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    <title>Luciano Giustini</title>
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    <updated>2010-08-30T20:14:56Z</updated>
    <subtitle>Ragionamenti a lettere..</subtitle>
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    <title>La storia col K</title>
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    <published>2010-08-27T09:01:46Z</published>
    <updated>2010-08-30T20:14:56Z</updated>

    <summary>Sono tornato mercoledì scorso da S.Giovanni Rotondo, non senza aver prima sbagliato strada. Anche quest&apos;anno sono stato al paese di mia madre, ho rivisto con immenso piacere tutti gli zii, le zie, i cugini e le cugine.. e relativi bambini...</summary>
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        <![CDATA[Sono tornato mercoledì scorso da S.Giovanni Rotondo, non senza aver prima sbagliato strada. Anche 
quest'anno sono stato al paese di mia madre, ho 
rivisto con immenso piacere tutti gli zii, le zie, i cugini e le 
cugine.. e relativi bambini (che già diventano ragazzini). Mentre qui il sottoscritto sta combattendo la muffa (spesso neanche troppo metaforicamente), il resto della
 famiglia giustamente si allarga. E non volevo dire che in Puglia si mangia tanto :). <br /><br />L'evento forse più significativo di quest'estate, a livello politico, è stata la morte di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Cossiga">Francesco Cossiga</a>. Un uomo che nel bene e nel male ha incarnato la prima Repubblica, i suoi compromessi, e le sue contraddizioni. Era una persona che si amava o si odiava, ma ha contribuito a far luce su un fatto: la repubblica italiana non è "buona", e non può essere guidata col buonismo. Questo denota la tremenda mancanza di autocontrollo e di rispetto degli italiani moderni, e mi fa sempre pensare al motto <i>"Governare gli italiani non è difficile: è inutile". </i><br /><br />L'<a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ELKANN_-_LItalia,_il_paese_della_bellezza_37&amp;id=4564">intervista</a> di Alain Elkann (in occasione del libro "<i>Italiani sono sempre gli altri</i> - <i>controstoria d'Italia da Cavour a Berlusconi</i>") andata in onda sullo speciale che gli ha dedicato La7 risale alla fine del 2007 e sicuramente è tra le cose da rivedere per capire l'uomo e il politico Cossiga, la sua enorme e profonda conoscenza della storia. Cossiga era una miniera di 
informazioni, di dati e di aneddoti da far paura.. con una lucidità 
nell'analisi della politica e del paese Italia (prima e dopo l'unità) 
impressionante. <br /><br />Ecco alcuni stralci dell'intervista: <br /><br /><blockquote><i><b>Gli italiani sono gli altri?</b><br />Quando un italiano si adira con un altro italiano -  il che è normale, perché noi siamo il paese dei Guelfi e Ghibellini, dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guelfi_bianchi_e_neri#Cerchi_e_Donati_a_Firenze">Cerchi e Donati</a>, dei bianchi e neri...(...)<br /><b>Un paese che minaccia, critica continuamente il governo?</b><br />Gli italiani sono per natura contro il governo in carica!<br /><b>Si, ma poi vogliono che duri</b>..<br />Vogliono che dura, ma senza averne la responsabilità loro..<br /></i></blockquote><br />Interessante assai pare la suddivisione dei politici 
italiani (sia ex-democristiani sia non) in due categorie: quelli educati in Parrocchia e...gli altri.<br /><br /><blockquote><i>A Silvio Berlusconi gli ho detto: guarda che tu rischi di vincere le elezioni (all'epoca c'era il governo Prodi, NdR), e ti trovi con tutti i problemi dell'attuale governo, ma con una differenza: mentre Prodi è stato educato, come me, in parrocchia, quindi.. (ride) riesce a menar tutti per il bavero.. tu no. Lui mi dice "ma io sono stato educato dai salesiani!". <br />E' cosa diversa, gli rispondo!<br /><b>Cioè?<br /></b>La parrocchia è la parrocchia...! Nella parrocchia si riflette la politica e la diplomazia di 2000 anni della Chiesa - che non perde mai..<br /><b>Questo significa che Prodi in realtà è bravo</b>?<br />Educato in parrocchia! Non centra la... questa è una categoria speciale.<br />Tu immagina che ha mandato una calda lettera di complimenti a Veltroni.... Dici "ipocrita".. No! Educato in parrocchia! (sorride)<br />(si parla di Veltroni, del suo rapporto con Prodi).<br />Se Veltroni si mette a fare il braccio di ferro con Prodi... non viene più rieletto neanche consigliere comunale. Poi, Prodi sta cominciando a scocciarsi... dice "Chi me lo fa fare?"<br />(ancora sulla possibile successione nel PD) Veltroni sa tutto di nulla, e nulla di tutto...<br />(sui politici italiani, elenca quelli "parrocchiani"): Pisanu, come me, e poi Casini (Pierferdinando), educato in parrocchia e (sottolinea e) anche nella giovane Democrazia cristiana...! Più di così...<br /></i></blockquote><br />]]>
        <![CDATA[Nel resto dell'intervista:<br /><blockquote><br /><b><i>Ma..siamo nei guai? E' un momento difficile per il paese questo?</i></b><br /><i>Ma l'Italia...non c'è mai stato un momento che non sia stata nei guai!</i><br /><b><i>Quindi, ordinaria amministrazione..</i></b><br /><i>Ma si, certo. Beh, veramente, se noi fossimo un altro paese, sarebbero, i dirigenti, tutti disperati..</i><br /><b><i>Ma questo non fa crescere il paese.</i></b><br /><i>E
 perché dobbiamo crescere? Ma scusa... Il paese dei Visconti, dei 
Gonzaga, della Repubblica Veneta, della Repubblica di Genova, del 
Papato...perché deve crescere? Rimane com'è...! L'Italia è una grande 
nazione. Non ci dobbiamo mettere in testa di essere anche una grande 
potenza economica, militare, politica, perché non lo siamo.<br /><b>Cosa siamo?</b><br />Una grande nazione! Non ci dobbiamo dare arie da grande potenza.. <br /><b>Insomma non ci dobbiamo preoccupare..</b><br />Non
 ci dobbiamo preoccupare più di tanto perché siamo italiani... Se non 
fossimo italiani eccome se ci dovremmo preoccupare... (sorride).</i> <br /><br /><br />
<object height="330" width="400"><param name="movie" value="http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf?contentURL=/video/elkann/l_intervista_180810_cossiga.flv&amp;imgPath=/img/video/320X240/42634.jpg" /><param name="allowFullScreen" /><embed src="http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf" flashvars="contentURL=/video/elkann/l_intervista_180810_cossiga.flv&amp;imgPath=/img/video/320X240/42634.jpg" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" height="330" width="400"></object>
</blockquote>]]>
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    <title>Maya monicelliano</title>
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    <published>2010-07-01T00:36:43Z</published>
    <updated>2010-07-01T01:03:05Z</updated>

    <summary><![CDATA[&nbsp;Santità io mi inchino alla vostra volontà e sono disposto ad andare di buon grado in galera purchè in compagnia dei Mons. Ralla, Fanti, e Bellarmino; dei cardinali Fioravanti e Bucci; degli uditori di prima istanza Ardenghi - principe di...]]></summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <![CDATA[&nbsp;<i><i>Santità io mi inchino alla vostra volontà e sono disposto ad andare di buon grado in galera purchè in compagnia dei Mons. Ralla, Fanti, e Bellarmino; dei cardinali Fioravanti e Bucci; degli uditori di prima istanza Ardenghi - principe di Colleterzo - Soffici - duca di Sezze -, del conte Unter von Kaiper - comandante la guardia svizzera -, e dell'abate di Santa Maria la Minerva don Ferruccio...<br /><br />E basta, aho! <br /><br />E avoglia troppi ce ne so'..<br /><br />Tu mi stai decimando tutto il Sacro Collegio e bòna parte della Guardia Nobile. Ricordati, figliolo, che la giustizia non è di questo mondo, ma dell'altro...<br /></i></i><object height="385" width="480"><i><br /></i><br /><embed src="http://www.youtube.com/v/3QcK7qvzXYA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="385" width="480"></object>]]>
        
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    <title>I mondiali di calcio 2010</title>
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    <published>2010-06-25T12:56:38Z</published>
    <updated>2010-06-25T13:10:28Z</updated>

    <summary>Verranno ricordati per una sola ragione.. :-)...</summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <![CDATA[Verranno ricordati per una sola ragione.. :-)<br /><br />

<object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pZIwhYyz9oQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/pZIwhYyz9oQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></object>
<br /> ]]>
        
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    <title>La sconfitta del vecchio centro</title>
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    <published>2010-04-05T12:06:14Z</published>
    <updated>2010-04-05T18:52:18Z</updated>

