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    <title>Luciano Giustini</title>
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    <subtitle>Ragionamenti a lettere..</subtitle>
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    <title>Darwin e il darwinismo (*)</title>
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    <published>2009-06-18T12:43:19Z</published>
    <updated>2009-06-24T15:52:32Z</updated>

    <summary><![CDATA[Paul Auster in una puntata di Che tempo che fa del 12 ottobre scorso rilasciò al conduttore Fabio Fazio questa dichiarazione: "Lei pensi che in America più del 40% della gente crede che il&nbsp; mondo sia stato creato in 6...]]></summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/06/evolution-52.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/06/evolution-52.shtml','popup','width=463,height=356,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/06/evolution-thumb-400x307-52.gif" alt="evolution.gif" class="mt-image-none" style="" width="400" height="307" /></a></span><br /><font style="font-family: arial,helvetica; font-size: 0.9em;">Paul Auster in una puntata di <i>Che tempo che fa</i> del 12 ottobre scorso rilasciò al conduttore Fabio Fazio questa dichiarazione: "Lei pensi che in America più del 40% della gente crede che il&nbsp; mondo sia stato creato in 6 giorni. Lei crede che si possa parlare con persone che hanno questo tipo di convinzione?" Il famoso scrittore aveva tutta l'aria di voler dire "Credono ancora a queste favole", ma probabilmente si trattenne, sebbene sia stato ben supportato dalla faccia di Fazio...<br /><br />In un articolo del 19 maggio scorso, il Corriere della Sera intitolava pomposamente "<a href="http://www.corriere.it/animali/09_maggio_19/antenato_comune_uomo_scimmia_fa1d0964-4447-11de-a9a2-00144f02aabc.shtml">Uomo e scimmia, ecco l'antenato comune</a>": si dava conto di "un fossile trovato in Germania che potrebbe dare nuove risposte sull'evoluzione umana". <i>Il «completo e spettacola­re fossile del possibile antena­to», come l'ha definito Ginge­rich, mostra una giovane fem­mina di Adapide vissuta 47 milioni di anni fa ed è stato scoperto un paio d'anni fa a Messel Shale Pit, una cava ab­bandonata vicino a Francofor­te.</i><br /><br />Sul numero 45 di <a href="http://www.radicicristiane.it/contenuti.php?ref=45">Radici Cristiane</a>, altresì, la teoria dell'evoluzione delle specie applicata alla specie umana&nbsp; viene rubricata come "aberrante", mentre nella stessa rivista un interessante articolo di Francesco Agnoli "<a href="http://www.radicicristiane.it/fondo.php/id/119/ref/8/Scienza/Bugie-neodarwiniste-e-verit%C3%A0-...-infinite">Bugie neodarwiniste e verità...infinite</a>" tratteggia bene la difficoltà di ingabbiare il discorso sulla fede nelle teorie scientfiche e nella confusione intorno a Darwin. <br /><br />La lista potrebbe continuare all'infinito, con sostenitori di una parte e dell'altra. <br /><br />A mio parere, porre la questione come una guerra aperta di incompabilità tra chi crede nella creazione e chi sostiene l'evoluzione dell'uomo, è altamente fuorviante e se c'è una favola ben confezionata, temo, sia proprio questa. Il problema è che si ragiona su due piani diversi, mischiandoli: il piano scientifico e il piano filosofico, la teoria scientifica di Darwin e il darwinismo (o una sua degenerazione, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Darwinismo_sociale">darwinismo sociale</a>).<br /><br />La questione è mirabilmente affrontata dall'On. Rocco Buttiglione, nel suo articolo su <a href="http://www.liberal.it/">Liberal</a> di Marzo, "Darwin e darwinismo", che, con il cortese permesso dell'autore, qui ripubblico integralmente.</font><br /><br /><div>
<div>
<div><b><span>Darwin e il darwinismo</span></b></div>
</div>
</div>
<p>Di Rocco Buttiglione</p><p>L'anniversario della nascita di Darwin ha dato occasione ad un gran
numero di convegni e di pubblicazioni di ineguale valore. Forse è bene
fare il punto sulla discussione in atto che, a volte, rischia di uscire
dal seminato.<br /></p><p>
Il primo tema che vogliamo affrontare in questo articolo è: in cosa
propriamente consiste la teoria scientifica di Darwin? <br /></p><p>Darwin osserva
che:</p><p>
a) In tutte le specie animali o vegetali non tutti gli individui che
nascono giungono a maturazione e solo un numero limitato di quelli che
giungono a maturazione riesce a riprodursi. Esiste una competizione per
le risorse che consentono la maturazione e la riproduzione di ciascun
individuo. In questa competizione vince chi è più adattato
all'ambiente, cioè chi è più capace di sfruttare le risorse
dell'ambiente determinato in cui si trova a vivere.<br />
</p><p>b) In tutte le specie animali compaiono periodicamente degli individui
anomali con caratteristiche parzialmente diverse da quelle degli altri
membri della specie. Queste varianti in genere non rappresentano un
vantaggio per il loro portatore che quindi si estingue senza
riprodursi. Talvolta invece esse sono adattive, cioè favoriscono un
migliore adattamento all'ambiente. In tal caso il portatore della
variante si riprodurrà più ampiamente degli altri membri della specie
e, con il tempo, cambierà la morfologia della specie o anche nascerà
una nuova specie animale.<br />
</p><p>c) La chiave per comprendere il cambiamento delle specie animali è dato
dalle trasformazioni dell'ambiente. L'ambiente cambia e gli individui
(le specie) capaci di cambiare con esso sopravvivono e si diffondono,
quelli che non ne sono capaci regrediscono o scompaiono.</p>
<p>In modo semplice ed elegante Darwin spiega il fenomeno dell'evoluzione, attestato da molti ritrovamenti paleontologici: sono
esistite sulla terra diverse specie che successivamente sono scomparse,
spesso lasciando il posto ad altre con molte caratteristiche simili che
è ragionevole siano derivate dalle prime per evoluzione.<br />
</p><p>Darwin non è stato il primo a parlare di evoluzione. Questa teoria era
stata presentata da molti prima di lui. Ricordiamo qui in particolare
il Lamarck. Qual è la differenza fra Darwin e Lamarck? Lamarck pensa
che esista un finalismo intrinseco per cui una determinata specie tende
a svilupparsi in una certa direzione. Per comprendere l'evoluzione è
necessario presupporre una finalità immanente per la quale, ad esempio, i
mammuth tendono a diventare elefanti, ovvero anche tutte le forme
animali evolvono l'una dall'altra per arrivare infine alla loro
configurazione presente. Era facile aggiungere un passo ulteriore: se
c'è una finalità intrinseca ci deve essere Qualcuno che questa finalità
deve avere messo all'inizio nei primi esseri viventi e questo Qualcuno
può solo essere Dio. La teoria di Darwin non si presta ad una facile
utilizzazione apologetica. Certo: è possibile che tutto il processo sia
guidato da un disegno intelligente che fa evolvere le specie animali
verso una direzione prestabilita. Ma è anche possibile che l'intero
sviluppo sia semplicemente casuale e privo di senso. La teoria
scientifica di Darwin su questo punto non ci illumina. Non ha la
funzione di istruirci su Dio ma quella di spiegare l'evoluzione.</p><p>
Come non dimostra l'esistenza di Dio così la teoria scientifica di
Darwin non dimostra nemmeno la sua non/esistenza. Darwin era agnostico.
Lo spiega lui stesso a Marx in una lettera che gli scrive per rifiutare
la dedica del Primo Libro del Capitale. Guardando allo sviluppo di
tutte le specie animali e vegetali il credente vi vedrà il dito di Dio,
ed il non credente, però, rimane libero di non vederlo. Ha scritto una
volta Pascal che al mondo c'è abbastanza luce perché quelli che amano
Dio lo possano vedere, e abbastanza oscurità perché quelli che non lo
vogliono vedere non siano obbligati a vederlo. Pascal non conosceva la
teoria darwiniana ma il suo commento le si applica in modo perfetto.
Pascal non conosceva Darwin ma sapeva che cosa è la scienza. Sapeva che
la scienza, per principio, non dimostra verità ultime ma organizza in
modo razionale un insieme definito ( e quindi concettualmente
delimitato) di fenomeni.</p><p>E' la scoperta di Darwin in generale contraria al cristianesimo?
Qualcuno sostiene di si perché la Bibbia dice che Dio creò il mondo con
tutte le specie animali e vegetali in sei giorni e non in una
lunghissima evoluzione che si stende per milioni e milioni di anni. E,
soprattutto, la Bibbia non ci dice che l'uomo discende dalla scimmia.
<br />Questi argomenti sono però mal costruiti. Come Darwin non costruisce la
sua teoria per insegnarci qualcosa su Dio, così l'autore della Bibbia
non la scrive per insegnarci la biologia. Il messaggio che ci vuole
comunicare è che Dio ha fatto tutte le cose e che l'uomo ha una dignità
particolare che lo eleva al di sopra di tutte le cose create.</p><p>Cosa dobbiamo pensare della teoria del "disegno intelligente", cioè
della idea che l'evoluzione sia guidata da un fine che Dio ha posto
nella materia fin dall'inizio e che l'evoluzione non si può spiegare
solo con il caso? Io penso (da filosofo) che questa teoria sia vera e
sono pronto ad argomentare (in filosofia) a favore della sua verità. Si
tratta, però, di una teoria filosofica ma non scientifica. Usa i
materiali della biologia come punto di partenza per riflessioni che
vanno di molto al di là dei limiti della scienza. Per questo non mi
sembra che sia da sostenere la tesi che il disegno intelligente debba
essere insegnato nelle scuole in alternativa all'evoluzionismo nelle
ore di biologia. La controversia sul darwinismo si risolve facilmente
se siamo capaci di comprendere esattamente la differenza fra scienza e
filosofia. Ogni scienza ha un suo "oggetto formale" che le è proprio e
considera la realtà attraverso concetti che si collocano ad un certo
livello di astrazione. E' sempre sbagliato chiedere alla scienza di
rispondere a domande che si collocano al di là dei suoi confini.</p> <div><br /></div>]]>
        <![CDATA[<br />Non ci pone dunque nessun problema oggi la teoria scientifica di
Darwin? La teoria scientifica di Darwin no, il darwinismo invece si.<br /><br />La teoria scientifica di Darwin è, appunto, una teoria scientifica.
Se sia vera o no è cosa che devono dirci i biologi, i quali in
maggioranza propendono nel ritenerla vera. E' bene comunque non
dimenticare che le teorie scientifiche non possono mai essere
considerate "vere" in modo definitivo. E' sempre possibile che esse
vengano falsificate da esperienze successive e che i dati da esse
organizzati trovino differente e migliore sistemazione in teorie
successive. Questo è uno dei motivi per cui è pericoloso oltre che
scorretto , per i credenti come per gli atei , il tentativo di
"provare" la propria convinzione con argomenti scientifici. Il
darwinismo invece è la costruzione filosofica che alcuni hanno voluto
erigere sulla base del pensiero di Darwin. Nel darwinismo Darwin non è
più considerato come uno scienziato ma come un filosofo ed alla teoria
scientifica si sostituisce una rozza metafisica materialista che
pretende di mettere l'evoluzione al posto di Dio. La cosa non deve
stupire troppo. Molti scienziati hanno la tendenza a pensare che la
teoria che funziona nel loro ambito disciplinare debba funzionare in
generale e da questo nasce una "filosofia spontanea degli scienziati"
che è fonte di errore sia in filosofia sia anche in tutte le scienze
diverse da quella nella quale il singolo scienziato è uno specialista.
Nella seconda metà dell'ottocento dominava in generale una filosofia
positivista convinta di potere mettere la scienza al posto della
filosofia e della religione. Per essa la scienza offriva l'unica
conoscenza vera a cui potesse appoggiarsi la umana ricerca di senso e
di verità. E' stato Karl Popper, più tardi, a partire dagli anni '30
del secolo XX a insegnarci una migliore comprensione della scienza, che
non può mai fondare una filosofia proprio come la filosofia non può mai
diventare scienza. Per la verità Darwin è stato molto cauto nel trarre
conseguenze di carattere generale dalla sua teoria scientifica. Altri
però lo hanno fatto.<br />
Il darwinismo, in realtà, lo hanno fondato Spencer e Haeckel. Spencer,
per la verità, aveva cominciato ad elaborare la sua filosofia prima che
i risultati di Darwin fossero noti, anche se poi di tali risultati si
avvalse per corroborare la sua visione. Con loro la teoria di Darwin
diventa da scienza filosofia materialista.<br />
<br />Il primo paralogismo (ragionamento sbagliato) su cui essi si basano è,
più o meno, il seguente: se non abbiamo bisogno di una ipotesi
finalista (Lamarck) per spiegare l'evoluzione, allora Dio non esiste.
L'evoluzionismo spiega senza residui tutta la realtà e rende superflua
sia la filosofia che la teologia. Un Dio creatore è impossibile ( S.
Bonaventura farebbe notare che c'è pure sempre una materia prima
originaria a partire dalla quale si sono sviluppate tutte le forme
viventi e non viventi) .<br />
Il secondo paralogismo è che se l'uomo discende dalla scimmia allora
l'uomo non è altro che una scimmia e non esistono differenze
qualitative fra l'animale e l'uomo. E così finisce la dignità
trascendente della persona umana.<br />
<br />Il terzo paralogismo è che la competizione fra gli uomini vada
considerata allo stesso modo di quella che avviene all'interno delle
specie animali e fra le specie animali. E' legge di natura che i
migliori e più adattati all'ambiente debbano sopravvivere e gli altri
debbano perire. E' sbagliato ed antiscientifico tentare di salvarli. I
poveri, i disabili, i meno efficienti è bene che muoiano. La stessa
cosa vale nei rapporti fra le diverse razze umane. Alcune (cioè gli
ariani) sono migliori di altri, hanno il diritto di pretendere per se
il meglio dei beni della terra, è bene che si accoppino solo fra loro
per produrre infine una nuova razza di superuomini che sarà di tanto
superiore agli uomini di adesso di quanto gli uomini di adesso sono
superiori alle scimmie. Tutto questo vi suona un po' nazista? Avete
ragione, ma non del tutto. Se leggete le opere del britannico Galton,
cugino di Darwin e fondatore della eugenetica, troverete concetti non
molto diversi da quelli che vi ho illustrato. Naturalmente il
nazionalsocialismo ha attinto a piene mani al darwinismo inteso come
ideologia ed in particolare al darwinismo sociale . Può essere
interessante ricordare che, poco più di quindici anni dopo la
pubblicazione della Origine della specie di Darwin, O.Beta pubblica a
Berlino Darwin Deutscheland und die Juden oder der Judajesuitismus in
cui ritroviamo già gran parte delle teorie che condurranno poi allo
sterminio degli ebrei. Certo: esisteva da sempre in Germania
(purtroppo) un antiebraismo cristiano. Per passare però dall'ostilità
culturale allo sterminio razzista era necessaria una base
(pseudo)scientifica. Quella che i nazisti ritennero di trovare in
Darwin.<br />
Ha avuto ragione la Chiesa nel condannare la teoria scientifica di
Darwin? Certamente no, prima di tutto perché non era competenza sua il
farlo, e questo è un errore che oggi le viene continuamente
rinfacciato. Ha avuto ragione nel condannare la metafisica darwinista
ed il darwinismo sociale? Certamente sì e questo è un merito che
raramente le viene riconosciuto.<br />
Certo, i monsignori dell'epoca non seppero fare la corretta distinzione
fra teoria scientifica e filosofia scientista. A loro discolpa bisogna
ricordare che, all'epoca, anche i loro avversari non erano in grado di
fare questa distinzione.<br />
<br />Infine ci proponiamo una domanda che negli anni passati ha fatto molto
discutere: è giusto insegnare la teoria scientifica di Darwin nelle
scuole? Certamente si. E' bene però che esso ven ga insegnata da
professori che sanno distinguere fra la scienza vera e la cosiddetta
concezione scientifica del mondo e non vendano agli studenti come
scienza una discutibile metafisica ed una orribile teoria sociale.<br /><br />
<p>In molte celebrazioni italiane la complessità del fenomeno Darwin
che ho cercato di illustrare non la si ritrova. Si inneggia ai meriti
scientifici di Darwin, lo si difende contro polemiche ingiuste ma anche
si torna a riproporre acriticamente, sulla base di una corretta teoria
scientifica malamente intesa, una metafisica rozza ed una teoria
sociale pericolosa.</p><br /><font style="font-size: 1em;">(*) L'articolo è disponibile anche sulle <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=106786232447&amp;ref=mf">note di Facebook</a> dell'On Buttiglione.</font><br />]]>
    </content>
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    <title>Analisi semiseria del voto</title>
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    <published>2009-06-08T21:31:57Z</published>
    <updated>2009-06-12T19:59:12Z</updated>

    <summary>Confrontando i risultati delle sole europee, con quelli delle scorse consultazioni sempre europee (mele con mele), mi sembra che qualcosa di utile si possa dire. Innanzitutto che molte sigle politiche sono sparite dalla zona italiana dell&apos;Europarlamento per effetto dello sbarramento...</summary>
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        <![CDATA[Confrontando i risultati
delle sole europee, con quelli delle scorse consultazioni
sempre europee (mele con mele), mi sembra che qualcosa di utile si possa dire. <br />Innanzitutto che molte sigle politiche sono sparite dalla zona italiana dell'Europarlamento per effetto dello sbarramento (e nella tabella che segue non ci sono neanche tutte).


