May 16, 2011

Kierkegaard entra dal gelataio.

Giacomo Leopardi

Image via Wikipedia


Kierkegaard entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desidera?"

Kierkegaard: "Vorrei un gelato. Alla fragola. No, aspetti. Al limone. No, scusi, menta. Oddio, c'è anche la stracciatella... Allora, no facciamo che fragola andava bene. Cono. No, scusi, coppetta. No cono. Al limone. Senta, decida lei. No, scusi, decido io. No, decida lei. (Comincia ad ansimare in preda ad una crisi di panico). Allora, facciamo limone e fragola. No, meglio menta e fragola. Nella coppetta. Decida lei. No, decido io. No, decida lei. Senta, facciamo così: lasciamo decidere a Dio."

Dio: tace.

Kierkegaard "A posto così." Ed esce fischiettando, contento, senza gelato.

 

Platone entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno, desidera?"

Platone: "Una coppetta da due euro, cioccolato, amarena e menta."

Il commesso lo serve. Platone mangia, sbuffando di quando in quando.

Commesso: "C'è qualcosa che non va?"

Platone: "Guardi... Non vorrei offenderla... Questo gelato non è male... Però, come quelli che mangiavo nell'iperuranio... Vabbè, fa lo stesso."

Lascia il gelato a metà e se ne va, triste e deluso.

 

Nietzsche entra dal gelataio.

Nietzsche entra dal gelataio.

Nietzsche entra dal gelataio.

Ad libitum.

 

Sant'Agostino entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desidera?"

Sant'Agostino: "Dunque, vorrei una vaschetta di gelato da un chilo, grazie. Solo cioccolato."

Il commesso lo serve. Sant'Agostino si siede e comincia a mangiare avidamente. Finita la vaschetta, si getta in terra, in preda a crampi allo stomaco e fitte alla testa.

Sant'Agostino: "Oddio! Oddio, come mi pento di aver mangiato tutto quel gelato!"

Improvvisamente i dolori cessano. Sant'Agostino ringrazia ed esce.

 

Schopenauer entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desidera?"

Schopenauer: "No."

Esce.

 

Socrate entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desidera?"

Socrate: "Un frappè alla banana."

Il commesso lo serve. Socrate si siede. Improvvisamente entra una torma di persone che gli si siede attorno mentre sta bevendo. Uno comincia a tastargli le gambe.

Commesso: "C'è qualcosa che non va?"

Socrate: "Piacerebbe saperlo anche a me. Va avanti da un po', 'sta storia. Comincia ad essere fastidioso." Si alza e se ne va, con la folla a seguirlo.

 

Zenone entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desidera?"

Zenone: "Mah, guardi, avevo un appuntamento con Achille qui davanti, due ore fa. L'ha mica visto?"

 

Plotino e Pitagora entrano dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desiderano?"

Entrambi, in coro: "Una vaschetta da un chilo di gelato. Per una festa."

Commesso: "Quanti gusti vi metto?"

Plotino: "Uno". Pitagora: "Dieci"

I due si fissano per un istante, e poi litigano uscendo dalla gelateria.

 

Hegel entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desidera?"

Hegel: "Una coppetta tre gusti. Fiordilatte... cioccolato... e stracciatella."

Esce con la coppetta.

Arriva Feuerbach, che gli prende la coppetta, gliela butta e per terra all'urlo di "Hegel culo!" e corre via.

 

Umberto Eco entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desidera?"

Eco: "Sono un personaggio di una scenetta breve in cui si scherzano i filosofi."

 

Voltaire e un amico entrano dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desiderate?"

I due ordinano. Il commesso li serve.

Amico di Voltaire: "Questo è il gelato più buono al mondo. Non riesco a immaginare un gelato più buono."

Voltaire: "Non diciamo cazzate."

 

Blaise Pascal e un amico entrano dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desiderate?"

Pascal: "Scommetti che mi mangio una vaschetta da un chilo in 3 minuti."

Amico: "Devi smetterla con queste scommesse. C'è un limite a tutto."

Da fuori, Giordano Bruno: "Sicuri?"

 

Aristotele entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desidera?"

Aristotele: "M'ero preparato una risposta comica, ma non me la ricordo più. Oh, beh, prima o poi salterà di nuovo fuori."

 

Leopardi entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desidera?"

Leopardi ordina. Il commesso lo serve. Leopardi fissa il gelato.

Leopardi: "Non sarà mai buono come pensavo."

Esce sconsolato.

 

Charles Bukowsky entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno. Desidera?"

Bukowsky vomita per terra e se ne va.

 

Due commessi gelatai stanno chiaccherando in attesa di clienti.

Ad un certo punto, uno dei due vede arrivare da lontano Marcel Proust.

Commesso 1: "Oh, no... arriva Proust!"

Commesso 2: "E allora?"

Commesso 1: "Lascia stare... Quello mangia un gelato, gli parte la nostalgia e t'attacca un bottone sui vecchi tempi che non finisce più."