    <summary> Spende molte e loquaci energie per spiegare le sue alleanze variabili e multiformi. Può rivendicare il suo apporto determinante in Liguria (con la sinistra) e nel Lazio (con la destra). Ma appare irrilevante in Campania e Calabria (senza parlare...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="polverini-bonino.png" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/polverini-bonino.png" class="mt-image-none" style="" height="309" width="440" /></span><br /><br />
<div class="quote">Spende molte e loquaci energie per spiegare le sue alleanze variabili e multiformi. Può rivendicare il suo apporto determinante in Liguria (con la sinistra) e nel Lazio (con la destra). Ma appare irrilevante in Campania e Calabria (senza parlare della Puglia, il teatro di un grande pasticcio). E in Piemonte perde nel fronte comune anti-Lega, attirandosi pure le rimostranze della Chiesa spaventata dalla laicista Mercedes Bresso. Fa l'anti-Bossi, ma Bossi stravince. Spara a zero sul bipolarismo malato. Tuttavia gli italiani non sembrano poi così scontenti del gioco bipolare.</div>Così Pierluigi Battista su "<a href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/pagelle-vincitori-vinti-battista_b9cc1a6c-3c8a-11df-80d0-00144f02aabe.shtml">Le
 pagelle a vincitori e vinti (non solo politici)</a>" sul Corriere della
 Sera del 31 Marzo scorso (consiglio di leggerlo tutto) a proposito di Pierferdinando Casini.<br /><br />La vittoria nel Lazio è arrivata per una <a href="http://www.corriere.it/Speciali/Politica/2010/elezioni10/SEAS/amministrative/regionali/20100328000000_5_REGIONE_12.shtml" id="bprt" title="differenza percentuale">differenza percentuale</a> 
nell'ordine delle decine di migliaia di voti: 1.260.466 Renata Polverini
 (centro-destra), contro 1.184.501 di Emma Bonino, 75.965 voti di 
differenza, 2,82% di scarto. L'invito pressante ripetuto da molti 
cattolici ad andare a votare, ed eventualmente utilizzare anche il voto 
disgiunto cercando di non favorire la candidata radicale, alla fine si è
 rivelato provvidenziale, vista anche l'altissima percentuale di <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/03/31/news/analisi_voto_cattaneo-3038093/" id="wvwc" title="astensionismo">astensionismo</a>, registrata qui come 
in altre regioni, che ha scombussolato le previsioni di voto. <br /><br />Ancora
 più delicata la situazione in Piemonte, dove Roberto Cota 
(centro-destra) ha vinto con il 47,32%, contro il 46,90% di Mercedes 
Bresso: la <a href="http://www.corriere.it/Speciali/Politica/2010/elezioni10/SEAS/amministrative/regionali/20100328000000_5_REGIONE_1.shtml" id="pxsr" title="percentuale di scarto">percentuale di scarto</a> è 
stata davvero piccola, appena lo 0,42%. Qui l'UdC, il "partito dei 
cattolici", ha rischiato di consegnare la Regione ad una persona che, 
pur capace politicamente, ha la medesima mentalità, idee e pensiero in 
materia morale ed etica della Bonino, come ha ben spiegato lo stesso 
Introvigne nell'articolo "<a href="http://catholica.vox.com/library/post/la-problematica-intesa-udc-con-la-bresso-i-cattolici-non-salgono-in-mercedes.html" id="g:ir" title="La problematica intesa UdC con la Bresso">La 
problematica intesa UdC con la Bresso</a>" e come ho anche io 
sottolineato e ripreso nel mio post "<a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2010/01/i_valori_non_negoziabili_nelle_alle.shtml" id="fnrw" title="I valori non negoziabili nelle alleanze con i 
cattolici">I valori non negoziabili nelle alleanze con i cattolici</a>".
 <br /><br />Come cattolici, possiamo dunque dirci soddisfatti a metà. Sono 
state sconfitte le due portatrici del messaggio anticristiano più 
radicale. Nel Lazio, è quasi accaduto un miracolo, soprattutto dopo il 
pasticcio delle liste del Pdl, ma anche in Piemonte possiamo tirare un 
sospiro di sollievo. <br />Eppure c'è qualcosa che non va con una 
rappresentanza, quella dell'UdC, che lascia il fianco scoperto proprio 
sui valori che stanno a cuore ai cattolici veri (non quelli "adulti" 
pronti al compromesso) e che ci ha esposto al rischio di ritrovarci una governatrice così dichiaratamente contraria ai princìpi cristiani.<br /><br />D'altronde è 
proprio nella regione del Nord che si è combattuta la più aspra battaglia. "<a href="http://www.alleanzapercota.org/Alleanza_per_Cota/Home.html" id="fhdq" title="In Piemonte un nuovo Family Day, decisivo il crollo 
UDC">In Piemonte un nuovo Family Day, decisivo il crollo UDC</a>" 
titolava ancora una nota Facebook di Introvigne scritta dopo la vittoria (il 
quale con l'associazione <a href="http://www.alleanzapercota.org/Alleanza_per_Cota/Chi_siamo.html" id="o:3e" title="Alleanza Cattolica">Alleanza Cattolica</a> si è speso 
in prima persona per predisporre un programma che mettesse al primo 
posto la famiglia e la vita, <a href="http://www.alleanzapercota.org/">sottoscritto</a> insieme a Cota). <br />Ed
 è proprio l'attenzione della Lega Nord alla realtà cattolica la novità di
 queste elezioni. <br /><br />Per chi (come lo scrivente) ha seguito un po' le 
vicende del partito "padano" nel corso degli anni, si tratta di una 
lieta novità: la Lega ha infatti sempre guardato con estrema diffidenza a
 tutto quello che era il mondo "romano", compreso l'ambiente clericale 
ed il Vaticano. Ultimamente, invece, le posizioni del partito da 
populiste e urlate si sono trasferite su temi più riformisti e politici, e soprattutto la corrente interna dei cattolici, che prima era
 quasi del tutto minoritaria nella Lega, è cresciuta ponendosi in 
posizione di spicco all'interno della dirigenza, e fissando come 
obiettivo i problemi etici e morali che insieme a quelli sociali ed 
economici sono stati posti al centro delle campagne elettorali. <br /><br />Torniamo
 nel Lazio, perché qui l'andamento del voto nell'area di centro cattolica mostra un dato interessante, ed è probabile che le scelte fatte in altre regioni (come 
ad esempio in Piemonte ed in Puglia) abbiano di fatto influenzato 
l'opinione dell'elettorato cattolico più di quello che si ritiene. <br />Nelle precedenti 
elezioni regionali, quando appoggiava il centro-destra, l'UdC aveva preso 217.390 
voti (7,85%), in questa tornata invece ne ha presi 150.204 (corrispondenti al 6,12%) con un calo di 67.186 
voti, che, anche al netto delle astensioni, rimane un calo significativo. <br /><br />Sebbene, poi, il caso più "clamoroso" sia stato il Piemonte, anche in 
Puglia si è consumato un pasticcio che ha avuto come risultato la sconfitta dell'UdC, con il tentativo (non riuscito) di creare un "laboratorio" che mettesse insieme centristi e Pd, in particolare la corrente D'Alema-Bersani che 
voleva candidare Francesco Boccia contro il governatore uscente Nichi Vendola. 
Sappiamo tutti com'è andata: ha vinto Vendola sia nelle primarie, ovvero
 nel confronto interno al partito, sia nelle regionali, ovvero nel 
consenso di popolo. <br /><br />Quale conclusione si può trarre? Dove l'UdC ha 
tentato la strada 
dell'alleanza con il centro-sinistra, impropria sia sul piano politico (la base è di 
centro-destra) sia su quello dei valori (la base è anche cattolica), è stato sconfitto 
dagli elettori, sia sul terreno diretto sia anche a distanza (cioè come proiezione nazionale sul sentimento dell'elettorato). Questo dato non deve sorprendere, ed anzi è indice, a mio avviso, di 
una tenuta morale che è ben più vivace tra i cattolici di quello che 
sembri ai politici stessi. Di fatto, i cattolici hanno bocciato quello 
che è stato ritenuto il percorso incoerente tenuto in quelle regioni, 
percorso che è riassumibile in una sola parola: la rinuncia a tenere il punto sui <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2010/01/i_valori_non_negoziabili_nelle_alle.shtml" id="i2jz" title="valori non negoziabili">valori non negoziabili</a> in 
nome di una <a href="http://www.irispress.it/iris/page.asp?VisImg=S&amp;Art=80006&amp;Cat=1&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=Enti%20Locali&amp;Codi_Cate_Arti=24" id="mk75" title="problematica governabilità">problematica governabilità</a>. <br />Al Nord, sostanzialmente, questa decisione è stata presa sia per "dar 
contro" alla Lega, nemica giurata dell'UdC (ricambiata), e sia per dare una "lezione" a 
Berlusconi, operazione che in entrambi i
 casi è stato un insuccesso. <span class="z19Dle zG9tqc" id="col-z122vfsqyonwdh5uj22uizxzinrfvhe5e04"><span class="HgYomf"><span style="display: block;" class="QGJaM Ig Uqtsze">Al
 Sud, per un improbabile alleanza con 
D'Alema - quello stesso che parla di <a href="http://www.camaldoli.org/2010/03/emma-fattorini-presenta-la-laicita-nella-politica/" title="umanesimo laico">umanesimo laico</a> (da 
contrapporre al <a href="http://www.personaefuturo.it/2009/10/21/una-bibliografia-essenziale-sul-personalismo.shtml" title="personalismo">personalismo</a> cristiano, <i>ça va sans dire</i>). </span></span></span><br />La
 ciliegina sulla torta, in tal caso, l'ha messa Burlando, unico 
vincitore della coalizione di centro-sinistra con l'appoggio UdC: <i>"<a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2010/03/31/AMGA4vYD-spumante_partigiano_burlando.shtml" id="p40c" title="La Lega va affrontata come fecero i partigiani con i 
tedeschi">La Lega va affrontata come fecero i partigiani con i tedeschi</a>".
 S</i>i commenta da sé che con tali programmi non si va molto lontano, 
quantomeno perché si porta il confronto politico su un terreno di 
scontro ideologico. <br /><br />Come si possono conciliare le istanze 
cattoliche ed i programmi di ispirazione cristiana con questi proclami?&nbsp;
 Gli elettori cattolici non ci hanno creduto più di tanto, ed hanno dato
 più fiducia ad un Roberto Cota che sottoscrive un impegno per i valori 
della vita e della famiglia che ad una compagine di centro-sinistra che 
si accanisce contro chi difende questi valori, in nome di un livore non 
meglio specificato o dipinto con toni apocalittici. Il dato interessante
 è anche considerare proprio l'esito del voto, in Piemonte: è stata in 
fondo la lista di Grillo a togliere voti alla Bresso che, altrimenti, 
grazie all'aiuto dell'UdC avrebbe vinto.<br /><br />E' innegabile, dunque, 
che il nuovo soggetto di centro di ispirazione cristiana che dovrà 
nascere (auspicabilmente nel corso del 2010), del quale se ne parla da 
due anni come "Costituente di Centro", avrà un ruolo importantissimo, 
gravoso, e delicato, nella disamina di queste istanze politiche, 
sociali, valoriali, ed anche dal risultato del voto. L'auspicio è che 
tutte quelle persone che guardano a sinistra nella costruzione del "nuovo centro" esaminino bene quali persone e quali istanze politiche siano veramente in 
grado di fondare un discorso di piena adesione alla Dottrina sociale 
della Chiesa senza cadere in ideologismi o contraddizioni, o peggio, in improbabili compromessi. <br /><br />]]>
        <![CDATA[Quando Casini afferma che "dove l'UdC ha 
corso insieme agli altri è stato determinante", in realtà, non ha affatto torto: ma appunto è proprio 
questo il problema, è determinante ugualmente a far vincere 
il centro-destra come il centro-sinistra. <br />Questo si è visto bene proprio in Liguria, 
dove Burlando è stato eletto con il 52,14% dei voti (sostenuto dall'UdC 
che ha totalizzato il 3,93%): lo sfidante ha preso il 47,85, che sommato
 al 3,93 dell'UdC fa 51,78, un risultato quasi uguale al vincitore. Dal 
che si capisce che l'UdC avrebbe consentito la sua vittoria.<br /><br />Dunque