<br /><br /><table class="table-blog" border="0" cellpadding="4" cellspacing="2">
<thead><tr><th class="intesta" style="width: 70%;" scope="col">Lista/Gruppo</th>

<th class="intestaCent" scope="col">% 2004</th>
<th class="intestaCent" scope="col">Seggi 2004</th>
<th class="intestaCent" scope="col">% 2009</th>
<th class="intestaCent" scope="col">Seggi 2009</th>
</tr>
</thead>

<tbody>
<tr><td class="stilitesto">FORZA ITALIA (oggi POPOLO DELLE LIBERTA')</td><td class="stilitesto" align="center">20,93</td><td class="stilitesto" align="center">16</td>
<td rowspan="2">35,26</td><td rowspan="2">29</td></tr>
<tr><td class="stilitesto">ALLEANZA NAZIONALE</td><td class="stilitesto" align="center">11,49</td><td class="stilitesto" align="center">9</td></tr>
<tr><td class="stilitesto">UNITI NELL'ULIVO (oggi PARTITO DEMOCRATICO)</td><td class="stilitesto" align="center">31,08</td><td class="stilitesto" align="center">24</td>
<td>26,59(1)</td><td>22</td></tr>
<tr><td class="stilitesto">LEGA NORD</td><td class="stilitesto" align="center">4,96</td><td class="stilitesto" align="center">4</td>
<td>10,20</td><td>9</td></tr>
<tr><td class="stilitesto">UDC</td><td class="stilitesto" align="center">5,89</td><td class="stilitesto" align="center">5</td>
<td>6,51</td><td>5</td></tr>
<tr><td class="stilitesto">RIF. COM. - COMUNISTI ITALIANI<br /></td><td class="stilitesto" align="center">(2)</td><td class="stilitesto" align="center">5</td>
<td>3,38<br /></td><td><br /></td></tr>
<tr><td class="stilitesto">DIPIETRO OCCHETTO (oggi DI PIETRO - IDV)</td><td class="stilitesto" align="center">2,14</td><td class="stilitesto" align="center">2</td>
<td>8,00</td><td>7</td></tr>
<tr><td class="stilitesto">FED.DEI VERDI (oggi SINISTRA E LIBERTA')<br /></td><td class="stilitesto" align="center">2,47</td><td class="stilitesto" align="center">2</td>
<td>3,12<br /></td><td><br /></td></tr>

<tr><td class="stilitesto">LISTA EMMA BONINO</td><td class="stilitesto" align="center">2,25</td><td class="stilitesto" align="center">2</td>
<td>2,42<br /></td><td><br /></td></tr>
<tr><td class="stilitesto">SOCIALISTI UNITI (oggi  SINISTRA E LIBERTA')</td><td class="stilitesto" align="center">2,04</td><td class="stilitesto" align="center">2</td>
<td><br /></td><td><br /></td></tr>
<tr><td class="stilitesto">A.P. UDEUR</td><td class="stilitesto" align="center">1,29</td><td class="stilitesto" align="center">1</td>
<td><br /></td><td><br /></td></tr>


<tr><td class="stilitesto">FIAMMA TRICOLORE</td><td class="stilitesto" align="center">0,73</td><td class="stilitesto" align="center">1</td><td>0,79<br /></td><td><br /></td></tr>

<tr><td class="stilitesto">Totale seggi</td><td></td><td class="stilitesto" align="center">77</td><td></td><td>72</td>

</tr></tbody></table>

(1: con SVP - 2: nel 2004 erano divisi in RIF. COM. con 6.06% e COM. IT. con 2,42%)


<br /><br />Subito dopo, il preoccupante dato dell'astensione. Il <a href="http://it.euronews.net/">dato
generale</a> è un tremendo 42,94%, mentre il <a href="http://elezioni.interno.it/">dato italiano</a> è 66,46%: in Europa siamo tra i migliori, il che è
incoraggiante, ma al Sud e alle Isole ne soffriamo anche noi, e comunque sempre peggio che alle scorse Europee. Ed è scoraggiante che agli europei frega sempre di meno di quello che succede in Europarlamento, dimenticando che molte leggi (indirettamente), fondi e regolamenti provengono e proverranno da lì.<br /><br />
L'Europa, già: c'è questo vento di destra, nel quale alla fine uscirà vincente il PPE, e male per il PSOE. C'è la crisi ovunque e la
gente cerca di difendere il lavoro e la famiglia, ovvero i pilastri della società. Le persone sembrano
fidarsi più delle potenzialità dei partiti di centro-destra, in questa evenienza. <br />Cito una parte dell'editoriale di Massimo Franco dal Corriere della Sera di lunedì a tal proposito:<br /><div class="cite">(...) Il risultato del fronte berlusconiano Pdl più Lega, ha assai poco di eccezionale. Va a braccetto con la vittoria del centrodestra quasi ovunque: dalla Germania alla Francia, all'Olanda, alla Gran Bretagna, alla Spagna e a Paesi dell'Est come Bulgaria e Ungheria; e con una sconfitta della sinistra che in alcuni casi sfiora l'umiliazione; sebbene non in Italia. <br />E' un verdetto politico e forse qualcosa di più. Siamo in presenza di un modello culturale che si consolida e di un altro ritenuto ormai dalla maggioranza degli europei come una lingua poco comunicativa, nella sua autoreferenzialità. Altrimenti non si spiegherebbe la ragione per la quale i governi moderati più o meno resistono, nonostante la crisi economica, mentre quelli socialisti riemergono ammaccati dalla consultazione e cannibalizzati dalle componenti più radicali. (...) <br /></div>
<br />E ora la parte meno seria....<br /><br />Analisi tv: la povera Melandri, non ce la dovevano mandare lei, da Vespa.<br /><br />Preponderanze geopolitiche: al Nord Lega. Al Sud UdC. Emanuele Filiberto non pervenuto.<br /><br />In <a href="http://www.corriere.it/Speciali/Politica/2009/elezioni09/SEAS/europee/LETTONIA.shtml">Lettonia</a> un partito, il JL (populisti), ha preso il 6,66%. Indicativo, credo.<br /><br />In Germania La Grossa Coalizione scriccchiola, ma la
tessitrice Merkel è più contenta che mai: inizia a sognare alleanze
diverse. A proposito, hanno la più folta rappresentanza di eurodeputati. <br /><br />Spagna: Zapatero perde punti, Rajoy ne
guadagna. Gli spagnoli iniziano a smarcarsi dalla politica
anticlericale ma soprattutto <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&amp;ID_articolo=428&amp;ID_sezione=396&amp;sezione">anticattolica</a> del giovin premier. E fanno bene.<br /><br />Gran Bretagna: ogni volta che qualcuno vuole fare un fulgido esempio di bipolarismo/bipartitismo, cita l'Inghilterra. Infatti ora hanno <a href="http://www.corriere.it/Speciali/Politica/2009/elezioni09/SEAS/europee/REGNO_UNITO.shtml">tre partiti</a> (più i verdi e gli euroscettici). <br /><br />Verdi in Europa trionfanti e sempre più determinanti. Tranne che da noi, caduti nell'oblio. Il motivo c'è: altrove guardano sul serio ai temi dell'ecologia, più che dell'ideologia (di sinistra).<br /><br />I Comunisti
italiani: sempre furbissimi, fanno due tre partiti dei quali
nessuno riesce a raggiungere il 4%. Ma hanno molta ironia: Diliberto
qualche giorno fa diceva "siamo finalmente uniti!"<br /><br />Una possibile proporzione: Italia dei Valori sta al PD come Lega sta al PDL.<br /><br />Pessimismo leopardiano dei sondaggisti: ma qualcuno ha veramente creduto che il PDL avrebbe raggiunto il 40%? <br /><br />Infine, le mie <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/06/azzardi_di_previsioni.shtml">previsioni azzardate</a> si son rivelate piuttosto azzeccate. La prossima volta mi faccio pagare dagli istituti di sondaggi.<br /><br /><b>Addendum</b><br /><br />Sul sito del Parlamento europeo ci sono i <a href="http://www.europarl.europa.eu/ee2009/elections2009_it.htm">risultati delle elezioni</a> (<a href="http://www.elections2009-results.eu/it/italy_it_txt.html">parte italiana</a>), in grafica e testo (fatta salva la composizione del Parlamento Europeo durante la tornata costitutiva del 14 luglio 2009)

				 ]]>
        
    </content>
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    <title>Azzardi di previsioni</title>
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    <published>2009-06-05T21:39:19Z</published>
    <updated>2009-06-07T23:41:24Z</updated>

    <summary>E&apos; la prima volta che mi cimento, e in genere nelle scorse votazioni non ci ho preso mai. Però, visto che anche gli autorevoli istituti che lo fanno per mestiere più o meno vantano le stesse percentuali di errore, perché...</summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/06/Scan_10004_web-49.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/06/Scan_10004_web-49.shtml','popup','width=280,height=450,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/06/Scan_10004_web-thumb-200x321-49.gif" alt="Scan_10004_web.gif" class="mt-image-none" style="" width="200" height="321" /></a></span><br /><br />E' la prima volta che mi cimento, e in genere nelle scorse votazioni non ci ho preso mai. Però, visto che anche gli autorevoli istituti che lo fanno per mestiere più o meno vantano le stesse percentuali di errore, perché non provarci? <br /><br />Peraltro, visto che <a href="http://www.voisietequi.it/">Voisietequi</a> per le Europee ha deciso di dare forfait, premetto che il mio voto (e l'evidenziazione) andrà all'UdC, intesa come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_di_Centro_%282008%29">Unione di Centro</a>, anzi per meglio dire Costituente di Centro - progetto in cui credo e di cui faccio parte con il Laboratorio <a href="http://www.personaefuturo.it/">Persona è Futuro</a> - che dovrebbe portare, auspicabilmente, l'area di ispirazione cristiana del centro moderato italiano alla formazione di un soggetto politico unitario, verso fine anno.<br /><br />Detto ciò, come prima cosa, partirei dall'andamento delle passate consultazioni. Le quali si dividono in due tranche: quelle politiche e le europee. Per le prime c'è un ulteriore complicazione data dal fatto che le coalizioni e le alleanze elettorali sono state diverse, per via del cambiamento della legge elettorale, e questo ha influenzato abbastanza sia la scelta sia la disposizione di voto.<br /><br />Tutti i dati che seguono sono presi dallo <i>storico elezioni</i> del <a href="http://elezionistorico.interno.it/">Ministero dell'Interno</a> (link a parte per le <a href="http://politiche.interno.it/">politiche</a>).<br /><br /><br />Nelle <b>Europee del 2004</b> la percentuale di votanti fu del 71,7% e la somma delle schede non valide e bianche fu la bellezza di 3.201.256 su un totale di schede di 35.717.655: ovvero quasi il 9%. Per semplicità considererò solo le liste che hanno preso almeno 1 seggio.<br /><br /><table class="table-blog" border="0" cellpadding="4" cellspacing="2">
<thead><tr><th class="intesta" style="width: 70%;" scope="col">Lista/Gruppo</th>
<th class="intestaCent" style="width: 20%;" scope="col">Voti</th>
<th class="intestaCent" style="width: 20%;" scope="col">%</th>
<th class="intestaCent" style="" scope="col">Seggi</th>

</tr>
</thead>

<tbody><tr><td class="stilitesto">UNITI NELL'ULIVO</td><td class="stilitesto" align="center">10.105.836</td><td class="stilitesto" align="center">31,08</td><td class="stilitesto" align="center">24</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">FORZA ITALIA</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">6.806.245</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">20,93</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">16</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">ALLEANZA NAZIONALE</td><td class="stilitesto" align="center">3.736.606</td><td class="stilitesto" align="center">11,49</td><td class="stilitesto" align="center">9</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">RIF.COM.</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">1.969.776</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">6,06</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">5</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto"><b>UDC</b></td><td class="stilitesto" align="center">1.914.726</td><td class="stilitesto" align="center"><b>5,89</b></td><td class="stilitesto" align="center">5</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">LEGA NORD</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">1.613.506</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">4,96</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">4</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">FED.DEI VERDI</td><td class="stilitesto" align="center">803.356</td><td class="stilitesto" align="center">2,47</td><td class="stilitesto" align="center">2</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">COMUNISTI ITALIANI</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">787.613</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">2,42</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">2</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">LISTA EMMA BONINO</td><td class="stilitesto" align="center">731.536</td><td class="stilitesto" align="center">2,25</td><td class="stilitesto" align="center">2</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">DIPIETRO OCCHETTO</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">695.179</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">2,14</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">2</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">SOCIALISTI UNITI</td><td class="stilitesto" align="center">664.463</td><td class="stilitesto" align="center">2,04</td><td class="stilitesto" align="center">2</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">A.P. UDEUR</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">419.173</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">1,29</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">1</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">ALTERNATIVA SOCIALE</td><td class="stilitesto" align="center">400.626</td><td class="stilitesto" align="center">1,23</td><td class="stilitesto" align="center">1</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">PART.PENS.</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">374.343</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">1,15</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">1</td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">FIAMMA TRICOLORE</td><td class="stilitesto" align="center">237.058</td><td class="stilitesto" align="center">0,73</td><td class="stilitesto" align="center">1</td></tr></tbody></table>(totale seggi: 77)<br /><br /><br />Nelle <b>Politiche del 2006</b> (<a href="http://elezionistorico.interno.it/coalizioneListe.php?tp=S&amp;dt=09/04/2006&amp;cta=I&amp;tpEnte=A&amp;tpSeg=C&amp;numEnte=0&amp;sut1=&amp;sut2=&amp;sut3=&amp;descEnte=&amp;descArea=ITALIA%20%28escluso%20Trentino-Alto%20Adige%20e%20Valle%20d%27Aosta%29%20%20&amp;codTipoSegLeader=">link - Italia</a> esclusa Val D'Aosta) la percentuale di votanti fu dell'83,6% (dato riferito alla Camera, al Senato si discosta per lo 0,1% in meno). In quella tornata elettorale l'UDC inteso come partito era nella coalizione di centro-destra e dunque ne percepiva i vantaggi sia come immagine, per come è formato il suo elettorato, sia come assegnazione (tornerò dopo su questa formazione). <br />Anche qui consideriamo solo le liste che hanno preso almeno un seggio nel Parlamento italiano, e non inseriamo nel novero i voti (ed i seggi) della Circoscrizione Estero:<br /><br /><b>Camera</b>:<br /><table width="99%" border="0"><tbody><tr><th class="intesta" style="width: 70%;" scope="col">Liste</th>
<th class="intestaCent" style="width: 20%;" scope="col">Voti</th>
<th class="intestaCent" style="width: 20%;" scope="col">%</th>
<th class="intestaCent" style="" scope="col">Seggi</th>
<th class="intesta" style="width: 15%;" scope="col">&nbsp;</th>

</tr>
    
<tr>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">L'ULIVO</td><td class="stilitesto" align="center">11.930.983</td><td class="stilitesto" align="center">31,27</td><td class="stilitesto" align="center">220</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">RIF.COM.</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">2.229.464</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">5,84</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">41</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">LA ROSA NEL PUGNO</td><td class="stilitesto" align="center">990.694</td><td class="stilitesto" align="center">2,60</td><td class="stilitesto" align="center">18</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">COMUNISTI ITALIANI</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">884.127</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">2,32</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">16</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">DI PIETRO IT. VALORI</td><td class="stilitesto" align="center">877.052</td><td class="stilitesto" align="center">2,30</td><td class="stilitesto" align="center">16</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">FED.DEI VERDI</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">784.803</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">2,06</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">15</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">U.D.EUR POPOLARI</td><td class="stilitesto" align="center">534.088</td><td class="stilitesto" align="center">1,40</td><td class="stilitesto" align="center">10</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>

<tr><td class="stilitesto">SVP</td><td class="stilitesto" align="center">182.704</td><td class="stilitesto" align="center">0,48</td><td class="stilitesto" align="center">4</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td></tr></tbody></table><table width="99%" border="0"><tbody><tr><th class="tottxt" id="tot3" headers="tl">Totale  PRODI ROMANO</th><td class="tottxt" headers="tot3">19.002.598</td><td class="tottxt" headers="tot3">49,81</td><td class="tottxt" headers="tot3">340</td></tr></tbody></table><table width="99%" border="0"><tbody><tr><td class="stilitesto">FORZA ITALIA</td><td class="stilitesto" align="center">9.048.976</td><td class="stilitesto" align="center">23,72</td><td class="stilitesto" align="center">137</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">ALLEANZA NAZIONALE</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">4.707.126</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">12,34</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">71</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto"><b>UDC</b></td><td class="stilitesto" align="center">2.580.190</td><td class="stilitesto" align="center"><b>6,76</b></td><td class="stilitesto" align="center">39</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">LEGA NORD</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">1.747.730</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">4,58</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">26</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">DEM.CRIST.-NUOVO PSI</td><td class="stilitesto" align="center">285.474</td><td class="stilitesto" align="center">0,75</td><td class="stilitesto" align="center">4</td></tr></tbody></table><table width="99%" border="0"><tbody><tr><th class="tottxt" id="tot3" headers="tl">Totale  BERLUSCONI SILVIO</th><td class="tottxt" headers="tot3">18.977.843</td><td class="tottxt" headers="tot3">49,74</td><td class="tottxt" headers="tot3">277</td></tr></tbody></table><br /><b>Senato</b>:<br /><table width="99%" border="0"><tbody><tr><td class="stilitesto">DEMOCRATICI SINISTRA</td><td class="stilitesto" align="center">5.977.347</td><td class="stilitesto" align="center">17,50</td><td class="stilitesto" align="center">62</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">DL.LA MARGHERITA</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">3.664.903</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">10,73</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">39</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">RIF.COM.</td><td class="stilitesto" align="center">2.518.361</td><td class="stilitesto" align="center">7,37</td><td class="stilitesto" align="center">27</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">INSIEME CON L'UNIONE</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">1.423.003</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">4,17</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">11</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">DI PIETRO IT. VALORI</td><td class="stilitesto" align="center">986.191</td><td class="stilitesto" align="center">2,89</td><td class="stilitesto" align="center">4</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>

<tr><td class="stilitesto">U.D.EUR POPOLARI</td><td class="stilitesto" align="center">477.226</td><td class="stilitesto" align="center">1,40</td><td class="stilitesto" align="center">3</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>



<tr><td class="stilitesto">LISTA CONSUMATORI</td><td class="stilitesto" align="center">72.199</td><td class="stilitesto" align="center">0,21</td><td class="stilitesto" align="center">1</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">L'ULIVO</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">59.498</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">0,17</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">1</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><br /></td></tr></tbody></table><table width="99%" border="0"><tbody><tr><th class="tottxt" id="tot3" headers="tl">Totale  PRODI ROMANO</th><td class="tottxt" headers="tot3">16.725.401</td><td class="tottxt" headers="tot3">48,96</td><td class="tottxt" headers="tot3">148</td></tr></tbody></table><table width="99%" border="0"><tbody><tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif">FORZA ITALIA</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">8.202.890</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">24,01</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">78</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">ALLEANZA NAZIONALE</td><td class="stilitesto" align="center">4.235.208</td><td class="stilitesto" align="center">12,40</td><td class="stilitesto" align="center">41</td><td class="stilitesto" align="center"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><b>UDC</b></td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">2.309.442</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><b>6,76</b></td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif">21</td><td class="stilitesto" align="center" background="img/fondoquadrigrigio.gif"><br /></td>
</tr>
<tr><td class="stilitesto">LEGA NORD</td><td class="stilitesto" align="center">1.530.667</td><td class="stilitesto" align="center">4,48</td><td class="stilitesto" align="center">13</td></tr></tbody></table><table width="99%" border="0"><tbody><tr><th class="tottxt" id="tot3" headers="tl">Totale  BERLUSCONI SILVIO</th><td class="tottxt" headers="tot3">17.153.978</td><td class="tottxt" headers="tot3">50,21</td><td class="tottxt" headers="tot3">153</td></tr></tbody></table><br /><br />Veniamo alle <b>Politiche del 2008</b>, nelle quali c'è stata la prima applicazione della nuova legge elettorale c.d. "Porcellum", con l'accorpamento di alcune formazioni e la decisione dell'UdC di uscire dalla coalizione guidata da Berlusconi. Il rischio, poi, non verificatosi, era di non rientrare nell'arco costituzionale, cosa che invece è successa ad alcuni partiti di sinistra, ma rispetto alle precedenti consultazioni politiche, il prezzo da pagare per questa scelta di autonomia è stato pesante.<br />La percentuale di votanti è stata dell'80,5%, mentre le formazioni politiche che sono entrate in Parlamento, per gli effetti dell'impianto legislativo, sono state solamente 6: <br /><br /><b>Camera<br /></b><br /><br />



