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    <title>Luciano Giustini</title>
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    <subtitle>Ragionamenti a lettere..</subtitle>
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    <title>Piccola guida per i candidati politici online</title>
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    <published>2010-01-30T23:18:53Z</published>
    <updated>2010-02-02T11:44:52Z</updated>

    <summary><![CDATA[ Dopo i casi di Renata Polverini (qui sul suo blog) e Luca Barbareschi,&nbsp; sembra che l'esigenza per molti politici, candidati o meno, di conoscere Internet ad un livello più approfondito sia a questo punto irrevocabile. Non sono pochi, oggi,...]]></summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="technology_enhanced.gif" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/technology_enhanced.gif" class="mt-image-none" style="" height="250" width="447" /></span><br />
<br />
Dopo i casi di <a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/politica/10_gennaio_27/sito-polverini-commenti-finti-radicali-voltattorni-1602358701543.shtml">Renata
Polverini</a> (qui sul suo <a href="http://www.renatapolverini.it/2010/01/27/piccola-parentesi-poco-seria/">blog</a>)
e <a href="http://www.polisblog.it/post/6768/gli-utenti-di-spinozait-contro-luca-barbareschi">Luca
Barbareschi</a>,&nbsp;
sembra che l'esigenza per molti politici, candidati o meno, di
conoscere Internet ad un livello più
approfondito sia a questo punto irrevocabile. Non sono pochi, oggi,
coloro i quali&nbsp; si occupano di
comunicazione in modo professionale, ma chi, come me, si ritrova ad
appassionarsi
di comunicazione politica, trova alcune accortezze oramai&nbsp;
necessarie, e soprattutto considera che la comunicazione online, per un
politico, non si improvvisa. Questo vale specialmente per i candidati
politici, i quali pagano agenzie e società di comunicazione
specializzate, che devono rispondere adeguatamente alle richieste ed
alle caratteristiche della rete. Non importa di quale schieramento, il
candidato online trova in rete una platea attenta ed esigente, con una
rappresentanza della popolazione, spesso, diversa da quella che si
potrebbe incontrare ad un comizio reale. Sulla rete, infatti, si
discute, si confronta e si affrontano (talvolta con toni aspri) le idee
politiche e le affermazioni del candidato in un contesto bidirezionale,
portando considerazioni che
devono essere soppesate e valutate con&nbsp; intelligenza, e magari
anche con una buona dose di umiltà.<br />
<br />
In generale, il candidato politico non può essere
considerato per tutti "uguale". Sul web entrano in gioco, infatti,
diversi aspetti nella distribuzione della popolazione online. Mentre su
Facebook, ad esempio, si può&nbsp; considerare la
distribuzione degli iscritti al social network sostanzialmente
eterogenea per livello scolastico, politico, e culturale, nei blog,
invece, c'è una prepondenranza di laureati con un profilo
socio-economico alto e orientamento di centro-sinistra, che è
caratterizzata essenzialmente da alcuni
fattori, tra i quali l'influenza degli <span style="font-style: italic;">hub</span> ovvero di alcuni autori
più influenti, che concentrano e ripetono le idee
di una certa parte dello schieramento politico più di
quelli della parte opposta (molto meno rappresentati). Il risultato
è spesso che per i candidati di centro-sinistra la critica
è attenta e anche aspra ed assume una connotazione <span style="font-style: italic;">construens</span>. Per i candidati di
centro-destra, la stessa connotazione assume un significato talvolta
diverso e, spesso, <span style="font-style: italic;">destruens.</span><br />
<br />
Per i candidati cattolici, infine, in rete si trova moltissima
opposizione, spesso distorta da pregiudizi e ideologie difficili da superare, come diceva Vittorio Messori nel suo ultimo <a href="http://www.et-et.it/articoli/2010/2010_01_25.html">articolo</a>,
il vecchio ma sempre rilanciato elenco&nbsp;di accuse verso i cattolici
non sembra trovare ostacoli: Vangelo come mito orientale, miracoli come
superstizione, Galileo, inquisizione, crociate, massacro dei
catari,&nbsp;notte di San Bartolomeo,&nbsp;conquista delle Americhe,
condizione della donna, simonia,&nbsp;rapporti tra cattolicesimo e
totalitarismi, etc. <br />
Sul web molti siti, e blog e forum, sono dedicati alla demolizione
delle basi storiche delle Scritture e alla polemica sulla storia della
Chiesa, e richiedono attenzione e pazienza nello smontare, ancora una
volta, il consueto rosario di affermazioni più o meno confuse
che da sempre circondano la religione cristiana. Va da sé,
dunque, che il candidato che assuma come propri i valori ed in principi
indicati dalla Chiesa cattolica, si trova ad affrontare un ostacolo in
più costituito dalla diffidenza verso l'Istituzione
ecclesiastica complicata dalla mole di dati spesso presenti in rete
contro di essa.<br />
<br />
Al di là dell'orientamento dei candidati, però, a risaltare
maggiormente è una scarsa conoscenza da parte dei
politici, anche giovani, delle logiche che la "presentazione" e l'attività su
Internet richiedono. Vediamone alcune in questi punti.<br /><b><br /></b>
<ol><li><b>Trasparenza.</b> <span style="font-weight: normal;">Internet</span><span style="font-style: italic;"></span> <span style="font-weight: normal;">non consente di nascondersi dietro un dito<span style="font-weight: bold;"></span>, è la naturale esperienza di convivenza nella rete che, pur c</span><span style="font-weight: normal;">on
la molteplicità di voci che ne contraddistnguono la ricchezza, implica anche una cristallinità nei discorsi e nelle azioni intraprese sulla rete.</span><br />
</li><li><span style="font-weight: bold;">Il righino rosso.</span>
Anche se dietro ci sono
persone, Internet&nbsp; non è comunque la realtà: mancano molti
pezzi (tono della voce, volti, facce, espressioni, emozioni.. di tutto
questo c'è solo un aspetto: quello della scrittura), e la socialità che
si vive sulla rete non è aumentata, ma anzi diminuita. Il rischio è
di prendere come oro colato o troppo sul serio, o specialmente troppo
rappresentativo, il tratto di una singola discussione: la rete
rappresenta ancora pochi. <br />
  </li><li>C'è un <span style="font-weight: bold;">sottinsieme di blogger</span>
che sono molto presenti e discutono su aspetti anche rilevanti della vita sociale e politica italiana, con un potere
"mediatico" da non sottovalutare, in generale hanno una
linea politica comune, che può non essere quella del candidato. Poiché è distribuito in modo disomogeneo, per un candidato di
segno opposto il dato che conta è il potenziale terreno minato che incontra.<br />
  </li><li>Rileggere il punto 2 ora: il rischio di <span style="font-weight: bold;">arrabbiarsi per una scemenza</span> è altissimo. Una discussione che a voce sarebbe durata 5
minuti, sulla rete rischia di andare avanti 5 giorni. A discutere
su un righino rosso..<br />
  </li><li><span style="font-weight: bold;">Gli slogan non funzionano</span>, Internet è un flusso
ininterrotto di opinioni, scambi, commenti, ed idee. Gli slogan funzionali durano lo
spazio di un post, al massimo qualche citazione, (che si sottolinea - sempre - con un link). <br />
  </li><li>Se si fa un <span style="font-weight: bold;">errore</span> rimediare ammettendolo. Senza ripensamenti e senza tentennamenti.<br />
</li><li><span style="font-weight: bold;">Rispondere sempre</span> ad eventuali accuse o critiche ingiustificate. Non c'è niente di peggio di un'opinione infamante lasciata a decantare senza contradditorio. Lasciar assolutamente perdere, per ovvi motivi, querele o azioni legali di qualsiasi genere.<br />
  </li><li>A proposito di idee: <span style="font-weight: bold;">bene le idee, male le ideologie</span>. C'è differenza: le
seconde sono idee che non si sanno giustificare ed argomentare... E ovviamente si nutrono di slogan (che bastano), vedi punto 5.<br /></li><li><span style="font-weight: bold;">Aggiornare</span> sempre il sito: non c'è peggior cosa di un blog, un forum o una homepage che è ferma da mesi. <br />
</li><li>Chi va su internet va per un <span style="font-weight: bold;">pubblico giovane</span>,<span style="font-weight: bold;"> o comunque giovane-adulto</span>.
Non la
signora del mercato, che utilizza altri canali per informarsi. E'
quindi importante stare sul Web come ci starebbe un giovane e
non una signora del mercato.</li><li>Attenzione al numero esagerato di <span style="font-weight: bold;">commenti</span>, che può rendere
illeggibile in brevissimo tempo anche il miglior post (in caso, va sempre bene un post successivo che riprenda alcuni argomenti).<br /><br /></li></ol>
<div><b>12. Social network: usarli molto, usarli bene</b><br /><br />Un articolo molto interessante è stato pubblicato dal <a href="http://www.corriere.it/esteri/10_febbraio_01/internet-politica-strategia-obama-youtube-ross-geer_cf4f4c72-0f28-11df-a497-00144f02aabe.shtml">Corriere della Sera</a>, in un'intervista dedicata alla presenza online in America dei due candidati democratici, con particolare attenzione ai social network ed al rapporto tra elezioni ed Internet, ed è disponibile qui:<br /><a href="http://select.wordpress.com/2010/02/02/la-politica-a-misura-di-social-network-%C2%ABsono-come-la-radio-negli-anni-sessanta%C2%BB/">La politica a misura di social network «Sono come la radio negli anni Sessanta»</a><br /><i>Steven Geer e Josh Ross, i «guru» della comunicazione di Obama e Hillary: il futuro adesso è nei servizi mobile.</i><br /></div><div><br /></div>]]>
        
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    <title>Ancora sui partiti di ispirazione cattolica</title>
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    <published>2010-01-18T19:53:23Z</published>
    <updated>2010-01-19T01:13:37Z</updated>

    <summary>Questo post raccoglie, in forma leggermente rivista, i commenti che ho scritto sul sito &quot;Persona è futuro&quot; in risposta o a continuazione dei commenti per l&apos;articolo sui &quot;Valori non negoziabili nelle alleanze con i cattolici&quot; pubblicato l&apos;11 Gennaio scorso. Riportano...</summary>
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        <![CDATA[Questo post raccoglie, in forma leggermente rivista, i commenti che ho scritto sul sito "<a href="http://www.personaefuturo.it/">Persona è futuro</a>" in risposta o a continuazione dei commenti per l'articolo sui "<a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2010/01/i_valori_non_negoziabili_nelle_alle.shtml">Valori non negoziabili nelle alleanze con i cattolici</a>" pubblicato l'11 Gennaio scorso. Riportano un 
po' il mio pensiero su alcune tematiche direttamente toccate nell'articolo..<br /><br /><div align="center">*&nbsp; *&nbsp; *<br /></div><br />Sui vari punti non posso che concordare con te. Aggiungo qualche osservazione nel tentativo di introdurre qualche ulteriore spunto.<br /><i>(il commento cui ci si riferisce è di <a href="http://www.personaefuturo.it/2010/01/11/i-valori-non-negoziabili-nelle-alleanze-con-i-cattolici.shtml#comments">Giuseppe Sbardella</a>)</i><br /><br />Sulla "lista" dei valori, sarei più propenso a pensare che in realtà non ce ne saranno molti altri di principi non negoziabili, ma che tutti discendono da un uico concetto che è il rispetto della persona.<br />Il problema nasce dal fatto che il rispetto alla persona che intendono i cattolici è spesso diverso da quello che si intende oggi comunemente nel pensiero liberale, nel quale è la "libertà" la parola d'ordine: libertà di fare quello che si vuole non importa a quale prezzo etico e sociale (per gli altri, e per sé stessi).<br /><br />Dunque il cattolico non dovrebbe mai imporre il suo punto di vista, ma è altresì vero che non deve farsi imporre il punto di vista degli altri o dagli altri. E se la prima cosa riesce benissimo ai cattolici di oggi, la secondo è forse ben più difficile da raggiungere.<br /><br />La contrapposizione ideologica di cui parlo nell'articolo è, infatti, piuttosto reale: di fatto, scegliere oggi tra destra e sinistra significa avallare il liberismo in molti campi umani oppure dover optare per un capitalismo condito con cattolicesimo di destra.<br />E con questo mi riallaccio anche alla ultima osservazione delle alleanze: nell'articolo ho volutamente saltato tutte le problematiche che, similmente, si ripropongono con le alleanze col centro-destra. In misura minore, certo, ma anche lì ovviamente i problemi non mancano.<br /><br />In fondo, guardando oltre la trama delle parole che ho usato, forse si intravede la necessità di una "nuova" forza politica che sia in grado di sintetizzare le istanze cattoliche col bene comune e, per citare ancora un caro interlocutore gesuita, con la "risoluzione dei problemi", che è quello che poi interessa alla gente - spesso più dei "valori" o delle parole.<br /><br />Per inciso, è peraltro proprio questa attenzione ai problemi concreti, che porta poi voti ad aministrazioni di sinistra o di destra, viste come più capaci di osservare il "sociale": il problema dei diritti dei gay, il problema dell'immigrazione clandestina, ognuno coltiva le proprie ideologie, desideri, convinzioni.<br /><br />Il fatto è che questi problemi non sono soltanto materiali e non possono essere affrontati se non con un sguardo che va oltre il contingente, e che sposa il primato della persona umana e accoglie l'uomo nella sua fragilità e nelle sue contraddizioni - dunque uno sguardo anche bioetico. E lo sguardo cristiano e personalista, è quello che meglio degli altri sa offrire queste caratteristiche, inutile girarci intorno.<br />Il fatto, come si diceva nell'articolo, è che questo patrimonio di valori propri della cultura cristiana non solo non viene riconosciuto, ma anzi osteggiato, dalla parte (dalla "pancia" direi) elettorale di centro-sinistra. Su questo è inutile farsi illusioni.<br /><br />Dunque il grande rischio che io vedo nelle alleanze come quelle dell'Udc un po' "ardite", è quella che i cristiani si riducano a fare da comparse, nella forza delle grandi coalizioni incentrate sul materialismo ateo. Il "grande centro cattolico" forse rimane un'utopia ed è probabilmente anche un bene: ma un riferimento politico per i cattolici non può scendere a compromessi più di tanto in nome di una realpolitik che debba rinunciare nei fatti al riferimento ai valori. Negoziabili e meno.<br /><br /><br /><div align="center">*&nbsp; *&nbsp; *<br /></div><i><br /></i>Pur non essendo della generazione di Giuseppe (Sbardella, Ndr), e pur non conoscendo approfonditamente, per limiti d'età e senz'altro di competenza storica, il pensiero sturziano, sono conscio e d'accordo nel fondamentale contributo che don Sturzo ha dato e continua a dare nelle sorti dei partiti di ispirazione cattolica con una matrice aconfessionale ed indipendenti dalla gerarchia nelle loro scelte politiche.<br />D'altronde, da quando nel 1919 Benedetto XV abrogò definitivamente ed ufficialmente il non expedit, mi sembra che questi si siano succeduti, tra alterne vicende, fino a tutto il secolo scorso, quando - dopo la grande crisi degli anni '90 - sono evaporati.<br /><br />Consentimi, dunque, di aggiungere qualche riflessione sui temi da te richiamati.<br /><i>(il commento cui ci si riferisce è di <a href="http://www.personaefuturo.it/2010/01/11/i-valori-non-negoziabili-nelle-alleanze-con-i-cattolici.shtml#comments">Piero Doria</a>)<br /></i><br />Il potere spirituale ed il potere temporale riguardano la gerarchia ecclesiastica, e non c'è pericolo di confusione per chi, cattolico laico, si impegna in politica. Nel mio articolo sottolineavo proprio quella differenza: e cioè che si rimprovera ai cattolici laici di pensarla come il clero. <br /><br />Questo crea confusione? Secondo me la confusione si ha quando l'azione politica è incoerente nel perseguire intenti cristiani. In realtà io non vorrei cadere nella "contrapposizione ideologica" citata nel mio articolo e che viviamo nell'odierna situazione politica e sociale. Questa contrapposizione mi preoccupa, ed è quella che si ottiene quando ci sono due visioni idealmente opposte: da una parte la visione materialista ed atea, dall'altra quella tradizionalista cristiana e antisocialista.<br /><br />A questo punto però non bisogna dimenticare che c'e' tutta la Dottrina sociale della Chiesa ad ispirare quella che dovrebbe essere l'azione dei cattolici in politica. Non solo: anche i continui richiami del Papa in materia.<br />L'ultimo dei quali è avvenuto proprio oggi, nell'udienza agli amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma, dove tra le altre cose vi troviamo scritto:<br />"<i>La persona umana" - ha sottolineato il Papa - "è al centro dell'azione politica e la sua crescita morale e spirituale deve essere la prima preoccupazione per coloro che sono stati chiamati ad amministrare la comunità civile</i>" (fonte: <a href="http://www.zenit.org/article-21010?l=italian">ZENIT.org</a>)<br />Se la crescita morale e spirituale deve essere al centro dell'azione politica ed amministrativa, come si può pensare di poterla attuare insieme al centro-sinistra, che non crede nè all'una nè all'altra?<br />La soluzione più semplicistica consiste nell'individuare un percorso alternativo che mette insieme la morale materialista e relativista con quella cattolica, ammesso che ciò sia possibile: ma a che prezzo?<br />A mio avviso bisogna lavorare insieme per includere, invece, nella prospettiva politica un respiro più alto, una convergenza nei valori che dovrebbe essere il vero obiettivo del cristiano impegnato nella difficile arte del compromesso politico, compromesso che non può mai essere al ribasso.<br /><br />C'è poi da tener presente che i cattolici, come scrivevo, non devono imporre ma non devono neanche farsi imporre.<br />Questo aspetto è forse il più delicato, perché rinunciare ad imporre il proprio punto di vista non può però signficare rinunciare ad un incisiva azione nel piano politico. Quando c'è da affrontare il nodo del fine vita, dell'aborto, è ragionevole supporre che ci siano posizioni distinte, così com'è altrettanto ragionevole pensare che la verità non stia<br />solo da una parte. In tal senso, tuttavia, un partito di ispirazione cristiana non può che porsi come "ago della bilancia" verso il miglioramento delle condizioni di vita e di attenzione al primato della persona, che tu citi, giustamente, come fine ineludibile del nostro agire, e che alternativamente può provenire da una parte come dall'altra: nessuno "è depositario della verità" politica.<br />A tal proposito, però, ed al riguardo anche della "paura di andare al governo" che i cattolici dovrebbero superare (se ti riferisci all'andare al governo con il centro-sinistra, ovviamente), tutte le esperienze politiche (ed anche amministrative) sono state negative.<br />Come esempio basti pensare alla fallimentare esperienza di Prodi.<br /><br />Per citare un pensatore cattolico controrivoluzionario tradizionale come Plinio de Oliveira, questa non è paura ma attenzione "ai lupi travestiti da agnelli". ("<a href="http://www.zammerumaskil.com/rassegna-stampa-cattolica/formazione-e-catechesi/non-trattiamo-i-lupi-come-se-fossero-pecorelle-smarrite.html">Non trattiamo i lupi come se fossero pecorelle smarrite</a>")<br /><br />Sono d'accordo con te, peraltro, nello spiegare (ad esempio, sul sì alla vita) e cercare di far convergere i vicini ed i lontani quanto più possibile, ma la vera sfida consiste proprio in questo: attualmente, gli schieramenti di centro-sinistra non solo non capiscono ma sono tutti orientati a contro-spiegare a noi cattolici che sono loro ad aver ragione sui temi etici. Cercano di convincere noi che non siamo buoni cattolici perché vorremmo imporre il nostro punto di vista. Ed alla fine ci impongono loro delle leggi alle quali, per colmo dell'ironia, abbiamo contribuito alla validazione.<br /><br />Dunque il pericolo dal quale secondo me dobbiamo guardarci è di non arrivare a trovarci di fronte a due sole scelte: da una parte seguire il bene comune, rinunciando quando è necessario ad essere cattolici, o dall'altra essere cattolici, rinunciando<br />quando non è possibile al bene comune. Bisogna coniugare queste due istanze, a questo punto accogliendo sì il richiamo di don Sturzo all'essere "liberi e forti": liberi di pensare che il bene comune ed il patrimonio dei valori cattolici coincidono, altrimenti non possiamo dirci cristiani, e non è la gerarchia ecclesiastica che ce lo dice o ce lo impone, ma è l'incontro col Signore che ce lo fa scoprire dentro, e ci fa capire quanto questo bene sia disponibile per tutti.<br />]]>
        
