Perché non vai in Mediaset
«Non è facile. Non c'è più concorrenza. Siamo un'azienda unica. La Rai è diventata una dependance».
Che differenza c'è fra Rai e Mediaset?
«In Mediaset sono più chiari. Dicono: dobbiamo fare otto milioni? Facile: tette e culi. In Rai ti dicono: siamo il servizio pubblico. Alla seconda puntata ti dicono: "Bello eh? Bello! Ma porca miseria dobbiamo fare mezzo milione in più. Possiamo mettere una tetta o un culo?". Ma la qualità? "E che sarà mai un culo"».
Esempi di voltagabbana
«La mia amica Paola Perego ha fatto una cosa divertente. Una volta si sentiva già in Rai e cominciò a dire che in Mediaset lavorano solo quelle che la danno a tutti. Poi le trattative purtroppo si sono interrotte e lei è dovuta rimanere là, in mezzo a quelle che la danno a tutti».
Un serio professionista conosce la mappa delle amanti.
«Ci sono programmi che hanno una concentrazione altissima di amanti. Ci sono alcune persone molto furbe in Rai che dicono: datele a me le amanti, le prendo tutte io. Tre amanti in un programma sono una sicurezza».
Una battuta: ha 70 anni, la sua fidanzata attuale ne ha 20 (si parla di Boncompagni).
«Gianni se incontra una donna tipo "Ho trent'anni e non mi sento realizzata" si butta dalla finestra. Lui ha bisogno di compagne che gli dicano: "Porca miseria, domani mi interrogano sulle capitali e non le so". E lui dice: "Dai, ripassiamole insieme"».
Conosci Berlusconi?
«L'ho incontrato una volta in un ristorante. Si alzò in piedi per salutarmi e io gli dissi: "Stia comodo, la prego". E lui disse: "Ci mancherebbe altro". E lì ho capito che era un gran paraculo. D'Alema non si sarebbe alzato. A malapena avrebbe salutato».
Tratto da>
Interviste, a Giancarlo Magalli, a cura di Claudio Sabelli Fioretti
posted by luciano at
14:26