<table style="border: 0px none ; width: 98%;" summary="Tabella risultati elettorali con voti, percentuali e seggi" cellpadding="2" cellspacing="0"><thead><tr><th style="width: 35%;" class="intesta" abbr="Capo Coalizione" id="tc">Capo Coalizione <br />o Singola Forza Politica</th>
                                 <th style="width: 1%;" class="intesta" abbr="Note" id="tn">&nbsp;</th>
                                 <th style="width: 1%;" class="intesta">&nbsp;</th>
                                 <th class="intestaCent">Liste</th>
                                 <th style="width: 10%;" class="intestaCent" id="tv">Voti</th>
                                 <th style="width: 12%;" class="intestaCent" abbr="Percentuale" id="tp">%</th>
                                 <th style="width: 8%;" class="intestaCent" id="ts">Seggi</th>
                              </tr>
                           </thead>
                           <tbody>
                              <tr>
                                 <td class="split" colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <th class="capotxt" id="cc2" headers="tc">SILVIO BERLUSCONI</th>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc2 tv"><br /></td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc2 tp"><br /></td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <th class="tottxt" id="tl2" headers="tc cc2" abbr="Liste"><br /></th>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc2 l4 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/simboli/20-20080413000000-3424.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l4" headers="tc cc2 tl2">IL POPOLO DELLA LIBERTA'</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l4 tv">13.629.069</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l4 tp">37,388
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l4 ts">272</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc2 l5 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/simboli/20-20080413000000-652.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l5" headers="tc cc2 tl2">LEGA NORD</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l5 tv">3.024.758</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l5 tp">8,297
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l5 ts">60</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc2 l6 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/simboli/20-20080413000000-3449.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l6" headers="tc cc2 tl2">MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l6 tv">410.487</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l6 tp">1,126
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l6 ts">8</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <th class="tottxt" id="tot2" headers="tc cc2">Totale Coalizione</th>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc2 tot2 tv">17.064.314</td>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc2 tot2 tp">46,812
																%				
															</td>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc2 tot2 ts">340</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="split" colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="split" colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <th class="capotxt" id="cc1" headers="tc">WALTER VELTRONI</th>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc1 tv"><br /></td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc1 tp"><br /></td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <th class="tottxt" id="tl1" headers="tc cc1" abbr="Liste"><br /></th>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc1 l1 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/simboli/20-20080413000000-3456.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l1" headers="tc cc1 tl1">PARTITO DEMOCRATICO</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l1 tv">12.092.969</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l1 tp">33,174
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l1 ts">211</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc1 l2 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/simboli/20-20080413000000-3130.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l2" headers="tc cc1 tl1">DI PIETRO ITALIA DEI VALORI</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l2 tv">1.593.532</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l2 tp">4,371
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l2 ts">28</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <th class="tottxt" id="tot1" headers="tc cc1">Totale Coalizione</th>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc1 tot1 tv">13.686.501</td>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc1 tot1 tp">37,546
																%				
															</td>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc1 tot1 ts">239</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="split" colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="split" colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <th class="capotxt" id="cc4" headers="tc">PIER FERDINANDO CASINI</th>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc4 tv"><br /></td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc4 tp"><br /></td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <th class="tottxt" id="tl4" headers="tc cc4" abbr="Liste"><br /></th>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc4 l7 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/simboli/20-20080413000000-3428.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l7" headers="tc cc4 tl4">UNIONE DI CENTRO</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc4 tl4 l7 tv">2.050.309</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc4 tl4 l7 tp"><b>5,624</b>
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc4 tl4 l7 ts">36</td></tr></tbody></table>
<br /><br /><b>Senato</b><br /><br />
<table style="border: 0px none ; width: 98%;" summary="Tabella risultati elettorali con voti, percentuali e seggi" cellpadding="2" cellspacing="0"><thead><tr><th style="width: 35%;" class="intesta" abbr="Capo Coalizione" id="tc">Capo Coalizione <br />o Singola Forza Politica</th>
                                 <th style="width: 1%;" class="intesta" abbr="Note" id="tn">&nbsp;</th>
                                 <th style="width: 1%;" class="intesta">&nbsp;</th>
                                 <th class="intestaCent">Liste</th>
                                 <th style="width: 10%;" class="intestaCent" id="tv">Voti</th>
                                 <th style="width: 12%;" class="intestaCent" abbr="Percentuale" id="tp">%</th>
                                 <th style="width: 8%;" class="intestaCent" id="ts">Seggi</th>
                              </tr>
                           </thead>
                           <tbody>
                              <tr>
                                 <td class="split" colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <th class="capotxt" id="cc2" headers="tc">SILVIO BERLUSCONI</th>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc2 tv"><br /></td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc2 tp"><br /></td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <th class="tottxt" id="tl2" headers="tc cc2" abbr="Liste"><br /></th>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc2 l6 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/senato080413/simboli/21-20080413000000-3424.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l6" headers="tc cc2 tl2">IL POPOLO DELLA LIBERTA'</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l6 tv">12.510.306</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l6 tp">38,174
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l6 ts">141</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc2 l7 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/senato080413/simboli/21-20080413000000-652.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l7" headers="tc cc2 tl2">LEGA NORD</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l7 tv">2.642.166</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l7 tp">8,062
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l7 ts">25</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc2 l8 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/senato080413/simboli/21-20080413000000-3449.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l8" headers="tc cc2 tl2">MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l8 tv">355.076</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l8 tp">1,083
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l8 ts">2</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <th class="tottxt" id="tot2" headers="tc cc2">Totale Coalizione</th>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc2 tot2 tv">15.507.548</td>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc2 tot2 tp">47,320
																%				
															</td>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc2 tot2 ts">168</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="split" colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="split" colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <th class="capotxt" id="cc1" headers="tc">WALTER VELTRONI</th>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc1 tv"><br /></td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc1 tp"><br /></td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <th class="tottxt" id="tl1" headers="tc cc1" abbr="Liste"><br /></th>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc1 l1 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/senato080413/simboli/21-20080413000000-3456.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l1" headers="tc cc1 tl1">PARTITO DEMOCRATICO</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l1 tv">11.042.326</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l1 tp">33,695
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l1 ts">116</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc1 l3 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/senato080413/simboli/21-20080413000000-3130.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l3" headers="tc cc1 tl1">DI PIETRO ITALIA DEI VALORI</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l3 tv">1.414.118</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l3 tp">4,315
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc1 tl1 l3 ts">14</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <th class="tottxt" id="tot1" headers="tc cc1">Totale Coalizione</th>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc1 tot1 tv">12.456.444</td>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc1 tot1 tp">38,010
																%				
															</td>
                                 <td class="totnum" headers="tc cc1 tot1 ts">130</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="split" colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="split" colspan="7">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <th class="capotxt" id="cc4" headers="tc">PIER FERDINANDO CASINI</th>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc4 tv"><br /></td>
                                 <td class="caponum" headers="tc cc4 tp"><br /></td>
                                 <td class="caponum">&nbsp;</td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <th class="tottxt" id="tl4" headers="tc cc4" abbr="Liste"><br /></th>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                                 <td class="tottxt"><br /></td>
                              </tr>
                              <tr>
                                 <td class="capotxt">&nbsp;</td>
                                 <td class="datonota" headers="tc cc4 l9 tn"><br /></td>
                                 <td><img style="border: 0pt none ; height: 50px; width: 50px;" alt="" src="http://politiche.interno.it/politiche/senato080413/simboli/21-20080413000000-3428.gif" />
                                 </td>
                                 <th class="datotxt" id="l9" headers="tc cc4 tl4">UNIONE DI CENTRO</th>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc4 tl4 l9 tv">1.866.338</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc4 tl4 l9 tp">5,695
														%					
													</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc4 tl4 l9 ts">3</td></tr></tbody></table><br /><div><br /></div>]]>
        <![CDATA[<br />Ora, cercando di capire come potrebbero svolgersi i giochi in questa tornata elettorale, bisogna innanzitutto considerare che si tratta di un sistema proporzionale (quasi) "puro", ovvero sono rappresentate tutte le forze politiche singolarmente e non insieme (in coalizioni), mentre vi è uno sbarramento del 4%.<br /><br />Questo significa che le persone possono votare senza l'assillo del "voto utile": in effetti, non essendoci alcun'importanza ai fini del raggiungimento di una coalizione, ogni persona può dare il proprio appoggio al partito che vuole, esprimendo una preferenza da uno fino a tre candidati:&nbsp; in questo caso il dato che conterà sarà l'effettivo numero di voti che ciascun soggetto politico riuscirà a prendere, che determinerà eventualmente il numero di seggi nel Parlamento europeo, e il "peso" di quel soggetto politico all'interno del proprio partito come di quel partito all'interno dell'arco costituzionale: è una sorta di fotografia.<br /><br />Sulle previsioni vere e proprie, ribadisco che si tratta di pure elucubrazioni scritte al volo. L'unica cosa che posso immaginare, visti gli ultimi avvenimenti, è un lieve calo di popolarità di Berlusconi, ed una buona affermazione della Lega (forte soprattutto della linea dura mantenuta sui clandestini e sul federalismo fiscale). Per quanto riguarda la sinistra moderata, il riequilibrio dovuto alla presenza delle forze identificate come comunisti (al di là delle sigle e dei simboli) potrebbe non garantire la tenuta del PD, dopo la <span class="ital-inline">débâcle</span> subita alle ultime elezioni politiche, e la perdita di tutta la fascia di sinistra più o meno estrema potrebbe dimostrarlo. Per l'UdC ci potrebbe essere una piccola rimonta, anche se slegata purtroppo dal progetto della Costituente di Centro al quale è stato dato poco o nullo rilievo nei media (e quindi risulta abbastanza ignoto a chi va a votare), per il discorso dell'alternanza. Il voto moderato, infatti, è generalmente quello più ondeggiante, e spesso quando una volta preferisce uno la volta dopo preferisce un altro. Il vantaggio tuttavia, anche per alcune discusse candidature, non è affatto scontato.<br /><br />L'azzardo di previsione che mi sentirei di proporre, per le forze politiche principali, assomiglia&nbsp; a un qualcosa del genere:<br /><br /><table class="table-blog" summary="Tabella risultati elettorali con voti, percentuali e seggi" width="238" cellpadding="2" cellspacing="0" height="96"><tbody>
<tr><td></td>
                                 <td class="datotxt" id="l4" headers="tc cc2 tl2">Popolo della Libertà<br /></td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l4 tp">35%</td>
                                 </tr>

<tr><td></td>
                                 <td class="datotxt" id="l4" headers="tc cc2 tl2">Lega Nord<br /></td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l4 tp">10%</td>
                                 </tr>
<tr><td></td>
                                 <td class="datotxt" id="l4" headers="tc cc2 tl2">Partito Democratico<br /></td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l4 tp">30%</td>
                                 </tr>

<tr><td></td>
                                 <td class="datotxt" id="l4" headers="tc cc2 tl2">Di Pietro-IDV<br /></td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l4 tp">6%</td>
                                 </tr>

<tr><td></td>
                                 <td class="datotxt" id="l4" headers="tc cc2 tl2">UDC</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l4 tp">6%</td>
                                 </tr>

<tr><td></td>
                                 <td class="datotxt" id="l4" headers="tc cc2 tl2">Comunisti</td>
                                 <td class="datonum" headers="tc cc2 tl2 l4 tp">4%</td>
                                 </tr>







</tbody></table>

<br />Probabilmente, mi sarò sbagliato di grosso anche stavolta. Ai posteri l'ardua sentenza :)


<br /><br />Per finire, mi lancio in una piccola nota "analitica" sull'UdC.
L'elettorato del partito di Casini ha subìto un forte scossone nelle Politiche 2008 per
via dell'allontanamento dal centro-destra. Considerando che almeno i 2/3 del suo voto, se non di più, provengono da un elettorato conservatore-moderato, è difficile riposizionarsi senza rischiare qualcosa. A questa
tornata, si vedrà se l'impegno di mantenere la "barra al centro" avrà premiato la conclamata indipendenza. Poi, superato lo spazio del voto, se l'UdC proseguisse in questo percorso autonomo, pur con le inevitabili alleanze di parte, il soggetto centrista potrebbe avere una chance di costruire un partito per l'elettorato moderato che non si riconosce né nel berlusconismo del centro-destra, nè nell'anticlericalismo del centro-sinistra. 
Se, invece, si costituissero alleanze "stabili", si verificherebbero in ogni caso situazioni di perdita: se il "pendolo" fosse orientato su un'alleanza stabile al centro-sinistra, infatti, vista la composizione dell'elettorato UdC, ciò comporterebbe un calo di voti (calo che verrebbe subito intercettato da qualcun
altro) insieme ad una probabile spaccatura del centro, che potrebbe riportare ad una situazione pre-2006. Il voto moderato di tipo cattolico, infatti, non è propenso ad alleanze stabili col centro-sinistra. Se, viceversa, il "pendolo" fosse ancorato al centro-destra (di nuovo), l'elettorato moderato potrebbe sopportare (malamente) questo accrocchio, ma la corrente di sinistra del centro uscirebbe di nuovo, spaccandolo. Vedremo.<br />
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    <title>Quel senso di disagio oltre la cronaca</title>
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    <published>2009-05-31T11:41:15Z</published>
    <updated>2009-05-31T22:34:56Z</updated>

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        <name>Luciano</name>
        
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Adamo_Eva.jpg" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/Adamo_Eva.jpg" class="mt-image-none" style="" width="250" height="327" /></span><br /><br />In questa domenica di <a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/20266">Pentecoste</a>, mai parole di Ratzinger mi sono risuonate così tempestive come quelle di <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_31/papa_inquinamento_morale_mondo_dea643b2-4dc0-11de-891f-00144f02aabc.shtml">oggi</a>. Parole che vanno al di là della cronaca, come è nella consuetudine della Chiesa, e si rivolgono a questioni fondamentali dell'uomo e del suo inquieto vivere. <br /><br />Tuttavia, a me leggere di quel che accadeva nelle <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_31/sarzanini_topolanek_villa_ba5ab006-4db1-11de-891f-00144f02aabc.shtml">ville di Berlusconi</a>, dell'uso del denaro pubblico, di quell'affannosa ricerca per <a href="http://www.corriere.it/politica/09_maggio_30/berlusconi_garante_foto_784e933c-4cdd-11de-82fb-00144f02aabc.shtml">bloccare foto</a> - se è tutto vero - ecco tutto ciò crea in me un forte disagio, al di là che ci si rivolga alla persona, alla politica, o ad un certo modo di intendere la vita. <br />E' un disagio che preferirei non esprimere con parole diverse, e le cui alternative verbali credo siano evidenti ai miei lettori. <br /><br />
<div class="cite"><b>
Il Papa: «il mondo è avvelenato da inquinamento morale»
</b>

<br /><br /><i>Attraverso «immagini che spettacolarizzano il piacere, la violenza o il disprezzo per l'uomo e la donna»</i>
<br /><br />CITTÀ DEL VATICANO - Il mondo di oggi è «avvelenato» oltre che da un inquinamento atmosferico anche da un inquinamento morale che offusca le menti e i cuori, «con immagini che spettacolarizzano il piacere, la violenza o il disprezzo per l'uomo e la donna»: è quanto ha rimarcato papa Benedetto XVI , durante la messa di Pentecoste, festività che ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, celebrata oggi nella Basilica di San Pietro.

<br /><br />LA CORRUZIONE DELLO SPIRITO - «Quello che l'aria è per la vita biologica, lo è lo Spirito Santo per la vita spirituale - ha spiegato il papa -; e come esiste un inquinamento atmosferico, che avvelena l'ambiente e gli esseri viventi, così esiste un inquinamento del cuore e dello spirito, che mortifica ed avvelena l'esistenza spirituale». «Allo stesso modo in cui non bisogna assuefarsi ai veleni dell'aria - e per questo l'impegno ecologico rappresenta oggi una priorità -, altrettanto si dovrebbe fare per ciò che corrompe lo spirito», si è raccomandato il pontefice. «Sembra invece che a tanti prodotti inquinanti la mente e il cuore che circolano nelle nostre società - ad esempio immagini che spettacolarizzano il piacere, la violenza o il disprezzo per l'uomo e la donna - a questo sembra che ci si abitui senza difficoltà», si è rammaricato. «Anche questo è libertà, si dice, senza riconoscere che tutto ciò inquina, intossica l'animo soprattutto delle nuove generazioni, e finisce poi per condizionarne la stessa libertà», ha concluso.(...)<br /></div>
(fonte: <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_31/papa_inquinamento_morale_mondo_dea643b2-4dc0-11de-891f-00144f02aabc.shtml">Corriere della Sera</a>)]]>
        
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    <title>La gestione del politico 2.0 (2 - occhio al messaggio)</title>
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    <published>2009-05-25T22:10:00Z</published>
    <updated>2009-06-24T20:40:31Z</updated>