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    <title>I valori non negoziabili nelle alleanze con i cattolici</title>
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    <published>2010-01-11T13:10:26Z</published>
    <updated>2010-01-25T15:04:16Z</updated>

    <summary><![CDATA[Il post è stato aggiornato dalla prima pubblicazione Calvin &amp; Hobbes © 2006 "Non sono interessata a partecipare a questa corsa per accreditarsi verso il mondo cattolico. Non sono credente e non ho cambiato idea. Se mai decidessi di convertirmi,...]]></summary>
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        <![CDATA[<font style="font-size: 0.8em;">Il post è stato aggiornato dalla prima pubblicazione </font><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/01/calvinandhobbes950102-75.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/01/calvinandhobbes950102-75.shtml','popup','width=600,height=192,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/01/calvinandhobbes950102-thumb-480x153-75.gif" alt="calvinandhobbes950102.gif" class="mt-image-none" style="" height="153" width="480" /></a></span><br /><font style="font-size: 0.8em;">Calvin &amp; Hobbes © 2006</font><br /><br /> <div class="quoted">"Non sono interessata a partecipare a
questa corsa per accreditarsi verso il mondo cattolico. Non sono
credente e non ho cambiato idea. Se mai decidessi di convertirmi, ma
lo escludo, non abbraccerei certo la religione cattolica. Diventerei
valdese (...)" </div>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font style="font-size: 0.8em;"><br /></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;">Sono
affermazioni di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mercedes_Bresso">Mercedes Bresso</a>, candidata alla riconferma alla
presidenza della Regione Piemonte, in una famosa intervista a "La
Stampa" del 30 settembre 2005. "Ero seria, non era una provocazione",
ha confermato la Bresso - con riferimento alla battuta sui Valdesi -
confessandosi al "Corriere della Sera" del 24 febbraio 2009 (da un
articolo di <a href="http://facebook.com/massimointrovigne">Massimo Introvigne</a> ripubblicato su <a href="http://catholica.vox.com/library/post/la-problematica-intesa-udc-con-la-bresso-i-cattolici-non-salgono-in-mercedes.html">Vox Catholica</a>). </span><br /></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>
<p><span style="font-size: 1em;">L'UdC, che attualmente è indicato come il partito di riferimento dei cattolici (sondaggio pubblicato su <a href="http://www.laciviltacattolica.it/">Civiltà Cattolica</a> quaderno 3829 del 2/1/10), è alleata insieme alla Bresso in Piemonte, nelle Regionali&nbsp; che si svolgeranno nel prossimo Marzo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;">Su tutti i
temi che il Papa indica come "non negoziabili" - e che invita a far
prevalere nelle scelte politiche su ogni altro argomento - le posizioni
della Bresso sono antitetiche a quelle cattoliche. Radici cristiane,
identità? No: "Stato laico come garanzia di una società sempre più
multiculturale e multireligiosa. Su questo non sono disposta a
transigere" ("La Stampa", 30.9.2005). Come logica conseguenza,
abolizione del Concordato: "I Patti Lateranensi?... Sì, sarebbe il
momento di abolirli" ("Corriere della Sera", 24.2.2009).</span></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;">Identicamente,
su questioni fondamentali come eutanasia, aborto, famiglia, le sue
considerazioni sono completamente contrastanti con quelle della
dottrina della Chiesa, e del tutto simili, non casualmente, a quelle di
Emma Bonino, della quale è grande amica ed alleata. Con quest'ultima,
però l'UdC ha rifiutato di fare alleanze nel Lazio.<br />
</span></p>
<p>Come si è arrivati a questi scintillanti paradossi?</p>
<p><span style="font-size: 1em;">Sono tanti i temi etici su cui si
scontrano oggi le diverse posizioni, e che sono assurti a discriminante
della discussione politica. Fino a pochi anni fa molti dei problemi che
ci troviamo ad affrontare oggi, semplicemente non c'erano: pensiamo
all'immigrazione clandestina. Così, fintanto che si rimane nel
confortante alveo del "bene comune",&nbsp; tutti sono d'accordo nel
perseguirlo: è un&nbsp; valore positivo generale, accettato da tutti come
diritto inviolabile. Quando si scende nel dettaglio, però, si scopre
che ognuno ha un'idea diversa del bene comune. I cattolici sono i primi
ad avere le idee confuse su quali siano i valori&nbsp; che portano al
compimento del bene, su quanto non siano "negoziabili", e sul perché
non bisogna abbassare la guardia su questi temi specialmente in ambito
politico.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;">Non sta a
me spiegare l'importanza di tale patrimonio di valori. Mi limito a
sottolineare, ancora una volta, che&nbsp; non sono e non dovrebbero essere
comprensibili soltanto ai cattolici, ma&nbsp; sono invece delle verità
osservabili sulle quali&nbsp; ci si&nbsp; sofferma&nbsp; spesso poco. Bisogna dunque
partire da qui, da questi valori, per proporre una riflessione dallo
sguardo anche laico:</span></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;"><br />
</span></p>
<ul><span style="font-size: 1em;">
<li>Aborto: che un embrione sia vita definita nella sua totalità,
oramai, lo hanno capito tutti, ovviamente, per chi è dotato di onestà
intellettuale. Ho provato a <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2005/12/laborto_spiegato_a_mia_figlia.shtml">spiegarlo</a>
tempo fa in un post: pur non essendo vita autonoma, l'embrione è&nbsp;
indipendente ed ha tutto il corredo genetico necessario fin dal
concepimento. L'atto di togliere questa vita è, di fatto, un omicidio,
ma permangono ancora moltissime posizioni che ritengono l'aborto un
"diritto": siamo&nbsp; freschi di approvazione, ad esempio, della pillola <span style="font-style: italic;">Ru486</span>
in Italia, che, lungi dal rendere la pratica abortiva meno grave e
sofferta (soprattutto psicologicamente),&nbsp; trasforma una decisione
tremenda&nbsp; in un gesto all'apparenza banale.<br /><br /></li>
<li>Famiglia: già che ne parliamo, vale la pena ricordare che un bimbo,
secondo la maggioranza degli psicologi (anche attraverso il manuale DSM
IV), deve avere entrambi i genitori per crescere sano. Dunque già
toglierne uno, attraverso la pratica legale della separazione, è un
atto che trasforma la vita del bambino in modo drammatico: colui che
subisce questo trauma tenderà potenzialmente a riproporre problemi
relazionali tutta la vita. Considerare il matrimonio come un legame
inscindibile è dunque prova della corretta posizione dei cattolici sul
tema, ma è anche importante&nbsp; adoperarsi per regolamentare in modo
coerente il legame affettivo. Equiparare, perciò, la "famiglia di
fatto" ad un vincolo matrimoniale (sia questo civile o&nbsp; religioso) è
un&nbsp; errore logico e sociale prima che affettivo: la legge concede alla
coppia sposata tutti i diritti di cui ha bisogno. Non sposarsi è una
scelta, non può essere un diritto: se la coppia, invece, sente di
potersi legare con una continuità funzionale alla crescita della prole,
la sottoscrizione del vincolo matrimoniale (anche soltanto in Comune)&nbsp;
è una scelta conseguenziale naturale: ed è, di fatto, un contratto.
Cosa aggiunge in più un ulteriore forma civilistica? Solo confusione.<br /><br /></li>
<li>Matrimonio omosessuale: il problema non è, come molti pensano,
l'omosessualità in sé quanto la richiesta della comunità gay di
ottenere pari diritti in tema di procreazione e di costituzione
familiare delle coppie etersosessuali, e, come ovvio corollario,
diritto al matrimonio. Consentire l'adozione di bimbi a genitori dello
stesso sesso è un errore: la struttura biologica dell'essere umano
nell'età dello sviluppo è fatta per "accordare" differenti sensazioni
ed interazioni ai due genitori che hanno per natura un ruolo diverso,
dato dalle differenze di sesso. Se togliere la figura del padre ad un
bambino (nella maggior parte delle separazioni, in Italia, i figli
vengono affidati alla madre) crea un trauma, figuriamoci sostituirne
figura e ruolo con una seconda madre o sommando due padri. Purtroppo
l'operazione non è adduttiva.<br /><br /></li>
<li>Fine vita: anche qui il problema non è di ambito solo teologico, ma
si sviluppa intorno all'idea di persona umana. Se intendiamo l'essere
umano come una macchina semplice somma di funzioni più o meno
sofisticate o intelligenti, non usciremo mai dal vortice che la
competitività moderna ci porta ad accettare. Una persona si può
considerare come più o meno utile alla società in relazione a quanto sa
fare: tuttavia, proseguendo su questo ragionamento, è facile&nbsp; giungere
a considerare un anziano come sempre più inutile, improduttivo ed anzi
controproducente per una società basata su un'idea di "bene" che si
fonda sul concetto di utilità funzionale,&nbsp; il tutto magari associato a
legami senza vincoli. Se ci spostiamo sul piano dell'amore e
dell'affetto che le relazioni famigliari&nbsp; svolgono naturalmente tra
generazioni, scopriamo che una persona, anche se ridotta in fin di
vita, mantiene intatte tutte le caratteristiche che la rendono
"persona". Come si vede, tutto alla fine ritorna: diviene così
un'arroganza intollerante decidere la morte di una persona che non può
decidere, esattamente come lo era nel caso del feto.E questo senza
parlare dei costi che il Sistema sanitario sarebbe felice di poter
eliminare, e degli organi eventualmente disponibili per trapianti...</li>
</span></ul><br />Abbiamo toccato i temi della famiglia, dell'aborto, del fine vita,
ma si potrebbe parlare di economia, di immigrazione, etc. Tutti&nbsp; temi
fondamentali sui quali il primato dato alla persona&nbsp; umana rispetto a
tutte le altre istanze consente di giungere ad una verità naturale, che
è coincidente con il bene comune e con la verità di Cristo.<br /><br />Peraltro è interessante anche notare, riferendosi ad es. al magistero della Chiesa (cfr. i documenti e <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20021124_politica_it.html">note</a> della Congregazione della Dottrina della Fede del 2004), che per i cattolici i principi non negoziabili, di fronte alle elezioni, non stanno tutti sullo stesso piano. Ad esempio, il principio della tutela della vita e della famiglia naturale non sono sullo stesso piano della tutela dell'ambiente, che pure è un valore importante. Quindi quando si fanno le scelte dei candidati, anche per le alleanze, bisogna basarsi sull'impegno su questi principi. Avendo le regioni incidenza diretta sulla Sanità, sono temi fondamentali.<br /><br />]]>
        <![CDATA[

<p>L'attività della sinistra, al contrario, appare tutta consacrata al
servizio di quel processo di negazione teorica e pratica delle verità
naturali e cristiane, e i punti di rispetto su cui i cattolici non
dovrebbero transigere sono proprio quelli su cui si incardina
l'impossibilità del dialogo. Sul resto, sono tutti d'accordo: come si
diceva prima, sul "bene comune", a parole, convergono tutti gli
schieramenti politici.</p>

<p>La tentazione di scendere a patti, sia da parte della politica, sia
da parte dei cattolici, è chiaramente presente in un ambito frammentato
e confuso come quello attuale, dove le alleanze spesso si decidono in
chiave programmatica e sono a "geometria variabile". Oppure si decidono
in un contesto <span style="font-style: italic;">"contro"</span>.</p>

<p>E' il caso, ad esempio, della succitata alleanza da parte dell'UdC:
la principale motivazione all'alleanza con la Bresso addotta dal leader
Pierferdinando Casini è stata nel dar contro alla Lega Nord, che in
quel territorio è molto forte: l'UdC, infatti, ha una pregiudiziale nei
confronti della Lega. Ma&nbsp; la Lega non è "il male": raccoglie e
sistematizza l'umore di una larghissima parte di elettorato del Nord,
ed è anche dotata di forte presenza territoriale. Il problema non è&nbsp; la
rappresentatività di tale elettorato, ma il disagio che
quell'elettorato esprime alla classe politica. L'azione di colpire chi
rappresenta quell'elettorato rischia di assomigliare un po' al gesto di
nascondere la polvere sotto al tappeto. Nel centro-destra il contesto
viene affrontato diversamente: sul tema caldo dell'immigrazione, ad
esempio, in un'<a href="http://www.mauriziolupi.it/lupi/node/2155">intervista al Mattino</a> del 10/1/10,&nbsp; Maurizio Lupi (vicepresidente della Camera) afferma che serve <span style="font-style: italic;">"Accoglienza dignitosa, ma accoglienza zero nei confronti di chi non rispetta le nostre leggi", </span>prosegue<span style="font-style: italic;"> "dobbiamo educarci a non parlare alla pancia dei cittadini, agire con responsabilità" </span>non sposando i toni della Lega, la quale però <span style="font-style: italic;">"pone temi seri che non vanno sottovalutati"</span>.</p>