 

George Orwell sta per entrare in una gelateria, quando vede che ci sono telecamere di sorveglianza. Scappa urlando e si nasconde dietro un cassonetto della spazzatura, dove lo sta aspettando Aldous Huxley, che gli dice: "Cosa t'avevo detto???" e giù LSD.

 

Sartre non va dal gelataio perché ha la nausea.

 

Stephen King entra dal gelataio.

Ma non era una gelateria. Era una manifestazione concreta del Male.

 

Raymond Queneau entra dal gelataio.

Raymond Queneau entrò dal gelataio.

Il gelataio entra da Raymond Queneau.

Raymond Queneau s'introduce in un gelativendolo.

Ho visto Raymond Queneau. Andava dal gelataio.

Raymond Queneau entre chez la gelaterìe.

Raymond Queneau, famoso scrittore degli inizi del novecento, entra, ovvero passa l'uscio, da un gelataio, ovvero un venditore di un prodotto fresco e gustoso.

Era Queneau. Entrava. Dal gelataio.

Soggetto: Queneau. Azione: entrare. Luogo: il gelataio.

"Bene," pensò Raymond Queneau. "Un gelataio. Ho proprio voglia di entrarci."

 

H.P. Lovecraft entra in una gelateria.

Ha un inquietante dialogo col commesso.

Ordina dei misteriosi gusti, ad un prezzo inenarrabile. Il commesso torna nel retro, e prima che la porta si chiuda Lovecraft intravede qualcosa di spaventoso.

Poi esce e si siede su una panchina disturbante, a mangiare il suo gelato e leggere il Necronomicon.

 

Alessandro Manzoni entra correndo in una gelateria.

Manzoni (affannato): "Avete visto mia moglie???"

Commesso: "No."

Manzoni: "Mi può battezzare?"

Commesso: "No."

Manzoni: "Grazie comunque."

Esce di corsa.

 

James Joyce entra in una gelateria che fastidio questo col cellulare caldo dove cosa devo mangiare e i commessi che guarda quella lì che gonna con sì vorrei vedere gormiti che i bambini mi danno fastidio devo pagare due euro coppetta da 3 gusti menta gelato cioccolato dolce un po' salato menta stracciatella no stracciatella qui non è buona menta fiordilatte panna no panna sì fragola fragola menta panna quella con la gonna se n'è andata sì grazie no domani rate da pagare libro da scrivere.

 

Pirandello entra in una gelateria.

Da lontano fischia un treno. Pirandello si da' un colpo sulla fronte, come a ricordarsi improvvisamente qualcosa, e corre fuori.

Entrano sei personaggi, e non lo trovano.

 

Diego Armando Maradona entra dal gelataio.

Commesso: "Buongiorno, desidera?"

Maradona: "Una coppetta cioccolato e menta, grazie."

Commesso: "Subito. Sa, è curioso che venga lei... Di solito arrivano scrittori o filosofi."

Maradona: "Già." Paga ed esce.

 

Tomas Hobbes sta leggendo un libro. Entra correndo suo figlio.

Figlio di Tomas Hobbes: "Papà, papà, oggi è la festa del papà! Ti voglio bene!"

Tomas Hobbes (con sguardo distaccato) "No. Ti sbagli. Ti sono semplicemente utile. Come tu sei utile a me in qualche modo. Non ti voglio bene. Perchè ho fatto un figlio così stupido? Vai a giocare coi lupi, aborto malriuscito!"

 

Socrate cammina mani dietro la schiena, cappello in testa, verso uno scavo per lavori.

Lavoratori: "Oh, cristo, arriva di nuovo quello là..."

Socrate: "Buongiorno!"

Lavoratori: "Buongiorno!"

Socrate: "Come mai scavate?"

Lavoratori: "Eh, c'è una perdita."

Socrate: "Perchè?"

Lavoratori: "Eh, s'è forato un tubo del canale di scolo..."

Socrate: "Perchè?"

Lavoratori: "Eh, si dev'essere usurato."

Socrate: "Perchè?"

Lavoratori: "Eh, ci passa acqua tutti i giorni... La ruggine, l'erosione..."

Socrate: "Perchè?"

Lavoratori: "Senti, Socrate, beviti un po' sto frappè che t'abbiamo preparato. Alla menta. Tutto d'un sorso mi raccomando."

Socrate si siede e beve. Arriva la torma di persone, gli tastano le gambe. Socrate non risponde.

 

[i credits vanno a un certo John Baez, che l'ha condivisa come nota su FB]

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April 27, 2011

I robot e la vita come la conosciamo

The droids we're googling for

Image by Stéfan via Flickr

Due notizie per chi si occupa di mente e di socialità. E' stato da pochi giorni presentato un video che prefigura, e non ci vuole neanche tanto a crederlo, un prossimo futuro. Il video pubblicizza la Dodge Charger, una macchina molto cafona, potente, rabbiosa, in perfetto stile americano. Ma non è questa la cosa che conta.. bensì l'inizio del video. Guardiamolo insieme:



Il mondo del protagonista è un mondo assolutamente plausibile.