 l'UdC, in quanto ago della bilancia che fa vincere la destra o la 
sinistra, più che "determinante" si può definire "responsabile", dal 
punto di vista di noi cattolici. E' un partito cioè che si assume la 
responsabilità di far andare al potere questa o quella persona. Ciò che 
preoccupa, è che personaggi che con i valori dei cattolici non c'entrano 
niente vadano in posizioni di potere politico determinanti per l'aspetto
 pratico dei valori etici cattolici (come nelle regioni, dove si controlla la sanità). Di questa 
responsabilità, e di quanto questa attenzione debba prevalere su 
motivazioni di ordine politico o di mero interesse di potere, nell'UdC 
c'è ancora poca consapevolezza. <br /><br />C'è un altro problema in questo atteggiamento ondivago: oltre al discorso della responsabilità nella 
scelta dei candidati (quello che viene chiamato dal partito "essere 
determinanti"), il rischio è di risultare inaffidabili sia visti da 
destra sia da sinistra. Quale affidabilità si può dare, infatti, ad un 
soggetto politico che si schiera con coalizioni così diverse come quelle
 che sostenevano Mercedes Bresso e Renata Polverini?<br /><br />Allora, a 
quanto pare la novità del panorama politico è da una parte la (solita) Lega che 
cresce sempre di più e diventa anche un partito sensibile ai temi
 cattolici, dall'altra un UdC che sta smottando 
propro sui temi di valore morale in materia di principi non negoziabili, il suo terreno di battaglia.<br /><br />Alla fine anche Travaglio ci sta bene in queste considerazioni con una citazione: <i>"[In Puglia] Hanno 
inseguito il mitico "centro" dell'Udc, praticamente un centrino da 
tavola all'uncinetto, perché "guai a perdere il voto moderato". Infatti 
gli elettori sono corsi a votare quanto di meno moderato si possa 
immaginare: oltre a Vendola, i tre partiti che parlano chiaro e si fanno
 capire, cioè Lega, Cinque Stelle e Di Pietro."</i> ("<a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2464764.html" id="vm4w" title="In poche parole, un'altra Caporetto">In poche parole, 
un'altra Caporetto</a>", Marco Travaglio)<br /><br />Ed allora cos'è questo 
centro? Un centrino, o un centrismo? Come tutte le parole che finiscono in "ismo", si 
tratta forse di un'altra ideologia che nasconde una certa pochezza
 culturale e una base di pensiero debole (come il relativismo ed il laicismo)? Noi auspichiamo di no! <br /><br />Questa vecchia idea della politica, questo "vecchio centro" ondivago e contraddittorio è proprio quello verso il quale dovrebbe rivolgersi il nascente nuovo centro, cercando invece il perseguimento di obiettivi chiari, principi chiari, e posizioni politiche chiare, che è poi quello che interessa agli elettori. Gli obiettivi non possono essere solamente il "bene comune", parola generica e sulla quale si può innestare di fatto qualsiasi programma politico, ma un bene cristianamente inteso, che metta la persona al centro dell'idea politica, partendo dalla dottrina sociale della Chiesa, e percorrendo una strada che sia rispettosa dei princìpi non negoziabili, sui quali non si può scendere a compromessi. D'altro canto, come ago della bilancia e come partito realmente determinante, il nuovo centro ha la felice combinazione e coincidenza storica di porsi da una parte come "difensore" dei princìpi stessi lungo la via, e dall'altra come controllore del raggiungimento di tutti gli obiettivi, siano questi cristiani, sociali, economici, e politici, patrimonio del suo programma, pena il decadimento del proprio appoggio. Questo è il centro che auspichiamo.<br />]]>
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    <title>Lourdes (il film)</title>
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    <published>2010-02-28T20:24:30Z</published>
    <updated>2010-03-01T00:40:55Z</updated>