<p>D'altronde con la sinistra più radicale non può esserci spazio per
nessun dialogo da parte del centro: è evidente, infatti, l'intento di
destrutturare la coesione cattolica sui principi non negoziabili.</p>

<p>Ed è difficile, in misura minore, anche il dialogo col
centro-sinistra, per la necessità di salvaguardare opposte istanze (per
inciso, abbiamo parlato di sinistra, e di centro-sinistra: schieramenti
politici differenti parlano lingue diverse rispetto a quello che
vogliono far passare come "bipolarismo"): è un dato di fatto, però, che
la "pancia" del centro-sinistra è decisamente anticlericale, e, in
forma più "soft", anticattolica.</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;">La conseguenza più ovvia di questa
contrapposizione ideologica è che, sia da un punto di vista tattico,
sia da un punto di vista strategico, spesso non conviene nè all'uno nè
all'altro stringere alleanze, perché poi non trovano un riscontro di
rappresentatività, che risulta alterata "dall'alto". Nè si può pensare
di convogliare questo processo in una forma solo parlamentare: ci si
scontrerebbe col problema dell'approvazione delle leggi, nel momento
del voto parlamentare (se i cattolici sono&nbsp; in minoranza in un contesto
di alleanze col centro-sinistra, si finirà per andare sempre sotto
nelle leggi che interessano i cattolici oppure, più frequentemente, a
vedersi approvare leggi contrarie allo spirito cristiano).</p>

<p>Queste alleanze, inoltre, gettano talvolta l'elettorato cattolico&nbsp;
nello sconforto, riproponendo a fasi alterne&nbsp; l'esigenza di un partito
genuinamente cattolico, che rappresenti e rinnovi la spinta verso&nbsp;
quegli ideali di ispirazione cristiana che abbiamo visto come
essenzialmente "non negoziabili".&nbsp; Sui quali, invece, cade la mannaia
dell'ideologia dominante, che è rafforzata dall'evidenza di un pensiero
debole sempre più diffuso.</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;">Si diceva poc'anzi che alla base del
centro-sinistra non c'è solo una componente anticlericale ma anche
anticattolica: l'affermazione ha bisogno di una spiegazione in più. Con
una posizione anticlericale si intende che la Chiesa come istituzione
non deve interferire nel processo politico: il prete "sconvolge" il
gioco delle parti della mediazione e della negoziazione e questo,
secondo alcuni, crea una presunta interferenza al dialogo parlamentare
per la carica ed il ruolo stesso rivestito dall'istituzione
ecclesiastica. Già questo è poco logico perché la missione della Chiesa
è spirituale ed antropologica, culturale e per questo anche sociale:
non può abdicare dalla manifestazione del proprio pensiero in materia
che le compete, cioè la persona umana.&nbsp; Ma si è andati al di là: oggi
perfino al laico cattolico si rimprovera &nbsp; di avere le stesse idee del
clero, e di portarle addirittura in Parlamento! Come se la voce della
Chiesa e del pensatore cattolico non potessero coincidere. Come si vede
siamo al paradosso..<br />
<br />
</p>

<p>La tendenza sociale è dunque sempre più orientata ad una surrettizia
contrapposizione: da una parte una concezione del bene orientata alla
comunità intesa non nella sua interezza ma nel suo insieme materiale e
spirituale. Dalla parte opposta una concezione del bene comune inteso
come soddisfacimento di bisogni e di istanze materiali, secondo dettami
spesso relativistici. Sarebbe azzardato affermare che la "verità sta
nel mezzo": coniugare i fan di Darwin con i tradizionalisti della
creazione, i&nbsp; favorevoli alle unioni di fatto con gli omofobi, e così
via, significa ricreare quella condizione tipicamente italica dei
guelfi e dei ghibellini, ovvero continuamente in dissenso su tutto,
irrigiditi sulle rispettive posizioni contrapposte (giuste o sbagliate).</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;">Politicamente, invece, è necessario
trovare quella posizione autorevole che ponga il primato della persona
umana al centro di ogni dibattito. Non si può che ripartire, dunque, da
quei valori che la Chiesa indica come non negoziabili, sui quali il
ruolo dei cattolici nelle alleanze è dunque quello di non cedere, mai:
né alla tentazione di negoziare su questi valori,&nbsp; per qualsiasi
motivo, buono o cattivo che appaia al momento, nè di lasciarli nelle
mani di chi li vuole trascinare negli opposti estremismi, correndo il
rischio di una "cristianofobia" da una parte, o al contrario di un
"radicalismo cristiano" dall'altra, sconfinanti entrambi nel livore e
nell'odio intollerante che, ironicamente, questi stessi soggetti dicono
di voler combattere.</p>
]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Le cose che non colsi (una retrospettiva)</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/12/le_cose_che_non_colsi_una_retrospet.shtml" />
    <id>tag:www.lucianogiustini.org,2009://1.1173</id>

    <published>2009-12-27T21:48:35Z</published>
    <updated>2010-01-08T12:14:07Z</updated>

    <summary>&quot;Il mio sogno è nutrito d&apos;abbandono, di rimpianto. Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state... Vedo la case, ecco le rose del bel giardino di vent&apos;anni or...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
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    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[<em>"Il mio sogno è nutrito d'abbandono,
<br />di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. <br />Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state... <br />Vedo la case, ecco le rose
del bel giardino di vent'anni or sono!"
</em>
<br />
<br />

<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Gozzano">Guido Gozzano</a> così riassumeva nella sua poesia. Si finisce per innamorarsi delle proprie nostalgie, dei ricordi che inevitabilmente ci portiamo dietro come un piccolo vuoto, una mancanza che crea pensiero.
<br />
<br />Dicono che bisogna aspettare un evento della vita, come un passaggio, un momento importante, per effettuare quel viaggio all'indietro che consente di togliersi il pensiero della nostalgia. Per me il pensiero alle mie ricerche, ai miei sbagli, alle volte che sono caduto e mi sono rialzato è come un sottofondo costante, che a volte racconto, a volte no..<br />
<br />

Non colsi ad esempio quella volta che c'era una ragazza "giusta". Questo sta in cima alla lista perché più passano gli anni più il ricordo si fa pensiero, certezza, constatazione, infine di nuovo ricordo (*)<br />
<br />

Colsi invece un'altra. Mi ricordo che scrissi una lettera intitolata "<a href="http://lei-era-li.blogspot.com/">Lei era lì</a>". Sintetizzava perfettamente lo stato d'animo che mi pervase quando riuscì a parlarle. Una bellezza incredibile: quasi 4 anni di amore e di tortura. Ci deve essere qualche traccia perfino su questo blog.
<br />
<br />

Non ho colto i miei talenti. Nei primi anni dell'università avevo iniziato a fare <a href="http://www.beta.it/">cose</a> che <a href="http://www.lucianogiustini.org/ita/bio">mi piacevano</a>, e molto. Poi ho voluto terminare gli studi di ingegneria. Mi piaceva poco, ma per amore dei genitori (e della metà degli esami fatti), terminai questa sorta di tortura. In seguito alcuni test hanno evidenziato che avevo <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2006/01/la_sensazione_di_aver_sbagliato_tut.shtml">altre</a> inclinazioni, figuratevi.
<br />
<br />

Colsi molto poco della relazione con mio padre: solo dopo la sua morte ho iniziato un lento recupero cercando di capire cosa era andato storto. Sono certo che lui mi volesse bene oltre ogni limite: questo mi conforta, ma in fondo non più di tanto, non quanto vorrei.
<br />
<br />

Non ho colto le difficoltà lavorative. Ho <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/12/il_concorso.shtml">fatto concorsi</a> pensando di poterli superare con la sola capacità della mia intelligenza e dei miei studi: che illuso. Ho capito a mie spese che non funziona così. Sono andato a lavorare in società piccole e grandi senza avere la necessaria preparazione all'imperscrutabile logica aziendale.
<br />
<br />

Non colsi l'importanza della famiglia. A 40 anni si inizia a pensare che in fondo era quello che contava, quando eri giovane e spensierato. Solo che allora non te ne rendevi conto.
<br />
<br />

Non ho colto che l'umanità è fatta di persone ragionevoli e disposte al dialogo, ma una parte è succube di ideologie, di livore, di rancori e di paranoie: ho aperto canali di comunicazione pensando di poter parlare con tutti senza avere spesso - o ancora - gli strumenti, la
pazienza e la capacità di reggere l'urto.<br />
<br />

Non colsi la mia aggressività. Continuamente controllata, dominata, e messa nella pentola col coperchio ben chiuso. Finché un giorno lo stomaco con dolori atroci mi ha informato di quella pentola. Ho fatto in tempo a capire cosa stava succedendo, per imparare a riconoscere la rabbia per tutte le cose che non ho colto.
<br />
<br />

Va bene lo stesso. In fondo, doveva andare così.
<br />
<br />

Il bigliettino che segue è un famoso racconto, che mi torna spesso in mente. E' istruttivo.
<br />
<br />

<div class="quoted"> Un esperto in <em>time management</em>, tenendo un seminario ad un gruppo di
studenti, usò una concreta esemplificazione che rimase per sempre impressa
nelle loro menti.
<br />
Poggiò sulla cattedra un barattolo di vetro, di quelli che si usano per la
conserva di pomodoro. Chinatosi sotto la cattedra, tirò fuori una decina di pietre, di forma
irregolare, grandi circa come un pugno, e con attenzione, una alla volta le infilò nel barattolo.
Quando nessun'altra pietra poteva entrare nel barattolo, chiese alla classe: "Il barattolo è pieno?"
<br />
Tutti risposero di sì.
<br />
"Davvero?"
<br />
Si chinò di nuovo sotto la cattedra e tirò fuori un secchiello di ghiaia.
<br />
Versò la ghiaia agitando il barattolo di vetro in modo che i sassolini scivolassero negli spazi fra le pietre.
Chiese di nuovo: "Adesso il barattolo è pieno?"
<br />
A questo punto la classe aveva capito.
<br />
"Probabilmente no." rispose uno.
<br />
"Bene." replicò l'insegnante.
<br />
Si chinò sotto il tavolo e prese un secchiello di sabbia, la verso nel barattolo, riempiendo tutto lo spazio rimasto libero.
<br />
Chiese: "Il barattolo è pieno?"
<br />
"No!" rispose in coro la classe.
<br />
"Bene!" riprese l'insegnante.
<br />
Tirata fuori una brocca d'acqua, la versò nel barattolo riempiendolo fino all'orlo.
<br />
"Qual è la morale della storia?", chiese a questo punto.
<br />
Una mano si levò all'istante.
<br />
"La morale è: non importa quanto fitta di impegni sia la tua agenda, se lavori sodo ci sarà sempre un buco per aggiungervi qualcos'altro."
<br />
"No, il punto non è questo.", disse l'insegnante, "La verità che questa illustrazione ci insegna è che se non metti dentro prima le pietre, non ce le metterai mai.
<br />
Quali sono le pietre della tua vita? I tuoi figli, i tuoi cari, il tuo grado di istruzione, i tuoi sogni, una giusta causa. Insegnare o investire nelle vite di altri, fare altre cose che ami, avere tempo per te stesso, la tua salute, la persona della tua vita...
<br />
Ricorda di mettere queste pietre prima, altrimenti non entreranno mai. Se ti esaurisci per le piccole cose (la ghiaia e la sabbia), allora riempirai la tua vita con cose minori di cui ti preoccuperai non dando mai veramente il giusto tempo alle cose grandi e importanti.</div>

<br />]]>
        <![CDATA[<br />
<font style="font-size: 0.8em;">(*) Riguardo la persona "giusta" che non si è saputa riconoscere, un tema che ricorre spesso, anche nelle esperienze degli amici, c'è
un noto ragionamento che si può riassumere con: <em>"il senno del poi"</em>.
Questo pensiero è generalmente duplice, da una parte tende a creare
autogiustificazioni, dall'altro sensi di colpa. L'autogiustificazione
da cui si viene sorretti è generalmente questa: <em>"Se potessi tornare indietro, agirei diversamente; ma poi penso che se è andata così, doveva andare così."</em><br />Insomma se non si è colta una persona ed una relazione, probabilmente
non si era pronti per farlo. Ma siccome questo non toglie affatto la
colpa, ecco che il nostro pensiero arriva per così dire "in soccorso"
aggravando la nostra posizione e decretando che pur non essendo maturi,
<em>"avremmo dovuto renderci conto"</em>.
<br /><br />

Se si è credenti, il ragionamento si arricchisce di elementi superiori: <em>"Forse
la situazione era stata studiata apposta da Qualcuno per farmi aprire
gli occhi e farmi capire quali fossero le cose importanti, quale fosse
il tipo di persona per me, magari per farmela cogliere quando fosse
passata sul serio."</em>
Certamente nessuno crede che questo Qualcuno si divertirebbe mai a
farci passare accanto la persona della nostra vita (anche se noi la
possiamo reputare tale) ed a farci soffrire, per non essere stati
capaci di accoglierla.
<br /><br />In realtà, sfugge però un dato importante. Facciamo una provocazione: Dio ha rinunciato
a mandare il Suo unico Figlio, pur sapendo che non lo avrebbero
riconosciuto? No, lo ha mandato lo stesso. E non è stato riconosciuto. Naturalmente, il paragone è ardito, perché in quel caso si poteva seguire ed incontrare il Signore (e quindi cambiare idea) nel corso del tempo, e in tutti i casi la relazione col Signore si può instaurare in qualsiasi momento della propria vicenda di vita; ma proprio per questo, invece, nel caso delle relazioni umane l'età fa da elemento discriminante.<br /><br />C'è quindi un fattore: se una persona non ha colto una
relazione che era quella "giusta", sicuramente c'è una responsabilità
personale derivante nel non aver riconosciuto quella persona, perché
questo evento rimane integro nella sua validità, e non
è corretto nè giustificato farlo diventare una "prova generale". Da ciò ne discende la conseguenza, che nel nostro caso è il non ripetersi più
quell'occasione unica.
<br /><br />E' difficile porsi quindi in un atteggiamento di
autogiustificazione nel caso di un errore così grossolano, anche se ci
sono tutte le attenuanti del caso come "non ero pronto o maturo" insieme ad
altre più o meno valide motivazioni. E' vero invece che nel corso del tempo si
impara a valutare con la dovuta giustezza quell'evento ed a valutare
quanto fosse grave l'errore. Non si può più tornare indietro, ma
quantomeno si impara a convivere con le proprie responsabilità ed a
comprenderle: non toglie la colpa, ma il senso di colpa sì.
<br /><br />
Non è cosa da poco: nel bellissimo film di Giuseppe Tornatore <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/A_Pure_Formality"><em>"Una pura formalità"</em></a>,
un commissario metafisico decide di non far trapassare l'anima dello
scrittore Depardieu finché non abbia capito che l'assassino,
l'artefice della sua morte così atroce, non è che in fondo lui
stesso.</font>





<br /><br />Un altro anno se ne va. E' stato un anno un po' difficile, ma la mia vita spirituale cresce. In fondo sono fiducioso: tutto è nelle mani del
Signore. <br />]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Auguri di Santo Natale a tutti!</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/12/auguri_di_santo_natale_a_tutti.shtml" />
    <id>tag:www.lucianogiustini.org,2009://1.1171</id>

    <published>2009-12-24T17:03:14Z</published>
    <updated>2009-12-24T18:49:38Z</updated>

    <summary>Che questo Santo Natale 2010 ricolmi di gioia e serenità i nostri cuori. Auguri a chi crede: lasciamo entrare Cristo nel cuore e preghiamo che accresca la nostra fede. Auguri a chi non crede: lasciamo entrare Cristo nel cuore domandandoci...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
        <category term="Eventi" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="feste" label="feste" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="natale" label="natale" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="AuguriNatale-piccolo.jpg" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/AuguriNatale2006piccolo.jpg" class="mt-image-none" style="" height="446" width="445" /></span><br /><br /><small><font color="#000066"><big><font color="#333333">Che questo
Santo Natale 2010
ricolmi di gioia e serenità i nostri cuori.<br />
<br />
Auguri a chi crede: lasciamo entrare Cristo nel cuore e
preghiamo che accresca la nostra fede.<br />
<br />
Auguri a chi non crede: lasciamo entrare Cristo nel cuore
domandandoci se esiste, e perché ci vuole bene (nonostante facciamo di tutto per non vederlo).<br />
<br />
Poniamoci in una visione positiva del mondo, antropologica cioè
incentrata sulla persona umana, nel rispetto del creato. E non dimentichiamo di rispettare anche noi stessi.<br />
<br />
Poi, come dice una mia cara amica, "la vera gioia non dipende dagli
eventi della vita". A volte è proprio così. ;-)</font></big><b><br />
</b></font><font color="#ff0000"><br />
<big><font color="#cc0000"><b>Auguri a tutti!</b></font></big></font></small><br />
 <div><br /></div>]]>
        