Già oggi molte attività sono gestite da macchine, anche se in modo non invasivo. Negli ultimi decenni la robotica ha fatto passi da gigante, ma è negli ultimissimi anni che sta facendo progressi impensabili grazie allo sviluppo tecnologico del controllo automatico. Nel prossimo futuro la robotica dominerà le nostre vite nel modo che nell'informatica viene definito "magico", come nel video, cioè quando il livello di complessità dietro l'apparato è talmente elevato da risultare invisibile all'utente: magico, appunto.

Parleremo con droidi, guideremo macchine comandate da robot, la casa avvierà i suoi servomeccanismi da sola. Non è fantascienza da parvenu: sono semplicemente le applicazioni seriali di tutta una serie di cose che esistono o stanno per essere immesse nel mercato. Per dire, già oggi 8 marche di automobili (normali, non di lusso) hanno in listino come optional il parcheggio automatico. Non lasciatevi pervadere da quel sottile scetticismo che in genere interessa le persone che poi vengono sopraffatte dal progresso, quando arriva veramente.Si tratta di automobili che parcheggiano da sole. I vecchi nostalgici come me già le odiano, ma ovviamente sono il futuro.

Mia madre non sa mandare un sms, tendenzialmente non sa leggerli, e non sa usare un computer. Pensate che questo la faccia vivere peggio? Si.

  Questa è la risposta: si! Nonostante anni di cultura dominante vi abbiano fatto pensare  "No, non sono queste le cose che contano!", in parte è vero: non sono queste, ma queste vi pervaderanno la vita,  e lo stanno già facendo. Se non imparate a conviverci, vi costringeranno a subirle.


L'errore che molti fanno è di catalogare queste cose nel cassetto del "futuro" remoto e sentirsi per questo al sicuro, al calduccio nella loro coperta di finte sicurezze. Il problema è che queste cose non arriveranno tutte insieme, ma si inseriscono nella vita quotidiana un po' per volta, e lo stanno già facendo. Se non si impara un po' per volta a conviverci ed a porsi delle domande su di esse, quando saranno ovunque diventerà molto più difficile prenderci confidenza tutt'insieme.

Contestualmente, sul Corriere della Sera di ieri, è apparso un articolo (qui il link), dal titolo "Derubato il supermercato che ha aperto le porte senza personale alle 8 di mattina del Venerdì Santo per errore il computer ha messo in funzione il negozio." Vediamo: un computer che ha messo in funzione un supermercato. Detta così sembra una sciocchezza vero? Forse l'autore dell'articolo si è sbagliato... forse c'era una persona che ha premuto dei pulsanti per errore e ..deve essere andata così, sicuramente. Questo però ci dà un brivido, e ci conferma le nostre paure: se fosse vero? Ed è vero: è accaduto in Nuova Zelanda. Un impianto completamente automatico, gestito da una serie di computer e di robot di cassa, che ha aperto tutto perché nessun umano gli aveva detto che era Venerdì santo...
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November 24, 2010

Serendipity cinefila

Cover of "Into the Wild"

Cover of Into the Wild

  • C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura. La gioia di vivere deriva dall'incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell'avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso... Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un'esistenza non convenzionale... (C. J. McCandless)
  • Ma ti sbagli se pensi che le gioie della vita vengano soprattutto dai rapporti tra le persone. Dio ha messo la felicità dappertutto, è ovunque, in tutto ciò in cui possiamo fare esperienza. Abbiamo solo bisogno di cambiare il modo di guardare le cose. (C. J. McCandless)
  • C'è una gioia nei boschi inesplorati, C'è un'estasi sulla spiaggia solitaria, C'è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c'è musica nel suo boato. Io non amo l'uomo di meno, ma la Natura di più. (da una didascalia in apertura; citazione di George Byron)
  • Chris misurava se stesso e coloro che lo circondavano secondo un rigido codice morale. Rischiava di incamminarsi su un sentiero carico di solitudine, ma trovava compagnia nei personaggi dei libri che amava, negli scrittori come Tolstoj, Jack London, e Thoreau. Per ogni circostanza sapeva trovare la citazione adeguata e non perdeva occasione per farlo. (Carine McCandless)
  • La felicità è reale solo quando condivisa. (C. J. McCandless)

  • Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo? (C. J. McCandless che legge Lev Tolstoj)

Into the Wild, 2007
(wikipedia)
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October 25, 2010

Di termostati e caldaie, persiane e lavori

Santa Marinella

Image by Birnardo via Flickr


Questo lunedì inizia con un aggiornamento da caldaie nuove e termostati nuovi che non funzionano (o non come uno si aspetterebbe), nella casa di Roma. Però le caldaia di mamma funziona.

Ieri siamo stati a Santa Marinella, per cambiare le guide di una persiana che non si apriva più. Fortunatamente, perché già da oggi (stasera) dovrei vedere un signore potenzialmente interessato. 
I nostri vicini di casa, col brutto tempo, non ci hanno fatto sapere nulla, nessuna novità sui grossi lavori che dovranno cominciare quando...quando?

October 16, 2010

Ciao mondo

prova di blog