    <summary>L&apos;altra sera sono andato a vedere &quot;Lourdes&quot;, film sulla famosa località religiosa meta di pellegrinaggio, nota per i miracoli avvenuti ad opera della Madonna di Lourdes apparsa a Bernadette. Il film è asciutto, lucido, e laico - nel senso anche...</summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <![CDATA[L'altra sera sono andato a vedere "Lourdes", <a href="http://www.imdb.com/title/tt1405809/">film</a> sulla famosa località religiosa meta di pellegrinaggio, nota per i miracoli avvenuti ad opera della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nostra_Signora_di_Lourdes">Madonna di Lourdes</a> apparsa a Bernadette. <br /><br />Il film è asciutto, lucido, e laico - nel senso anche di ateo. Lo sguardo che mi è sembrato di cogliere, da parte del regista e dello sceneggiatore, è uno sguardo disincantato, ma non sleale verso lo spettatore. Di fatto, nella storia non si vuole dimostrare una tesi, nè in un senso nè nell'altro. L'unica nota che forse stona un po' è la "presa in giro" verso i preti che meccanicamente ripetono delle apparenti banalità, ma bisogna anche chiedersi se queste parole possono essere realmente "personalizzate" per&nbsp; centinaia di migliaia di  credenti e meno credenti che ogni anno affollano la struttura. Bisogna infatti considerare che spiritualmente la personalizzazione del messaggio è affidata alla Madonna e quindi a Cristo, mentre il compito dei sacerdoti, forse più adeguato, è nell'accompagnare i malati con un conforto spirituale (e concreto) fatto di attenzioni ed anche di piccole spiegazioni "semplici", che magari possono sembrare banalità, ma non lo sono. Un esempio può essere la risposta se vogliamo "provocatoria" che spesso un sacerdote indica quando gli viene chiesto perché la guarigione riguarda solo alcune persone e non altre: la guarigione in realtà, ammonisce il prete, non è solo quella esteriore, ma c'è anche una guarigione interiore, dell'anima, che non è meno importante. Indubbiamente quella più visibile e per certi versi pressante, per noi e per il nostro mondo relazionale, è quella che ci limita fisicamente e ci fa soffrire, ma non si deve dimenticare mai l'altra, senza la quale anche la prima risente dei limiti di un percorso fatto solo a metà.<br />La ragazza della storia assume un contorno quasi etereo, scialbo, appurato che non è credente ribatte su di lei anche una qualche invidia dei presenti, ma che poi nel concreto le scivola addosso, e non le impedisce di vivere la felicità e la gioia della sua condizione di miracolata, su cui peraltro il regista, appunto, non assume posizione "scientifica" ma si limita a lasciare il dubbio. D'altronde è la storia stessa di Lourdes a dare poi le conferme anche materiali, concrete, per chi ha la pazienza e la lealtà di informarsi senza pregiudizi. In tal senso questo articolo di Socci mi è sembrato interessante e stimolante.<br /><br /><br /><b>Lourdes: parliamo dei miracoli (quelli veri...) e del realismo che nega la realtà, dello scientismo che&nbsp; nega la scienza e del razionalismo che nega la ragione<br /></b><br /><i>di Antonio Socci</i><br /><br />&nbsp;Nella mentalità moderna, imbevuta di ideologia, quando i fatti disturbano le opinioni, tanto peggio per i fatti. Non a caso sta facendo discutere di più, oggi, sui giornali, il film su Lourdes di Jessica Hausner, nel quale la regista esprime le sue opinioni incerte sui miracoli, di quanto facciano discutere le effettive guarigioni miracolose che lì si verificano.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Una delle quali - non ancora riconosciuta perché la Chiesa esige lunghe verifiche medico-scientifiche - è stata resa nota l'agosto scorso.<br />&nbsp;<br />&nbsp;La signora Antonietta Raco, 50 anni, di Francavilla in Sinni (Potenza), malata da quattro anni di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) - una malattia terribile - è andata in pellegrinaggio a Lourdes sulla carrozzella, dove era ormai immobilizzata, ed è tornata a casa camminando normalmente con le sue gambe.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Cosa le è accaduto? A Lourdes si era immersa nella piscina dell'acqua di Bernadette e aveva sentito un forte dolore alle gambe e poi una voce di donna che le diceva: "Non avere paura". Di colpo è guarita. Quella stessa voce è tornata per invitarla a far sapere a suo marito cosa le è successo.<br /><br />]]>
        <![CDATA["Non è spiegabile con i mezzi di cui scientificamente dispongo", così il
 neurologo Adriano Chiò delle Molinette di Torino, che aveva in cura la 
signora dal 2006, commentava il caso con i giornali. In effetti nella 
letteratura scientifica non esiste un caso simile.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Il medico ha
 spiegato: "Non ho mai osservato una situazione del genere in malati di 
Sla. La diagnosi era inequivocabile: la signora aveva una forma di Sla a
 lenta evoluzione. Una malattia che può rallentare e al massimo 
fermarsi, ma che non crediamo possibile che migliori, perché intacca i 
neuroni irreversibilmente".<br />&nbsp;<br />&nbsp;Invece l'impossibile pare sia 
accaduto. Di fronte a un'altra guarigione analoga, riguardante Marie 
Bailly, una ventenne di Bordeaux - che lui aveva conosciuto e analizzato
 come medico - nel 1903, il positivista e scettico Alexis Carrel 
(1873-1944), poi Premio Nobel per la medicina a soli 39 anni, andando a 
Lourdes rivide tutte le sue convinzioni e si convertì al cattolicesimo 
(racconta tutto nel suo memorabile "Viaggio a Lourdes"). Prima era certo
 che i miracoli non accadessero. Davanti al fatto si arrese. Carrel 
rispose lealmente a chi lo interrogava: "Bisogna constatare i fatti".<br />&nbsp;<br />&nbsp;Ma
 molti razionalisti preferiscono tapparsi gli occhi e ripararsi dietro i
 comodi pregiudizi. Emblematico è il caso di un altro importante 
intellettuale francese di quegli anni, il laico Emile Zola.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Nella
 Francia positivista di fine Ottocento si faceva un gran parlare di 
Lourdes e delle straordinarie guarigioni che lì avvenivano, perché 
mettevano in scacco la cultura dominante che nega il soprannaturale e 
quindi la possibilità stessa del miracolo.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Lo scrittore dunque 
decise di recarsi di persona sul posto per smascherare tutto. Era armato
 di tutti i suoi pregiudizi: "non sono credente, non credo ai miracoli. 
Ma credo al bisogno del miracolo per l'uomo". Secondo lui gli uomini 
hanno "necessità di essere ingannati e consolati".<br />&nbsp;<br />&nbsp;Il "caso" 
vuole che lo scrittore si trovi a viaggiare nello stesso vagone dove 
sono due ammalate di tubercolosi all'ultimo stadio, Marie Lebranchu e 
Marie Lemarchand.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Quando dunque il convoglio arriva a Lourdes, 
nella mattina del 20 agosto 1892, il famoso scrittore conosce bene le 
loro situazioni di fronte alle quali la medicina ormai aveva alzato le 
braccia in segno di resa.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Ebbene accadde a lui precisamente ciò
 poi accadrà a Carrel: a Lourdes lui stesso dovette constatare la 
guarigione istantanea, definitiva e scientificamente inspiegabile, 
proprio di quelle due donne.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Alla sua "sfida" il Cielo aveva 
risposto con dei fatti. Fatti clamorosi e innegabili, impossibili da 
cancellare o ignorare.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Tanto che Zola, nel suo libro, fu 
"costretto" a riferirne, ma invece di riconoscere la sconfitta dei suoi 
pregiudizi, invece di accogliere il dono che aveva ricevuto, la 
rivelazione di una verità totalmente inattesa e così misericordiosa, nel
 suo romanzo parla della vicenda inventando la morte delle due 
'miracolate', dopo una breve, illusoria guarigione.<br />&nbsp;<br />&nbsp;E poiché ha
 raccontato Vittorio Messori "una delle due donne risanate, e in modo 
definitivo, non si rassegnava al falso e protestava sui giornali, Zola 
andò a trovarla, offrendole denaro perché sparisse da Parigi...".<br />&nbsp;<br />&nbsp;E'
 una storia emblematica. La cultura laica moderna lancia la "sfida", ma 
poi non ha la lealtà di verificare la risposta, cioè i fatti. 
Naturalmente quel libro di Zola ebbe un gran successo ed è stato 
ristampato in Italia anche di recente.<br />&nbsp;<br />&nbsp;"Zola (...) conoscerà un
 rinnovato successo presso il pubblico della Francia laica, 
rappresentando Lourdes come la capitale di una gigantesca intossicazione
 collettiva", ha scritto domenica scorsa Sergio Luzzatto, sull'inserto 
culturale del Sole 24 ore.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Il suo articolo era addirittura la 
copertina. A tutta pagina campeggiava sotto il titolo "Miracoli di fede e
 scienza". Questo lungo pezzo di Luzzatto si dilungava proprio a 
riferire il viaggio a Lourdes di Zola e il successo del suo libro.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Ma
 purtroppo non vi si accennava minimamente al retroscena suddetto, che 
poi è un clamoroso infortunio. Anzi, Luzzatto - evidentemente ignaro di 
questa storia - accredita il libro di Zola come un "meticoloso dossier" 
contro quell' "industria del miracolo" che sarebbe Lourdes.<br />&nbsp;<br />&nbsp;E' 
significativo che sull'infortunio di Zola a Lourdes gravi ancora un 
simile tabù. Si rilegge oggi il suo libro come se queste cose non 
fossero accadute. La pagina del Sole offre anche alcune delle sue pagine
 dove i cristiani vengono rappresentati come sciocchi creduloni.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Zola,
 descrivendo le folle che accorrono a Lourdes, sente pure il bisogno di 
precisare (bontà sua) che "non sono solo dei cretini, degli illetterati,
 ma ci sono uomini come Lasserre".<br />&nbsp;<br />&nbsp;La cosa gli serve per 
dimostrare che questa "necessità di essere ingannati" dai presunti 
miracoli riguarda tutti. Ma chi ha veramente ingannato in questa 
vicenda?<br />&nbsp;<br />&nbsp;Naturalmente il problema non è Zola, ma una mentalità -
 ancor oggi dominante - che in nome del realismo nega la realtà, in nome
 dello scientismo, nega la scienza e in nome del razionalismo nega la 
ragione.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Diversamente da quanto comunemente si crede, il 
razionalismo sta alla ragione come la polmonite sta al polmone. Ecco 
perché uno scrittore pieno di umorismo come Gilbert K. Chesterton, il 
grande convertito inglese, dirà a proposito delle diverse reazioni ai 
miracoli: "Chi crede ai miracoli lo fa perché ha delle prove a loro 
favore. Chi li nega è perché ha una teoria contraria ad essi".<br />&nbsp;<br />&nbsp;Bisogna
 però precisare che il confronto non è alla pari. La mentalità dominante
 è l'ideologia di un establishment che la fa da padrone nell'industria 
culturale. Non da oggi. Attenzione, non sono io a dirlo.<br />&nbsp;<br />&nbsp;Luzzatto,
 che certamente è un laico alquanto lontano dalla Chiesa, nell'articolo 
sopra citato, a proposito della conversione di Alexis Carrel, seguita al
 verificarsi di quel miracolo, fa questa considerazione impressionante: 
"Immaginando che una testimonianza del genere sarebbe bastata a 
rovinargli la carriera universitaria, Carrel cercò di mantenere segrete 
sia la sua visita alla città dei miracoli, sia l'apposizione della sua 
firma nella cartella clinica della donna risanata. Ma le voci 
circolarono in fretta a Lione come a Parigi, e nel giro di pochi mesi 
egli si vide costretto a lasciare la Francia per l'America".<br />&nbsp;<br />&nbsp;Tale
 era il clima che Carrel, anche dopo aver preso il Nobel, non si decise a
 pubblicare il suo "Viaggio a Lourdes", libro che uscì postumo: "tanto 
poteva allora, negli ambienti della ricerca internazionale" osserva 
Luzzatto "l'idea che una fede nella fede fosse incompatibile con la fede
 nella scienza".<br />&nbsp;<br />&nbsp;Non ha dunque ragione il papa, Benedetto XVI, 
quando parla di "dittatura del relativismo"?<br />&nbsp;<br />&nbsp;Antonio Socci<br />&nbsp;<br />&nbsp;Fonte:
 Libero, 19 febbraio 2010<br />]]>
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    <title>Benzine n.3</title>
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    <published>2010-02-09T13:41:55Z</published>
    <updated>2010-02-20T13:52:09Z</updated>