    </content>
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    <title>Consigli per gli acquisti #3</title>
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    <published>2009-12-22T14:09:17Z</published>
    <updated>2009-12-22T14:22:25Z</updated>

    <summary>&quot;Manifesto della destra divina&quot; di Camillo Langone, ed. VallecchiISBN: 9788884271624 Dal sito dell&apos;autore: «Non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in bruti e stupidi automi adoratori di feticci», con questa...</summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="langone.jpg" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/langone.jpg" class="mt-image-none" style="" height="392" width="250" /></span><br /><font style="font-size: 0.8em;"><i>"Manifesto della destra divina"</i><br /> di Camillo Langone, ed. Vallecchi<br />ISBN: </font><font style="font-size: 0.8em;"><a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788884271624/Manifesto_della_destra_divina/Camillo_Langone.html">9788884271624</a><br /><br /></font>

Dal sito dell'<a href="http://www.camillolangone.it/libri/manifesto_della_destra_divina.html">autore</a>:<br />
<div class="cited">«Non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo
consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in bruti e stupidi
automi adoratori di feticci», con questa esortazione Pier Paolo
Pasolini, nel 1975, precorreva in modo geniale il suo tempo e
anticipava la contraddizione più lacerante del mondo contemporaneo. <br />
                    <br />
Il conservatorismo inteso come difesa dei valori dello spirito, come un
recupero di ciò che di buono aveva il nostro passato, di ciò che rende
ogni uomo "Uomo", è il tema di questo pamphlet, colloquiale e agile.
"Difendi, conserva, prega!" : una difesa in controtendenza dei doveri
contro i diritti, dell'obbedienza e del rispetto contro
l'individualismo sfrenato che regola la società odierna. <br />
<br />
Camillo Langone, scandaglia il pensiero politico, filosofico, religioso
e ci esorta a recuperare quella «destra divina» che Pasolini diceva
chiusa «dentro di noi, nel sonno», e a rispondere con ritrovato
orgoglio e coraggio allo scetticismo e al materialismo imperante che
toglie a ognuno di noi quello che ha di più caro: la propria dignità di
uomo, la propria storia.</div>]]>
        
    </content>
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    <title>Consigli per gli acquisti #2</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/12/consigli_per_gli_acquisti_2.shtml" />
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    <published>2009-12-18T23:45:02Z</published>
    <updated>2009-12-20T13:48:39Z</updated>

    <summary><![CDATA[ &nbsp; "Evoluzionismo: il tramonto di un'ipotesi" a cura di Roberto De Mattei, CantagalliISBN: 9788882725006 "La presa di Roma" di Claudio Cerasa, RizzoliISBN: 9788817034524 Sull'evoluzionismo (dell'uomo, cioè la discendenza dell'essere umano dalla scimmia) il dibattito scientifico è ancora aperto, ed...]]></summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
        <category term="Aggiornamenti e segnalazioni" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[ <br /><table width="450"><tbody><tr><td width="200">
<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="evoluzionismo.jpg" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/evoluzionismo.jpg" style="border: 1px solid rgb(204, 204, 204);" height="220" /></span>

</td><td width="12">&nbsp;</td>
<td width="200">

<img class="mt-image-none" src="http://2.bp.blogspot.com/_36k7vli3bTs/SunW7xhPUOI/AAAAAAAAARE/WOw1TXUWIBQ/S220/Schermata+2009-10-28+a+10_31_27.png" />

</td>

<td></td>


</tr>


<tr>

<td>
<font style="font-size: 0.8em;"><i>"Evoluzionismo: il tramonto di un'ipotesi"</i><br /> a cura di  Roberto De Mattei, Cantagalli<br />ISBN: <a href="http://www.fondazionelepanto.org/2009/305/">9788882725006</a> </font></td>

<td></td>


<td>
<font style="font-size: 0.8em;"><i>"La presa di Roma"</i><br /> di Claudio Cerasa, Rizzoli<br />ISBN: <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788817034524/La_presa_di_Roma/Claudio_Cerasa.html">9788817034524</a> </font>
</td>
</tr></tbody></table>

<br />Sull'evoluzionismo (dell'uomo, cioè la discendenza dell'essere umano dalla scimmia) il dibattito scientifico è ancora aperto, ed a me piace il confronto intellettuale. Per questo ho comprato questo libro, che è controcorrente e sembra stimolante.<br />Il giovane autore del secondo, invece, mi è apparso per caso in tv a "Due minuti un libro". :-) <br /><br />Sulle tesi indicate nel tomo di De Mattei, uno spunto da "<a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=249787295672">Basta Bugie</a>" n.119:
<div class="quoted">
Tutto ha preso inizio da un Workshop internazionale sull'evoluzionismo da me promosso lo scorso 23 febbraio presso l'ente di cui sono attualmente vicepresidente. Mi sia permesso di ricordare i nomi dei partecipanti a quell'incontro, tutti studiosi di diverse nazioni e discipline: Guy Berthault, membro dell'associazione Internazionale dei sedimentologi; Jean de Pontcharra, ricercatore in nano-elettronica all'Università di Grenoble; Maciej Giertych, membro dell'Accademia polacca delle scienze; Josef Holzschuh, ricercatore di Geofisica alla University of Western Australia; Hugh Miller, chimico, dottore alla Ohio State University; Hugh Owen, presidente del Kolbe Center negli Stati Uniti; Pierre Rabischong, professore emerito dell'Università di Montpellier; Josef Seifert, rettore dell'International Academy for Philosophy del Liechtenstein; Thomas Seiler, dottore in fisico-chimica all'Università di Monaco; Dominique Tassot, Direttore del Centre d'Etudes et de Prospectives sur la Science; Alma von Stockhausen, presidente della Gustav-Siewerth-Akademie.
Gli atti di quel convegno sono stati pubblicati a novembre dall'Editore Cantagalli, con il titolo "Evoluzionismo. Il tramonto di un'ipotesi" (pp. 192, euro 17,00). Quanto è bastato per suscitare le ire di Marco Cattaneo, direttore della rivista "Le Scienze", di Marco Ferraguti, presidente della Società dei biologi evoluzionisti, e del filosofo della scienza Telmo Pievani.<br />
Quest'ultimo, ha dedicato ben nove pagine sulla rivista "MicroMega", per irridere e insolentire un libro che, per sua ammissione, non aveva letto. Nel suo articolo Pievani si è spinto a chiedere la mia rimozione dal CNR affermando che "chi nega una realtà comprovata non dovrebbe ricoprire cariche che implicano un'influenza sull'opinione pubblica o sulla gestione di enti pubblici" (p. 115). Ma qual è la "realtà comprovata"? Forse è quella che dà il titolo al più recente pamphlet dello stesso Pievani: "Creazione senza Dio"? Un libro in cui egli auspica che al reato di "vilipendio della religione" si sostituisca quello di "diffamazione della scienza" (p. 102)? Pievani accusa il "creazionismo" di spacciare per scienza un contenuto di fede. Ma cosa fa lui, se non spacciare per scienza, la sua negazione non della fede, ma dei principi evidenti della ragione. E' più "evidente" per l'intelletto umano affermare che Dio esiste, piuttosto che ritenere che l'uomo discenda dalla scimmia, come si ripete acriticamente da Darwin in poi. Però la prima affermazione è declassata a opinione "fideistica", la seconda elevata a verità assoluta. <br />L'attacco di Pievani si inserisce non a caso in un virulento numero monografico contro Benedetto XVI, "Il Papa inquisitore", come lo definisce il direttore della rivista Paolo Flores d'Arcais nel titolo del suo articolo di apertura (pp. 5-22). In quest'articolo si critica la "volontà di anatema" (p. 6) e l'"intransigenza dogmatica di questo inquisitore postmoderno" (p. 18) che "vuole imporre al mondo la verità della sua Chiesa, cattolica apostolica romana, nell'intero orizzonte etico-politico" (p. 13).<br />
Dal fascicolo di "MicroMega" emerge però l'esistenza di un'altra chiesa, quella evoluzionista, ben più censoria e inquisitoria di quella di cui oggi è capo Papa Ratzinger. Benedetto XVI dialoga infatti con gli evoluzionisti, tollerando perfino che ricoprano alte cariche nei dicasteri pontifici, mentre i fanatici dell'evoluzionismo, non riservano che sprezzo e irrisione a chi non condivide il loro "Verbo". Non è questo l'atteggiamento tipico di chi ha paura di misurarsi sul terreno delle idee, perché è consapevole della inconsistenza delle proprie ragioni? Gli anni passano, le prove non arrivano e l'evoluzionismo appare sempre di più, non una teoria scientifica, ma una mera opzione filosofica anticreazionista. 
</div>]]>
        
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    <title>Io sto con Gian Antonio Stella</title>
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    <published>2009-12-17T19:54:10Z</published>
    <updated>2010-01-07T01:10:51Z</updated>

    <summary>Leggendo il post di Leonardo sull&apos;Unità a proposito dell&apos;editoriale di Gian Antonio Stella &quot;Il lato oscuro della rete&quot; (il Web invaso da minacce ed insulti), pubblicato sul Corriere il 15 dicembre scorso, ho l&apos;impressione che a Leonardo Tondelli, che si...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
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        <category term="Politica" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/12/Dilbert-20060727-65.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/12/Dilbert-20060727-65.shtml','popup','width=600,height=208,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/12/Dilbert-20060727-thumb-480x166-65.gif" alt="Dilbert-20060727.gif" class="mt-image-none" style="" height="166" width="480" /></a></span><br /><br />Leggendo il <a href="http://www.unita.it/news/italia/92713/internet_e_quella_stella_che_brilla_lass">post di Leonardo sull'Unità</a> a proposito dell'editoriale di Gian Antonio Stella "<i><a href="http://www.corriere.it/editoriali/09_dicembre_15/il-lato-oscuro-della-rete-editoriale-gian-antonio-stella_36daddde-e940-11de-ad79-00144f02aabc.shtml">Il lato oscuro della rete</a></i>" <i>(il Web invaso da minacce ed insulti)</i>, pubblicato sul <a href="http://corriere.it/">Corriere</a> il 15 dicembre scorso, ho l'impressione che a <a href="http://leonardo.blogspot.com/">Leonardo</a> Tondelli, che si chiede "come mai" questo editoriale, sfugga un dato essenziale. <br /><br />Le parole citate e originate da Stella sono cose ovvie tipo <i>"il lato oscuro del web «è popolato da indivi­dui e gruppi che, pur
nella diversità di accenti e idio­mi utilizzati, parlano tutti, salvo
qualche rara ma im­portante eccezione, il lin­guaggio della violenza,
del­la sopraffazione, dell'an­nientamento»</i>. Cose che abbiamo sperimentato tutti nella navigazione su Internet, senza che per questo, altrettanto ovviamente, ci sia venuto in mente che tutta Internet sia così. Ripeto: c'è però un dato essenziale che sta sfuggendo, a causa della difettosità dell'osservatore che non riesce ad osservare una realtà che è dentro di lui.<br /><br />L'escalation di Leonardo, forse l'insegnante-blogger più famoso della blogosfera italiana, è cominciata molto tempo fa. <span class="text_exposed_show">Aveva doti di equlibrio e di una certa ironia: ero un suo grande estimatore, e pur non condividendo alcune sue posizioni, leggevo con
interesse il suo squisito ragionare provocatorio e filologico.
<br />Poi ho avuto la netta sensazione che fomentasse l'odio ed il rancore che portava
dentro di
sé, e mi è parsa una lenta derìva del suo pensiero "anti": prima
contro il governo, e fin lì si poteva ancora tollerare perché esprimeva una rabbia di sottofondo, poi
contro la chiesa, e da lì ho iniziato ad avere dei sospetti. Fino a che
non mi ha detto, in una lunga discussione che mi ha allontanato da lui
e dalle sue idee, che era "certo" che i
vescovi fossero contrari alla pillola abortiva (la "Ru486") perché
volevano tornare
alle mammane ed agli aborti clandestini, che i preti volevano solo
rendere più difficile l'aborto per far soffrire i non credenti........ </span><br /><span class="text_exposed_show">Ecco, lì mi sono reso conto che le "posizioni estreme" erano arrivate. </span><br /><br />Al netto dell'inevitabile strumentallizzazione che si fa della difficile situazione politica odierna (leggi: "adesso che c'è tanto odio possiamo finalmente prendercela con Facebook"), e fatta la tara anche alle osservazioni di Stella che riguardano la parte meno nobile della rete, il dato essenziale è che il "Web di minacce ed insulti" non viene soltanto da chi quelle minacce e quegli insulti li scrive in modo gergale e diretto, cafone e senza filtri, ma anche da chi ha gli strumenti, lo stile, e le capacità tecniche e culturali per fare attacchi precisi, motivati ed altamente filosofici, potenzialmente ascoltati da coloro i quali possono aggiungere riferimenti ben precisi al sostegno del pensiero debole (o deboluccio), al loro agire politico, alla loro vita imbevuta di ideologie: in una parola rischiano di trasformarsi in "cattivi maestri" (termine abusatissimo ma nel caso specifico mi riferisco all'aura di maestrini della nostra blogosfera, non agli anni di piombo) per "bambini" dell'informazione libera. Non siamo capaci di usare uno strumento così potente ed efficace per scopi un po' più alti, nobili, pacifici ed infine non <i>contro-qualcosa</i> ma <i>per-qualcosa</i>? <br />

<br />]]>
        <![CDATA[<br />Leonardo non è certo il solo. Potrei citare decine di blogger famosi ma non vi è certo bisogno che lo faccia. Il fatto è che Gian Antonio <span class="text_exposed_show">Stella
osserva da fuori e vede il problema proprio perché guarda senza lenti
deformanti, al contrario di quello che ritiene chi anima questo tipo
di dibattito. <br />Molti blogger, infatti, argomentano ed insistono, producendo
il messaggio "contro". Grazie alla fitta ragnatela dei social network </span><span class="text_exposed_show">che riproduce all'infinito </span><span class="text_exposed_show"></span><span class="text_exposed_show">post e commenti, questa avversione contro la classe politica e poi </span><span class="text_exposed_show">contro la chiesa, cresce e </span><span class="text_exposed_show">diventa sempre più mefistofelica ed aggressiva mentre chi lo produce perde di vista che diventa egli stesso aggressore</span><span class="text_exposed_show">. </span><span class="text_exposed_show">Anzi</span><span class="text_exposed_show">, per corroborare questa autorialità <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/10/il_popolo_della_rete_e_le_sue_etich.shtml">si premia anche</a></span><span class="text_exposed_show">. </span><br /><span class="text_exposed_show"><br />Il
passa-parola si diffonde nella blogosfera come un messaggio implicito
ed a tratti perfino inconsapevole: è così suadente, così convincente
che - si - è un messaggio che alla fine deve essere giusto. </span><span class="text_exposed_show">Non importa se è </span><span class="text_exposed_show">così ossessivo, negativo o corrosivo: nessuno ci fa caso. E q</span>uando
un giornalista lo nota, si dice che è lui a non capire niente di
Internet, offrendo all'ideologia nichilista della rete il suo massimo
tributo<span class="text_exposed_show">.<br /><br /></span>Dunque a me sembra Leonardo che la risposta alla tua domanda sia nel tuo post. E non da ora.<br />]]>
    </content>
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    <title>Consigli per gli acquisti</title>
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    <published>2009-12-12T00:00:37Z</published>
    <updated>2009-12-18T23:46:08Z</updated>

    <summary><![CDATA[(il post è stato aggiornato il 18/12/09 14:53)&nbsp; "La verità chiede di essere conosciuta" di Alessandra Borghese - Carlo Caffarra, RizzoliISBN: 9788817034821 "La vita è uguale per tutti" di Paola Binetti, MondadoriISBN: 9788804592129 Parole sante: Incontrare la fede cambia la...]]></summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
        <category term="Aggiornamenti e segnalazioni" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Il sabato del villaggio (globale)" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[<font style="font-size: 0.8em;">(il post è stato aggiornato il 18/12/09 14:53)</font><table height="263" width="400"><tbody><tr><td width="200"><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.deastore.com/libro/la-verita-chiede-di-essere-alessandra-borghese-carlo-caffarra-rizzoli/9788817034821.html"><img alt="borghese-9788817034821.jpg" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/borghese-9788817034821.jpg" class="mt-image-none" style="" height="183" width="120" /></a></span></td><td width="12">&nbsp;</td>
<td width="200">

<a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788804592129/La_vita_e_uguale_per_tutti/Paola_Binetti.html"><img class="mt-image-none" alt="Paola Binetti" style="" src="http://www.lafeltrinelli.it/static/images-1/l/650/2771650.jpg" /></a>