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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/05/image007-45.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/05/image007-45.shtml','popup','width=462,height=350,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/05/image007-thumb-350x265-45.jpg" alt="Obama-Chavez.jpg" class="mt-image-none" style="" width="350" height="265" /></a></span><br /><br />Durante la seconda candidatura di Bush Junior, giravano in rete alcune divertenti schermate della ipotetica posta <a href="http://www.changar.com/text/bushmail.html">Hotmail</a> dell'ex presidente USA, con i vari messaggi di personaggi famosi, lo staff di collaboratori più o meno amici, di Bin Laden, o di Putin, etc. Anche in questo caso, intorno all'elezione di Obama sono nate molte vignette, come questa (altre, più o meno indovinate, le ho raccolte su <a href="http://lg.posterous.com/fwd-political-cartoons">posterous</a>, che per inciso trovo sempre più comodo per questo genere di cose).<br /><br />Nell'iniziare a scrivere la seconda parte di questo post, non posso non citare il breve ma incisivo <a href="http://falsoidillio.splinder.com/post/20574459/politica+e+rete%3A+le+%22novit%C3%A0%22+">contributo di Falso Idillio</a> sull'argomento. Il quale affronta un aspetto molto importante della gestione di un'immagine politica su Internet: il fatto cioè che il messaggio, in rete, non può essere inteso solamente come emissione asincrona di un dibattito, ma anzi ne è esso stesso sostanza, e le dinamiche della rete comportano la quasi immediata reazione (e controreazione) in ogni suo aspetto. Giorgio in particolare scrive del principio a "cellule" caratterizzato dalla campagna obamiana, nel quale ognuno ha supportato il progetto e singolarmente gli altri componenti, creando una rete di pari livello che ha nettamente sbaragliato la concorrenza basata sul vecchio concetto di fare politica "dall'alto".<br /><div><br /></div>Se questa impostazione vista nel contesto "2.0" è corretta, si rischia di commettere, a mio avviso, un errore: il problema, infatti, è che non si può prescindere dall'importanza e dal ruolo che il messaggio riveste. La semplice modalità di trasporto arricchisce il profilo contenutistico, ma, seppur perfezionata e condivisa, non ne consente di creare automaticamente anche lo spessore sostanziale, e non è sufficiente a decretarne il successo.<br /><br />In premessa, il messaggio politico a mio avviso si può scomporre almeno in tre parti:<br /><br /><ul><li>una
parte razionale, che concorre alla composizione del giudizio di merito
e di interesse (per i più giovani: avere o mantenere un posto di lavoro;
interesse dell'ambito professionale; sostegno alle proposte condivise
insieme al proprio gruppo sociale; progetto culturale; etc.)<br /></li><li>una
parte emotiva, richiamata dai sentimenti che derivano dal contesto
comunicativo-sociale&nbsp; (per i più idealisti: il richiamo di valori come
patria, libertà, oppure una specifica ideologia sociale, economica;
etc.)<br /></li><li>una parte etica, la quale richiama i valori morali che, più o meno consciamente, si sentono come propri,
tra i quali sono inclusi ovviamente quelli religiosi (per i più
anziani: mantenimento delle tradizioni, della cultura di popolo, etc).</li></ul>La
composizione di questi tre aspetti è più difficile di quel che può
apparire, e paradossalmente lo è ancor di più in rete.<br /><br />Il messaggio "dal basso" o "di pari", in effetti, non può sostituire nel merito il messaggio politico, ovvero la proposta, ma ne costituisce un valido sostegno alla sostanza. Il rischio, però, è la decontestualizzazione continua della proposta stessa. In altre parole il cosiddetto dibattito ha una sua funzione imprescindibile su Internet se inquadriamo correttamente la rete per quello che essa è, uno strumento. Se ciò non avviene, potremmo veder tornare indietro le caratteristiche che il dibattito stesso possiede nella realtà: se si delinea intorno ad un preciso nocciolo di pensiero vede accrescere il valore del messaggio, altrimenti assume la forma potenzialmente sterile di un chiacchiericcio fine a sé stesso. Le componenti di discussione, da sole, non fanno "il" messaggio ma lo arricchiscono. <br /><br />Dunque il principio a cellule ha sicuramente un vantaggio competitivo intrinseco e potenziale, ma ne assume il valore maggiore solamente se associato ad una spinta ideale, che è propria del messaggio dall'alto o per meglio dire "alto", come quello che ha consentito a Obama di potenziare al massimo il meccanismo di propaganda elettorale, ottenere moltissimi soldi nella campagna ed orientare l'elettorato a suo favore al momento del voto. Se il messaggio fosse stato di basso profilo, o semplicemente una somma di parti, non avrebbe goduto del procedimento di espansione ottimale descritto dal suo successo sul Web.<br /><br />In questo contesto, appare dunque chiaro che il sito di riferimento, il blog o qualsiasi altro elemento devono diffondere un messaggio e ricalcare un riferimento politico-ideale comune, altrimenti si crea una dissonanza che può distruggere la coesione delle cellule sostenitrici del messaggio. Un esempio di questa dissonanza lo possiamo trovare nel nostrano Partito Democratico: il messaggio alla base dell'idea politica è molto parcellizzato e diffuso, ma in effetti proprio la teorizzazione di una pluralità nel diffondere il messaggio fa mancare una "mappa ispiratrice" univoca e condivisa, un "nocciolo duro" di pensiero. L'effetto che si rischia è che ogni contributore del messaggio ne esprime uno proprio, questo tuttavia invece di arricchire il nucleo inziale ha la conseguenza di innescare una catena di infiniti messaggi uguali come peso ma dissimili nella sostanza, che viene convogliata essenzialmente in una mancanza di proposte politiche univoche e nell'anti-politica, cioè nell'essere "contro", e nel trovare l'unità soltanto da questa diffusione di messaggi ad assertività contraria.&nbsp; <br /><br />D'altro canto, il rischio opposto è dell'implementazione di una sola componente del messaggio, privandolo della spinta ideale e diffondendolo in una modalità controllata centralmente, eliminando contestualmente la forza propulsiva ed arricchente sia del principio ideale, sia della componente spontanea e condivisa. La rete in questo caso crea il vortice opposto, annullando le differenze e convogliando il consenso in forma contraria: mancando la mappa ideale, ogni componente non ne esprime alcuna, e non costituisce dibattiti; si appiattisce sull'unica presente, quella proveniente dall'alto, e ne ripete immodificata la forma, senza risultare convincente, e mostrandosi solo estensione delle altre forme tradizionali di propaganda elettorale. &nbsp; <br /><br />Dunque, nella gestione del messaggio è in ogni caso evidente il problema, amplificato dalle dinamiche della rete, che se questo rappresenta soltanto un mero spot elettorale, un'eco di quanto possa essere il vecchio comizio, o comunque non possegga altro che la variazione di metodo, ma non di sostanza, il politico e il soggetto politico di fatto non stanno usando Internet - e tantomeno il Web 2.0 - per valorizzare e per rendere più forte quel messaggio, corroborato dal consenso formatosi spontaneamente e nel merito del contenuto, ma lo stanno solo dilatando. E questa dinamica di dilatazione non si rifà che ad una quantificazione, senza un atteggiamento critico che porta valore aggiunto, dedicata alla massa di voti, i quali, senza bisogno di sforzarsi troppo, rimarranno gli stessi che ci sono al di fuori della rete. In altre parole la potenzialità di internet viene sottoutilizzata, o per meglio dire, vanificata. <br /><br />L'utilizzo che di Facebook stanno facendo molti politici, ad esempio, contribuisce a rafforzare questa sensazione. Si può diventare sostenitori o fan di un politico attraverso la sua pagina su Facebook. Ma è tutto un fiorire di "Sostieni Antonio alle Europee", "Noi votiamo Marco al 100%" etc. corredato da foto, programma politico, qualche intervento del candidato e in generale interventi magari ridondanti dei sostenitori, i quali sono spesso tali a prescindere dal contesto di Facebook o del Web. In questo approccio, manca il ricorso alla diffusione "sociale" del messaggio, quella distribuzione di pensiero che potrebbe usare strumenti come quelli del Web 2.0 come e meglio di quelli reali.<br /><br />La stessa cosa si potrebbe vedere attraverso la lente di <a href="http://youtube.com/">Youtube</a>, altro strumento social molto utilizzato, anche dai politici che recentemente l'hanno scoperto per una diffusione broadcast a basso costo ed alta resa alternativa alla televisione. Tuttavia, al di là delle "semi-amatoriali videate" di Antonio di Pietro (riprendo dal già citato post di <a href="http://falsoidillio.splinder.com/post/20574459/politica+e+rete%3A+le+%22novit%C3%A0%22+">Giorgio</a>) e pochi altri esempi, non mi sembra che ci sia molto di nuovo, con poche lodevoli eccezioni come l'intuizione di <a href="http://www.youtube.com/user/diegobianchi">Tolleranza Zoro</a>.<br /><br />L'uso che se ne fa risente ancora pesantemente dell'atteggiamento tradizionalista dell'approccio mediatico: la politica, specialmente quella italiana, non prende le misure ai nuovi mezzi e gli stessi cittadini-elettori rimangono avvolti in un calderone di notizie e dati (spesso non verificati) di blog e di antiblog che dicono tutto e il contrario di tutto, parzializzandosi una volta su una propaganda senza differenziali da quella offline, un'altra volta su una pseudo-informazione di stampo anticlericale o vistosamente becera, quando non razzista o estremista. <br /><br />La visione, però, che la rete offre al di là degli schemi tradizionali consente di porre ideali di confronto e di visione spesso più approfonditi rispetto al dialogo offline, perché utilizza i canali della scrittura in modo esteso (in rete siamo tutti scrittori..) e perché allarga l'interazione ad una platea ampia, ma richiede per questo tempo, volontà e voglia di approfondire i temi: tre componenti non sempre presenti e possibili per ogni tornata elettorale o per ogni candidato. Queste componenti, però, sono importanti quando si esercita un principio politico di cambiamento, ed è lì che la rete può diventare importante e determinante.<br /><br />Prova ne è che appena si esce fuori dagli schemi, la socialità di internet mette in imbarazzo il potere politico che non la sa gestire e non ne sa accettare il principio di libertà. <br />Rimanendo su <a href="http://facebook.com/">Facebook</a>, appare indicativo ad esempio che non appena si cerchi di farne un mezzo per diffondere un messaggio riformista, si blocchi addirittura l'accesso prima delle elezioni: è quello che sta succedendo in <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2009/05/facebook_chiuso_per_elezioni_i.html">Iran</a>. Caso estremo senz'altro, ma emblematico.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<br />Chiarita l'importanza del messaggio, possiamo osservare che nel novero degli strumenti 2.0 che si possono utilizzare in una campagna politica, in effetti, non c'è limite alla creatività. Il passaggio fondamentale è contestualizzare l'uso che si fa della rete intorno ai punti fondamentali del messaggio, dopodiché ogni strumento offre pro e contro che si possono validamente confrontare basandosi sull'esperienza diretta (cioè usandoli) o valutandone le caratteristiche, o consultandosi con chi ne ha maggiore dimestichezza. Alcuni li abbiamo già visti nella <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/05/la_gestione_del_politico_20_1.shtml">puntata scorsa</a>, di altri magari ne parlerò in un prossimo post, altri si affacceranno nei prossimi mesi o anni, non ha importanza.<br /><br />Due aspetti, credo, sono importanti da sottolineare prima di concludere questa lunga riflessione politico-internautica: uno più politico e di metodo, il secondo concreto. <br /><br />Il primo aspetto è che qualsiasi strumento 2.0 su Internet ha una limitazione che non tutti inizialmente colgono e cioè che il popolo del "social web" non è una proiezione esatta della popolazione reale. Da una parte non ne è una rappresentazione demograficamente equilibrata, mentre dall'altra vi è rappresentata una porzione politicamente abbastanza omogenea. Si tratta delle generazioni al di sotto dei 40/45 anni, dal livello culturale tendenzialmente medio-alto, e che guardano a sinistra non per strabismo ma perché è attualmente l'area politica che maggiormente raccoglie le riflessioni decontestualizzate tipiche del mezzo e del momento storico. Attenzione, però, non stiamo ancora guardando alla composizione di "tutta" l'Internet, bensì della popolazione "2.0", che comunica in modo orizzontale ed aperto, che permea le discussioni sui blog, sulle riviste e sui siti di tendenza come <a href="http://www.wewired.it/">Wired</a>, e che nel mondo reale organizza convegni, incontri o <i>barcamp</i> nei quali vi è un flusso di riflessioni e di discussione partecipativo ed aperto. <br /><br />Dalla precedente osservazione, ne scaturisce dunque subito una strettamente correlata: dove sono finiti gli altri? La silenziosità, o la scarsa interattività della parte di frequentatori Internet che non sono allineati con questa parte politica è oramai nota, ed è stata definita di volta in volta in modo diverso: timidezza, ritrosia, timore, scarsa quantità di tempo, etc.&nbsp; Di fatto, una certa ritrosia a non essere "aggrediti", lamentata da chi propone valori e principi (magari cristiani, <i><em>ça va sans</em> dire</i>), è pur vera, ma è sempre comoda da riproporre come giustificazione, ed ovviamente non basta. Il nodo del problema potrebbe trovarsi nelle difficoltà a proporre una visione aperta e democratica della riflessione politica che una certa parte avverte nella "socialità" del Web. E questo fattore è difficilmente eludibile. Dunque il lavoro da portare avanti, a mio avviso, è sicuramente quello di favorire uno scambio di vedute che ponga l'indipendenza di pensiero al centro della riflessione e il messaggio "alto" (non "dall'alto") come valore in sé e traguardo raggiungibile. Seguendo le sole mode imposte dal momento, come l'opinionismo, tanto in voga in Italia, o la stessa deriva del pensiero debole, il rischio che si corre paradossalmente è di sembrare cugini poveri della televisione: recentemente il bravo giornalista e deputato Andrea Sarubbi ha fatto uno scherzo dicendo "<i><a href="http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/04/01/sarubbi-pd-parlamento-ritorno-in-tv/">torno a fare tv</a>. Adesso nel mio blog mi leggono mille persone: prima avevo due milioni e mezzo di ascolti con la mia trasmissione</i>". Era sì un pesce d'aprile, ma come lo stesso autore sottolinea, con un fondo di verità. <br />E' dunque vero che il Web non ha ancora la forza e i numeri per raggiungere la parte più ampia della popolazione, ma non si può prescindere dal fatto che è interessato da una sorta di linea editoriale molto precisa, e che nessuno può nascondersi dietro ad un futuro nel quale la rete avrà un'importanza ed una diffusione capillari. E questo futuro è molto più vicino di quanto si pensi. Su Internet c'è spazio per tutti, e sembra evidente che dovrebbe essere la politica tra le principali istanze di pensiero a solcarne le rotte, liberandosi il prima possibile dai vecchi schemi.<br /><br />Materia per riflessioni più estese, sicuramente.. sulle quali mi piacerebbe conoscere il pensiero di chi mi legge.<br /><br />Il secondo aspetto, più pragmatico, è che il social Web, soprattutto con le ultime applicazioni per l'organizzazione di eventi (Facebook stesso, <a href="http://upcoming.yahoo.com/">Upcoming</a>, etc), più le varie applicazioni che possono essere utilizzate per aggiungere uno <i>stato</i> o una breve frase e diffonderla a chi interessato, sono eccezionali strumenti per definire geograficamente il percorso politico inteso nel vero senso della parola. L'aspetto localizzazione è forse quello che meglio si appresta ad essere utilizzato in questo contesto: basti pensare ai discorsi che un politico può fare in diversi paesi collocati in luoghi distanti. Chiaramente pochi hanno tempo o voglia per seguire il sito, e meno ancora frequentare il locale circolo politico per sapere tempi e luoghi di una presenza. Viceversa, un messaggio su <a href="http://twitter.com/">Twitter</a> con un "Sarò a Tarquinia domani alle 16 per una riflessione sulle energie rinnovabili", potrebbe rivelarsi un ottimo veicolo per conoscere un intervento di cui magari non si sarebbe venuti a conoscenza. Ovviamente, per chi abita o si trova da quelle parti. :)<br /><br />Nelle prossime puntate (se avrò il tempo di scriverle), mi piacerebbe esaminare le relazioni che i vari strumenti creano l'uno con l'altro, inclusi i collegamenti stessi che dal sito del soggetto o del candidato politico si intrecciano tra i nodi dei siti Web e tra questi e gli strumenti che consentono di diffondere il messaggio nel Web 2.0.<br /><br /><br /><div class="post-updates">
Post su altri blog<br /></div>
<a href="http://www.themarketer.info/09-06-2009/reputazione-politica-internet-noemi/">Reputazione Politica su Internet: il fattore Noemi</a>, di Roldano De Persio]]>
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    <title>La gestione del politico 2.0 (1)</title>
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    <published>2009-05-14T23:44:55Z</published>
    <updated>2009-05-27T12:58:58Z</updated>

    <summary>Recentemente mi è stata chiesta una consulenza per la gestione sui social network, e sul Web in generale, dell&apos;immagine di un politico o di un soggetto politico. D&apos;altronde, dopo la strepitosa vittoria di un Obama 2.0 negli Stati Uniti, anche...</summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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    <category term="politica" label="politica" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="obama20.jpg" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/052ina.jpg" class="mt-image-none" style="" width="290" height="329" /></span><br /><br />Recentemente mi è stata chiesta una consulenza per la gestione sui social network, e sul Web in generale, dell'immagine di un politico o di un soggetto politico. D'altronde, dopo la strepitosa vittoria di un <a href="http://www.nypost.com/seven/01182009/news/politics/barack_obama_2_0_150748.htm">Obama 2.0</a> negli Stati Uniti, anche da noi si sta diffondendo gradualmente (con calma) la convinzione che l'utilizzo dei nuovi strumenti "sociali" sia una eccezionale opportunità per raggiungere molte persone e per convogliare consenso e confronto da parte di chi si occupa di politica.<br /><br />Mi son trovato, per l'occasione, a stilare una sorta di piccolo vademecum sul corretto uso che secondo me può essere fatto di questi strumenti, quelli cioè che consentono una relazione comunicativa con le persone - in questo caso il potenziale elettorato - non in modo "broadcast" ma partecipativo, come la democrazia digitale consente in tempi elettorali, e di quali limiti affrontare e quali errori eventualmente evitare, in fase di elaborazione e di campagna. <br /><br />Sapendo bene di non essere certo il primo ad affrontare tale tema, infatti, condivido con chi mi legge queste idee anche per stimolare un confronto su quali possano essere ulteriori o diversi modi di intendere la comunicazione 2.0 dell'agenda politica magari italiana, così peculiare rispetto ad altre.<br /><br />1) Come prima cosa partirei dalla logica che c'è dietro ad un contesto di comunicazione politica. Il processo di base, secondo me, di una corretta strategia dovrebbe procedere (ma questo a prescindere dal contesto online stesso) su due binari: un primo binario di principi, che il soggetto politico contiene al suo interno, composto poi dalle idee e dai valori di chi si rifà a quei principi e dagli indirizzi culturali, sociali ed etici che il percorso politico evidenzia. Un secondo binario è quello dell'azione concreta, che prende spunto e linfa dai principi anzidetti. Le due componenti, a mio avviso, non possono mancare e dovrebbero essere il più equilbrate possibile. Senza i principi, infatti, l'azione concreta del politico appare svilita nel suo procedere: sono quegli ideali il motore dell'azione, dei quali poche forze riescono a farne a meno, dai più classici come quelli patriottici ai valori di una cultura religiosa. Altresì, la politica è anche e soprattutto un processo di potere, che si sostiene e trova la sua ragion d'essere nel legiferare e nel governare la nazione. Dunque il binario di azione concreta deve essere presente, con le proposte di legge, a livello politico o amministrativo, e con le proposte concrete di cambiamento, di miglioramento, ovvero di mantenimento delle tradizioni culturali o sociali. Questi due binari costituiscono la strada che il politico deve intraprendere anche sulla rete.<br /><br />2) Chiariti e stabiliti i due binari di principio e di azione, la seconda scelta che lo staff politico deve fare riguarda gli strumenti veri e propri da utilizzare. Ma non è subito l'utilizzo degli strumenti 2.0 che vorrei prendere in considerazione. Prima di elencarne i principali e quelli più utili (nei prossimi punti), all'interno di questo percorso è importante il "presidio" dei nomi. Non sempre, infatti, è disponibile il nome che, fatta eccezione per <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/documents/faccialibro">Facebook</a> che utilizza un identificativo numerico, è invece importante per riconoscere esattamente la figura di riferimento. Chiaramente, se un politico si chiama "Asdrubale Quintigernissimenti" (ho inventato - spero) sarà facilissimo trovare liberi i nomi nei vari servizi su Internet. Viceversa, per un "Mario Rossi" no. Dunque una prima azione dell'azienda che si occupa di curare l'immagine sarà registrare o impegnare il nome e cognome del politico (o la sigla del soggetto politico) in questione sui vari strumenti Web.<br /><br />3) Dando per scontato che il politico abbia un sito (e purtroppo non è
così scontato...)&nbsp; ben fatto e navigabile con facilità da tutti, contenente tutti i dati che hanno rilevanza elettorale (proposta e
programma politico, biografia, eventuale passato politico o
imprenditoriale, esperienze sociali e culturali, aggregazioni politiche di appartenenza, etc), faccio ancora una premessa. L'utilizzo di Internet serve per comunicare velocemente e quotidianamente e per stabilire un contatto ed un feedback con i propri potenziali elettori. Questo fissare gli obiettivi di sollecitazione e risposta è importante perché Internet è la metafora di una piazza virtuale, dove la platea può diventare estremamente vasta (come anche rimanere molto piccola), e&nbsp; come nella piazza reale, bisogna essere pronti al confronto ma anche agli scontri (ovviamente verbali) ed alle discussioni, e bisogna saper rispondere con la dovuta serenità e con la forza delle proprie opinioni, e con i fatti concreti e le proposte di cambiamento (le famose "promesse elettorali"). Cosa importante, Internet è soprattutto una grande memoria che tiene traccia di tutto quello che viene scritto, ed è dunque importante scrivere tenendo a mente che ciò che viene memorizzato su siti, blog, e quant'altro, può essere consultato con estrema facilità anche a distanza di anni e generalmente rimane di pubblico dominio - o può essere ripubblicato su altri siti o blog, spesso all'insaputa del politico stesso. Tenere traccia di tutto il flusso informativo è un compito estremamente oneroso, e diventa impossibile spesso cambiarlo a posteriori. Se può avere un senso, per l'azienda che cura l'immagine del politico, avere un riscontro del feedback ed organizzarlo per poterlo gestire al meglio ed intervenire dove serve, è sconsigliabile cercare di modificare quanto si è già scritto per evitare "brutte figure". Molto meglio, in caso, ammettere un errore di valutazione e confrontarsi in un dialogo aperto e franco con chi esprime delle critiche motivate (auspicando sempre una forma rispettosa delle istanze di dialogo di tutti) ed esprimendo anche online quel "tavolo di confronto" che è il pane quotidiano di ogni politico di mestiere. <br /><br />4) Veniamo dunque alla scelta degli strumenti 2.0, perché sebbene la teoria sia importante, è anche vero che bisogna poi regolare gli interventi anche sul tipo di strumento che andiamo ad utilizzare, ricordando che abbiamo già un sito di riferimento.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<br />4.1) Il primo strumento che incontriamo è ovviamente il <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/documents/miniguida">blog</a>.
Facciamo qui subito attenzione al fatto che questo strumento non
dovrebbe essere confuso con "il sito", perché sono due oggetti
contenutisticamenti diversi. Mentre sul sito, infatti, dovrebbero
esserci i dati e le informazioni sostanzialmente "statiche" del
politico, corredati da qualche articolo di approfondimento su tematiche
di ampio respiro magari anche lunghe e corpose, il blog invece è uno
strumento di diaristica se non quotidiana, quasi. La differenza è anche
a livello di target e di formato: il blog è di fatto lo strumento che
crea una fidelizzazione con il potenziale elettorato e deve essere
composto da interventi brevi, spesso tagliati sull'attualità, e
dovrebbe invitare al confronto, mentre il sito è consultato più una
tantum da chi è specificatamente interessato ad avere notizie sulla
persona. Nulla toglie che sito e blog risiedano sullo stesso indirizzo
fisico ovviamente (tipicamente, il nomecognome.it o .com della persona,
mentre il blog ad esempio potrà risiedere all'indirizzo
blog.nomecognome.it oppure nomecognome.it/blog), ma è importante
rendere al lettore una differenziazione tra le due sezioni.<br /><br />4.2) Dopo il blog, gli strumenti di comunicazione <i>social</i> attualmente considerati più utili sono senz'altro:<ul><ul><li><a href="http://www.twitter.com/">Twitter</a>. E' una
piattaforma cosiddetta di microblogging, che consente di scrivere (o
ricevere, via cellulare nei paesi abilitati o via web) piccoli messaggi
di testo (attualmente limitati a 160 caratteri, come gli sms) che
mantengono la loro permamenza sul Web con un indirizzo univoco. Essendo
una piattaforma social, c'è il meccanismo di iscrizione e di iscritti.
Molto utile per conoscere sensazioni, opinioni veloci e dati e fatti di
rilevanza come posizioni geografiche o avvertimenti, non consente
commenti ma "repliche", che costituiscono elementi Twitter esse stesse.
Nonostante la limitatezza intrinseca, è uno
strumento molto usato per la sua facilità, pervasività ed immediatezza: un interessante <a href="http://www.piuvoce.net/newsite/fuoricampo.php?id=35">articolo</a>
sul tema Twitter, un esempio di politico <a href="http://twitter.com/Pierferdinando">qui</a> e di istituzione che non ti aspetti <a href="http://twitter.com/vatican_va">qui</a>.</li><li><a href="http://www.friendfeed.com/">Friendfeed</a>. E' un
aggregatore, molto esteso, che consente di visualizzare in un unico
flusso tutti gli interventi che un dato soggetto effettua attraverso
gli altri strumenti social. Ad esempio si vedrà cosa ha scritto su
Twitter, cosa ha postato sul blog, etc. Ogni singolo elemento, poi, può
essere commentato e annotato come piacevole e può essere inserito anche
direttamente dalla piattaforma, come un messaggio di stato o una foto.
Anche qui, la socialità viene caratterizzata in più dal meccanismo di
iscrizioni e di iscritti e dalla possibilità di visualizzare contributi
di persone cui non siamo iscritti ma che "piacciono" a persone cui
siamo iscritti. Molto utile per avere un "polso" sugli avvenimenti
della giornata e per discutere su argomenti di stretta contingenza, è
anche molto dispersivo perché su singoli elementi si possono
concentrare moli di centinaia di commenti in un andamento esponenziale. <br /></li><li><a href="http://www.delicious.com/">Delicious</a>.
E' una piattaforma di social bookmarking, ovvero è un aggregatore che
consente di tenere traccia delle pagine (articoli, siti web, video,
etc) che una o più persone hanno salvato per poterle rivedere in seguito. Più
persone segnalano una pagina, maggiormente questa diventa "sociale"
ovvero sale all'attenzione delle persone che consultano il servizio,
diventando più letta. Lo strumento è particolarmente utile per tenere
traccia secondo un ordinamento per parole chiave ("tag") di elementi
che si vogliono consultare, o segnalare ad altre persone, anche in un
secondo momento, e consente sia di effettuare ricerche su queste parole
chiave, sia di annotare anche il "buzz" ovvero il grado di attenzione
che tali elementi sono in grado di determinare sul pubblico.
Anche qui, vi è un meccanismo di iscrizioni e di vicinanza che consente
di seguire persone delle quali ci interessa conoscere gli elementi
salvati.<br /></li></ul></ul>
4.3) E veniamo a <a href="http://www.facebook.com/">Facebook</a>
che è un tema a parte. A differenza di tutti gli strumenti che abbiamo
visto finora, Facebook è una piattaforma "social" chiusa e limitata,
che però offre una grandissima opportunità di comunicazione per la
enorme quantità di iscritti da tutte le parti del mondo (soprattutto in
Italia è la più usata), e per le modalità e gli strumenti che offre: si
va dallo "stato" con cui descriviamo un evento o una sensazione che
condividiamo con altri, agli amici ed ai loro profili pieni di
informazioni, ai gruppi di interesse, tra i quali ovviamente quelli
politici, all'organizzazione di eventi, alle pagine di promozione
personale, e di fan group, etc. il tutto secondo un'interfaccia
ordinata e regole di utilizzo gestite dallo staff di Facebook. Le
potenzialità di Facebook sono evidenti a partire dal fatto che ogni
persona è presente col proprio nome e cognome e dunque si mette in
gioco personalmente: vi sono informazioni riguardanti la propria età,
interessi, e di norma anche posizioni politiche o religiose. La privacy
è uno temi più scottanti per la presenza su Facebook, ma questo
naturalmente non solo è l'ultimo dei problemi di un politico che vuole
sfruttare tale piattaforma, ma ne è anzi la maggiore attrattiva.
Infatti, dovendo la sua azione essere il più trasparente e pervasiva
possibile, la piattaforma Facebook sembra costruita apposta per
consentire il massimo passaggio di informazioni personali - in questo
caso politiche - che il candidato esprime, e d'altro canto permette al
politico stesso, ed in questo caso al suo staff, di sapere con maggiore
precisione quali sono le persone interessate alla sua attività
politica. <br /><br />(1 - <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/05/la_gestione_del_politico_20_2_-_occ.shtml">continua</a> nella seconda puntata)<br /><br />]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Il difficile dialogo tra fede, ragione, e sentimento</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/05/il_difficile_dialogo_tra_fede_ragio.shtml" />
    <id>tag:www.lucianogiustini.org,2009://1.1151</id>