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        <![CDATA[Come ogni inizio d'anno, ripropongo (ormai da tre) il mio elenco dei costi di benzina, segnati sempre allo stesso distributore (un impianto completamente automatico "Q8 Easy" di Roma città), e graficati su un foglio Excel. Questa volta, per pigrizia, mi trovo a ripetere le stesse identiche cose che <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/05/benzine_n2.shtml">scrissi l'anno scorso</a>: dal sostanziale differenziale minimo tra un self service e un altro, all'inutilità dei chioschi, al costo alla pompa che aumenta regolarmente ad Agosto, all'attenzione a rifornirsi solo dove il costo delle benzine è inferiore (appunto, ai self-service). Soprattutto quest'ultimo punto, se seguito, renderebbe inutili i chioschi (dove la benzina costa sempre di più rispetto ai self-service), e consentirebbe di razionalizzare la rete distributiva e di avere così, auspicabilmente, minori costi alla pompa. <br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/02/benzine3-80.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/02/benzine3-80.shtml','popup','width=849,height=272,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/02/benzine3-thumb-550x176-80.png" alt="benzine3.png" class="mt-image-none" style="" height="176" width="550" /></a></span><br /><br />Come si vede dal grafico, al netto delle fluttuazioni (specialmente nel 2008 quando la verde schizzò a 1,5 euro al litro), siamo tornati ai livelli del 2007, ovvero a circa 1,3 euro al litro. Un anno fa stavamo a circa 1,14 euro al litro (sempre per la benzina senza Piombo), quindi c'è stato un aumento annuale di circa il 15% (che è sempre maggiore sia dell'<a href="http://www.kensan.it/articoli/Inflazione.php">inflazione</a><sup>(1)</sup> misurata dall'Istat sul paniere sia di quella percepita sul costo della vita), aumento per l'appunto relativo, perché nel periodo totale di tre anni invece è pari a zero. <br /><br />Il grafico dell'anno scorso:<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="benzine2.png" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/benzine2.png" class="mt-image-none" style="" height="239" width="500" /></span><br /><br />]]>
        <![CDATA[In questo grafico, invece, il prezzo dal 2001 al 2007, preso dal <a href="http://www.etantonio.it/Forums/Varie/topic.asp?TOPIC_ID=837">questo
 sito</a>:<br /><br /><span class="mt-enclosure 
mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/02/benzinaandamentouq3-84.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/02/benzinaandamentouq3-84.shtml','popup','width=802,height=535,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0');
 return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/02/benzinaandamentouq3-thumb-500x333-84.jpg" alt="benzinaandamentouq3.JPG" class="mt-image-none" style="" height="333" width="500" /></a></span><br /><br /><br />In ogni caso fa sempre 
bene rileggersi l'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accisa#Un_esempio:_le_accise_sui_carburanti_in_Italia">incidenza

 delle accise</a> sul costo finale alla pompa, l'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benzina">andamento dei prezzi 
nell'Unione</a>, e ogni tanto tenere d'occhio l'<a href="http://www.osservaprezzi.it/livelli/carburante/prezzirilevati.asp">Osservatorio

 prezzi</a> diviso per regioni e tratte autostradali, dal Ministero per 
lo sviluppo economico.<br /><div><br /></div><br />(1) Per quanto riguarda il 
tema dell'inflazione percepita (diversa rispetto all'andamento 
dichiarato dall'Istat e dagli altri istituti europei), c'è un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9zBfo8HZLw8&amp;NR=1">video</a> 
piuttosto interessante sul presunto dimezzamento che il potere 
d'acquisto avrebbe avuto da quando è entrato l'euro in Italia e in 
Europa (il 1° Gennaio 2002) basato sul raffronto del costo di alcune 
materie prime. In generale l'inflazione degli ultimi anni avrebbe dovuto
 assestarsi, secondo il paniere preso a riferimento, su una forbice 
dell'1-3%, mentre l'inflazione percepita è dell'ordine di dieci-dodici 
volte superiore.<br /><div><br /></div><div><br /></div>]]>
    </content>
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    <title>Piccola guida per i candidati politici online</title>
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    <published>2010-01-30T23:18:53Z</published>
    <updated>2010-02-20T13:52:46Z</updated>

    <summary><![CDATA[ Dopo i casi di Renata Polverini (qui sul suo blog) e Luca Barbareschi,&nbsp; sembra che l'esigenza per molti politici, candidati o meno, di conoscere Internet ad un livello più approfondito sia a questo punto irrevocabile. Non sono pochi, oggi,...]]></summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="technology_enhanced.gif" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/technology_enhanced.gif" class="mt-image-none" style="" height="250" width="447" /></span><br />
<br />
Dopo i casi di <a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/politica/10_gennaio_27/sito-polverini-commenti-finti-radicali-voltattorni-1602358701543.shtml">Renata
Polverini</a> (qui sul suo <a href="http://www.renatapolverini.it/2010/01/27/piccola-parentesi-poco-seria/">blog</a>)
e <a href="http://www.polisblog.it/post/6768/gli-utenti-di-spinozait-contro-luca-barbareschi">Luca
Barbareschi</a>,&nbsp;
sembra che l'esigenza per molti politici, candidati o meno, di
conoscere Internet ad un livello più
approfondito sia a questo punto irrevocabile. Non sono pochi, oggi,
coloro i quali&nbsp; si occupano di
comunicazione in modo professionale, ma chi, come me, si ritrova ad
appassionarsi
di comunicazione politica, trova alcune accortezze oramai&nbsp;
necessarie, e soprattutto considera che la comunicazione online, per un
politico, non si improvvisa. Questo vale specialmente per i candidati
politici, i quali pagano agenzie e società di comunicazione
specializzate, che devono rispondere adeguatamente alle richieste ed
alle caratteristiche della rete. Non importa di quale schieramento, il
candidato online trova in rete una platea attenta ed esigente, con una
rappresentanza della popolazione, spesso, diversa da quella che si
potrebbe incontrare ad un comizio reale. Sulla rete, infatti, si
discute, si confronta e si affrontano (talvolta con toni aspri) le idee
politiche e le affermazioni del candidato in un contesto bidirezionale,
portando considerazioni che
devono essere soppesate e valutate con&nbsp; intelligenza, e magari
anche con una buona dose di umiltà.<br />
<br />
In generale, il candidato politico non può essere
considerato per tutti "uguale". Sul web entrano in gioco, infatti,
diversi aspetti nella distribuzione della popolazione online. Mentre su
Facebook, ad esempio, si può&nbsp; considerare la
distribuzione degli iscritti al social network sostanzialmente
eterogenea per livello scolastico, politico, e culturale, nei blog,
invece, c'è una prepondenranza di laureati con un profilo
socio-economico alto e orientamento di centro-sinistra, che è
caratterizzata essenzialmente da alcuni
fattori, tra i quali l'influenza degli <span style="font-style: italic;">hub</span> ovvero di alcuni autori
più influenti, che concentrano e ripetono le idee
di una certa parte dello schieramento politico più di
quelli della parte opposta (molto meno rappresentati). Il risultato
è spesso che per i candidati di centro-sinistra la critica
è attenta e anche aspra ed assume una connotazione <span style="font-style: italic;">construens</span>. Per i candidati di
centro-destra, la stessa connotazione assume un significato talvolta
diverso e, spesso, <span style="font-style: italic;">destruens.</span><br />
<br />
Per i candidati cattolici, infine, in rete si trova moltissima
opposizione, spesso distorta da pregiudizi e ideologie difficili da superare, come diceva Vittorio Messori nel suo ultimo <a href="http://www.et-et.it/articoli/2010/2010_01_25.html">articolo</a>,
il vecchio ma sempre rilanciato elenco&nbsp;di accuse verso i cattolici
non sembra trovare ostacoli: Vangelo come mito orientale, miracoli come
superstizione, Galileo, inquisizione, crociate, massacro dei
catari,&nbsp;notte di San Bartolomeo,&nbsp;conquista delle Americhe,
condizione della donna, simonia,&nbsp;rapporti tra cattolicesimo e
totalitarismi, etc. <br />
Sul web molti siti, e blog e forum, sono dedicati alla demolizione
delle basi storiche delle Scritture e alla polemica sulla storia della
Chiesa, e richiedono attenzione e pazienza nello smontare, ancora una
volta, il consueto rosario di affermazioni più o meno confuse
che da sempre circondano la religione cristiana. Va da sé,
dunque, che il candidato che assuma come propri i valori ed in principi
indicati dalla Chiesa cattolica, si trova ad affrontare un ostacolo in
più costituito dalla diffidenza verso l'Istituzione
ecclesiastica complicata dalla mole di dati spesso presenti in rete
contro di essa.<br />
<br />
Al di là dell'orientamento dei candidati, però, a risaltare
maggiormente è una scarsa conoscenza da parte dei
politici, anche giovani, delle logiche che la "presentazione" e l'attività su
Internet richiedono. Vediamone alcune in questi punti.<br /><b><br /></b>]]>
        <![CDATA[<b><br /></b>
<ol><li><b>Trasparenza.</b> <span style="font-weight: normal;">Internet</span><span style="font-style: italic;"></span> <span style="font-weight: normal;">non
 consente di nascondersi dietro un dito<span style="font-weight: bold;"></span>,
 è la naturale esperienza di convivenza nella rete che, pur c</span><span style="font-weight: normal;">on
la molteplicità di voci che ne contraddistnguono la ricchezza, implica 
anche una cristallinità nei discorsi e nelle azioni intraprese sulla 
rete.</span><br />
</li><li><span style="font-weight: bold;">Il righino rosso.</span>
Anche se dietro ci sono
persone, Internet&nbsp; non è comunque la realtà: mancano molti
pezzi (tono della voce, volti, facce, espressioni, emozioni.. di tutto
questo c'è solo un aspetto: quello della scrittura), e la socialità che
si vive sulla rete non è aumentata, ma anzi diminuita. Il rischio è
di prendere come oro colato o troppo sul serio, o specialmente troppo
rappresentativo, il tratto di una singola discussione: la rete
rappresenta ancora pochi. <br />
  </li><li>C'è un <span style="font-weight: bold;">sottinsieme di 
blogger</span>
che sono molto presenti e discutono su aspetti anche rilevanti della 
vita sociale e politica italiana, con un potere
"mediatico" da non sottovalutare, in generale hanno una
linea politica comune, che può non essere quella del candidato. Poiché è
 distribuito in modo disomogeneo, per un candidato di
segno opposto il dato che conta è il potenziale terreno minato che 
incontra.<br />
  </li><li>Rileggere il punto 2 ora: il rischio di <span style="font-weight: bold;">arrabbiarsi per una scemenza</span> è 
altissimo. Una discussione che a voce sarebbe durata 5
minuti, sulla rete rischia di andare avanti 5 giorni. A discutere
su un righino rosso..<br />
  </li><li><span style="font-weight: bold;">Gli slogan non funzionano</span>,
 Internet è un flusso
ininterrotto di opinioni, scambi, commenti, ed idee. Gli slogan 
funzionali durano lo
spazio di un post, al massimo qualche citazione, (che si sottolinea - 
sempre - con un link). <br />
  </li><li>Se si fa un <span style="font-weight: bold;">errore</span> 
rimediare ammettendolo. Senza ripensamenti e senza tentennamenti.<br />
</li><li><span style="font-weight: bold;">Rispondere sempre</span> ad 
eventuali accuse o critiche ingiustificate. Non c'è niente di peggio di 
un'opinione infamante lasciata a decantare senza contradditorio. Lasciar
 assolutamente perdere, per ovvi motivi, querele o azioni legali di 
qualsiasi genere.<br />
  </li><li>A proposito di idee: <span style="font-weight: bold;">bene le
 idee, male le ideologie</span>. C'è differenza: le
seconde sono idee che non si sanno giustificare ed argomentare... E 
ovviamente si nutrono di slogan (che bastano), vedi punto 5.<br /></li><li><span style="font-weight: bold;">Aggiornare</span> sempre il sito: non c'è 
peggior cosa di un blog, un forum o una homepage che è ferma da mesi. <br />
</li><li>Chi va su internet va per un <span style="font-weight: bold;">pubblico
 giovane</span>,<span style="font-weight: bold;"> o comunque 
giovane-adulto</span>.
Non la
signora del mercato, che utilizza altri canali per informarsi. E'
quindi importante stare sul Web come ci starebbe un giovane e
non una signora del mercato.</li><li>Attenzione al numero esagerato di <span style="font-weight: bold;">commenti</span>, che può rendere
illeggibile in brevissimo tempo anche il miglior post (in caso, va 
sempre bene un post successivo che riprenda alcuni argomenti).<br /><br /></li></ol>
<div><b>12. Social network: usarli molto, usarli bene</b><br /><br />Un 
articolo molto interessante è stato pubblicato dal <a href="http://www.corriere.it/esteri/10_febbraio_01/internet-politica-strategia-obama-youtube-ross-geer_cf4f4c72-0f28-11df-a497-00144f02aabe.shtml">Corriere
 della Sera</a>, in un'intervista dedicata alla presenza online in 
America dei due candidati democratici, con particolare attenzione ai 
social network ed al rapporto tra elezioni ed Internet, ed è disponibile
 qui:<br /><a href="http://select.wordpress.com/2010/02/02/la-politica-a-misura-di-social-network-%C2%ABsono-come-la-radio-negli-anni-sessanta%C2%BB/">La
 politica a misura di social network «Sono come la radio negli anni 
Sessanta»</a><br /><i>Steven Geer e Josh Ross, i «guru» della 
comunicazione di Obama e Hillary: il futuro adesso è nei servizi mobile.</i><br /></div>]]>
    </content>
</entry>