</td>

<td></td>


</tr>


<tr>

<td>
<font style="font-size: 0.8em;"><i>"La verità chiede di essere conosciuta"</i><br /> di Alessandra Borghese - <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Caffarra">Carlo Caffarra</a>, Rizzoli<br />ISBN: <a href="http://www.deastore.com/libro/la-verita-chiede-di-essere-alessandra-borghese-carlo-caffarra-rizzoli/9788817034821.html">9788817034821</a> </font></td>

<td></td><td>

<font style="font-size: 0.8em;"><i>"La vita è uguale per tutti"</i><br /> di Paola Binetti, Mondadori<br />ISBN: <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788804592129/La_vita_e_uguale_per_tutti/Paola_Binetti.html">9788804592129</a> </font>


</td>

<td>
</td>

</tr></tbody></table>
<br />Parole sante:
<div class="quoted">
Incontrare la fede cambia la vita: si sente il bisogno di trasmetterne la bellezza e la gioia, con coraggio e con fermezza. Ma la cosa più importante è che muta la prospettiva da cui si guarda ogni cosa. In un mondo travolto dai venti delle passioni e del relativismo, reso minaccioso dagli spettri dell'indifferenza e del nichilismo, la tradizione cristiana può rivelarsi agli occhi non solo del credente come un appoggio solido e irrinunciabile. La parola della Chiesa può accoglierci e guidarci attraverso le difficoltà del nostro tempo. Il significato del dolore e della sofferenza, le coppie di fatto e l'omosessualità, il ruolo del cristiano nella società, i riti e le novità della liturgia... ma anche problemi quotidiani come la pianificazione familiare o più complessi, come il rapporto con le nuove religioni emergenti, spesso trovano risposte molteplici e contrastanti anche in seno ai vertici della Chiesa. Ecco perché diventa necessario ricercare risposte chiare ai tanti interrogativi che ci troviamo davanti. "Non sono orecchie disposte a sentire che mancano, ma bocche disposte a parlare" meditava san Gregorio Magno. Anche per questa ragione Alessandra Borghese, dopo aver maturato nel tempo il proprio cammino di fede, presta oggi la sua voce in un'intensa conversazione col cardinale Carlo Caffarra. Il risultato è un dialogo che affronta molti interrogativi morali, spirituali e sociali che segnano un'epoca travagliata e in continua trasformazione come la nostra.
</div>

<br />Un tema trattato laicamente:
<div class="quoted">
Paola Binetti, deputata del PD e neuropsichiatria infantile, è in grado di discutere con competenza medica dei temi della bioetica, del diritto alla salute, dell'etica di fine di vita. Il suo impegno è proporre un modo di affrontare questi temi che tenga insieme la Costituzione e i valori e le sensibilità del credente. Il parlamento sta per approvare una legge che regoli le questioni morali e legislative sollevate dal terribile caso di Eluana Englaro. L'autrice, che di questa legge è una delle sostenitrici più in vista, intende con questo breve e preciso intervento fornire al grande pubblico le ragioni della nuova disciplina, che vuole dare una sistemazione chiara e condivisa a situazioni che di fatto pongono a tutti noi un dilemma straziante. "A chi si chiedesse che senso abbia una vita come quella di Eluana, basterebbe sfogliare i giornali di questi mesi per comprendere fino a che punto è stata in grado di provocare le nostre intelligenze, di toccare i nostri cuori e di mobilitare le nostre volontà, proprio da quel letto in cui non sembra capire cosa accada intorno a lei."
</div>
]]>
        
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    <title>Il Concorso</title>
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    <published>2009-12-07T21:54:44Z</published>
    <updated>2009-12-12T00:05:53Z</updated>

    <summary><![CDATA[ Calvin &amp; Hobbes ©2006In questo momento di lettere tra padri (famosi) e figli, di denuncia sul difficile mondo del lavoro in Italia, e di inviti che i primi fanno ai secondi di andarsene dall'Italia per avere un riconoscimento meritocratico...]]></summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
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        <![CDATA[
<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="calvinhobbes.png" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/calvinhobbes.png" class="mt-image-none" style="" height="176" width="550" /></span><br /><font style="font-size: 0.8em;">Calvin &amp; Hobbes ©2006</font><br /><br />In
questo momento di lettere tra padri (famosi) e figli, di denuncia sul difficile
mondo del lavoro in Italia, e di inviti che i primi fanno ai secondi di
andarsene dall'Italia per avere un riconoscimento meritocratico (<i>"<a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html">Figlio
mio, lascia questo Paese</a>"</i>, Pier Luigi Celli su Repubblica), vi voglio
raccontare la mia esperienza.<br /><br />Questa storia prende inizio un po' per caso, da un evento prodromico verificatosi nei primi mesi del 2009, che vale la (breve) premessa.<br /><br />Allora lavoravo in una società di informatica. Provenivo da un periodo passato in Telecom Italia, dove mi ero abituato ad un ambiente aperto, gradevole, e...grande (i famosi <i>open space</i>), e mi ero ritrovato a lavorare in un piccolo appartamento a stretto contatto con persone che, ad onor del vero, non sembravano molto cordiali. Tempo pochi mesi e i rapporti si erano ulteriormente incrinati: siccome la mia società aveva lasciato la commessa con Telecom io dovevo rimanere in quello spazio ristretto a fare non si sa bene cosa.<br /><br />A parte questi piccoli inconvenienti, c'era un problema di fondo, che avrei capito solo più tardi: un ingegnere 39enne che irrompe nella consolidata e stantìa prassi di una piccola società di informatica che ha le sue consuetudini, i suoi capi e capetti, ed i suoi rapporti di forza già presenti da decenni, può creare due effetti: o di rottura innovativa oppure di graduale asservimento. Il mio si può dire che fu di graduale rottura. <br />Caso volle che, a causa di alcune difficoltà di carattere tecnico la cui colpa veniva addossata a me, scoprì nella configurazione sistemistica "inventata" dal responsabile informatico la causa della farraginosità dell'aggiornamento che oltre a rendere più lento il processo, creava notevoli possibilità di errore a chi doveva farne uso. Intendiamoci, nulla di terribile, ma il capo (un ingegnere) che non ne sapeva nulla, chiese conto al responsabile di quell'invenzione. Ci misi poco insomma a farmi nuovi amici.. <br /><br />Dopo aver subìto delle (neanche tanto) velate minacce pure scritte (roba da <i>mobbing</i>, ma non sono così smaliziato da fare vertenze per questo, purtroppo), a marzo arrivò la convocazione dal capo: il rapporto di lavoro si doveva risolvere, per reciproca incompatibilità e reciproco rammarico (comunque lui mi voleva bene, ma...). Così fu. <br /><br />Chiusa la premessa, torniamo all'evento del titolo. Qualche settimana dopo, mentre stavo cercando di capire e riorganizzare il mio futuro professionale, sul quale incombevano pesanti nubi, mi cadde l'occhio su un concorso che si svolgeva in una primaria Pubblica Amministrazione del Lazio. Tra le figure professionali richieste c'erano anche informatici, così decisi di partecipare alla prova preselettiva: era giugno, e mi ritrovai insieme a circa 3000 persone. <br /><br />Questo non era il primo concorso a cui partecipavo, quindi non mi facevo grandi illusioni: come tutti, ci si prova, sperando nella buona stella o in qualche santo. <br />Allo scritto, non c'erano le solite domandine su quanti cubi entrano in un rettangolo (...), ma c'erano molte domande di cultura generale, e in quel ramo non me la cavo male. Morale, dopo un mese uscirono i risultati, ed io ero tra la trentina di candidati che l'aveva superata!<br /><br />A quel punto c'era la prova scritta vera e propria sulle materie del concorso. Diritto (per me nuovo), e ovviamente informatica. Passai l'estate a studiare (praticamente solo il primo), e a ottobre andai alla seconda prova del concorso.<br /><br />E qui la faccenda inizia a farsi interessante.<br /><br />Non solo passo il secondo scritto, cosa che per me non era affatto scontata dato che diritto non rientrava tra le materia di mia competenza, ma lo passo col voto più alto! E qui c'è una buona dose di soddifazione personale: nell'ultimo concorso, per dire, non ero riuscito a rientrare neanche nelle prime posizioni. Ora invece non solo mi ritrovo all'orale, ma primo in graduatoria.. <br />Dunque una favorevole concomitanza di eventi, destinata certamente a non ripetersi.<br /><br />Qui inizia anche il mio, per così dire, "calvario". Già il giorno stesso della prova mi sento male, ma resisto comunque fino alla fine. Da quel giorno e fino alla prova orale, il mio maldistomaco non mi darà tregua. Alla fine avrò perso circa 7 kg in poco meno di due mesi (di sola dieta bianca).<br /><br />Ma il calvario non è soltanto nella preparazione e nell'ansia patologica che inevitabilmente mi porto dietro. C'è in gioco la dignità del futuro professionale, e soprattutto c'è l'aspetto della famigerata "raccomandazione". <br />Fino a pochi anni fa, arrivati a 50 anni non ti assumeva quasi più nessuno. Oggi siamo scesi a 40. E senza un lavoro non è possibile neanche formare una famiglia, o diventa molto difficile.. Pensieri che ti attanagliano lo stomaco e il cuore, e ti affollano la mente.<br /><br />Già, la raccomandazione. In Italia sembra che non si possa fare un concorso se non si ha qualche spintarella, qualche aggancio, qualche politico che fa una telefonata, che manda una letterina, o un amico vescovo, un...santo in terra, e così via. Chi mi conosce, sa però che a me non piacciono i compromessi. E' ben difficile andare in giro a dire ed a scrivere che la politica e le persone devono avere un'etica se poi io per primo, alla prima occasione, metto da parte i principi ed i valori che difendo per avere un tornaconto personale.<br /><br />]]>
        <![CDATA[Decido così di non chiedere niente a nessuno. Dopotutto sono primo in
graduatoria: se dovessero mai fare qualche cosa strana, sarà ben
difficile che possano arrivare a tanto, penso. Comunque anche se ci
sono raccomandati io cercherò di fare del mio meglio e poi,
..confidiamo nella correttezza degli altri. <br /><br />In questo
ragionamento conta anche la probabilità: per superare l'orale il minimo
voto é - per bando - 21/30. Nella mia carriera universitaria ho fatto
decine di esami, e tra questi molti orali. Così, pur nella variabilità
e nella differenza che ci può essere tra un esame concorsuale ed uno
accademico, posso dire di conoscere un po' le metodologie di
valutazione del merito nelle prove di un certo rilievo. <br />La prima
modalità, quella classica, è la media dei voti delle prove effettuate:
se le prove sono più di due, si pesa la prima prova scritta e la
seconda in modo diverso, e così per le altre. Se le prove sono due,
come in questo caso (la prova preselettiva infatti non si calcola), la
votazione finale è la semplice media tra i due voti. Per quanto
riguarda lo scritto, la valutazione del risultato viene effettuata con
mezzi meccanizzati, e dunque la discrezionalità è pari a zero. Per
l'orale conta il numero di risposte corrette enunciate, l'esposizione,
ed altri parametri che vedremo fra poco. <br /><br />Insomma, è difficile
partire da una votazione molto alta allo scritto ed arrivare a un voto
finale basso, a meno che non si faccia scena muta all'orale. <br /><div><br /></div>Così, veniamo al dunque. <br /><br />Per avere omogeneità di giudizio all'esame
orale, tendenzialmente il numero di domande è uguale per tutti i candidati, mentre ad ogni
domanda viene assegnato un voto dipendente dal
"peso" della domanda e dalla risposta (se c'è) del candidato. Naturalmente, lo
stesso numero di domande verterà su argomenti omogenei in modo che non vi sia spazio per le preferenze: una domanda&nbsp;
verterà sempre sull'argomento "A" (ad es. gli articoli di una stessa legge o insieme omogeneo di leggi), due domande sull'argomento "B", di cui magari una sarà con una parte scritto-grafica ed una verbale, poi una prova tecnica, una linguistica (ove previsto) e via dicendo.. Gli argomenti su cui vertono le domande sono descritti adeguatamente nel bando del concorso. <br />Dov'è
la discrezionalità? La discrezionalità può esserci soltanto in un
ambito: poiché ogni risposta coinvolge diversi aspetti, dall'esposizione di concetti spesso presenti nel contesto di una singola domanda
complessiva, al parere che si forma l'esaminatore sulla base delle risposte (una profonda incertezza nella risposta può svelare le lacune), chi assegna il voto può gestire il "pacchetto
massimo" assegnato a quella domanda per determinarne il peso. Ad esempio,
se su un articolo il candidato esprime correttamente il
contenuto della legge ma omette di specificare la pena, il
monte punti di quella domanda (poniamo 1), sarà decrementato (poniamo
di 0.3 punti) e quindi il risultato finale sarà inferiore (nel nostro
esempio 0.7).<br /><br />Prima di proseguire una precisazione: per ovvi motivi non giungerò ad alcuna conclusione nè suggerirò alcun
percorso teorico o predeterminato: mi limiterò a raccontare quello che ho sperimentato.
Le eventuali conclusioni le lascio al
lettore.<br />Io ho volutamente rifiutato raccomandazioni politiche per coerenza verso me stesso e verso gli altri e per vedere fino a che punto sarebbe arrivata - se presente - la discrezionalità, e infine per verificare se l'Italia è un Paese più vicino o lontano dall'Europa lavorativa. <br /><br />Arrivato il giorno dell'orale, giunge il mio turno e mi siedo di fronte alla commissione, mentre dietro ci sono gli altri che ancora devono essere sentiti o quelli già sentiti che attendono l'esito. L'ansia è a mille, ma cerco di mantenere la calma. Mi viene posto davanti un foglio di domande di Diritto: vengo invitato a leggerle con calma. Le so quasi tutte! Inizio dalla prima..., mi impappino un po' ma mi riprendo subito, poi attacco con la seconda, che so quasi a memoria, e via le altre. Intanto,&nbsp; un'esaminatrice della commissione mi fa la domanda di Diritto penale: rispondo correttamente.&nbsp; Il presidente di commissione però mi chiede anche la pena massima edittale, che sbaglio. Lascio per ultime le due domande scritte che non ricordavo. Inizio a rileggerle per fare mente locale, si capisce che non le ricordo bene ma decido di provare a rispondere per ragionamento. Su una sbaglio parzialmente, sull'altra no, alla fine insomma sembra che abbia smarcato l'ostacolo. Passo alle domande di Informatica: tutte superate senza particolari problemi.<br />Passo alla traduzione nella lingua prescelta (inglese): neanche un'esitazione, dopo quattro anni passati con una ragazza straniera parlando solo inglese era il minimo! Infine, arriva il componimento obbligatorio di un documento amministrativo, che scrivo correttamente, ero andato a sentire gli orali il giorno prima e sapevo che sarebbe stato chiesto. Consegno e firmo.<br /><br />Mi alzo felicissimo e sorridente. La commissione ci fa uscire dall'aula per riunirsi in consiglio. Nell'atrio della sala chiedo agli altri compagni di concorso secondo loro com'è andata. Uno mi risponde "alla grande!", gli altri annuiscono, pacche sulle spalle. Auguri, in bocca al lupo a tutti.<br /><br />Con questa gioia mi reco ad un convegno che c'era proprio quel giorno. La graduatoria finale, infatti, verrà esposta più tardi in giornata.<br /><br />Torno quindi nella sede concorsuale in tempo per l'ultimo esaminando, e ci mettiamo tutti in attesa del verdetto finale..<br /><br />Dopo circa un'ora di camera di consiglio, vengono affissi per primi i risultati delle prove orali. E lì già arriva la prima doccia fredda: io ho conseguito un voto basso, ci rimango molto male e non mi capacito del giudizio così deludente: pensavo di essere andato molto meglio ma evidentemente mi sbagliavo. Ma dopo qualche minuto arriva la mazzata, perché vengono affisse le graduatorie finali: sono Idoneo (ed è bene), ma sono fuori da quelli che verranno immediatamente assunti. Purtroppo, per pochi decimi di voto.]]>
    </content>
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    <title>Il popolo della rete e le sue etichettature</title>
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    <published>2009-10-13T20:26:43Z</published>
    <updated>2009-10-22T10:55:37Z</updated>