    <published>2009-05-06T23:00:36Z</published>
    <updated>2009-05-08T08:27:03Z</updated>

    <summary>Quella feroce ricerca di senso... (vignetta di Pinguiniobesi) Tempo fa, durante alcuni discorsi sulle cose cristiane, un padre Gesuita mi disse: &quot;La teologia ha talvolta fatto più danni che altro.&quot; Probabilmente, alla luce di quanto avviene ai giorni nostri, non...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
        <category term="Documenti" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Religione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="cristiani" label="cristiani" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[<i>Quella feroce ricerca di senso...</i><br /><br />
<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/05/0284-vi-40.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/05/0284-vi-40.shtml','popup','width=447,height=500,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/05/0284-vi-thumb-350x391-40.jpg" alt="0284-vi.jpg" class="mt-image-none" style="" width="350" height="391" /></a></span><p class="western" style="margin-bottom: 0.42cm;" lang="it-IT"><font style="font-size: 0.8em;" size="2">(vignetta
di <a href="http://pinguiniobesi.splinder.com/post/20419506/178+-+Quanto+tempo%3F">Pinguiniobesi</a>)</font></p>

<p class="western" lang="it-IT">Tempo fa, durante alcuni discorsi
sulle cose cristiane, un padre Gesuita mi disse: "<i>L</i><i>a
teologia ha talvolta fatto più danni che altro."</i></p>
<p class="western" lang="it-IT">Probabilmente, alla luce di quanto
avviene ai giorni nostri, non aveva tutti i torti. Viviamo immersi in
una crescente scissione tra pensiero razionale e fede, e tra fede e
sentimento: la pervasività della comunicazione non ha fatto che
moltiplicare questo divario. Non è colpa della teologia in sé, né
ovviamente della comunicazione, eppure l'uomo contemporaneo che "vive
nella società" si ritrova sempre più inadeguato a cogliere sia
gli aspetti emozionali sia razionali della fede cristiana. Anzi, si
dimostra ostile ad essa. 
</p>
<p class="western" lang="it-IT"><br />Scrive Susanna Tamaro sul
<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=348073&amp;START=0&amp;2col=">Giornale</a> del 3 maggio scorso 
("<a href="http://select.wordpress.com/2009/05/03/quella-feroce-crociata-laica-contro-i-credenti/">Quella
feroce crociata laica contro i credenti</a>"):</p><p class="western" lang="it-IT">

</p>


<p class="western" style="margin-left: 1.25cm;" lang="it-IT"><i>Il
mondo sembra diviso esattamente in due. Da una parte appunto i laici,
difensori del progresso e della civiltà, e dall'altra i credenti,
oscurantisti, alfieri del regresso, sessuofobici e nemici della
libertà dell'uomo. E naturalmente io, in quanto credente, agli
occhi di tutte le persone che mi incontrano, rientro nella seconda
categoria. Non sono preparata a trovarmi sul banco dei retrogradi,
degli ottusi e quindi a dover rispondere a domande di imbarazzante
limitatezza. Come tutte le persone solitarie, sono abituata a fare
delle riflessioni piuttosto profonde e articolate sulle cose e
davanti alla marea di questi pregiudizi e luoghi comuni mi sento
completamente spiazzata. (...)</i></p>
<p class="western" style="margin-left: 1.25cm;" lang="it-IT"><i>La
maggior parte dei miei amici non è credente, eppure non ho mai
sentito la necessità di criticarli, di cambiare la loro visione del
mondo o, tanto più, di giudicarli. La diversità di idee mi è
sempre sembrata una delle ricchezze della vita e non un nemico da
combattere. Mi colpisce molto, dunque, lo spirito di feroce crociata
che pervade l'universo dei laici. Perché tanto livore, tanto
impiego di energia, tanta intolleranza verso persone che hanno una
diversa visione del mondo? Perché tanto impellente è il bisogno di
convincere le persone credenti che hanno imboccato una via sbagliata?
Forse perché da noi si leva una voce in difesa della vita e contro
altre barbarie che, astutamente e subdolamente, si vogliono far
passare come progressi per la libertà dell'uomo?</i></p>
<p class="western" style="margin-left: 1.25cm;" lang="it-IT"><i>Non
c'è forse dietro questa crociata delle certezze - perché queste
persone, beate loro, vivono confortate da straordinarie certezze - la
volontà di rimuovere la parte più profonda dell'uomo, la più
oscura, quella che lo lega al mistero del male e alla finitezza e che
ne fa una creatura perennemente alla ricerca di senso?</i></p>

<p class="western" lang="it-IT">
</p><p class="western" lang="it-IT"><br />Non si tratta di convincere le
persone che "credere è bello", né ovviamente che "credere non
è da imbecilli".  A mio avviso, il problema è nell'affrontare la
questione scindendo l'aspetto logico da quello emotivo. La teologia,
di per sé fondamentale per comprendere correttamente le dinamiche
religiose, sistematizza l'impianto razionale della fede rischiando
però di creare un pericoloso differenziale con la relazione
sentimentale che c'è con Cristo, la stessa trascuratezza che si
rischia - non a caso - nell'analisi della tensione
ragione-sentimento insita nell'uomo.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Questa spesso si tende a
sottovalutare, soprattutto oggi che relazioni del mondo reale sono
competitive, veloci, e che sono spesso compensate da relazioni
virtuali che si rivelano talvolta più sincere che non quelle con i
colleghi d'ufficio o i vicini di casa. Questo è un "peccato originale"
del pensiero logico contemporaneo, che coinvolge aspetti che hanno un
riflesso talmente concreto nella vita di ognuno di noi, che se non
vengono risolti prima, riemergono prepotentemente dopo, rischiando di
non essere compresi o saputi gestire, e questo indipendentemente
dalla fede.</p>

<p class="western" lang="it-IT">Non solo. La scienza ha fatto passi
da gigante nell'esaminare queste differenze e queste tensioni tra
ragione e sentimento, anche neurologicamente. Analizzandole, è
passata inevitabilmente ad analizzare il rapporto con la fede in
tutti i suoi aspetti. Per assaporare la vita nella sua completezza,
la coscienza moderna non si accontenta più - e giustamente - di
accettare "passivamente", ancorché correttamente,  la
razionalizzazione che la teologia ha assicurato per secoli alla fede
cristiana, e né altresì può essere accettabile lasciarla relegata
ad un livello solo intimistico e personale, senza ripercussioni sulla
nostra azione sociale.</p>

<p class="western" lang="it-IT">Per cifrare questo percorso
conoscitivo userei due parole che sono due nodi diversi del modo in
cui viviamo: <b><span style="font-weight: normal;">esperienza e dialogo</span></b>.
</p>
<p class="western" lang="it-IT">Quanti possono dire di aver fatto
un'esperienza di tipo spirituale nella propria vita? E chi,
contemporaneamente, amerebbe sostenere un dialogo con persone che la
pensano in modo completamente differente senza uscirne
scoraggiato o magari contrariato? <br /></p><p class="western" lang="it-IT">"<b>In dialogo cordiale con ogni
sapere"</b></p><p class="western" lang="it-IT">
</p><p class="western" style="margin-left: 1.25cm;" lang="it-IT">76)<b> </b><i>La
dottrina sociale della Chiesa si giova di tutti i contributi
conoscitivi, da qualunque sapere provengano, e possiede un'importante
dimensione interdisciplinare</i>: «Per incarnare meglio in contesti
sociali, economici e politici diversi e continuamente cangianti
l'unica verità sull'uomo, tale dottrina entra in dialogo con le
varie discipline che si occupano dell'uomo, ne integra in sé gli
apporti».<sup>108</sup> 
</p>

<p class="western" lang="it-IT"><i>	</i><font style="font-size: 0.8em;"><a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#b%29%20In%20dialogo%20cordiale%20con%20ogni%20sapere">Compendio
della Dottrina Sociale della Chiesa</a>.<br />
Giovanni Paolo II, Lett. enc.
<i>Centesimus annus</i></font> 
</p>
<p class="western" lang="it-IT">Esperienza di fede e dialogo
interculturale sono solo due aspetti di un moto di conoscenza che
spesso pretendiamo di ignorare. La rete non fa che amplificare questi
aspetti: fare un'esperienza spirituale in rete è difficile, ma questo
non vuol dire che la fede non vi sia presente, anzi. Parimenti, nel mezzo telematico che è
primariamente un mezzo di scrittura, c'è un intenso e continuo dialogo di interazione<i>, </i><span style="font-style: normal;">ma</span>
la sua emozione è vincolata ai limiti della fruizione del
mezzo. Questo non vuol dire che il confronto non vi sia, anzi.</p>
<p class="western" lang="it-IT">In nessuno dei due casi, esperienza e dialogo sono vissuti nella loro multidimensionalità.
Tutto è filtrato e schiacciato da un sottofondo
che ci impedisce di assaporare la ricchezza delle
relazioni, comprese quelle tra noi e il trascendente. Lo stesso
sottofondo razionale fa da scudo al dilagare delle emozioni a briglia
sciolta. Ci riconduce all'approfondimento intellettuale/logico, come modo privilegiato per
dialogare. 
</p>

<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">In fondo la libertà di pensiero sembra apparente o comunque limitata. Da una parte, l'emozione è
imbrigliata per i limiti del mezzo, e perché quelle più profonde sono considerate
"inopportune" da pubblicare sullo stesso, contemporaneamente il
ragionamento è costretto a stare dentro i binari di un razionalismo
logico che cerca di evitare l'apertura verticale, verso l'alto e
verso lo spirituale, ma rimane nell'approfondimento orizzontale: tra
persona e persona, tra idea e idea o, se va male, tra ideologia ed
ideologia.<br /></p><p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><br />L'importanza
di sperimentare il dialogo con Dio, il "sentimento" di Dio, viene relegata a secondaria. 
</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><br />
</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">Da
una parte c'è l'impianto teologico di cui capirne i meccanismi, ma che non è sufficiente, dall'altra dovremmo di fatto esercitare una assunzione passiva della verità di fede, senza sperimentarla. Nel mezzo, la nostra "sete" di verità e di senso. <br />Ma nel mondo di oggi quando qualcosa non ci torna,
dobbiamo capirne di più. Ci corre in aiuto la risposta pronta, una
sorta di FAQ come può essere il <a href="http://www.vatican.va/archive/compendium_ccc/documents/archive_2005_compendium-ccc_it.html">compendio del Catechismo cattolico</a>:
ma questo può non bastare più. 
</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><br />
</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">Non è
solo una questione verbale: non è spiegando ad una persona un
concetto, che la persona lo accetta e lo vive come fede. Bisogna forse coniugare quell'aspetto intellettuale/logico con il nodo sentimentale
dell'uomo e con il suo rapporto con Cristo persona, che a quel punto si
favorisce la vera esperienza di dialogo. <br /></p><p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">Ed è qui che si confrontano le diverse visioni all'interno della Chiesa. C'è
chi ritiene questo passaggio inutile e sostiene che basta capire bene di cosa
stiamo parlando, per avere la "giusta" fede. Se non la si prova
"sentimentalmente", tanto peggio: l'importanza di averla capita
travalica ogni altra considerazione. L'essenziale è accettare il rito, la tradizione, i dogmi. Ma c'è una visione ancora più rigida e consiste nel ritenere ancora più importante non metterli mai in
discussione.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><br />
</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">Questo non
mi trova d'accordo. Non è tanto importante non mettere in
discussione i dogmi di fede, quanto capire il perché. Arrivare noi stessi a chiederci il
senso ed il significato della teologia cristiana è un passaggio a mio avviso propedeutico e quasi necessario per cogliere le motivazioni profonde del senso della fede, per
apprezzarne a pieno la sua forza e per trasmetterlo correttamente. Poiché abbiamo fin qui visto i limiti del razionalismo, solo con l'esperienza della relazione verticale con
Dio e del dialogo sincero e completo tra noi stessi e gli altri che
si può immaginare di invertire la tendenza al materialismo ed al
vuoto etico che sta incidendo nella civiltà umana più di ogni altro
cambiamento, incluso quello climatico. <br /></p><p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><br /></p><p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">Abbiamo perso la capacità di fare comunità e parlo
anche di quelle virtuali, che sembrano promettenti soltanto finché
non ci si imbatte proprio in questi temi spinosi (religione,
filosofia, umanesimo), di fronte ai quali tutto si appiattisce nel
sottofondo di una tecnologia dove il dialogo è subordinato ad un
permesso di accedere ad un profilo su <a href="http://facebook.com/">Facebook</a>, o ad un commento su
<a href="http://friendfeed.com/">Friendfeed</a>, o magari ai 160 caratteri di <a href="http://twitter.com/">Twitter</a>.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><br />
</p>]]>
        <![CDATA[<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">A livello
di difficoltà di impostare un sereno dialogo in rete, nessuno può dirsi estraneo,
neanche chi è credente. 
</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><br />
</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">Se da una
parte ci troviamo di fronte ad un "Ma ancora credi a
queste cose?", dall'altra abbiamo gli ultratradizionalisti del
"Guai a voi che non capite niente!". Assistiamo impotenti ad
un'estremizzazione delle posizioni che denuncia chiaramente la
mancanza di dialogo ed i danni sempre maggiori della cultura
di odio o di scherno dell'opposto pensatore, da qualsiasi parte essa venga. <br /></p><p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><br /></p><p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">Giorni fa mi sono
trovato a commentare un post (su <a href="http://wxre.splinder.com/post/20427067/Una+modesta+proposta">wXre</a>) in cui si criticava sarcasticamente un
editoriale di un padre Gesuita che apriva un confronto
sull'opportunità del sacerdozio per i preti. Alcuni commenti erano del tenore: "Scomunichiamolo! Ma ancora non l'hanno scomunicato? Ma
che fa il Papa?"    
</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><br />
</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">Come
cristiani siamo chiamati a credere all'indefettibilità della
Chiesa, non all'infallibilità. L'indefettibilità significa che
nonostante le povertà di cui essa è composta e dei limiti delle
persone che la compongono, permane e prevale lo Spirito di Cristo nel
suo percorso lungo la storia. Pertanto un vescovo potrebbe dire una
cosa fallibile, potrebbe sbagliarsi, perfino nell'esigere
un'obbedienza, ma se dopo aver esposto le istanze personali
contrarie alla richiesta fatta sono ancora chiamato ad obbedire,
sicuramente questa è la via maestra che mi garantisce di restare
nella volontà di Dio. E se tale obbedienza (basti non sia contro la
retta coscienza) fosse errata, Dio con la sua grazia mi salvaguarda.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"><br />
</p><p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">In tutto ciò, alcuni usano lo strumento del dialogo, altri usano "l'arma" del dialogo. Anche con le parole, infatti si può colpire usando
termini simili.</p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
La situazione attuale non è peggiore di altre epoche, con la
pluralità di mezzi di comunicazione e di dati in cui viviamo
immersi, ma la situazione è per altri versi molto sconfortante per
quanto riguarda il dialogo. Non molti ordini moderni sono maestri in
questo, e mi sembra che i Gesuiti e pochi altri siano rimasti gli unici dediti ad
una disciplina da cui traggono sostegno logico e morale per
affrontare le sfide dell'uomo contemporaneo con gli strumenti
intellettuali - e dove molto spesso vincono il confronto.<br /></p><p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">Invece,
capacità e strumenti di dialogo sembrano mancare del tutto
nei consessi clericali tradizionalisti in cui spesso si incorre nella
vita reale come su quella virtuale. Questo è assai meno naturale che
trovare le stesse mancanze anche nei gruppi anticlericali che sempre
più si dedicano all'attacco della "ortodossia" cattolica. Al
pari dei primi, ogni apertura al dialogo è marcata come eretica.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">Al di là
dello spiegare cosa è giusto e cosa è sbagliato, però, sembra non
interessare a nessuno fare una vera esperienza di fede, che non vuol
dire fare solo un "viaggio" spirituale o&nbsp; materiale, ma farlo soprattutto dentro noi stessi.</p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
Ed è l'importanza del dialogo, dentro e fuori di noi, un concetto
che non dovrebbe mai abbandonare le menti più illuminate: eppure
alcune personalità anche note del giornalismo e del mondo cattolico si affrettano talvolta a dire "<i>io con quello non ci
parlo perché non la pensa come me", </i>ed addirittura a fregiarsi
di tale errore talvolta drammatico. Il noto giornalista cattolico <a href="http://www.camillolangone.it/">Camillo Langone</a>, dalle colonne del Foglio, tempo fa, si divertiva a riferire dei suoi contatti di Facebook cancellati senza pietà solo perché qualcuno si iscriveva ad un gruppo ironico sul Vaticano.<br /></p><p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">La mancanza di dialogo è
subdola: porta l'uomo intellettualmente dotato a credere di essere
nel giusto ad attaccare violentemente chi non la pensa come lui, nel
nostro caso come i "veri cristiani". Dimenticando con troppa
facilità che i veri cristiani sono proprio quelli che dialogano:
Cristo è l'esempio al quale il cristiano si rifà, quel Cristo che
parlava con tutti,
convincendo o lasciando che le sue parole portassero frutto a tempo
debito. 
</p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
Potremmo dire che l'importanza del dialogo trae origine da tre
elementi: il dialogo tra noi stessi, il dialogo tra noi e gli altri
(soprattutto con quelli che non la pensano come noi), e perché tutto
ciò è propedeutico al vero dialogo, quello tra noi e Dio. Perché Dio all'inizio è molto probabile che non la pensa come noi, o per meglio esprimersi, noi non la pensiamo come lui. E' nel dialogo con lui, come con l'altro, che arriviamo a comprendere ed a comprenderci..</p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
<b>La difficoltà del dialogo</b></p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
Detto tutto ciò, chiunque si producesse in questo compito
riscontrerebbe subito un grave problema di fondo: il dialogo,
infatti, è oggi profondamente difficile con tutta una serie di
persone alle quali (con o senza colpa propria) la cultura odierna ha
trasmesso l'odio (perché di questo si tratta) verso la Chiesa, i
preti e tutto l'apparato ecclesiastico in genere. Non solo, e non
tanto, come un tempo si riteneva per vari motivi legati al potere ed
agli aspetti sociali e storici della religione: la maggioranza delle
persone, specialmente le generazioni che arrivano alla soglia dei 40
anni, ritiene oggi la Chiesa un arcaico apparato "resistente"
destinato a scomparire.</p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
La convinzione più diffusamente ascoltata, anzi, è che la fede come
la viviamo oggi sia un costrutto anacronistico ereditato dal passato
e legato in particolare alle strutture ecclesiastiche che ne
perpetuano la credenza da millenni. 
</p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
Scrive Giandomenico Mucci S.J. nel quaderno 3812 di "Civiltà
cattolica" (nell'articolo "<a href="http://laciviltacattolica.it/Quaderni/2009/3812/Articolo%20Mucci.html">Il
libro dell'Imitazione di Cristo</a>"):</p>
<p class="western" style="margin-left: 1.25cm; margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
<i>L'ambiente socioculturale incide notevolmente sull'educazione
religiosa. Ora, il nostro ambiente di inizio secolo resta segnato
ancora dai processi convergenti che si sono venuti affermando negli
ultimi secoli in Occidente. L'individualismo cerca di neutralizzare
le comunità di appartenenza. La massificazione impone comportamenti
e modi di vita standardizzati. La desacralizzazione lavora a imporre
i presunti vantaggi di un'interpretazione soltanto scientifica del
mondo. Dalla teoria della ragione strumentale si è passati alla
fiducia totale nell'efficienza della tecnica. Nonostante le crisi e
i reflussi, l'uomo si sente sostituto di Dio e, in larghi strati,
non ne avverte più la presenza.</i> 
</p>