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    <title>Ancora sui partiti di ispirazione cattolica</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2010/01/ancora_sui_partiti_di_ispirazione_c.shtml" />
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    <published>2010-01-18T19:53:23Z</published>
    <updated>2010-01-19T01:13:37Z</updated>

    <summary>Questo post raccoglie, in forma leggermente rivista, i commenti che ho scritto sul sito &quot;Persona è futuro&quot; in risposta o a continuazione dei commenti per l&apos;articolo sui &quot;Valori non negoziabili nelle alleanze con i cattolici&quot; pubblicato l&apos;11 Gennaio scorso. Riportano...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
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    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[Questo post raccoglie, in forma leggermente rivista, i commenti che ho scritto sul sito "<a href="http://www.personaefuturo.it/">Persona è futuro</a>" in risposta o a continuazione dei commenti per l'articolo sui "<a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2010/01/i_valori_non_negoziabili_nelle_alle.shtml">Valori non negoziabili nelle alleanze con i cattolici</a>" pubblicato l'11 Gennaio scorso. Riportano un 
po' il mio pensiero su alcune tematiche direttamente toccate nell'articolo..<br /><br /><div align="center">*&nbsp; *&nbsp; *<br /></div><br />Sui vari punti non posso che concordare con te. Aggiungo qualche osservazione nel tentativo di introdurre qualche ulteriore spunto.<br /><i>(il commento cui ci si riferisce è di <a href="http://www.personaefuturo.it/2010/01/11/i-valori-non-negoziabili-nelle-alleanze-con-i-cattolici.shtml#comments">Giuseppe Sbardella</a>)</i><br /><br />Sulla "lista" dei valori, sarei più propenso a pensare che in realtà non ce ne saranno molti altri di principi non negoziabili, ma che tutti discendono da un uico concetto che è il rispetto della persona.<br />Il problema nasce dal fatto che il rispetto alla persona che intendono i cattolici è spesso diverso da quello che si intende oggi comunemente nel pensiero liberale, nel quale è la "libertà" la parola d'ordine: libertà di fare quello che si vuole non importa a quale prezzo etico e sociale (per gli altri, e per sé stessi).<br /><br />Dunque il cattolico non dovrebbe mai imporre il suo punto di vista, ma è altresì vero che non deve farsi imporre il punto di vista degli altri o dagli altri. E se la prima cosa riesce benissimo ai cattolici di oggi, la secondo è forse ben più difficile da raggiungere.<br /><br />La contrapposizione ideologica di cui parlo nell'articolo è, infatti, piuttosto reale: di fatto, scegliere oggi tra destra e sinistra significa avallare il liberismo in molti campi umani oppure dover optare per un capitalismo condito con cattolicesimo di destra.<br />E con questo mi riallaccio anche alla ultima osservazione delle alleanze: nell'articolo ho volutamente saltato tutte le problematiche che, similmente, si ripropongono con le alleanze col centro-destra. In misura minore, certo, ma anche lì ovviamente i problemi non mancano.<br /><br />In fondo, guardando oltre la trama delle parole che ho usato, forse si intravede la necessità di una "nuova" forza politica che sia in grado di sintetizzare le istanze cattoliche col bene comune e, per citare ancora un caro interlocutore gesuita, con la "risoluzione dei problemi", che è quello che poi interessa alla gente - spesso più dei "valori" o delle parole.<br /><br />Per inciso, è peraltro proprio questa attenzione ai problemi concreti, che porta poi voti ad aministrazioni di sinistra o di destra, viste come più capaci di osservare il "sociale": il problema dei diritti dei gay, il problema dell'immigrazione clandestina, ognuno coltiva le proprie ideologie, desideri, convinzioni.<br /><br />Il fatto è che questi problemi non sono soltanto materiali e non possono essere affrontati se non con un sguardo che va oltre il contingente, e che sposa il primato della persona umana e accoglie l'uomo nella sua fragilità e nelle sue contraddizioni - dunque uno sguardo anche bioetico. E lo sguardo cristiano e personalista, è quello che meglio degli altri sa offrire queste caratteristiche, inutile girarci intorno.<br />Il fatto, come si diceva nell'articolo, è che questo patrimonio di valori propri della cultura cristiana non solo non viene riconosciuto, ma anzi osteggiato, dalla parte (dalla "pancia" direi) elettorale di centro-sinistra. Su questo è inutile farsi illusioni.<br /><br />Dunque il grande rischio che io vedo nelle alleanze come quelle dell'Udc un po' "ardite", è quella che i cristiani si riducano a fare da comparse, nella forza delle grandi coalizioni incentrate sul materialismo ateo. Il "grande centro cattolico" forse rimane un'utopia ed è probabilmente anche un bene: ma un riferimento politico per i cattolici non può scendere a compromessi più di tanto in nome di una realpolitik che debba rinunciare nei fatti al riferimento ai valori. Negoziabili e meno.<br /><br /><br /><div align="center">*&nbsp; *&nbsp; *<br /></div><i><br /></i>Pur non essendo della generazione di Giuseppe (Sbardella, Ndr), e pur non conoscendo approfonditamente, per limiti d'età e senz'altro di competenza storica, il pensiero sturziano, sono conscio e d'accordo nel fondamentale contributo che don Sturzo ha dato e continua a dare nelle sorti dei partiti di ispirazione cattolica con una matrice aconfessionale ed indipendenti dalla gerarchia nelle loro scelte politiche.<br />D'altronde, da quando nel 1919 Benedetto XV abrogò definitivamente ed ufficialmente il non expedit, mi sembra che questi si siano succeduti, tra alterne vicende, fino a tutto il secolo scorso, quando - dopo la grande crisi degli anni '90 - sono evaporati.<br /><br />Consentimi, dunque, di aggiungere qualche riflessione sui temi da te richiamati.<br /><i>(il commento cui ci si riferisce è di <a href="http://www.personaefuturo.it/2010/01/11/i-valori-non-negoziabili-nelle-alleanze-con-i-cattolici.shtml#comments">Piero Doria</a>)<br /></i><br />Il potere spirituale ed il potere temporale riguardano la gerarchia ecclesiastica, e non c'è pericolo di confusione per chi, cattolico laico, si impegna in politica. Nel mio articolo sottolineavo proprio quella differenza: e cioè che si rimprovera ai cattolici laici di pensarla come il clero. <br /><br />Questo crea confusione? Secondo me la confusione si ha quando l'azione politica è incoerente nel perseguire intenti cristiani. In realtà io non vorrei cadere nella "contrapposizione ideologica" citata nel mio articolo e che viviamo nell'odierna situazione politica e sociale. Questa contrapposizione mi preoccupa, ed è quella che si ottiene quando ci sono due visioni idealmente opposte: da una parte la visione materialista ed atea, dall'altra quella tradizionalista cristiana e antisocialista.<br /><br />A questo punto però non bisogna dimenticare che c'e' tutta la Dottrina sociale della Chiesa ad ispirare quella che dovrebbe essere l'azione dei cattolici in politica. Non solo: anche i continui richiami del Papa in materia.<br />L'ultimo dei quali è avvenuto proprio oggi, nell'udienza agli amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma, dove tra le altre cose vi troviamo scritto:<br />"<i>La persona umana" - ha sottolineato il Papa - "è al centro dell'azione politica e la sua crescita morale e spirituale deve essere la prima preoccupazione per coloro che sono stati chiamati ad amministrare la comunità civile</i>" (fonte: <a href="http://www.zenit.org/article-21010?l=italian">ZENIT.org</a>)<br />Se la crescita morale e spirituale deve essere al centro dell'azione politica ed amministrativa, come si può pensare di poterla attuare insieme al centro-sinistra, che non crede nè all'una nè all'altra?<br />La soluzione più semplicistica consiste nell'individuare un percorso alternativo che mette insieme la morale materialista e relativista con quella cattolica, ammesso che ciò sia possibile: ma a che prezzo?<br />A mio avviso bisogna lavorare insieme per includere, invece, nella prospettiva politica un respiro più alto, una convergenza nei valori che dovrebbe essere il vero obiettivo del cristiano impegnato nella difficile arte del compromesso politico, compromesso che non può mai essere al ribasso.<br /><br />C'è poi da tener presente che i cattolici, come scrivevo, non devono imporre ma non devono neanche farsi imporre.<br />Questo aspetto è forse il più delicato, perché rinunciare ad imporre il proprio punto di vista non può però signficare rinunciare ad un incisiva azione nel piano politico. Quando c'è da affrontare il nodo del fine vita, dell'aborto, è ragionevole supporre che ci siano posizioni distinte, così com'è altrettanto ragionevole pensare che la verità non stia<br />solo da una parte. In tal senso, tuttavia, un partito di ispirazione cristiana non può che porsi come "ago della bilancia" verso il miglioramento delle condizioni di vita e di attenzione al primato della persona, che tu citi, giustamente, come fine ineludibile del nostro agire, e che alternativamente può provenire da una parte come dall'altra: nessuno "è depositario della verità" politica.<br />A tal proposito, però, ed al riguardo anche della "paura di andare al governo" che i cattolici dovrebbero superare (se ti riferisci all'andare al governo con il centro-sinistra, ovviamente), tutte le esperienze politiche (ed anche amministrative) sono state negative.<br />Come esempio basti pensare alla fallimentare esperienza di Prodi.<br /><br />Per citare un pensatore cattolico controrivoluzionario tradizionale come Plinio de Oliveira, questa non è paura ma attenzione "ai lupi travestiti da agnelli". ("<a href="http://www.zammerumaskil.com/rassegna-stampa-cattolica/formazione-e-catechesi/non-trattiamo-i-lupi-come-se-fossero-pecorelle-smarrite.html">Non trattiamo i lupi come se fossero pecorelle smarrite</a>")<br /><br />Sono d'accordo con te, peraltro, nello spiegare (ad esempio, sul sì alla vita) e cercare di far convergere i vicini ed i lontani quanto più possibile, ma la vera sfida consiste proprio in questo: attualmente, gli schieramenti di centro-sinistra non solo non capiscono ma sono tutti orientati a contro-spiegare a noi cattolici che sono loro ad aver ragione sui temi etici. Cercano di convincere noi che non siamo buoni cattolici perché vorremmo imporre il nostro punto di vista. Ed alla fine ci impongono loro delle leggi alle quali, per colmo dell'ironia, abbiamo contribuito alla validazione.<br /><br />Dunque il pericolo dal quale secondo me dobbiamo guardarci è di non arrivare a trovarci di fronte a due sole scelte: da una parte seguire il bene comune, rinunciando quando è necessario ad essere cattolici, o dall'altra essere cattolici, rinunciando<br />quando non è possibile al bene comune. Bisogna coniugare queste due istanze, a questo punto accogliendo sì il richiamo di don Sturzo all'essere "liberi e forti": liberi di pensare che il bene comune ed il patrimonio dei valori cattolici coincidono, altrimenti non possiamo dirci cristiani, e non è la gerarchia ecclesiastica che ce lo dice o ce lo impone, ma è l'incontro col Signore che ce lo fa scoprire dentro, e ci fa capire quanto questo bene sia disponibile per tutti.<br />]]>
        