    <summary>(il post è stato aggiornato il 19/10/2009 15:02)Si è svolto a fine Settembre, dopo un&apos;adeguata preparazione, il tradizionale evento dei Macchianera Blog Awards.&quot;La rete boccia il blog di Beppe Grillo&quot;, insieme ad un altro articolo del Corriere riporta i nomi...</summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/10/hesaid_awards-60.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/10/hesaid_awards-60.shtml','popup','width=450,height=450,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/10/hesaid_awards-thumb-360x360-60.jpg" alt="hesaid_awards.jpg" class="mt-image-none" style="" height="360" width="360" /></a></span><br /><font style="font-size: 0.8em;">(il post è stato aggiornato il 19/10/2009 15:02)<br /><br /></font>Si è svolto a fine Settembre, dopo un'adeguata preparazione, il tradizionale evento dei <a href="http://www.macchianera.net/2009/09/15/mba-macchianera-blog-awards-2009-1-il-red-carpet/">Macchianera Blog Awards</a>.<br /><br />"<a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_ottobre_04/PREMI_OSCAR-BLOG_c0c4e93c-b0f5-11de-b562-00144f02aabc.shtml">La rete boccia il blog di Beppe Grillo</a>", insieme ad un altro articolo del Corriere riporta i nomi dei vincitori di alcune delle categorie dei blog.<br /><br />Altri
titoli del genere compaiono spesso nei giornali italiani che, ahimè,
sembrano sempre adeguatamente lontani dalla realtà della rete.<br /><br />I
votanti ai Macchianera Blog Awards, infatti, non sono "la rete". E lo
scrivo con tutta la stima che posso avere per le persone che vi
partecipano. Quella, infatti, è una "parte della rete". Una parte di
rete che ha delle caratteristiche piuttosto omogenee. Non ci
interessano tanto queste caratteristiche. Ci interessa sottolineare che
è un sottinsieme.<br />A me <a href="http://www.macchianera.net/">Gianluca Neri</a>,
con il quale pur non condividendo le idee mi accomuna una passione per
la telematica (la sua evidentemente molto più forte), sta simpatico, mi
invita tutti gli anni alla Blogfest insieme agli amici ed i colleghi di
blog che condividono lo spirito libero ed aperto del Web.<br /><br />
Molti di quelli che frequento sulla rete, sui social network,
etc., non hanno votato però ai Macchianera Awards e soprattutto non sanno
neanche cosa sono.<br /><br />Questo perché? <br />
<br />
Gianluca è un bravissimo organizzatore. Io non sono potuto andare alla
<a href="http://www.blogfest.it/">Blogfest</a>, ma ho letto dalle impresioni degli altri il grande successo
ottenuto dalla manifestazione. La Blogfest, splendida occasione di
incontro e di divertimento, non è tanto "politicizzata" quanto i Blog Awards stessi.
Sì, è vero che Repubblica ne ha fatto una <a href="http://roma.repubblica.it/multimedia/home/13027182/1/6">fotogallery</a>
e l'ha messa in prima pagina, mentre il Corriere si ilimita a ricordarne
con un articolo alcuni vincitori; è anche vero che ne ha parlato <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-081a915f-25e6-410d-a4fc-df4ea9357bd8.html?p=0">Neapolis</a> (Rai Tre), però vorrei evitare di darne una connotazione che ho inserito volutamente tra virgolette e che forse i quotidiani implicano.<br /><br />Gianluca ha sicuramente il merito di aver tolto lo scettro di "premio Internet" al <a href="http://premiowww.ilsole24ore.com/">Premio WWW </a>del
Sole 24 ore, che come ricorderanno molti, risente in qualche modo della
linea editoriale della testata, pur portandone in dote l'autorevolezza
e la spendibilità. <br />Tuttavia l'impressione è che, nel tentativo, non sia riuscito ad aumentare di molto la rappresentatività dell'iniziativa, limitandosi a
spostare la scelta da una linea editoriale ad orientamento commerciale ad una di tipo ideologica. Di fatto,
siamo ancora lontani da una votazione che abbia un
campione omogeneo della "popolazione" del Web, pur palesando un netto miglioramento come numeri ed incisività rispetto alle passate edizioni, un merito indiscusso di Neri. <br /><br />Ciò premesso, vorrei fare alcune osservazioni come cattolico sull'andamento del premio, considerazioni estendibili anche alle passate edizioni. Nelle categorie meno tecniche e un po' più filosofiche del premio, a<font> <a href="http://www.macchianera.net/2009/10/07/mba-macchianera-blog-awards-4-i-risultati/">vincere</a> è stato soprattutto un sentimento anticlericale, a partire dal vincitore assoluto, quel <a href="http://www.spinoza.it/">Spinoza</a>
il quale oltre che filosofo olandese del '600, esponente del
razionalismo e precursore dell'Illuminismo, è anche il titolo
di un blog davvero intrigante nei suoi aforismi, ma che, insieme ad alcuni vignettisti ed altri autori di successo (tra cui Paul the Wine Guy, che ha chiuso il blog dopo la premiazione, e <a href="http://leonardo.blogspot.com/">Leonardo</a>), fa dello spregio alla cultura cristiana una delle sue cifre. <br />
<br />
</font><font>Dunque orientamenti chiaramente anticattolici. È un dato importante? Per quelli che votano forse no. Ma per chi osserva da fuori si. </font><p> </p> <p>   Perché <font>non
è la rete ad apparire anticlericale, ma le persone che ne fanno un
utilizzo più sociale. Questo significa che esse rappresentano tutti?
Ovviamente no. Ma hanno un indicatore in comune: un'ideologia anticristiana che appare chiusa, quando non ostile, ad ogni confronto. Allora come cristiano sono portato ad interrogarmi, sulla distribuzione, sull'importanza e sulla diffusione di tale sentimento sulla rete, perché è in qualche modo condiviso ed accettato&nbsp; da
questa parte che più è attiva e </font><font>propositiva </font><font>nell'ambiente
telematico e nel mondo della comunicazione.</font></p><p><font>Va riscontrato, nei fatti, che questo "sottinsieme di pensiero" non rispecchia però la reale distribuzione di idee, di valori e di dialogo del popolo della rete.<br /></font> </p> <p>   I<font>n <a href="http://www.facebook.com/">Facebook</a>, ad esempio, che
attualmente è il social network più diffuso in Italia (e nel mondo
occidentale), vediamo che sono attivi molti altri orientamenti di
pensiero, e ci sono gruppi e iniziative cattoliche molto diffuse (ecco
dunque il merito di strumenti come questo, che non tutti colgono, almeno a giudicare dalle obiezioni che continuamente mi arrivano sulla sua presunta utilità). Proprio per la trasversalità dei profili che contiene, che si deduce anche da una recente inchiesta dell'<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/pane-amore-e-social-network/2111078//0">Espresso</a>, </font>il network "Italy" di Facebook <font>s</font>arebbe, ad esempio, un
campione molto più rappresentativo per eventuali "Blog Awards" nostrani. <br />Ma anche nel mondo dei blog, anzi soprattutto in quello, vi è una tale e diversa distribuzione che viene da chiedersi come sia possibile identificare la rete cogliendo solamente le spinte ideologiche che vengono da una sua parte: basti per tutti una visita al sito (in inglese) di <a href="http://vultus.stblogs.org/">Vultus Christi</a> e visitare qualche link (anche in italiano) per rendersi conto della fitta trama di dialogo e di contenuti, alcuni davvero molto profondi, che si dipana intorno ai temi cattolici nella rete. <br /><br /><font>Ma allora bisogna svalutare questa iniziativa dei Blog Awards? Assolutamente
no. Va riportata, però, nella dimensione che le è propria.</font> </p>]]>
        <![CDATA[<p>   <font>Chi
vota rappresentano un
orientamento, e senza per forza volerlo politicizzare, possiamo però delinearne
alcuni tratti comuni, di cui la diffidenza verso il mondo cattolico e le sue idee
ne è forse il più evidente. </font> </p> <p>   <font>Questa
non è una storia nuova, ma mentre a differenza di altre realtà di rete,
stiamo sfatando un mito: che i cattolici abbiano un qualche influenza.
Basta scorrere i blog di tendenza (vedere l'elenco a partire proprio
dai vincitori).</font> </p> <p>   <font>Ecco forse allora è questo il
problema. Il bravo Gianluca organizza e promuove un preciso ambito
culturale e politico, e si muove in quell'ambito. Ma gli altri stanno a
guardare. E alla fine si legge che la "rete" la pensa in un modo o in
un altro.</font><br /></p> ]]>
    </content>
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    <title>Boffologia estiva con derìva (del tradizionalismo cattolico)</title>
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    <published>2009-08-29T21:38:44Z</published>
    <updated>2009-09-03T12:41:23Z</updated>

    <summary>Della vicenda di Dino Boffo, direttore di Avvenire, in particolare del caso di molestie di cui ha dato notizia il Giornale, non mi sembra ci sia bisogno di usare le formule giornalistiche per qualcosa che deve venire ancora, o di...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
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    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[Della vicenda di Dino Boffo, direttore di Avvenire, in particolare del <a href="http://www.corriere.it/politica/09_agosto_28/feltri_attacco_boffo_avvenire_cei_3d76a938-93c4-11de-8445-00144f02aabc.shtml?fr=correlati">caso di molestie</a> di cui ha <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=377663">dato notizia il Giornale</a>, non mi sembra ci sia bisogno di usare le formule giornalistiche per qualcosa che deve venire ancora, o di uno scandalo che sta per scoppiare, perché è già avvenuto. Spetta alla magistratura, che si è
già espressa, ed alla verità dei fatti, che dovrebbero essere appurati
senza ombra di dubbio, fare chiarezza sull'episodio
contestato. <br /><br />Come si sa, ne aveva parlato anche <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/2005/09/20/pare_che.html">Mario Adinolfi</a>
nel 2005. Il problema, forse, è di chi sapeva, di cosa sapeva e del
perché ha taciuto.. Si sa anche che Boffo aveva criticato più volte il Governo. Si sa che Bertone, segretario di Stato vaticano, uomo
d'istinto e poco incline alla diplomazia, ha annullato la cena della <i>Perdonanza</i> con Berlusconi il giorno stesso che è uscito lo "scoop" sul Giornale (il quotidiano è di proprietà del fratello Paolo), e che il giorno dopo <a href="http://www.corriere.it/politica/09_agosto_29/bagnasco_attacco_4cf17918-947a-11de-aa5b-00144f02aabc.shtml">Angelo Bagnasco</a>,
capo della CEI (editore dell'Avvenire), non l'ha presa affatto bene. Ma
questi possono sembrare dispettucci ed ipocrisie su cui sinceramente a
me interessa relativamente soffermarmici.<br />
<br />Trovo al tal proposito corrette e sagge le parole di un prudente <a href="http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=1909">Luigi Accattoli</a> dal suo blog:<br /><div class="cite">(...) <br />Spero [che Boffo] chiarisca presto, a mio parere prima lo farà e meglio sarà. Ma
sono convinto anche che egli possa chiarire. Della condanna e del
patteggiamento si sapeva da tempo e non solo per sussurri: ne avevano
scritto "Notizie radicali" e "Panorama", per non dire di quanto si
poteva trovare nella Rete.<br /> Egli avrebbe ammesso - patteggiando - di aver trasceso verbalmente con
una donna che stava esercitando un pressing telefonico e di anticamera
su di lui in quanto direttore di Avvenire per non so quale obiettivo,
ma non attinente alla sfera sessuale <br />(...).</div>Invito a leggere il suo post per intero. <br /><br />Di qualcos'altro mi sembra si possa e si debba parlare un po' più ampiamente.<br /><br />Innanzitutto qualcosa su Feltri posso dirla senza problemi: non mi è mai piaciuto, nè il suo tono ferocemente scandalistico nè il suo atteggiamento da forcaiolo moralizzatore. Lui probabilmente direbbe molti nemici molto onore e andrebbe avanti. Amen. D'altronde io non leggevo Libero, nè leggo il Giornale (in edicola non sono mai andato oltre il Corriere e l'Osservatore), e quindi contro-amen.<br /><br />Come cattolico, <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=99729&amp;PRINT=S">qualcosa</a> di più sul Boffo-pensiero, mi sento di dirla. Boffo <a href="http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2006/06/26/ma-chi-legge-su-avvenire-le-encicliche-dello-psichiatra-andreoli/">non è esattamente</a> il tipo di <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/2009/08/29/lettera_aperta_a_vittorio_felt.html">direttore di giornale cattolico</a> che io, come cattolico "qualsiasi", ho in mente, anzi. Il silenzio di oggi sul blog di <a href="http://blog.ilgiornale.it/tornielli/">Andrea Tornielli</a>, bravo vaticanista del Giornale, per dire, fa più rumore dello "scoop" di Feltri. Ma di più ancora, per me, conta l'opinione di un giornalista cattolico di prim'ordine come <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=99729">Stefano Lorenzetto</a> che in un articolo del 2006, ed anche quand'è citato da <a href="http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2006/06/26/ma-chi-legge-su-avvenire-le-encicliche-dello-psichiatra-andreoli/">Sandro Magister</a>, bravo e noto vaticanista dell'Espresso, esprime un quadro sul direttore Boffo tutt'altro che entusiasta.. Sarà un caso, ma mi trovo in piena sintonia. E non per le vicende personali, tutte da appurare, ma proprio per la sua gestione editoriale.<br /><br />Comunque, non è di questo che volevo parlare. In effetti, nelle contraddizioni che questo episodio ha scatenato, mi sembra di poter cogliere due elementi preoccupanti:&nbsp; uno tristemente noto, l'altro in qualche modo "nuovo". Quello noto è la complicità del mondo giornalistico, delle alte sfere direttoriali, che riguarda molte vicende che si intrecciano nel panorama politico e culturale italiano. <br /><br />L' elemento "nuovo", invece, è l'avanzata di un fronte tradizionalista che erige prontamente e quotidianamente il muro fortificato di difesa e d'attacco da parte di una piccola ma agguerrita schiera dei fedeli della chiesa, che io chiamo "ultratradizionalisti". Per dirne una, poche ore dopo l'attacco di Feltri che era uscito sul Giornale, su Facebook ho ricevuto inviti a "santificare" Boffo testimoniando la mia completa adesione e sostegno al direttore, da parte di uno di questi gruppi ultratradizionalisti. Santificazione che mi sono ben guardato dal fare -&nbsp; d'altronde non stiamo parlando di un ministro di Dio o tantomeno del Papa.&nbsp; <br /><br />In tempi di crisi della fede, coloro che un tempo erano i giusti - intransigenti verso il tradimento dei principi del cattolicesimo in nome della finta modernità - si sono oggi trasformati in una flangia estremista di ultratradizionalisti che stanno facendo dell'intolleranza e dell'attacco verbale e comunicativo il loro codice distintivo. Sono compatti, uniti e si linkano fra loro continuamente. Mi ricordano alcune blogstar della blogosfera prima ora, in peggio.<br /><br />Si ergono a difensori della "tradizione cristiana", riferendosi a qualcosa che va sempre più indietro negli anni e nei secoli: non accettano o criticano aspramente, ad esempio, il Concilio Vaticano II, seguono la messa in latino, citano autori e "paladini" del cattolicesimo più rigido e di destra, accusano ogni innovazione, ogni cambiamento del rito: vogliono l'ostia in bocca, la comunione in ginocchio, il prete rivolto verso il muro. Abiti tradizionali e riti pre-riforma diventano più importanti di qualsiasi valore o principio, si passa sopra a tutto purché sia rispettato il <i>rito e la tradizione. </i><br />Gesù stesso nei Vangeli mette in guardia sul corretto utilizzo di riti e tradizioni in diversi passaggi (ad esempio <i>Mt 6,5</i>, <i>Mt 7,21</i>), ma anche nella Parola di questa Domenica c'è un passaggio che mi è caro:<br /><blockquote><i><br />Ed Egli rispose loro: "Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: 'Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini'. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini" (Mc 7,6)<br /></i></blockquote><i><br /></i>Questi gruppi tradizionalisti fanno proseliti sempre più numerosi, in particolare tra i giovani in cerca di sicurezze e di quella moralità, che nella società di oggi - è vero - fanno un pochino difetto. Alcuni di loro, su Facebook, così come in rete, si autoproclamano rappresentanti della "gioventù cristiana". Trovano accoglienza tra i sacerdoti desiderosi di incontrare una fede tradizionalista, si fanno promotori di iniziative anche valide, ma sempre con toni da battaglia, da crociata moderna, contro tutto e tutti. Eliminano commenti, censurano chi non la pensa come loro, creano siti dai nomi altisonanti, fondano gruppi Facebook sostenendo Benedetto XVI, la fede cattolica "classica", ma nel contempo sferrano attacchi concentrici verso chi non si adegua al loro pensiero. Creano mondi autoreferenziali in difesa dell'ortodossia più radicale.<br /><br />Costoro dimenticano che il dialogo, fonte prima della tradizione cristiana, è il tassello della comunità cattolica dell'oggi, specialmente nell'era della comunicazione. Dimenticando questo, si propongono come un innocuo gruppo di interesse, ma occupano lo spazio online dei cattolici che ricercano invece i sani riferimenti della tradizione spirituale, nella vita cristiana di ogni giorno, offrendo in cambio una versione senza contraddittorio, ergendosi ad unici e validi <i>defensor fidei</i>, in salsa Web.<br /><br />Tutti questi neo tradizionalisti non fanno altro che rispondere come il cardinale Rivarola al fratacchione Alberto Sordi nel Film (anticlericale)<i> "Nell'anno del Signore"</i> di Gigi Magni:<br /><br /><i>"Noi siamo sempre dalla parte giusta".<br />"Pure quando sbagliamo?".<br />"Soprattutto quando sbagliamo". <br /></i><br />Ai posteri l'ardua sentenza.<br />PS. Aggiungo solo una citazione che mi è stata segnalata sul <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/08/31/1064384-moralisti_accusatori_accusati.shtml">Tempo</a> del 31/8, che mi sembra molto adeguata:<br /><blockquote><i>Non è Feltri, che ha lanciato il sasso, ad aver diritto a spiegazioni.
Lo è il mondo cattolico, chi fa dell'Avvenire un punto di riferimento
morale.<br /></i></blockquote>Appunto, si diceva.<br />]]>
        <![CDATA[<b>Aggiornamenti</b><br /><br />Giovedì 3 settembre, alle ore 14, è stata data notizie delle <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_03/boffo_dieci_risposte_avvenire_55918e88-9866-11de-b8d4-00144f02aabc.shtml">dimissioni di Boffo</a> dall'<i>Avvenire</i> che sono state accettate dal card. Angelo Bagnasco.<br />]]>
    </content>
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    <title>Convegno sul &quot;Personalismo oggi&quot;</title>
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    <published>2009-08-10T22:00:00Z</published>
    <updated>2009-08-11T23:16:16Z</updated>