<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
In una recente intervista da Fabio Fazio alla seguita trasmissione
"<i>Che tempo che fa</i>", il premio Nobel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rita_Levi-Montalcini">Rita Levi
Montalcini</a> ha spiegato al pubblico che questo "retaggio" fideistico
dell'uomo è legato alla parte limbica del sistema nervoso, quella
meno razionale e logica. Con il progredire della scienza e dello
sviluppo delle facoltà razionali, ovverossia dell'uso della parte
neocorticale del cervello, essa scomparirà naturalmente.</p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
Un'asserzione legata non più ad un'ideologia, ma ad un preciso
costrutto scientifico. Che lascia poco spazio al dialogo.</p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
In realtà il premio Nobel per la Medicina non ha detto una cosa nuova: David
Goleman in "<i><a href="http://www.ibs.it/code/9788817112994/goleman-daniel/intelligenza-emotiva">Intelligenza
emotiva</a>"</i> spiega bene la differenza tra la parte più
emotiva (il sistema limbico citato dalla centenaria ricercatrice)
contraddistinto dall'azione dell'amigdala, e la parte più razionale,
contraddistinta dall'azione dei lobi prefrontali (il sistema
neocorticale). Di fatto, però, le due parti <b>si relazionano e dialogano
continuamente</b>, nonostante la senatrice a vita auspichi che dalla
parte limbica (quelli che lei chiama i circuiti "arcaici")
in futuro non riceviamo più impulsi che evidentemente considera
indigesti: quelli sentimentali, e più in particolare fideistici. 
</p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
Di fronte ad una tale espressione di critica, la Chiesa cattolica
rischia di resistere nella cultura e nella politica sempre più in
"difesa", messa alle corde dalle leggi degli Stati e dalla
cultura scientifica dominante, fino a rimanere confinata agli
ambienti ultraconservatori e tradizionalisti più retrogradi, mentre
la fede cristiana sarà sempre più libera di essere interpretata ed
applicata come ognuno la ritiene più giusta... Con quali conseguenze
è facile immaginare: la fede "fai-da-te" è
infatti il peggior prodotto di questo ambiente ostile.</p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
Questo, di fatto, indipendentemente da cosa la Chiesa stessa farà o
dirà. Tendenza che è chiara già oggi anche al distratto
osservatore: qualsiasi cosa dica Benedetto XVI, che segue ovviamente la dottrina cristiana della Chiesa, viene attaccato. <br /></p><p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT"><b>In conclusione</b><br /></p>
<p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">
Il dialogo è in realtà possibile, ma solo a patto di saper usare
bene tutti gli strumenti intellettuali e la duttilità necessaria per
confrontarsi con le culture dominanti, e solo se si riesce a far
sperimentare che la fede non può abdicare dai suoi livelli
fondamentali di testa e di cuore. Chiunque voglia relegare il lato
emozionale della fede ad una struttura arcaica destinata a
scomparire, fa il gioco dello scientismo moderno.</p><p class="western" style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" lang="it-IT">Altresì, è necessaria l'onestà intellettuale e l'umiltà di comprendere appieno l'infinita magnificenza della natura umana e del mondo che ci circonda. Se qualcuno si chiede se l'intelligenza della natura sia un caso, è pronto a darsi una risposta di fede. Essa però non può più essere limitata ad un aspetto solo intellettuale o teologico.<br /></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">Il problema non riguarda più o non solo il rapporto
razionale con la nostra parte spirituale, ma anche quello sentimentale, perché è in
questo dialogo che si scopre, secondo la mia esperienza, il movimento
verticale verso Dio, e la contemplazione del suo amore. Alla fine, è solo con occhi nuovi che si osserverà tutto ciò che di bello vi è nel mondo, e nel profondo del cuore non ci si domanderà più se esiste un Dio, ma lo si ringrazierà.<br /></p>]]>
    </content>
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    <title>Benzine n.2</title>
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    <published>2009-05-01T23:05:02Z</published>
    <updated>2009-05-02T02:55:18Z</updated>

    <summary>Come scrissi sul primo post delle Benzine, per motivi lavorativi, ma anche oramai per un&apos;abitudine consolidata dai tempi del &quot;caro petrolio&quot;, conservo gli scontrini del distributore automatico (un &quot;Q8 Easy&quot;) da cui mi rifornisco abitualmente. Così, nel tempo, ho stilato...</summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[Come scrissi sul primo post delle <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2008/06/benzine.shtml">Benzine</a>, per motivi lavorativi, ma anche oramai per un'abitudine consolidata dai tempi del "caro petrolio", conservo gli scontrini del distributore automatico (un "Q8 Easy") da cui mi rifornisco abitualmente. Così, nel tempo, ho stilato un banale foglio elettronico dove riporto&nbsp; l'andamento del costo della benzina alla pompa in condizioni costanti (stesso fornitore, stessa tipologia di carburante, stessa città e distributore). <br />Così, un po' per curiosità, un po' per fare due conti anche sul consumo della Mini, ho verificato peraltro anche quanto il costo della benzina vari (in più) da luogo a luogo rispetto al distributore preso a riferimento. <br /><br />Da un'analisi spannometrica, secondo me se tutti facessero benzina dai sistemi automatici che fanno il prezzo migliore, un buon terzo degli impianti esistenti cesserebbe di avere clienti: ho trovato differenze anche di +20 centesimi a litro, ed ho visto persone fare benzina al distributore più caro quando a meno di un chilometro di distanza c'erano prezzi visibilmente più convenienti (a parità di servizio, ovviamente). Insomma, a volte trattasi di pigrizia pura. Non bisogna fermarsi alla prima pompa di benzina che si trova per strada, ma al distributore che fa il prezzo migliore e, magari, tornarci.<br /><br />L'ultimo post era di giugno 2008. Da Novembre 2007 a Giugno 2008 questo era il grafico:<br /><img src="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/grafico-benzina-verde1.jpg" /><br /><br />Ecco quindi&nbsp; l'aggiornamento ad un anno circa. Come si vede, da allora c'è stato un calo, che è stato ovviamente osservato da tutti (vi ricordate quando la benzina stava a un euro e mezzo al litro?). Attualmente siamo intorno a 1,14 euro nei "migliori distributori", mentre i peggiori arrivano fino a 1,29: da evitare. Questo prezzo comunque finora sembra reggere, da diversi mesi, complice anche la crisi. <br /><br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/05/benzine2-37.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/05/benzine2-37.shtml','popup','width=500,height=239,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/benzine2.png" alt="benzine2.png" class="mt-image-none" style="" width="500" height="239" /></a></span><br /><br />Dal grafico, si vede peraltro come il punto più basso di questi
ultimi 12 mesi sia stato toccato ad inizio gennaio di quest'anno,
quando la verde era scesa praticamente quasi a 1 euro per litro.<br /><br />In ogni caso fa sempre bene rileggersi l'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accisa#Un_esempio:_le_accise_sui_carburanti_in_Italia">incidenza delle accise</a> sul costo finale alla pompa, l'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benzina">andamento dei prezzi nell'Unione</a>, e ogni tanto tenere d'occhio l'<a href="http://www.osservaprezzi.it/livelli/carburante/prezzirilevati.asp">Osservatorio prezzi</a> diviso per regioni e tratte autostradali, dal Ministero per lo sviluppo economico.<br /><div><br /></div>]]>
        
    </content>
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    <title>European (Status) Symbol</title>
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    <id>tag:www.lucianogiustini.org,2009://1.1148</id>

    <published>2009-04-22T19:16:48Z</published>
    <updated>2009-04-23T12:10:34Z</updated>

    <summary>Come molti sanno, si avvicinano le elezioni per il Parlamento europeo, una vetrina ed un&apos;opportunità per molti personaggi della società italiana più o meno ferrati politicamente ed un&apos;occasione di voto unica nel suo genere:Nel 2009, le elezioni per il Parlamento...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
        <category term="Politica" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="elezioni" label="elezioni" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/04/Europaparlament-28.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/04/Europaparlament-28.shtml','popup','width=2878,height=1594,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/04/Europaparlament-thumb-480x265-28.jpg" alt="Europaparlament.jpg" class="mt-image-none" style="" width="480" height="265" /></a></span><br /><br />Come molti sanno, si avvicinano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_europee_del_2009">le elezioni per il Parlamento europeo</a>, una vetrina ed un'opportunità per molti personaggi della società italiana  più o meno ferrati politicamente ed un'occasione di voto unica nel suo genere:<br /><br /><div class="cite">Nel <b><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2009" title="2009">2009</a></b>, le <b>elezioni per il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_europeo" title="Parlamento europeo">Parlamento europeo</a></b> si terranno tra il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/4_giugno" title="4 giugno">4 giugno</a><sup title="^ a b http://www.walsall.gov.uk/european_nationals.pdf" id="cite_ref-UK_1-0" class="reference"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_europee_del_2009#cite_note-UK-1" title="">[2]</a></sup> e il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/7_giugno" title="7 giugno">7 giugno</a><sup title="^ http://www.setimes.com/cocoon/setimes/xhtml/en_GB/newsbriefs/setimes/newsbriefs/2008/04/04/nb-03" id="cite_ref-bulgaria_2-0" class="reference"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_europee_del_2009#cite_note-bulgaria-2" title="">[3]</a></sup> nei 27 stati dell'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_europea" title="Unione europea">Unione europea</a>; ogni stato sceglierà la data delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni" title="Elezioni" class="mw-redirect">elezioni</a> a seconda delle consuetudini proprie della nazione o secondo quanto stabilito dai singoli governi -- ad esempio, in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia" title="Italia">Italia</a> il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/6_giugno" title="6 giugno">6</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/7_giugno" title="7 giugno">7 giugno</a>, di sabato e domenica, come nel 2004 ma diversamente da quanto accaduto nelle più recenti elezioni<sup title="^ Interno.it: elezioni europee e amministrative il 6 e 7 giugno 2009" id="cite_ref-3" class="reference"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_europee_del_2009#cite_note-3" title="">[4]</a></sup>, mentre nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_Unito" title="Regno Unito">Regno Unito</a> il 4 giugno, di giovedì, come avviene solitamente<sup title="^ a b http://www.walsall.gov.uk/european_nationals.pdf" id="cite_ref-UK_1-1" class="reference"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_europee_del_2009#cite_note-UK-1" title="">[2]</a></sup>. 500 milioni di cittadini europei saranno rappresentati da 736<sup title="^ Il trattato di Nizza dà questo numero come tetto massimo di deputati, ma certi siti danno la cifra di 732, quella del giugno 2004, altri ancora 750/751 che è il numero massimo previsto dal trattato di Lisbona, non ancora ratificato. Nelle sue conclusioni, il Consiglio europeo degli 11 e 12 dicembre 2008 ha adottato il seguente testo: &quot;Nel caso in cui il trattato di Lisbona entrasse in vigore dopo l'elezione del Parlamento europeo di giugno 2009, delle misure provvisorie saranno adottate appena possibile per aumentare, fino al termine della legislatura 2009-2014, per i 12 Stati membri per cui era previsto l'aumento. Per cui questo numero passerà da 736 a 754 fino alla fine del 2014. L'obiettivo è che questa modifica entri in vigore nel 2010.&quot;" id="cite_ref-4" class="reference"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_europee_del_2009#cite_note-4" title="">[5]</a></sup> membri del Parlamento europeo con il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_proporzionale" title="Sistema proporzionale" class="mw-redirect">sistema proporzionale</a>, superando le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_europee_del_2004" title="Elezioni europee del 2004">elezioni del 2004</a> che furono le più grandi elezioni trans-nazionali della storia.</div>
<p><br /></p>Le elezioni sono anche un modo per ritrovare quelle "peculiarità" che credo solo in Italia abbiamo il "piacere" di veder dedicate anche ad ambiti europarlamentari.<br /><br />Alle precedenti elezioni politiche, infatti, e come sempre, c'erano già stati simboli strani o singolari, ma è alle Europee, un sistema proporzionale puro, che la fantasia dell'italiano dà il suo meglio per sfruttare ogni possibile voto utile, ammesso che lo sia realmente:<br /><br /><div class="cite">Ogni Paese è obbligato ad utilizzare il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_proporzionale" title="Sistema proporzionale" class="mw-redirect">sistema proporzionale</a> per designare i suoi delegati al Parlamento europeo, in linea coi <i>principi comuni</i> emanati nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2002" title="2002">2002</a> sulla base del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Amsterdam" title="Trattato di Amsterdam">trattato di Amsterdam</a> del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1997" title="1997">1997</a>. La legge italiana è stata modificata il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/20_febbraio" title="20 febbraio">20 febbraio</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2009" title="2009">2009</a>: prevede sempre il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_Hare" title="Metodo Hare">metodo Hare</a> ma con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Soglia_di_sbarramento" title="Soglia di sbarramento">soglia di sbarramento</a>
al 4% sul piano nazionale. Ogni elettore può esprimere non più di tre
preferenze. Il territorio italiano viene suddiviso in cinque
circoscrizioni a soli fini di candidature, essendo il riparto dei seggi
effettuato nel collegio unico nazionale. </div><br />Confrontando gli stemmi presentati ed accettati al Viminale nel 2008 ed in precedenti tornate elettorali e quelli per le <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/16/0557_Europee2009_deposito_contrassegni.pdf">elezioni di Giugno</a>, si notano infatti alcune new entry. A caso:<br /><br /><ul><li>SACRO ROMANO IMPERO LIBERALE CATTOLICO - GIURISTI DEL SACRO ROMANO<br />IMPERO CATTOLICO - MOVIMENTO EUROPEO LIBERAL CRISTIANO, GIUSTIZIA E LIBERTA' - ATUTTOCAMPO, NEL TEMPO E NELLO SPAZIO (scritto proprio così)<br /></li><li>Fronte dell'Uomo Qualunque (con l'immagine di un uomo stritolato da una pressa)</li><li>"Spirito del Tempo - www.youtube.it Zeitgeist non basta votare"</li></ul>Ed altre liste che in parte c'erano anche alle precedenti elezioni politiche o europee.<br /><br />]]>
        <![CDATA[C'è però una lista, anzi un'insieme di liste e di simboli, che ha
destato la mia curiosità, quasi teatrale (se non fossero le elezioni
europee una cosa seria, ovviamente), e sono quelle del <a href="http://www.comodo.it/canali/preservativo/news2/elezioni-europee-cirillo-deposita-il-simbolo-del-partito-dei-preservativi-gratis/">Dr. Cirillo</a>:<br /><br /><div class="cite">Con nomi e simboli depositati, è ufficialmente partita la corsa verso le Europee.
<p>Anche l'ormai&nbsp; noto Giuseppe Cirillo, sessuologo, autore di libri
sulla seduzione, fondatore del Partito dei preservativi Gratis, ha
presentato [4 simboli]: Italia dei Malori; Italiani poca cosa...?; Donne
insoddisfatte e incomprese; Preservativi gratis; Partito impotenti
esistenziali.</p>
<p>Il Dr. Cirillo, salernitano, 45 anni, con il partito Preservativi
gratis si era già presentato 4 volte a consultazioni elettorali, poi
alle scorse politiche 2008 depositò anche il contrassegno degli
Impotenti esistenziali che&nbsp; è diventato anche il titolo di un film, in
cui Cirillo interpreta uno psicologo specializzato in sessuologia e
recita assieme a Tinto Brass nei panni del regista erotico, cioè di se
stesso.</p></div>Insomma, comunque vada l'italiano medio non potrà certo lamentare una mancanza di rappresentatività. <br /><br />Resta da capire quanto questa sia reale ed utile. Al di là di liste estemporanee, o che contribuiscono solo in minima parte all'agone politico, va infatti ribadito che questo sistema di voto porta ad una proiezione abbastanza lineare delle scelte politiche degli italiani: tanti voti, tante preferenze, niente premi di maggioranza. <br /><br />E' dunque molto importante, forse più delle altre elezioni politiche, la scelta del voto perché da questo si potrà poi valutare il peso di ogni singolo partito o soggetto politico che è rappresentato in Italia e che vorrà poi avere un successivo "peso" nelle decisioni e nelle coalizioni che si formeranno nel futuro. <br /><br />In un sistema democratico, naturalmente il voto è l'atomo elementare che contribuisce al successo o meno di un'idea, ed è anche ampiamente imperfetto, ma è il sistema comunque "migliore possibile", rispetto agli altri metodi di governo. &nbsp; <br />]]>
    </content>
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    <title>Fakebook</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/04/fakebook.shtml" />
    <id>tag:www.lucianogiustini.org,2009://1.1147</id>

