Capirete l'euforia del momento dal fatto che presi una tranvata sullo stipite della porta per correre a dire al distributore quale monitor avevo scelto tra quelli disponibili (Un Nec 4FGE da 15", ancora me lo ricordo).
Sono attivo su due reti amatoriali in Italia, Fidonet e Caesarnet, cui devo molto per la mia crescita telematica e informatica. Molti amici e molte idee sono nate tra i messaggi di queste reti. Con un modem a 2.400 prima, e a 14.400 poi, frequento alcune BBS di Roma, tra le quali Sierra, e SPQR, dove conosco Alessandro Bucci, sysop, Stefano Colonna, fondatore del Bollettino Telematico dell'Arte, e Fernando Carello, studente di ingegneria.
È insieme a quest'ultimo che, nella convinzione che manchi un luogo virtuale di approfondimento tecnico di qualità, fondo Beta alla fine del 1994, "La rivista ipertestuale tecnica", diffusa inizialmente sulle stesse BBS, gratuitamente, in formato RTF compilato (WinHelp). Tra gli articolisti conosco il torinese Maurizio Codogno, che insieme a Fernando ed a Francesco Sileno costituirà il triumvirato tecnico delle rubriche di Beta.

Il 1994 è anche l'anno di Internet e del Web, che esplode definitivamente nel biennio 1995-96 grazie al perfezionamento e alla diffusione del browser Netscape Navigator, che permette la progettazione di siti complessi e attraenti.
Intanto sviluppo la passione per l'HTML, il linguaggio per creare pagine Web, e divengo moderatore dell'area Ipertesti di MC-link, un forum di appassionati del linguaggio e delle tecniche per progettare siti Web. Faccio conoscenza con Paolo Nuti e Marco Marinacci, grandi capi, guru, maestri e formalmente rispettivamente responsabili di MC-link e MCmicrocomputer, con i quali inizio una collaborazione.
Nel 1995 lavoro in un'agenzia di stampa di un notiziario elettronico internazionale, che sarà anch'essa un'esperienza formativa. Organizzo altri progetti su Internet, realizzando siti per il Web e il sito di Ipertesti Online per Mc-Link.

Nel 1996 sviluppo la prima versione del sito www.Beta.it, che va online nel Novembre dello stesso anno sui server di MC-link grazie alla partnership con Technimedia. Beta viene riconosciuta come una testata tecnica affidabile e aggiornata, ed il sito viene conosciuto e visitato da un folto pubblico di appassionati, e mi dà alcune soddisfazioni.
In questo periodo sviluppo la passione per il sistema operativo open source Linux, che installo ed utilizzo per lo sviluppo Web. Scatta anche la passione per l'hardware, e assemblo in casa il PC desktop che, ripetutamente aggiornato, sarà il computer di sviluppo per molti anni a venire (abbiamo scheda).

La frittata è ormai fatta, e, grazie anche alla pubblicazione dei `New Rules' di Kevin Kelly su Wired, vengo risucchiato nel vortice della New Economy.
Nel 1998 raggiungo un accordo con Telecom Italia che, sul server Tin.it, pubblica Beta in hosting gratuito, e partecipo alla nascita del progetto Atlantide gestito da Telecom.
Firmo un contratto con Matrix/Active Advertising per la concessione esclusiva degli spazi pubblicitari di Beta.it. Nello stesso anno registro la rivista Beta al Tribunale di Roma, entrando nel ristretto novero delle testate ufficiali Internet.

Nel 1998 progetto Alpharoom, un sito per la ricerca sulle linee guida per la progettazione e gestione di Siti Web, la loro tariffazione professionale e la preparazione di un progetto iniziale.

Nel 1999 acquisto, insieme a Giovanni Antinori (vicedirettore di Beta), una quota della società di informatica NICE S.r.l., che nel frattempo era stata fondata tre anni prima da Alessandro Bucci e Fernando Carello, entrando come responsabile della divisione Internet, e portando "in dote" Beta, che diviene un network di siti, e viene pubblicato sui server della società.
Nel 2000 ho ideato e progettato ITnews, un notiziario di informazione per il mondo dell'Information technology e della economia digitale, nato in origine come costola di Beta nel '98 e sviluppatosi come prodotto a sé nell'anno successivo.
Nasce in quel periodo anche Handheld, un sito dedicato al wireless, che l'anno successivo viene fuso con palmare.net.

Incidentalmente, non mi accorgo dell'assioma espresso al MIT da Paul Krugman in "White Collars Turn Blue" ("Consumers don't want information, they want tangible goods.") e proseguo.

A partire dal sito precedente, riprogetto Beta in tecnologia dinamica. Il sito è nuovo sia a livello di struttura sia graficamente, e consente una consultazione più efficace di articoli e notizie, con correlazioni e ricerche incrociate. Ma il 2000 è anche l'anno in cui la redazione di Beta cambia forma. Il numero dei redattori e dei collaboratori volontari cresce fino a triplicare, mentre si affiancano redattori stipendiati che curano i contenuti e l'impaginazione dei diversi siti. Il carattere del progetto editoriale ne viene influenzato e la connotazione tecnica di Beta si allarga ad una visione più a 360° del mondo dell'informatica e della tecnologia, e dell'economia, che fa capolino come categoria del magazine. Insieme alle nuove rubriche, nascono i Servizi per le Aziende.
Il network nel 2000 raggiunge risultati lusinghieri in termini di impression, e diffonde i propri contenuti specializzati ad un numero sempre crescente di portali e di soggetti editoriali.

Il triennio '98-2000, in Italia, è anche il tempo dei portali: nascono come funghi, con investimenti di decine di miliardi. Scendono in campo i grandi editori, i venture capitalists, gli imprenditori, le aziende. La New economy conosce il boom degli investimenti e della capitalizzazione di Borsa, che, insieme all'entusiasmo per tutto ciò che è internet, provoca il formarsi della cosiddetta "bolla speculativa": il business di internet viene fortemente sovrastimato.
Nel 2001 la bolla di Internet scoppia. Il mondo imprenditoriale guarda Internet sotto una luce diversa ed il mercato entra in una fase di "consolidamento", che in pratica si traduce in molti fallimenti, la contrazione del mercato, la concentrazione delle risorse, la chiusura di molte società che non riescono a coprire i costi. Ma la crescita di Internet rimane inarrestabile.
Beta nel 2001 chiude per così dire un ciclo. C'era prima che Internet diventasse un terreno di conquista, e continuera' ad esserci, magari con un po' piu' di cambiamenti. In quest'anno, per vari motivi che e' qui superfluo elencare, ITnews e Handheld cessano di essere seguiti direttamente da me e, pur mantenendo il progetto iniziale, dalla meta' del 2001 passano sotto il coordinamento della Nice. I cambiamenti non interessano Beta.it.

(era meglio la biografia corta, dì la verità!)

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