    <summary>Ha il piacere di invitarvi al convegnoPersonalismo oggi Di seguito troverete il programma del primo di questi convegni che si terrà a Roma il prossimo 18 settembre Relatori: · Prof. Giuseppe Acocella, Rettore Libera Univ.tà S. Pio V, Professore di...</summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <category term="Eventi" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="personaèfuturo" label="persona è futuro" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.personaefuturo.it/"><img border="0" alt="Persona è futuro" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/pef-logo-mid2.png" class="mt-image-none" style="" width="260" height="34" /></a></span><br /><br />Ha il piacere di invitarvi al convegno<br /><br /><h3><b><a moz-do-not-send="true" title="Permanent Link to Personalismo - un convegno su una idea vincente." href="http://www.personaefuturo.it/2009/08/06/personalismo-sociale-un-convegno-su-una-idea-vincente.shtml" rel="bookmark" target="_blank">Personalismo oggi</a></b></h3>
<p><span>Di seguito troverete il programma del primo di questi convegni
che si terrà </span><span style="text-decoration: underline;"><strong>a
Roma il prossimo 18 settembre</strong></span></p>
<p>Relatori:</p>
<p><span><span>·<span> </span></span></span><span>Prof. </span><strong>Giuseppe
Acocella</strong><span>, Rettore Libera Univ.tà S. Pio V, Professore di
etica sociale, Vice Presidente del CNEL;</span></p>
<p><span><span>·<span> </span></span></span><span>Prof. </span><strong>Mauro
Magatti</strong><span>, Preside della Facoltà di Sociologia
dell'Università Cattolica di Milano;</span></p>
<p><span><span>·<span> </span></span></span><span>Mons. </span><strong>Angelo
Bazzari</strong><span>, Presidente della Fondazione Don Carlo Gnocchi
ONLUS;</span></p>
<p><span><span>·<span> </span></span></span><span>Prof. </span><strong>Michele
Colasanto</strong><span>, Docente di sociologia delle relazioni di
lavoro presso la Facoltà di Sociologia dell' Univ.tà Cattolica di
Milano;</span></p>
<p><span><span>·<span> </span></span></span><span>Prof. </span><strong>Edoardo
Patriarca</strong><span>, </span><span>Membro del CNEL, Segretario
delle Settimane Sociali dei cattolici italiani.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Presiederà l'incontro il Sen. </span><strong>Gian Guido
Folloni</strong><span>, co-fondatore del Laboratorio <b>Persona è
futuro</b>, nonché esponente di spicco dell'area culturale cattolica in
Italia.</span></p>
<p><span>Le persone di Roma e di &nbsp;tutto il territorio nazionale,
interessate al Convegno sono invitate a partecipare in maniera attiva
alla manifestazione.</span></p>
<p><span>Siamo infatti convinti che occorra passare dalla fase della
mera protesta o, peggio, della rassegnazione, a quella della proposta e
del contributo positivo da parte di tutte le persone di buona volontà
che abbiamo a cuore il futuro del nostro Paese. </span></p>
<p><span>Il convegno sarà un'occasione per incontrarci, conoscerci,
cominciare a lavorare insieme.</span></p>
<p><span><br />
</span></p>
<p align="center"><span>*******************************************************************************</span></p>
<p><span></span></p>
<p style="text-align: center;"><font style="font-size: 1.25em;"><strong>Persona è futuro </strong></font></p>

<p align="center"><em><a moz-do-not-send="true" href="http://www.personaefuturo.it/" target="_blank"><span>www.personaefuturo.it</span></a></em></p>
<p align="center"><span></span></p>
<p align="center"><strong><em><span>"Pensieri e proposte per la
politica"</span></em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>PERSONALISMO OGGI</strong></p>
<p align="center"><span><span></span><em>La persona nell'era della
biopolitica e del capitalismo tecno-nichilista</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span><strong>Venerdì 18 settembre 2009</strong></span></p>
<p align="center"><span>ore 14.30-19.00</span></p>
<p align="center"><span></span></p>
<p align="center"><span>ROMA - <a moz-do-not-send="true" href="http://www.hoteluniverso.com/" target="_blank">Hotel Universo</a>
(<a moz-do-not-send="true" href="http://maps.google.it/maps?oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF8&amp;q=hotel+universo+roma&amp;fb=1&amp;split=1&amp;gl=it&amp;cid=211726142383679976&amp;li=lmd&amp;ll=41.900632,12.497334&amp;spn=0.009471,0.022724&amp;z=16&amp;iwloc=A" target="_blank">mappa</a>)<br />
</span></p>
<p align="center"><span>Via Principe Amedeo, 5/B</span></p>
<p align="center"><em><span></span></em></p>
<p align="center"><em><span></span></em></p>
<p align="center"><strong><span>Introduzione</span></strong><span><br />
</span><span>G. Guido Folloni</span></p>
<p align="center"><span><br />
<strong>Relazioni </strong><br />
</span><span>Pino Acocella</span><span><br />
</span><span>Mauro Magatti</span></p>
<p align="center"><span><br />
<strong>Approfondimenti</strong><br />
</span><em><span>Persona e salute</span></em><span><br />
Angelo Bazzari</span></p>
<p align="center"><em><span></span></em></p>
<p align="center"><em><span>Persona e lavoro</span></em><span><br />
Michele Colasanto<span> </span></span></p>
<p align="center"><em><span>Persona, istruzione, educazione</span></em><span><br />
Edoardo Patriarca</span></p>
<p align="center"><span></span><strong><span>Interventi</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span></span></strong></p>
<p align="center"><strong><span>Conclusioni</span></strong><span><br />
Savino Pezzotta</span><span> </span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><span>Il percorso </span></p>
<p align="center"><span></span></p>
<p align="center"><span></span></p>
<p align="center"><strong><em><span>"Pensieri e proposte per la
politica"</span></em></strong></p>
<p align="center"><span></span></p>
<p align="center"><span>proseguirà nei prossimi mesi con:</span></p>
<p align="center"><span></span></p>
<p align="center"><span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span><span>*<span> </span></span></span><span>PERSONA
E POLITICA</span></p>
<p style="text-align: center;"><span><span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span><span>*<span> </span></span></span><span>PERSONA
ED ECONOMIA </span></p>
<p style="text-align: center;"><span><span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span><span>*<span> </span></span></span><span>PERSONA
E COSTITUZIONE</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
<br />
Per motivi organizzativi è gradita la conferma della partecipazione (anche tramite <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=115399242038&amp;ref=mf">evento Facebook</a>).
Grazie.<br />]]>
        
    </content>
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    <title>Libri e Cose: Augias ovvero l&apos;elogio dello zero (*)</title>
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    <published>2009-07-17T20:51:59Z</published>
    <updated>2009-10-22T18:14:42Z</updated>

    <summary>San Camillo De LellisD&apos;estate, si sa, fioccano le repliche. Vi ripropongo un post della brava Cecilia Rabà, pubblicato qualche mese fa sul suo blog, a proposito dell&apos;ultima fatica letteraria di Augias insieme a Mancuso: &quot;Disputa su Dio e dintorni&quot;. Insieme...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="sancamillodelellis2.jpg" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/sancamillodelellis2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="345" width="474" /></span><br /><font style="font-size: 0.8em;"><i>San Camillo De Lellis</i></font><br /><br />D'estate, si sa, fioccano le repliche. Vi ripropongo un post della brava <a href="http://www.facebook.com/cecilia.raba">Cecilia Rabà</a>, pubblicato qualche mese fa sul suo <a href="http://ceciliaraba.ilcannocchiale.it/2009/04/28/libri_e_cose_augias_ovvero_lel.html">blog</a>, a proposito dell'ultima fatica letteraria di Augias insieme a Mancuso: "<a href="http://www.bol.it/libri/Disputa-su-Dio-e-dintorni/Corrado-Augias-Vito-Mancuso/ea978880459126/">Disputa su Dio e dintorni</a>". <br /><br />Insieme al blog di <a href="http://paparatzinger-blograffaella.blogspot.com/">Raffaella</a> (un tributo a papa Ratzinger) sono due blogghesse cattoliche di quelle agguerrite.<br /><br />Con questo post, credo, vi saluto e vi auguro buone vacanze, visto che la frequenza di scrittura si va rarefacendo. Vorrei anche rivedere la tipologia di questo blog, ma ...a settembre! :)<br /><br /><b>Libri e Cose: Augias ovvero l'elogio dello zero</b><br />di Cecila Rabà<br /><br /><font size="3" face="Times New Roman"><em>Dimmi tu, che pur sei mezzo algebrista,<br />come avvien questo? Tu se' mezzo critico,<br />mezzo sacro dottor, mezzo ellenista,<br />mezzo spartano, mezzo sibaritico,<br />mezzo poeta, mezzo freddurista, <br />mezzo frate, mezz'uom, mezzo politico...<br /><br /></em></font>Così, magistralmente, Ugo Foscolo, in una delle sue lapidarie ottave (che leggevo nei sabati della mia adolescenza), stigmatizzava il voler fare tutto, e male, da parte di uno dei suoi avversari, Urbano Lampredi.<br />E ci è tornato alla mente il rosso milanese leggendo <i>"Disputa su Dio (e dintorni)"</i>, l'ultima fatica di Corrado Augias dopo "Inchiesta su Gesù", questa volta scritta a quattro mani con il teologo Vito Mancuso, adottando uno stile epistolare che ammicca per toni e temi ai grandi dialoghi del Grand Siècle e dei Lumi, a partire proprio dall'accattivante allitterazione del titolo.<br />Perché, nelle duecentocinquanta intense (fino alla prolissità) pagine di quest'opera, cercando di dare una risposta alla domanda su Dio, non troviamo acute dispute teologiche controbattute da stringenti sillogismi, come titolo e tema farebbero pensare. Ma in compenso troviamo l'eutanasia, con Eluana Englaro e Piergiorgio Welby, un Sant'Agostino sessuofobo (ma se il suo problema era un'eccessiva "concupiscenza", cosa pensate che diventasse, il fautore del libero amore?) riempito di spilli come un San Sebastiano, due differenti interpretazioni di Goethe da parte dei due ultimi pontefici (ignoravamo che il nume di Weimar fosse oggetto di interpretazione teologica: saranno pur liberi i papi di leggerlo come vogliono, o Goethe è palma dalla società civile?).<br /><br />Abbiamo omesso qualcosa? Certo che sì, perché, fra affermazioni al limite dell'inverosimile (Negli Stati Uniti la religiosità si esprime attraverso formule rituali [...] In secondo luogo, non hanno alcuna attinenza con implicazioni civili e politiche: e il neoconservatorismo? E, a torto o a ragione, la politica di Reagan, Bush senior e Bush junior?), fioriscono la questione galileiana, i roghi, la Genesi, Charles Darwin, un po' di stracca mariologia e il povero San Roberto Bellarmino (peraltro, già brillantemente difeso illo tempore da Paul K. Feyerabend nel magistrale "Contro il metodo", con cui dimostrava, al di là di ogni possibile contestazione, come chiunque, nell'epoca di Galileo, e nelle medesime condizioni culturali -altissime, peraltro- avrebbe ragionato come il santo patrono dei catechisti), e, dulcis in fundo, anche un pizzico di spy story alla Dan Brown, con dossier segretamente occultati in Vaticano che mostrerebbero a sicari dalle armi oggi fortunatamente spuntate i misfatti dei nostri eroi della ragione. Per poi toccare l'apogeo del ridicolo, l'assicurazione sulla vita stipulata da Augias dopo averlo saputo...<br /><br />Giocano agli illuministi Corrado Augias e Vito Mancuso, giudicando il passato non già secondo l'epoca, bensì con categorie del presente, e confezionano, a beneficio di un pubblico sin troppo uso ai dibattiti televisivi, un libro furbetto, accattivante, che certo investe, anche se con colpevole superficialità, casi e problemi di stretta attualità, ma che, come direbbe la prof. Peroni, come qualsiasi prof. d'italiano, è fuori tema.<br />Perché dov'è Dio, in tutto questo? Semplicemente, non c'é. Perché per parlare di Dio i nostri avrebbero dovuto affrontare un concetto differente e delicatissimo, che non è il rapporto fra la Chiesa e la società, bensì che implica un vecchio canone agostiniano, quello della discesa in noi stessi. Invece, scelgono la strada, molto più agevole, di parlare della Chiesa, cattolica ovviamente, che viene tacciata di ogni male del mondo. Una prospettiva che, sebbene da un lato confermi a contrario come il cattolicesimo sia vera religione (molti nemici, molto onore, come diceva un quidam...), dall'altro risuona un vero e proprio atto di accusa, dal momento che Augias nota come in nome della religione si siano commessi i maggiori crimini dell'umanità. Il Dio dei cattolici, interpretato dai cattolici, permette la morte e combatte l'amore per la vita, in nome di un malato e terribile concetto di giusto e ingiusto. Anzi, se potesse, ucciderebbe ancora mediante il suo braccio secolare.<br /><br />]]>
        <![CDATA[E in tal modo, dimenticando, e più colpevolmente, tentando di far
dimenticare, quanto questa vituperata Chiesa, organismo di uomini con i
difetti, ma anche le immense virtù, degli uomini, abbia fatto e faccia
tutt'oggi per l'umanità (signor Augias, non ce la vedo a fare quello
che fece Fratel Ettore Boschini, il camilliano dei Rifugi della Carità
e delle discepole di San Camillo), dimostrano di ignorare,
scientemente, i crimini commessi in nome di Dio nel passato e nel
presente da altri popoli di tutt'altra religione, in una prospettiva,
angusta, piccina, e, ci si consenta, qualunquista e certamente aliena
dal tema di Dio. Una prospettiva che ammicca, più che alla riflessione
filosofica o teologica, al vituperato Dan Brown che almeno vuole
scrivere solo romanzi, non verità.<br /><br />Perché, rievocando Etty
Hillesum, la filosofa ebrea olandese, morta nei campi di sterminio, che
cercava di portare con sé libricini di Rilke e Sant'Agostino, bisogna
cercare, trovare e portare Dio all'interno di noi stessi. Perché diamo
il nome di Dio ad una pulsione verso l'alto, irrefrenabile e
insopprimibile, che abita in fondo a noi. Perché, secondo il vituperato
Sant'Agostino, noli foras te exire, in te ipsum redi. In interiore
hominis habitat veritas. Una verità che Vito Mancuso offre ai lettori
nella commovente storia di una signora che scopre Dio, e la vita, pur
dovendo affrontare una malattia terminale. Una storia di vita e ricerca
reale, l'unica vera che dia una chiave alla ricerca di Dio, ma che si
perde in questo tentativo monco.<br />E quindi non resta che il foscoliano, lapidario giudizio, che chiude degnamente l'ottava:<br /><br /><font size="3" face="Times New Roman"><em>Come in tante metà, nulla è d'intero? <br />Come tutte sommate, fanno zero?</em></font><br /><br />(*) Il post è disponibile anche sul suo profilo <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=191800690081&amp;id=1556359532&amp;ref=share">Facebook</a>]]>
    </content>
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    <title>Darwin e il darwinismo (*)</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/06/darwin_e_il_darwinismo_.shtml" />
    <id>tag:www.lucianogiustini.org,2009://1.1161</id>