    <published>2009-04-15T23:20:50Z</published>
    <updated>2009-04-20T14:16:35Z</updated>

    <summary>(pic from The Wall by Matt)Siete sicuri che la persona con la quale state scambiando sensazioni, emozioni, pensieri, e informazioni in questo momento su Facebook sia veramente chi dice di essere? Certo, perché probabilmente domani la incontrerete al lavoro, o...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/04/cPdujhl8Pk00flxdchVOyHmdo1_500-25.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/04/cPdujhl8Pk00flxdchVOyHmdo1_500-25.shtml','popup','width=500,height=638,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/04/cPdujhl8Pk00flxdchVOyHmdo1_500-thumb-300x382-25.jpg" alt="fakebook-tree_500.jpg" class="mt-image-none" style="" height="280" /></a></span><br /><font style="font-size: 0.8em;">(pic from <a href="http://thewall.matt.am/">The Wall by Matt</a>)</font><br /><br />Siete sicuri che la persona con la quale state scambiando sensazioni, emozioni, pensieri, e informazioni in questo momento su <a href="http://facebook.com/">Facebook</a> sia veramente chi dice di essere? Certo, perché probabilmente domani la incontrerete al lavoro, o a casa, o la sera in compagnia di amici, o vi telefonerete..<br /><br />Ma quante delle vostre amicizie su Facebook sono persone conosciute realmente?<br /><br />Secondo alcune stime sul social network oramai in <a href="http://massimorusso.blog.kataweb.it/cablogrammi/2009/02/13/facebook-italia/">crescita esponenziale</a>, ed al di là delle considerazioni <a href="http://www.huffingtonpost.com/kari-henley/are-facebook-friends-real_b_180204.html">sociali dell'amicizia facebookiana</a>, in media solo poco più della metà delle persone contenute nei contatti fa parte del giro di amicizie "reali". La restante parte, molto corposa, è composta da "amici" che non si conoscono fisicamente. Niente di nuovo: basta pensare ai blog, nei quali questa percentuale è molto più alta. Nei diari online, infatti, si scrivono tutti i giorni sensazioni, emozioni, pensieri e dati e, spesso, non sappiamo neanche chi li legge. Almeno, si dirà, su Facebook si ha un'idea di chi ci frequenta.<br /><br />Non sempre è così. Innanzitutto, Facebook è un sistema proprietario, nel quale non si può disporre neanche dei dati di accesso al proprio profilo (cosa che invece è disponibile per oramai qualsiasi blog, o sito personale sul Web), è anche vero che se si eccettuano i profili più noti che ormai sono presidiati dai veri autori che ne utilizzano i dati (e attori e attrici famose hanno decine di profili "ufficiali" dei quali quello vero, quasi sempre, è invisibile), recentemente la moda di creare profili con false identità ("<i>fake</i>", dall'inglese falso) perfettamente simili a quelle reali sta diventando crescente di pari passo col successo di Facebook. <br /><br />Intendiamoci, dietro queste identità c'è ovviamente una (o più) persona in carne ed ossa, ma l'aspetto negativo è che pensiamo di comunicare con una persona e invece stiamo comunicando con un'altra, che può essere un uomo, una donna, un giornalista in cerca di informazioni, uno stalker, uno <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=54400&amp;sez=HOME_INITALIA">007</a>... <br /><br />Il problema è che Facebook, al pari di qualsiasi altro social network, non ha un sistema di controllo della reale identità di chi si iscrive (al di là della verifica di un numero cellulare, peraltro non obbligatoria). I controlli e le relative contromisure vengono prese solamente nel caso di personaggi famosi, e spesso solo quando questi lo segnalano. Le fan page simili a profili sono nate anche a causa di ciò: in fondo, un ovvio escamotage per evitare il furto di identità famose - una fan page fasulla si scoprirebbe subito. <br /><br />Ma per gli altri?<br /><br />Recentemente è capitato su Facebook il caso di una ragazza
che si è presentata come una cattolica praticante molto legata ai culti
tradizionali. In pochissimo tempo si è creata un'ottima reputazione tra
i gruppi tradizionalisti, è intervenuta con note autoriali, alcune
anche intelligenti e profonde, ha messo una foto graziosa, ha
pubblicato diverse immagini che la ritraevano in momenti di vita vissuta.
Tutto estremamente credibile, e forse anche vero.<br />
Per estendere rapidamente la sua rete
di contatti su Facebook, ha utilizzato il metodo delle amicizie in
comune. Spesso, se si chiedeva alla persona in oggetto "La
conosci?" questa rispondeva "No, ma ho visto che era amica con te, ed
ho accettato". Apparentemente, nessuno in realtà l'aveva mai conosciuta di persona. Ad
un certo punto, all'improvviso, il suo profilo è scomparso, e le indagini sui motivi sono ancora in corso.<div><br />Al di là del singolo caso, è interessante notare quanto il metodo della reputazione sia utilizzabile e ampiamente sfruttabile su Facebook. La reputazione è una delle cose
più importanti da ché esistono le comunità umane, e c'è da sempre anche
su Internet, ma si potrebbe dire che da quando ci sono i social network
essa è divenuta ancora più importante.<br /><br /></div>]]>
        <![CDATA[<br />Quando si ha a che fare
con uno sconosciuto, una persona che vuole approfondire
una conoscenza, noi richiediamo inconsciamente una base di informazioni: nella
vita reale, si inizia dall'aspetto fisico (benché stentiamo a
riconoscerlo, è sempre il principale elemento di valutazione) e poi si
prosegue con la conoscenza verbale, intellettuale ed eventualmente
confidenziale. <br />
Il fattore più importante, però, rimane la reputazione: se vi è uno o
più amici che reputano positivamente o negativamente la persona, questo elemento
ci influenzerà, spesso più di quanto ce ne possiamo rendere conto..<br /><br />
Nel mondo virtuale, non c'è la fase fisicamente detta, ma vi è un
approccio simile, creato con i dati che quella persona ci mette a
disposizione: foto, informazioni, preferenze, ecc. Questo è il motivo
dell'enorme successo di Facebook: la promessa di serietà data dalla
presenza di profli "reali" esprime il bisogno di contatto con una
persona corrispondente in carne ed ossa. Niente più nickname e foto
poco realistiche, niente informazioni scarne e poco credibili di
personaggi conosciuti chissà come. Su Facebook c'è nome e cognome, data
di nascita, orientamento politico, credo religioso, situazione
sentimentale, eventualmente indirizzo, posto di lavoro, università,
interessi, fatti personali, amicizie, simpatie, ecc.<br /><br />Quello che
accomuna le due situazioni è l'indice di reputazione posseduto dalla
persona. Un indice non calcolabile, (non come il "pagerank" di Google,
ma simile) costituito dall'insieme di amicizie in comune e di
informazioni disponibili sul conto di questa persona. Questo indice
spesso viene utilizzato inconsciamente per creare nuove relazioni.
Bastano un paio di esempi per renderci conto della sua funzione:<br /><br />1)
Una persona sconosciuta vi chiede amicizia. Vedete che tra questa e voi
ci sono 27 amici in comune. Ne deducete che è&nbsp; "del giro" (di qualunque
giro), in altre parole il suo indice di affidabilità reputazionale è
dato dal fatto che altre 27 persone che voi conoscete, facenti parte di
un determinato ambito, hanno reputato questa persona a sua volta
affidabile. <br /><br />2) Un persona sconosciuta vi chiede amicizia, ma è
un nome "noto". Non lo avete mai visto di persona, ma è molto attivo su
Internet, è seguito da molte persone, ha un sito gradevole e scrive cose sensate: valutate come
alto il suo indice reputazionale. <br /><br />In
nessuno dei due casi, probabilmente, avrete sbagliato, aggiungendo
nella vostra cerchia di amici due persone che potrebbero essere
interessanti da conoscere, e con le quali intrecciare uno scambio
costruttivo di idee o di sensazioni. <br /><br />Ma cosa accadrebbe se una
persona studiasse a tavolino la costruzione di un indice reputazionale?
Inizialmente non ce ne accorgeremmo, perchè il metodo della reputazione
è automatico. L'unico argine, in effetti, è quello di applicare di
volta in volta il meccanismo che useremmo nella vita reale, constatando
l'effettiva reputazione di una persona che ci chiede amicizia. Il più
delle volte è un meccanismo positivo, perché consente di entrare in
contatto con persone che utilizzano l'indice reputazionale di un amico
fidato. <br /><br />Ma nella restante parte dei casi se quella amicizia di
persona non l'avete mai conosciuta, e neanche i vostri amici reali lo
hanno mai fatto, i dati di cui disponete sono solo quelli che quel
soggetto vi mette a disposizione.<br /><br />Potrebbe essere il momento di
rimettere in funzione il metodo reputazionale, ed ottenere più
informazioni sulle amicizie virtuali: iniziate a conoscere meglio il
vostro vicino di profilo, il villaggio globale serve a questo.<br />
<br />
<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mark_Zuckerberg">Marck Zuckerberg</a>, il fondatore di Facebook ha detto una volta: "<i>su Facebook non dite nulla di voi che non direste a un perfetto sconosciuto sull'autobus</i>".]]>
    </content>
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    <title>Angeli e demoni in Abruzzo</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/04/angeli_e_demoni_in_abruzzo.shtml" />
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    <published>2009-04-11T21:01:18Z</published>
    <updated>2009-04-12T23:07:49Z</updated>

    <summary>Il terremoto l&apos;ha voluto nostro Signore. E il Papa doveva andare subito, non &quot;appena possibile&quot;. Anche di fronte alla sciagura del terremoto in Abruzzo non c&apos;è tregua per gli sciacalli del pensiero antireligioso. Un&apos;ingenuità di Padre Livio di Radio Maria...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
        <category term="Eventi" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="abruzzo" label="abruzzo" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="cristiani" label="cristiani" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/04/abruzzo-22.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/04/abruzzo-22.shtml','popup','width=496,height=457,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/04/abruzzo-thumb-500x460-22.png" alt="abruzzo.png" class="mt-image-none" style="" width="500" height="460" /></a></span><br /><br />Il <a href="http://antonellab.tumblr.com/post/94471319/radio-maria-il-terremoto-lha-voluto-nostro">terremoto l'ha voluto nostro Signore</a>. E il Papa <a href="http://www.fratelliditalia.eu/2009/04/08/appena-possibile/">doveva andare subito</a>, non "<i>appena possibile"</i>. <br /><br />Anche di fronte alla sciagura del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_dell%27Aquila_del_2009">terremoto in Abruzzo</a> non c'è tregua per gli sciacalli del pensiero antireligioso. Un'ingenuità di Padre Livio di Radio Maria ed un'attenzione del Papa ai tempi della macchina logistica della Protezione civile, sono ancora una volta una giustificazione per un assalto all'arma bianca al credo cristiano. <br /><br />Ignoranza o confusione, non lo so, non voglio sempre pensar male. Ma di sicuro non sembra esserci più una cultura cristiana che ci era propria e che sembra persa nei meandri del pensiero comune.&nbsp; <br /><br />Dio non vuole il male: Dio permette il male. Sono due concetti molto differenti, per un credente ma anche per un non credente. Non credo sia difficile da comprendere, credo però che sia difficile da accettare, per entrambe le categorie. E' il mistero della fede, che esige rispetto, più che polemica, ed implica l'accettazione del principio di libertà che Dio ha lasciato agli uomini. <br /><br />D'altronde sono due piani diversi, anche se fortemente collegati,&nbsp; uno a livello della propria vita razionale, l'altro a livello spirituale e religioso. Il raziocinio non esclude la fede, ma la deve lasciar penetrare nelle profondità del proprio essere e sentire, scorrere nelle vene come un fluido di vita. Se si rimane ancorati alle logiche e soprattutto alle categorie umane, si rimane un passo indietro, tristemente fermi sulla soglia.<br /><br />Dio trasforma il male (dell'uomo) in bene. Non è stato Dio a mandare il terremoto, come non è stato Dio a costruire male le case. Non è volontà di Dio il soffrire, ma lo è accettare la sofferenza e volgerla al bene, elaborarla ed infine per l'uomo contemplarla, come sofferenza che per prima è stata inflitta al suo figlio, Gesù Cristo, duemila anni fa e che ancora oggi, di cui proprio a Pasqua <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Triduo_Pasquale">si ricorda l'evento</a>, si ripete ogni giorno.<br /><br /><i>"Mi sono chiesto poco fa perché il Papa non sia andato ai funerali, e hanno appena detto che andrà quando la sua presenza non sarà di disturbo. E penso che abbia ragione. A volte si fa bene ad aspettare a giudicare"</i>, scrive <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1644115015">Marco Marinacci</a> (direttore storico di MCmicrocomputer) sul suo profilo Facebook, mostrando buon senso. <br /><br />Bisogna ancora spiegare che il papa non sta ai tempi degli altri, che a
differenza di Roma (Pio XII che andò a S.Lorenzo..), non è vescovo dell'Aquila, che la Chiesa segue
altre logiche che non quelle meramente terrene, e che a volte la
preghiera serve più della presenza mediatica sul posto? <br />Seguono alcuni commenti: <i>"Grande onore e anche un concreto alito di sollievo, forse, per gli
sfortunati del luogo, ma generazione sicura di ulteriore caos
all'ennesima potenza: proprio quello che non ci sarebbe voluto oggi...", </i>con gli "angeli" al lavoro.<br /><br />]]>
        <![CDATA[Gli angeli, già.. gli angeli sono stati tanti, come i volontari, i <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_11/vigile_fuoco_francesco_alberti_bb37f026-2672-11de-ba4e-00144f02aabc.shtml">Vigili del Fuoco</a> instancabili, tutti i tanti straordinari uomini e donne che nel loro piccolo o nel grande hanno dato il massimo.<br /><br />Che non sono riusciti a strappare dalla morte le centinaia di persone
rimaste sotto le macerie, mentre provano a supportare nella
disperazione le migliaia di persone rimaste senza una casa. Che non
riescono a spiegarsi le cause non del crollo delle vecchie case del
centro storico ma delle case costruite negli anni '80 e '90 che
avrebbero dovuto adottare criteri (e materiali) antisismici. Invece, materiali scadenti,
metodi costruttivi inadeguati: sulle responsabilità di molti crolli - che
c'è da scommettere non sono frutto del caso o di un Dio biricchino -
dovrà ora <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_11/inchiesta_sisma_perizie_257ad5e2-26b0-11de-ba4e-00144f02aabc.shtml">indagare</a> la magistratura.<br /><br />Eppure anche su questo
c'è stato chi ha approfittato per fare polemica sull'operato della
protezione civile e del governo: il solito <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=343188&amp;START=0&amp;2col=">Santoro</a>. Scrive <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_11/grasso_santoro_4a4c7d80-2660-11de-ba4e-00144f02aabc.shtml">Aldo Grasso</a> dalle colonne del Corriere: <br /><div class="cite">I morti non lo fermano, la commozione non lo trattiene. Se ha
in mente una tesi, che tesi sia. La tesi era che bisognava comunque
attaccare la Protezione civile, specialmente Guido Bertolaso, i Vigili
del Fuoco, la comunità scientifica che non ha dato ascolto agli
avvertimenti di Giampaolo Giuliani, gli amministratori locali, il ponte
sullo Stretto, Berlusconi, il governo..</div><br />La segnalazione della <a href="http://www.google.it/landing/terremoto_abruzzo.html">pagina Google</a> dedicata al terremoto in Abruzzo, chiude questo post. 
<br /><br />E' Pasqua, il giorno in cui i cristiani ricordano la <a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/20260">resurrezione</a> del figlio di Dio: colui che assumendo su di sé tutto il male del mondo, ha salvato tutti. <br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">PS. La foto di apertura si riferisce alla volta della <a href="http://www.flickr.com/photos/momo83/2807410564/">chiesa delle anime sante</a>, che oramai è quasi crollata, che è stata chiamata
dai giornalisti in mille modi, <i>delle anime perse, basilica, chiesa delle salme</i>, insomma avranno avuto altro su cui piangere queste povere anime del Purgatorio..<br /></font><br />]]>
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    <title>La Domenica del Blogger n.77</title>
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    <published>2009-03-29T15:55:39Z</published>
    <updated>2009-03-29T20:13:19Z</updated>

    <summary>Riprendo una rubrica a me cara, che era ferma al 2005. Volevo chiamarla &quot;Il sabato del villaggio (globale)&quot; pur non essendo relativamente troppo autoreferenziale, ma poiché è questo titolo a comparire nei post più vecchi manteniamo la compatibilità all&apos;indietro, tanto...</summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <category term="Il sabato del villaggio (globale)" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
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        <![CDATA[Riprendo una rubrica a me cara, che era ferma al 2005. Volevo chiamarla "Il sabato del villaggio (globale)" pur non essendo relativamente troppo autoreferenziale, ma poiché è questo titolo a comparire nei post più vecchi manteniamo la compatibilità all'indietro, tanto cara agli informatici. In compenso si è creata una nuova sub-categoria. <br /><br />I miei duecentottantaquattro lettori giornalieri, media di <a href="http://lloogg.com/">Lloogg</a> (altre statistiche per ora non ne ho guardate. D'altronde non è un tema che mi appassiona, sul serio, ho Google analytics da anni sul sito e non sono mai andato oltre l'homepage), troveranno un post del sabato del villaggio scritto di domenica, insomma.&nbsp; Un post finesettimanale, certamente non all'altezza di quelli del mio amico <a href="http://giuseppesbardella.blogspot.com/">Giuseppe</a> che invia brevi pensieri richiamando alla riflessione con i suoi post intitolati "<a href="http://giuseppesbardella.blogspot.com/search/label/Buona%20settimana">Buona settimana</a>". <br />Io tuttalpiù vi aggiorno su cosa m'è capitato di leggere nella rete e su cosa è cambiato (se è cambiato) da queste parti..<br /><br />Cominciamo da qui. La <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/documents/miniguida">miniguida</a> su come aprire un blog è stata aggiornata, specialmente la <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/documents/miniguida/tabella">tabella</a> dei servizi blog: è sempre richiestissima ed è un post da cui molti prendono spunto per aprire un blog: mi fa piacere. Recentemente un contatto su Facebook mi ha detto che, per via di Facebook stesso, tenere aperti i blog fra pochi mesi non avrà più senso. La trovo un'affermazione abbastanza senza senso e da parvenu della telematica. Vedremo...<br /><br /><div style="width: 490px; text-align: left;" id="__ss_733170"><a style="margin: 12px 0pt 3px; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; display: block; text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/Silkcharm/social-media-marketing-campaign-presentation?type=presentation" title="Social Media Marketing Campaign">Social Media Marketing Campaign</a><object style="margin: 0px;" width="490" height="409"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=social-media-campaign-1226120585320066-8&amp;stripped_title=social-media-marketing-campaign-presentation" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=social-media-campaign-1226120585320066-8&amp;stripped_title=social-media-marketing-campaign-presentation" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="490" height="409"></object><div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/Silkcharm">Laurel Papworth</a>.</div></div><br />Un'<a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/03/blogger-2973684461_8ecfb1dd10_b-19.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/03/blogger-2973684461_8ecfb1dd10_b-19.shtml','popup','width=1024,height=720,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false">immagine</a> vale più di molte parole, molto più una serie di slide. <a href="http://www.slideshare.net/Silkcharm/social-media-marketing-campaign-presentation">Qui</a> una ricerca sul Social media marketing condotta in Australia che mi sembra molto esplicativa sulla vita digitale di un cittadino "telematico" oggi. C'è quasi tutto. E quasi tutto è collegato. Parola d'ordine: utilizzare al meglio ogni strumento e non farsi usare da essi. La persona è al centro..<br /><br />C'è una società italiana che ultimamente naviga in <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/10305/il-crollo-di-tiscali-a-piazza-affari-40/">pessime</a> acque. In compenso c'è una buona notizia: Renato Soru <a href="http://www.oneadsl.it/23/03/2009/renato-soru-torna-alla-guida-di-tiscali/">torna a guidare Tiscali</a>
facendo quello che, forse, gli riesce meglio o gli piace di più (e
spesso le due cose vanno a braccetto). Senza giudicare il suo operato
politico, ma la passione è passione.<br />&nbsp;<br />Infine, si parla molto del fine vita. No, non mi addentro in questioni etiche che porterebbero via molto spazio e tempo, e sulle quali comunque i suindicati lettori sanno come la penso, quanto alla fine del ciclo di vita di un pc. Nel suo blog, Luigi esamina la l'<a href="http://studiolegaledevaleri.blogspot.com/2009/03/privacy-computer-da-eliminare-e-dati.html">eliminazione dei dati&nbsp;</a> di un pc<a href="http://studiolegaledevaleri.blogspot.com/2009/03/privacy-computer-da-eliminare-e-dati.html"></a> da un punto di vista (anche) legale, dando diversi punti di riflessione per chi conserva dati di una certa importanza o interesse.<br /><div></div>]]>
        