    </content>
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    <title>I valori non negoziabili nelle alleanze con i cattolici</title>
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    <published>2010-01-11T13:10:26Z</published>
    <updated>2010-01-25T15:04:16Z</updated>

    <summary><![CDATA[Il post è stato aggiornato dalla prima pubblicazione Calvin &amp; Hobbes © 2006 "Non sono interessata a partecipare a questa corsa per accreditarsi verso il mondo cattolico. Non sono credente e non ho cambiato idea. Se mai decidessi di convertirmi,...]]></summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
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        <![CDATA[<font style="font-size: 0.8em;">Il post è stato aggiornato dalla prima pubblicazione </font><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/01/calvinandhobbes950102-75.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/01/calvinandhobbes950102-75.shtml','popup','width=600,height=192,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2010/01/calvinandhobbes950102-thumb-480x153-75.gif" alt="calvinandhobbes950102.gif" class="mt-image-none" style="" height="153" width="480" /></a></span><br /><font style="font-size: 0.8em;">Calvin &amp; Hobbes © 2006</font><br /><br /> <div class="quoted">"Non sono interessata a partecipare a
questa corsa per accreditarsi verso il mondo cattolico. Non sono
credente e non ho cambiato idea. Se mai decidessi di convertirmi, ma
lo escludo, non abbraccerei certo la religione cattolica. Diventerei
valdese (...)" </div>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font style="font-size: 0.8em;"><br /></font></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;">Sono
affermazioni di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mercedes_Bresso">Mercedes Bresso</a>, candidata alla riconferma alla
presidenza della Regione Piemonte, in una famosa intervista a "La
Stampa" del 30 settembre 2005. "Ero seria, non era una provocazione",
ha confermato la Bresso - con riferimento alla battuta sui Valdesi -
confessandosi al "Corriere della Sera" del 24 febbraio 2009 (da un
articolo di <a href="http://facebook.com/massimointrovigne">Massimo Introvigne</a> ripubblicato su <a href="http://catholica.vox.com/library/post/la-problematica-intesa-udc-con-la-bresso-i-cattolici-non-salgono-in-mercedes.html">Vox Catholica</a>). </span><br /></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>
<p><span style="font-size: 1em;">L'UdC, che attualmente è indicato come il partito di riferimento dei cattolici (sondaggio pubblicato su <a href="http://www.laciviltacattolica.it/">Civiltà Cattolica</a> quaderno 3829 del 2/1/10), è alleata insieme alla Bresso in Piemonte, nelle Regionali&nbsp; che si svolgeranno nel prossimo Marzo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;">Su tutti i
temi che il Papa indica come "non negoziabili" - e che invita a far
prevalere nelle scelte politiche su ogni altro argomento - le posizioni
della Bresso sono antitetiche a quelle cattoliche. Radici cristiane,
identità? No: "Stato laico come garanzia di una società sempre più
multiculturale e multireligiosa. Su questo non sono disposta a
transigere" ("La Stampa", 30.9.2005). Come logica conseguenza,
abolizione del Concordato: "I Patti Lateranensi?... Sì, sarebbe il
momento di abolirli" ("Corriere della Sera", 24.2.2009).</span></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;">Identicamente,
su questioni fondamentali come eutanasia, aborto, famiglia, le sue
considerazioni sono completamente contrastanti con quelle della
dottrina della Chiesa, e del tutto simili, non casualmente, a quelle di
Emma Bonino, della quale è grande amica ed alleata. Con quest'ultima,
però l'UdC ha rifiutato di fare alleanze nel Lazio.<br />
</span></p>
<p>Come si è arrivati a questi scintillanti paradossi?</p>
<p><span style="font-size: 1em;">Sono tanti i temi etici su cui si
scontrano oggi le diverse posizioni, e che sono assurti a discriminante
della discussione politica. Fino a pochi anni fa molti dei problemi che
ci troviamo ad affrontare oggi, semplicemente non c'erano: pensiamo
all'immigrazione clandestina. Così, fintanto che si rimane nel
confortante alveo del "bene comune",&nbsp; tutti sono d'accordo nel
perseguirlo: è un&nbsp; valore positivo generale, accettato da tutti come
diritto inviolabile. Quando si scende nel dettaglio, però, si scopre
che ognuno ha un'idea diversa del bene comune. I cattolici sono i primi
ad avere le idee confuse su quali siano i valori&nbsp; che portano al
compimento del bene, su quanto non siano "negoziabili", e sul perché
non bisogna abbassare la guardia su questi temi specialmente in ambito
politico.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;">Non sta a
me spiegare l'importanza di tale patrimonio di valori. Mi limito a
sottolineare, ancora una volta, che&nbsp; non sono e non dovrebbero essere
comprensibili soltanto ai cattolici, ma&nbsp; sono invece delle verità
osservabili sulle quali&nbsp; ci si&nbsp; sofferma&nbsp; spesso poco. Bisogna dunque
partire da qui, da questi valori, per proporre una riflessione dallo
sguardo anche laico:</span></p><p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 1em;"><br />
</span></p>
<ul><span style="font-size: 1em;">
<li>Aborto: che un embrione sia vita definita nella sua totalità,
oramai, lo hanno capito tutti, ovviamente, per chi è dotato di onestà
intellettuale. Ho provato a <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2005/12/laborto_spiegato_a_mia_figlia.shtml">spiegarlo</a>
tempo fa in un post: pur non essendo vita autonoma, l'embrione è&nbsp;
indipendente ed ha tutto il corredo genetico necessario fin dal
concepimento. L'atto di togliere questa vita è, di fatto, un omicidio,
ma permangono ancora moltissime posizioni che ritengono l'aborto un
"diritto": siamo&nbsp; freschi di approvazione, ad esempio, della pillola <span style="font-style: italic;">Ru486</span>
in Italia, che, lungi dal rendere la pratica abortiva meno grave e
sofferta (soprattutto psicologicamente),&nbsp; trasforma una decisione
tremenda&nbsp; in un gesto all'apparenza banale.<br /><br /></li>
<li>Famiglia: già che ne parliamo, vale la pena ricordare che un bimbo,
secondo la maggioranza degli psicologi (anche attraverso il manuale DSM
IV), deve avere entrambi i genitori per crescere sano. Dunque già
toglierne uno, attraverso la pratica legale della separazione, è un
atto che trasforma la vita del bambino in modo drammatico: colui che
subisce questo trauma tenderà potenzialmente a riproporre problemi
relazionali tutta la vita. Considerare il matrimonio come un legame
inscindibile è dunque prova della corretta posizione dei cattolici sul
tema, ma è anche importante&nbsp; adoperarsi per regolamentare in modo
coerente il legame affettivo. Equiparare, perciò, la "famiglia di
fatto" ad un vincolo matrimoniale (sia questo civile o&nbsp; religioso) è
un&nbsp; errore logico e sociale prima che affettivo: la legge concede alla
coppia sposata tutti i diritti di cui ha bisogno. Non sposarsi è una
scelta, non può essere un diritto: se la coppia, invece, sente di
potersi legare con una continuità funzionale alla crescita della prole,
la sottoscrizione del vincolo matrimoniale (anche soltanto in Comune)&nbsp;
è una scelta conseguenziale naturale: ed è, di fatto, un contratto.
Cosa aggiunge in più un ulteriore forma civilistica? Solo confusione.<br /><br /></li>
<li>Matrimonio omosessuale: il problema non è, come molti pensano,
l'omosessualità in sé quanto la richiesta della comunità gay di
ottenere pari diritti in tema di procreazione e di costituzione
familiare delle coppie etersosessuali, e, come ovvio corollario,
diritto al matrimonio. Consentire l'adozione di bimbi a genitori dello
stesso sesso è un errore: la struttura biologica dell'essere umano
nell'età dello sviluppo è fatta per "accordare" differenti sensazioni
ed interazioni ai due genitori che hanno per natura un ruolo diverso,
dato dalle differenze di sesso. Se togliere la figura del padre ad un
bambino (nella maggior parte delle separazioni, in Italia, i figli
vengono affidati alla madre) crea un trauma, figuriamoci sostituirne
figura e ruolo con una seconda madre o sommando due padri. Purtroppo
l'operazione non è adduttiva.<br /><br /></li>
<li>Fine vita: anche qui il problema non è di ambito solo teologico, ma
si sviluppa intorno all'idea di persona umana. Se intendiamo l'essere
umano come una macchina semplice somma di funzioni più o meno
sofisticate o intelligenti, non usciremo mai dal vortice che la
competitività moderna ci porta ad accettare. Una persona si può
considerare come più o meno utile alla società in relazione a quanto sa
fare: tuttavia, proseguendo su questo ragionamento, è facile&nbsp; giungere
a considerare un anziano come sempre più inutile, improduttivo ed anzi
controproducente per una società basata su un'idea di "bene" che si
fonda sul concetto di utilità funzionale,&nbsp; il tutto magari associato a
legami senza vincoli. Se ci spostiamo sul piano dell'amore e
dell'affetto che le relazioni famigliari&nbsp; svolgono naturalmente tra
generazioni, scopriamo che una persona, anche se ridotta in fin di
vita, mantiene intatte tutte le caratteristiche che la rendono
"persona". Come si vede, tutto alla fine ritorna: diviene così
un'arroganza intollerante decidere la morte di una persona che non può
decidere, esattamente come lo era nel caso del feto.E questo senza
parlare dei costi che il Sistema sanitario sarebbe felice di poter
eliminare, e degli organi eventualmente disponibili per trapianti...</li>
</span></ul><br />Abbiamo toccato i temi della famiglia, dell'aborto, del fine vita,
ma si potrebbe parlare di economia, di immigrazione, etc. Tutti&nbsp; temi
fondamentali sui quali il primato dato alla persona&nbsp; umana rispetto a
tutte le altre istanze consente di giungere ad una verità naturale, che
è coincidente con il bene comune e con la verità di Cristo.<br /><br />Peraltro è interessante anche notare, riferendosi ad es. al magistero della Chiesa (cfr. i documenti e <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20021124_politica_it.html">note</a> della Congregazione della Dottrina della Fede del 2004), che per i cattolici i principi non negoziabili, di fronte alle elezioni, non stanno tutti sullo stesso piano. Ad esempio, il principio della tutela della vita e della famiglia naturale non sono sullo stesso piano della tutela dell'ambiente, che pure è un valore importante. Quindi quando si fanno le scelte dei candidati, anche per le alleanze, bisogna basarsi sull'impegno su questi principi. Avendo le regioni incidenza diretta sulla Sanità, sono temi fondamentali.<br /><br />]]>
        <![CDATA[