    <published>2009-06-18T12:43:19Z</published>
    <updated>2009-06-24T15:52:32Z</updated>

    <summary><![CDATA[Paul Auster in una puntata di Che tempo che fa del 12 ottobre scorso rilasciò al conduttore Fabio Fazio questa dichiarazione: "Lei pensi che in America più del 40% della gente crede che il&nbsp; mondo sia stato creato in 6...]]></summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
        <category term="Documenti" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
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    <category term="evoluzione" label="evoluzione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/06/evolution-52.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/06/evolution-52.shtml','popup','width=463,height=356,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/06/evolution-thumb-400x307-52.gif" alt="evolution.gif" class="mt-image-none" style="" width="400" height="307" /></a></span><br /><font style="font-family: arial,helvetica; font-size: 0.9em;">Paul Auster in una puntata di <i>Che tempo che fa</i> del 12 ottobre scorso rilasciò al conduttore Fabio Fazio questa dichiarazione: "Lei pensi che in America più del 40% della gente crede che il&nbsp; mondo sia stato creato in 6 giorni. Lei crede che si possa parlare con persone che hanno questo tipo di convinzione?" Il famoso scrittore aveva tutta l'aria di voler dire "Credono ancora a queste favole", ma probabilmente si trattenne, sebbene sia stato ben supportato dalla faccia di Fazio...<br /><br />In un articolo del 19 maggio scorso, il Corriere della Sera intitolava pomposamente "<a href="http://www.corriere.it/animali/09_maggio_19/antenato_comune_uomo_scimmia_fa1d0964-4447-11de-a9a2-00144f02aabc.shtml">Uomo e scimmia, ecco l'antenato comune</a>": si dava conto di "un fossile trovato in Germania che potrebbe dare nuove risposte sull'evoluzione umana". <i>Il «completo e spettacola­re fossile del possibile antena­to», come l'ha definito Ginge­rich, mostra una giovane fem­mina di Adapide vissuta 47 milioni di anni fa ed è stato scoperto un paio d'anni fa a Messel Shale Pit, una cava ab­bandonata vicino a Francofor­te.</i><br /><br />Sul numero 45 di <a href="http://www.radicicristiane.it/contenuti.php?ref=45">Radici Cristiane</a>, altresì, la teoria dell'evoluzione delle specie applicata alla specie umana&nbsp; viene rubricata come "aberrante", mentre nella stessa rivista un interessante articolo di Francesco Agnoli "<a href="http://www.radicicristiane.it/fondo.php/id/119/ref/8/Scienza/Bugie-neodarwiniste-e-verit%C3%A0-...-infinite">Bugie neodarwiniste e verità...infinite</a>" tratteggia bene la difficoltà di ingabbiare il discorso sulla fede nelle teorie scientfiche e nella confusione intorno a Darwin. <br /><br />La lista potrebbe continuare all'infinito, con sostenitori di una parte e dell'altra. <br /><br />A mio parere, porre la questione come una guerra aperta di incompabilità tra chi crede nella creazione e chi sostiene l'evoluzione dell'uomo, è altamente fuorviante e se c'è una favola ben confezionata, temo, sia proprio questa. Il problema è che si ragiona su due piani diversi, mischiandoli: il piano scientifico e il piano filosofico, la teoria scientifica di Darwin e il darwinismo (o una sua degenerazione, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Darwinismo_sociale">darwinismo sociale</a>).<br /><br />La questione è mirabilmente affrontata dall'On. Rocco Buttiglione, nel suo articolo su <a href="http://www.liberal.it/">Liberal</a> di Marzo, "Darwin e darwinismo", che, con il cortese permesso dell'autore, qui ripubblico integralmente.</font><br /><br /><div>
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<div><b><span>Darwin e il darwinismo</span></b></div>
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<p>Di Rocco Buttiglione</p><p>L'anniversario della nascita di Darwin ha dato occasione ad un gran
numero di convegni e di pubblicazioni di ineguale valore. Forse è bene
fare il punto sulla discussione in atto che, a volte, rischia di uscire
dal seminato.<br /></p><p>
Il primo tema che vogliamo affrontare in questo articolo è: in cosa
propriamente consiste la teoria scientifica di Darwin? <br /></p><p>Darwin osserva
che:</p><p>
a) In tutte le specie animali o vegetali non tutti gli individui che
nascono giungono a maturazione e solo un numero limitato di quelli che
giungono a maturazione riesce a riprodursi. Esiste una competizione per
le risorse che consentono la maturazione e la riproduzione di ciascun
individuo. In questa competizione vince chi è più adattato
all'ambiente, cioè chi è più capace di sfruttare le risorse
dell'ambiente determinato in cui si trova a vivere.<br />
</p><p>b) In tutte le specie animali compaiono periodicamente degli individui
anomali con caratteristiche parzialmente diverse da quelle degli altri
membri della specie. Queste varianti in genere non rappresentano un
vantaggio per il loro portatore che quindi si estingue senza
riprodursi. Talvolta invece esse sono adattive, cioè favoriscono un
migliore adattamento all'ambiente. In tal caso il portatore della
variante si riprodurrà più ampiamente degli altri membri della specie
e, con il tempo, cambierà la morfologia della specie o anche nascerà
una nuova specie animale.<br />
</p><p>c) La chiave per comprendere il cambiamento delle specie animali è dato
dalle trasformazioni dell'ambiente. L'ambiente cambia e gli individui
(le specie) capaci di cambiare con esso sopravvivono e si diffondono,
quelli che non ne sono capaci regrediscono o scompaiono.</p>
<p>In modo semplice ed elegante Darwin spiega il fenomeno dell'evoluzione, attestato da molti ritrovamenti paleontologici: sono
esistite sulla terra diverse specie che successivamente sono scomparse,
spesso lasciando il posto ad altre con molte caratteristiche simili che
è ragionevole siano derivate dalle prime per evoluzione.<br />
</p><p>Darwin non è stato il primo a parlare di evoluzione. Questa teoria era
stata presentata da molti prima di lui. Ricordiamo qui in particolare
il Lamarck. Qual è la differenza fra Darwin e Lamarck? Lamarck pensa
che esista un finalismo intrinseco per cui una determinata specie tende
a svilupparsi in una certa direzione. Per comprendere l'evoluzione è
necessario presupporre una finalità immanente per la quale, ad esempio, i
mammuth tendono a diventare elefanti, ovvero anche tutte le forme
animali evolvono l'una dall'altra per arrivare infine alla loro
configurazione presente. Era facile aggiungere un passo ulteriore: se
c'è una finalità intrinseca ci deve essere Qualcuno che questa finalità
deve avere messo all'inizio nei primi esseri viventi e questo Qualcuno
può solo essere Dio. La teoria di Darwin non si presta ad una facile
utilizzazione apologetica. Certo: è possibile che tutto il processo sia
guidato da un disegno intelligente che fa evolvere le specie animali
verso una direzione prestabilita. Ma è anche possibile che l'intero
sviluppo sia semplicemente casuale e privo di senso. La teoria
scientifica di Darwin su questo punto non ci illumina. Non ha la
funzione di istruirci su Dio ma quella di spiegare l'evoluzione.</p><p>
Come non dimostra l'esistenza di Dio così la teoria scientifica di
Darwin non dimostra nemmeno la sua non/esistenza. Darwin era agnostico.
Lo spiega lui stesso a Marx in una lettera che gli scrive per rifiutare
la dedica del Primo Libro del Capitale. Guardando allo sviluppo di
tutte le specie animali e vegetali il credente vi vedrà il dito di Dio,
ed il non credente, però, rimane libero di non vederlo. Ha scritto una
volta Pascal che al mondo c'è abbastanza luce perché quelli che amano
Dio lo possano vedere, e abbastanza oscurità perché quelli che non lo
vogliono vedere non siano obbligati a vederlo. Pascal non conosceva la
teoria darwiniana ma il suo commento le si applica in modo perfetto.
Pascal non conosceva Darwin ma sapeva che cosa è la scienza. Sapeva che
la scienza, per principio, non dimostra verità ultime ma organizza in
modo razionale un insieme definito ( e quindi concettualmente
delimitato) di fenomeni.</p><p>E' la scoperta di Darwin in generale contraria al cristianesimo?
Qualcuno sostiene di si perché la Bibbia dice che Dio creò il mondo con
tutte le specie animali e vegetali in sei giorni e non in una
lunghissima evoluzione che si stende per milioni e milioni di anni. E,
soprattutto, la Bibbia non ci dice che l'uomo discende dalla scimmia.
<br />Questi argomenti sono però mal costruiti. Come Darwin non costruisce la
sua teoria per insegnarci qualcosa su Dio, così l'autore della Bibbia
non la scrive per insegnarci la biologia. Il messaggio che ci vuole
comunicare è che Dio ha fatto tutte le cose e che l'uomo ha una dignità
particolare che lo eleva al di sopra di tutte le cose create.</p><p>Cosa dobbiamo pensare della teoria del "disegno intelligente", cioè
della idea che l'evoluzione sia guidata da un fine che Dio ha posto
nella materia fin dall'inizio e che l'evoluzione non si può spiegare
solo con il caso? Io penso (da filosofo) che questa teoria sia vera e
sono pronto ad argomentare (in filosofia) a favore della sua verità. Si
tratta, però, di una teoria filosofica ma non scientifica. Usa i
materiali della biologia come punto di partenza per riflessioni che
vanno di molto al di là dei limiti della scienza. Per questo non mi
sembra che sia da sostenere la tesi che il disegno intelligente debba
essere insegnato nelle scuole in alternativa all'evoluzionismo nelle
ore di biologia. La controversia sul darwinismo si risolve facilmente
se siamo capaci di comprendere esattamente la differenza fra scienza e
filosofia. Ogni scienza ha un suo "oggetto formale" che le è proprio e
considera la realtà attraverso concetti che si collocano ad un certo
livello di astrazione. E' sempre sbagliato chiedere alla scienza di
rispondere a domande che si collocano al di là dei suoi confini.</p> <div><br /></div>]]>
        <![CDATA[<br />Non ci pone dunque nessun problema oggi la teoria scientifica di
Darwin? La teoria scientifica di Darwin no, il darwinismo invece si.<br /><br />La teoria scientifica di Darwin è, appunto, una teoria scientifica.
Se sia vera o no è cosa che devono dirci i biologi, i quali in
maggioranza propendono nel ritenerla vera. E' bene comunque non
dimenticare che le teorie scientifiche non possono mai essere
considerate "vere" in modo definitivo. E' sempre possibile che esse
vengano falsificate da esperienze successive e che i dati da esse
organizzati trovino differente e migliore sistemazione in teorie
successive. Questo è uno dei motivi per cui è pericoloso oltre che
scorretto , per i credenti come per gli atei , il tentativo di
"provare" la propria convinzione con argomenti scientifici. Il
darwinismo invece è la costruzione filosofica che alcuni hanno voluto
erigere sulla base del pensiero di Darwin. Nel darwinismo Darwin non è
più considerato come uno scienziato ma come un filosofo ed alla teoria
scientifica si sostituisce una rozza metafisica materialista che
pretende di mettere l'evoluzione al posto di Dio. La cosa non deve
stupire troppo. Molti scienziati hanno la tendenza a pensare che la
teoria che funziona nel loro ambito disciplinare debba funzionare in
generale e da questo nasce una "filosofia spontanea degli scienziati"
che è fonte di errore sia in filosofia sia anche in tutte le scienze
diverse da quella nella quale il singolo scienziato è uno specialista.
Nella seconda metà dell'ottocento dominava in generale una filosofia
positivista convinta di potere mettere la scienza al posto della
filosofia e della religione. Per essa la scienza offriva l'unica
conoscenza vera a cui potesse appoggiarsi la umana ricerca di senso e
di verità. E' stato Karl Popper, più tardi, a partire dagli anni '30
del secolo XX a insegnarci una migliore comprensione della scienza, che
non può mai fondare una filosofia proprio come la filosofia non può mai
diventare scienza. Per la verità Darwin è stato molto cauto nel trarre
conseguenze di carattere generale dalla sua teoria scientifica. Altri
però lo hanno fatto.<br />
Il darwinismo, in realtà, lo hanno fondato Spencer e Haeckel. Spencer,
per la verità, aveva cominciato ad elaborare la sua filosofia prima che
i risultati di Darwin fossero noti, anche se poi di tali risultati si
avvalse per corroborare la sua visione. Con loro la teoria di Darwin
diventa da scienza filosofia materialista.<br />
<br />Il primo paralogismo (ragionamento sbagliato) su cui essi si basano è,
più o meno, il seguente: se non abbiamo bisogno di una ipotesi
finalista (Lamarck) per spiegare l'evoluzione, allora Dio non esiste.
L'evoluzionismo spiega senza residui tutta la realtà e rende superflua
sia la filosofia che la teologia. Un Dio creatore è impossibile ( S.
Bonaventura farebbe notare che c'è pure sempre una materia prima
originaria a partire dalla quale si sono sviluppate tutte le forme
viventi e non viventi) .<br />
Il secondo paralogismo è che se l'uomo discende dalla scimmia allora
l'uomo non è altro che una scimmia e non esistono differenze
qualitative fra l'animale e l'uomo. E così finisce la dignità
trascendente della persona umana.<br />
<br />Il terzo paralogismo è che la competizione fra gli uomini vada
considerata allo stesso modo di quella che avviene all'interno delle
specie animali e fra le specie animali. E' legge di natura che i
migliori e più adattati all'ambiente debbano sopravvivere e gli altri
debbano perire. E' sbagliato ed antiscientifico tentare di salvarli. I
poveri, i disabili, i meno efficienti è bene che muoiano. La stessa
cosa vale nei rapporti fra le diverse razze umane. Alcune (cioè gli
ariani) sono migliori di altri, hanno il diritto di pretendere per se
il meglio dei beni della terra, è bene che si accoppino solo fra loro
per produrre infine una nuova razza di superuomini che sarà di tanto
superiore agli uomini di adesso di quanto gli uomini di adesso sono
superiori alle scimmie. Tutto questo vi suona un po' nazista? Avete
ragione, ma non del tutto. Se leggete le opere del britannico Galton,
cugino di Darwin e fondatore della eugenetica, troverete concetti non
molto diversi da quelli che vi ho illustrato. Naturalmente il
nazionalsocialismo ha attinto a piene mani al darwinismo inteso come
ideologia ed in particolare al darwinismo sociale . Può essere
interessante ricordare che, poco più di quindici anni dopo la
pubblicazione della Origine della specie di Darwin, O.Beta pubblica a
Berlino Darwin Deutscheland und die Juden oder der Judajesuitismus in
cui ritroviamo già gran parte delle teorie che condurranno poi allo
sterminio degli ebrei. Certo: esisteva da sempre in Germania
(purtroppo) un antiebraismo cristiano. Per passare però dall'ostilità
culturale allo sterminio razzista era necessaria una base
(pseudo)scientifica. Quella che i nazisti ritennero di trovare in
Darwin.<br />
Ha avuto ragione la Chiesa nel condannare la teoria scientifica di
Darwin? Certamente no, prima di tutto perché non era competenza sua il
farlo, e questo è un errore che oggi le viene continuamente
rinfacciato. Ha avuto ragione nel condannare la metafisica darwinista
ed il darwinismo sociale? Certamente sì e questo è un merito che
raramente le viene riconosciuto.<br />
Certo, i monsignori dell'epoca non seppero fare la corretta distinzione
fra teoria scientifica e filosofia scientista. A loro discolpa bisogna
ricordare che, all'epoca, anche i loro avversari non erano in grado di
fare questa distinzione.<br />
<br />Infine ci proponiamo una domanda che negli anni passati ha fatto molto
discutere: è giusto insegnare la teoria scientifica di Darwin nelle
scuole? Certamente si. E' bene però che esso ven ga insegnata da
professori che sanno distinguere fra la scienza vera e la cosiddetta
concezione scientifica del mondo e non vendano agli studenti come
scienza una discutibile metafisica ed una orribile teoria sociale.<br /><br />
<p>In molte celebrazioni italiane la complessità del fenomeno Darwin
che ho cercato di illustrare non la si ritrova. Si inneggia ai meriti
scientifici di Darwin, lo si difende contro polemiche ingiuste ma anche
si torna a riproporre acriticamente, sulla base di una corretta teoria
scientifica malamente intesa, una metafisica rozza ed una teoria
sociale pericolosa.</p><br /><font style="font-size: 1em;">(*) L'articolo è disponibile anche sulle <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=106786232447&amp;ref=mf">note di Facebook</a> dell'On Buttiglione.</font><br />]]>
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