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    <title>Le 10 cose che un papa non dovrebbe mai dire</title>
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    <id>tag:www.lucianogiustini.org,2009://1.1133</id>

    <published>2009-03-20T11:09:41Z</published>
    <updated>2009-04-09T18:39:58Z</updated>

    <summary>Per i lettori distratti, si fa presente che il post è ironico.La cultura moderna, rigorosa nel suo procedere, credo stia dimostrando che è giunto il momento anche per i cattolici di ammettere che il Papa, pur nella sua indiscutibile autorità...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
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    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[<font style="font-size: 0.8em;">Per i lettori distratti, si fa presente che il post è ironico.<br /></font><br />La cultura moderna, rigorosa nel suo procedere, credo stia
dimostrando che è giunto il momento anche per i cattolici di ammettere che
il Papa, pur nella sua indiscutibile autorità religiosa, dovrebbe
smetterla di affermare cose che ultimamente non hanno più alcun senso. Nell'era della
tecnologia e della scienza, dubitare delle certezze morali e di etica
raggiunte dall'uomo in ogni angolo del mondo, che lo rendono libero e
felice, è anacronistico. In particolare:<br />
<br />1.&nbsp; <b>Non avrai altro Dio fuori di me.</b><br />
E' chiaramente indifendibile. Le persone oramai hanno diritto a crearsi
dentro di sé un Dio personale, a propria immagine e somiglianza. Credere che ne esista uno di fuori che affermi sempre le stesse cose
da millenni è una posizione scomoda e sostanzialmente fuori dal tempo. <br />
<br />
2. <b>Non nominare il nome di Dio invano.</b><br />
Difficilmente condivisibile. Lo stesso Papa lo deve nominare molte
volte! Le signore perbene poi dicono in continuazione "Mio Dio" quando
si incontrano, per rendere più brillante la conversazione, per
apprezzare il nuovo taglio di capelli o commentare le notizie di
cronaca. Ultimamente la Citroen ha provato a sdrammatizzare la
controversia con "Oh My Gold", una C3 sponsorizzata da D&amp;G,
ottenendo un buon successo di vendita.<br />
<br />
3. <b>Ricordati di santificare le feste.</b><br />
In tempi di crisi, la festa del lavoro (che peraltro consente un bel
giorno di ferie pieno, per chi ce l'ha, un lavoro), e la festa della donna hanno la priorità. E
anche la festa del papà, della mamma, di S.Valentino, delle forze armate, della liberazione, etc.
hanno un alto valore simbolico. Natale invece è diventato così consumistico..e non parliamo della
Pasqua! Diciamo la verità, è così noioso andare a messa, che
sinceramente ricordarsene pure.. Se capita, forse..per far contento il
parroco. Come, ogni domenica, siamo matti? <br />
<br />
4. <b>Onora il padre e la madre.</b><br />
Mio Dio (vedi punto 2), che significato hanno queste parole dentro di
me nel XXI secolo? Non deve certo dirmelo qualche papa che i miei mi
vogliono bene e che li devo sopportare ("onorare"?, ma in che anno
vivi?). Certo, rompono, è chiaro, ma qualche volta mi aiutano, mi danno
dei soldi, un tetto dove dormire, e cibo e acqua fino a che non muoio
(beh, alcune leggi forse cambieranno questo aspetto). Ultimamente Telecom e Tim han provato a sdrammatizzare il ruolo del padre che rompe o è stupido, con alcune pubblicità di sottile ironia, ottenendo un buon successo di vendita.<br />
<br />
5. <b>Non uccidere.</b><br />
Senza dubbio inapplicabile nel moderno contesto in cui siamo portati a
vivere. Un tempo si uccideva per molto meno, mentre nella liberale
civiltà in cui viviamo, scevra da qualsiasi ideologia, l'uccisione è
limitata a pochi ed ben definiti casi che vengono reputati giusti da
consessi di persone logiche e razionali, dopo un ampio dibattito. No, i feti non possono partecipare al dibattito per ovvi motivi.
Dopodiché si procede ad uccidere liberi da pregiudizi e rimorsi di
sorta. Pazzi a parte che sparano nelle scuole o uccidono i genitori (vedi punto 4), beninteso.<br /><br />6. <b>Non commettere atti impuri.</b><br />
Questa non sarebbe neanche da commentare. Il sesso come liberazione da qualsiasi <br />imposizione religiosa e morale, è una
conquista recente
alla quale è impensabile rinunciare. Sembra evidente che tutti possano
fare sesso con tutti al di là di
qualsiasi impegno (non parliamo di matrimonio) e che questo non
comporta alcuna conseguenza. Recenti scoperte dimostrano anzi che ciò
libera il proprio io
profondo facendo scoprire il vero amore, possibile solo cambiando partner con una certa frequenza. Solo un papa può credere
ancora
che certi problemi dell'uomo e dell'amore si
possano risolvere e scoprire nella fedeltà o nella castità: eresie da medioevo. E che un papa
si metta a dire le stesse cose che diceva un suo predecessore, o un
altro predecessore, o uno qualsiasi di quelli che l'hanno preceduto, è proprio incredibile. Ogni volta è una sorpresa!<br />
<br />]]>
        <![CDATA[<br />
7. <b>Non rubare</b><br />
Ma che c'è bisogno di un papa per ribadire un concetto così elementare?
Non abbiamo già la nostra etica che ci impedisce di cadere in
così basse tentazioni? I cattolici non lo ammetteranno mai, perché i
tanti manager che dirigono le banche e le società finanziarie sono
persone che fanno molto sesso. Non si è
trovata correlazione tra le due cose, è vero, ma è questione di tempo: viene quasi voglia di riproporre titoli tossici a tutti i cattolici che depositano i propri risparmi.<br /><br />8. <b>Non dire falsa testimonianza.</b><br />Questa tendenza del papa di insistere sulla verità, è a tratti fastidiosa, quando non impossibile da realizzare concretamente. Senza tacere del fatto che la vera ingenuità è proprio riferire tutto. Il rispetto umano è così importante che non c'è Dio che tenga, se si devono dire falsità sul prossimo bisogna farlo! E' per il suo bene!<br /><br />9. <b>Non desiderare la donna d'altri.</b><br />

Chi, quella gran gnocca della Ubalda? E chi è quello, il suo padrone? Certo che ce ne vuole per affermare queste sciocchezze da trogloditi. Se a me piace la donna o l'uomo di un mio amico o amica, le recenti teorie psicologiche dimostrano invece il contrario: va data voce al proprio inconscio e urlare finalmente in faccia al caro competitor che vogliamo fare sesso (vedi punto 6) con la sua bella. Magari lei ci sta. D'altronde c'è pure il proverbio di saggezza popolare: "in amore e in guerra tutto è permesso". Saggissimo. <br /><br />10. <b>Non desiderare la roba d'altri.</b><br />Suvvia, se diciamo che chi si appropria indebitamente della proprietà altrui lo fa solo in nome di un esproprio popolare che trova le sue radici nella lotta di classe, ideologia che se ben compresa è sempreverde, come non possiamo riposizionare l'invidia e l'avidità come categorie superate dalle quali prendere le giuste distanze? Cercare di ottenere le cose che un altro ha a volte sembra sacrosanto. Magari di uno che ci sta sulle scatole.<br /><br />(<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dieci_comandamenti">fonte</a>)<br /><br />Post Scriptum. Se il lettore non ha compreso l'ironia del post, non è colpa mia, o forse si.<br />
<div class="post-updates">Link consigliati</div>
<a href="http://www.et-et.it/articoli/2009/2009_03_23.html">Ma per Benedetto la vera urgenza è la fede</a>, di Vittorio Messori (23/09/09, Corriere della Sera)]]>
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    <title>Sento puzza di zolfo, diceva Paolo VI</title>
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    <published>2009-03-16T21:29:10Z</published>
    <updated>2009-03-17T16:25:14Z</updated>

    <summary>Mi è stato detto che seguire con attenzione le notizie raggiungibili mediante l&apos;internet avrebbe dato la possibilità di venir tempestivamente a conoscenza del problema. Ne traggo la lezione che in futuro nella Santa Sede dovremo prestar più attenzione a quella...</summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <![CDATA[<div class="quote">Mi è stato detto che seguire con attenzione le
notizie raggiungibili mediante l'internet avrebbe dato la possibilità
di venir tempestivamente a conoscenza del problema. Ne traggo la
lezione che in futuro nella Santa Sede dovremo prestar più attenzione a
quella fonte di notizie. <br /><a href="http://www.zenit.org/article-17494?l=italian"><font style="font-size: 0.8em;">(Benedetto XVI, Lettera ai Vescovi, 12 marzo 2009)</font></a></div>

<br />La grandezza di un uomo si basa anche sulla capacità che ha di cambiare idea. Figuriamoci se si tratta di un papa. Ma questo è solo un aspetto del discorso. Secondo una corrente di pensiero molto di moda in questi tempi, dentro e fuori le sacre stanze, Ratzinger risulterebbe come papa reazionario e conservatore, anzi peggio: restauratore. Una persona molto distante dal sentire comune, impermeabile alle potenzialità dell'era digitale, lontano dall'uomo della strada e dai problemi della vita quotidiana.<br /><br />E' evidente a tutti, il difficile ruolo svolto dalla Chiesa in questo
momento storico. Di una cosa, tuttavia, pochi si rendono conto: il  pontificato di Ratzinger sta imprimendo segni di cambiamento come mai se ne erano visti prima.. Una persona molto distante dai pensieri della vita quotidiana non scriverebbe mai "traggo la lezione", e soprattutto una persona che vivesse nell'utopica idea di una restaurazione non scriverebbe mai una lettera come quella che Benedetto XVI ha inviato ai vescovi di tutto il mondo, <a href="http://www.zenit.org/article-17494?l=italian">lettera</a> che invito a leggere con attenzione.<br /><br />Qui mi piace porre l'attenzione su due elementi che ho trovato interessanti.<br /><br />Uno risuona molto importante per la sensibilità di un cattolico, ed è il passaggio - sopra citato - nel quale il papa non solo non incolpa nessuno della confusa vicenda della <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/01/lefebvre_2009.shtml">revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani</a>, ma ammette di aver trascurato un canale, Internet, sul quale i suddetti vescovi, in particolare Williamson, imperversavano con interviste negazioniste ed altre amenità del genere. Questo passaggio pone da una parte una continuità con la lungimirante apertura che già ebbe Giovanni Paolo II molti anni fa riguardo alla rete, ma soprattutto si richiama a quell'importantissimo messaggio pronunciato da Ratzinger nello scorso Gennaio che afferma  "<a href="http://www.personaefuturo.it/2009/03/10/il-web-e-un-dono-di-dio.shtml">Il Web è un dono di Dio</a>", che sposta il baricentro dell'azione del popolo cristiano in modo molto netto e preciso a favore di Internet, risultando come invito e sprono per i cattolici ad impegnarsi ed a informarsi nella rete, impegno che fa perfino suo. <br /><br />Il secondo elemento è che, proprio quella vicenda ha messo in luce come
le critiche più dolorose e feroci non siano venute dal popolo
cristiano, pur legittimato a farlo, quanto internamente dai vescovi, i
quali dovrebbero conoscere meglio di chiunque altro le dinamiche
interne alle decisioni del papa, le sue motivazioni, le norme religiose
cui fa riferimento, che ha dovuto quasi spiegare da capo. E
soprattutto sono corsi a prendere le distanze dal moto di paterna misericordia che ha spinto a togliere
quella scomunica che gli veniva richiesta da tanti con tanta insistenza. E questo mentre su Internet... <br />Come ebbe a dire Paolo VI nel lontano 1972, quando sembra entrare il <a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/homilies/1972/documents/hf_p-vi_hom_19720629_it.html">fumo di Satana</a>
nelle stanze del Vaticano, fa danni. 
<br />Inutile cercare rimproveri
precisi, ognuno sa come e quanto si sia mostrato più o meno ostile o
disinformato in cuor suo, ma la cosa importante non è che l'unità si
sia incrinata, o che qualche fumignolo si manifesti, ma che
incomprensione, ignoranza, confusione, aspetti contro i quali
Ratzinger combatte, si trovino in quelle stanze. 
<br />]]>
        <![CDATA[<br /> Dunque si diceva, del difficile ruolo svolto dalla Chiesa in questo
periodo storico, ed in differenti contesti geografici. Il rischio è del tutti contro tutti, esattamente il
contrario dell'ideale di fratellanza e umanità tipico del messaggio
cristiano. In realtà sappiamo che è invece lo stato utopico verso cui
in generale tende l'umanità, quello della felicità, a risultare
impossibile: il male e la sofferenza sono inestinguibili dal nostro
vivere. Ma c'è una tensione al bene
e alla gioia interiore nel nostro sentire quotidiano, e se c'è un nodo
attraverso cui passa questa possibile gioia e speranza interiore, è l'ascolto.<br /><br />Ad
esempio, questo è ciò che rende attraente il ruolo di Obama. Apparentemente, il giovane
presidente americano sembra "fare di testa sua", ma questo è dovuto
solamente al contrasto con l'ottusa politica perseguita da George W. Bush: in
realtà, il suo agire, perlomeno quello che si vede all'inizio del suo
mandato, è esattamente il "sentire comune" in America in questo
momento, quello che lo ha portato ad ottenere l'entusiasmo dei
democratici come anche di parte dei repubblicani, e, infine, di quasi
la metà dei cattolici a stelle e strisce. Obama incindentalmente sta
mantenendo tutte le sue promesse elettorali: impegno per la <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_26/obama_auto_inquinamento_756d054a-eb7b-11dd-92cf-00144f02aabc.shtml">battaglia ecologica</a>, ma anche ripristino del via libera alle <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_23/obama_aborto_ennio_caretto_5a72c780-e968-11dd-8250-00144f02aabc.shtml">pratiche abortive</a>, rifinanziamento alla sperimentazione sulle <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_09/obama_staminali_ricerca_52a4b02c-0cc2-11de-aa9b-00144f02aabc.shtml">cellule staminali</a>.. <br /><br />Insieme all'interesse per la felicità, il tempo in cui viviamo porta con sé il culto per il "personalismo" - più che per la persona. Questo personalismo di fatto rende molto pericolosa la concettuale dipendenza tra ciò che interessa alla persona e ciò che interessa allo Stato, e delle interazioni con gli enti commerciali. <br /><br />Per questo, il suo quindi è un ascolto attento sì, ma accompagnato dal rischio di non
essere mediato da pari attenzione ai temi etici. Solo il tempo dirà
quanto e come Obama riuscirà (e se riuscirà) ad ascoltare le molteplici voci
di un popolo coniugandole con la coscienza morale che possiede e che si è assunto il diritto-dovere di difendere.<br /><br />Questo in fondo ci conferma che la battaglia, ovunque si combatta, sarà dura.<br />]]>
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    <title>Piccola storia delle religioni in grafica</title>
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    <published>2009-02-16T00:01:31Z</published>
    <updated>2009-04-13T22:11:00Z</updated>

    <summary>Prendendo spunto da una piccola nota grafica riguardante le religioni e l&apos;ateismo di un post scritto da Leonardo, mi sono preso la briga, insieme al mio amico e storico Duca (ché da solo ovviamente non ne sarei mai stato capace),...</summary>
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        <![CDATA[Prendendo spunto da una piccola nota grafica riguardante le religioni e l'ateismo di un <a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/02/pensierini-su-dio.html">post </a>scritto da <a href="http://leonardo.blogspot.com/">Leonardo</a>, mi sono preso la briga, insieme al mio amico e storico <a href="http://duquedegandia.blogspot.com/">Duca</a> (ché da solo ovviamente non ne sarei mai stato capace), di mettere in grafica una piccola rappresentazione storica delle religioni. La scelta è caduta a partire dal 5000 a.C. visto che l'ultima glaciazione è finita circa 10.000 anni fa e: <font style="font-size: 0.8em;"><font style="font-size: 1.25em;"><br /><i>"L'attuale periodo interglaciale ha circa 10.700 anni. Andiamo quindi incontro ad una ripresa della glaciazione. (...)&nbsp; L'ottimo climatico ha raggiunto il suo picco 7.000 anni fa, quando la temperatura media dell'aria, dedotta dal volume di ghiaccio, era di 1,11 °C più alta del presente" </i>(<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Era_glaciale">Wikipedia</a>)<br /></font><br /></font>Le parti colorate riflettono le differenze numeriche, anche se naturalmente in maniera approssimata: la cosa è volutamente evidenziata dal separatore ad ellisse. Salvo errori, sempre possibili, abbiamo cercato di rispettare le proporzioni per ciascuna religione per periodo storico. <br /><br />Accanto c'è una legenda per capire le macro-aggregazioni: politeismo, animismo, e poi la nascita delle religioni monoteiste, con l'ebraismo, che si fa iniziare dal patriarca <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abramo_%28patriarca%29">Abramo</a> e poi le altre due grandi religioni, ed il buddismo. Nell'ultima barra abbiamo volutamente inserito anche l'ateismo che, benché non si possa considerare propriamente una religione, è significativo, ad es. rispetto all'agnosticismo che invece è assenza di qualsiasi posizione in merito alle scelte di tipo religioso, sia in termini numerici sia anche come novità in termini di presenza rispetto ai precedenti periodi storici.&nbsp; <br /><br />Nel grafico, infine, sono state tralasciate le religioni minori. <br /><br />Nel seguito ci sono alcuni link per approfondire, con rimandi anche alle immagini con la distribuzione delle religioni nel mondo.<br /><br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/02/storia-religioni-16.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/02/storia-religioni-16.shtml','popup','width=660,height=571,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/02/storia-religioni-thumb-560x484-16.png" alt="storia-religioni.png" class="mt-image-none" style="" width="560" height="484" /></a></span><br /><div><br /></div>]]>
        <![CDATA[<div class="post-updates">Per approfondire</div>
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religioni">Religioni</a> (da Wikipedia)<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religioni_maggiori">Le religioni maggiori nel mondo</a> (da Wikipedia)<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Distribuzione_delle_Religioni.png">Distribuzione delle religioni</a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Worldreligion.png">World Religions</a> (da Wikipedia)]]>
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