<p>L'attività della sinistra, al contrario, appare tutta consacrata al
servizio di quel processo di negazione teorica e pratica delle verità
naturali e cristiane, e i punti di rispetto su cui i cattolici non
dovrebbero transigere sono proprio quelli su cui si incardina
l'impossibilità del dialogo. Sul resto, sono tutti d'accordo: come si
diceva prima, sul "bene comune", a parole, convergono tutti gli
schieramenti politici.</p>

<p>La tentazione di scendere a patti, sia da parte della politica, sia
da parte dei cattolici, è chiaramente presente in un ambito frammentato
e confuso come quello attuale, dove le alleanze spesso si decidono in
chiave programmatica e sono a "geometria variabile". Oppure si decidono
in un contesto <span style="font-style: italic;">"contro"</span>.</p>

<p>E' il caso, ad esempio, della succitata alleanza da parte dell'UdC:
la principale motivazione all'alleanza con la Bresso addotta dal leader
Pierferdinando Casini è stata nel dar contro alla Lega Nord, che in
quel territorio è molto forte: l'UdC, infatti, ha una pregiudiziale nei
confronti della Lega. Ma&nbsp; la Lega non è "il male": raccoglie e
sistematizza l'umore di una larghissima parte di elettorato del Nord,
ed è anche dotata di forte presenza territoriale. Il problema non è&nbsp; la
rappresentatività di tale elettorato, ma il disagio che
quell'elettorato esprime alla classe politica. L'azione di colpire chi
rappresenta quell'elettorato rischia di assomigliare un po' al gesto di
nascondere la polvere sotto al tappeto. Nel centro-destra il contesto
viene affrontato diversamente: sul tema caldo dell'immigrazione, ad
esempio, in un'<a href="http://www.mauriziolupi.it/lupi/node/2155">intervista al Mattino</a> del 10/1/10,&nbsp; Maurizio Lupi (vicepresidente della Camera) afferma che serve <span style="font-style: italic;">"Accoglienza dignitosa, ma accoglienza zero nei confronti di chi non rispetta le nostre leggi", </span>prosegue<span style="font-style: italic;"> "dobbiamo educarci a non parlare alla pancia dei cittadini, agire con responsabilità" </span>non sposando i toni della Lega, la quale però <span style="font-style: italic;">"pone temi seri che non vanno sottovalutati"</span>.</p>

<p>D'altronde con la sinistra più radicale non può esserci spazio per
nessun dialogo da parte del centro: è evidente, infatti, l'intento di
destrutturare la coesione cattolica sui principi non negoziabili.</p>

<p>Ed è difficile, in misura minore, anche il dialogo col
centro-sinistra, per la necessità di salvaguardare opposte istanze (per
inciso, abbiamo parlato di sinistra, e di centro-sinistra: schieramenti
politici differenti parlano lingue diverse rispetto a quello che
vogliono far passare come "bipolarismo"): è un dato di fatto, però, che
la "pancia" del centro-sinistra è decisamente anticlericale, e, in
forma più "soft", anticattolica.</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;">La conseguenza più ovvia di questa
contrapposizione ideologica è che, sia da un punto di vista tattico,
sia da un punto di vista strategico, spesso non conviene nè all'uno nè
all'altro stringere alleanze, perché poi non trovano un riscontro di
rappresentatività, che risulta alterata "dall'alto". Nè si può pensare
di convogliare questo processo in una forma solo parlamentare: ci si
scontrerebbe col problema dell'approvazione delle leggi, nel momento
del voto parlamentare (se i cattolici sono&nbsp; in minoranza in un contesto
di alleanze col centro-sinistra, si finirà per andare sempre sotto
nelle leggi che interessano i cattolici oppure, più frequentemente, a
vedersi approvare leggi contrarie allo spirito cristiano).</p>

<p>Queste alleanze, inoltre, gettano talvolta l'elettorato cattolico&nbsp;
nello sconforto, riproponendo a fasi alterne&nbsp; l'esigenza di un partito
genuinamente cattolico, che rappresenti e rinnovi la spinta verso&nbsp;
quegli ideali di ispirazione cristiana che abbiamo visto come
essenzialmente "non negoziabili".&nbsp; Sui quali, invece, cade la mannaia
dell'ideologia dominante, che è rafforzata dall'evidenza di un pensiero
debole sempre più diffuso.</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;">Si diceva poc'anzi che alla base del
centro-sinistra non c'è solo una componente anticlericale ma anche
anticattolica: l'affermazione ha bisogno di una spiegazione in più. Con
una posizione anticlericale si intende che la Chiesa come istituzione
non deve interferire nel processo politico: il prete "sconvolge" il
gioco delle parti della mediazione e della negoziazione e questo,
secondo alcuni, crea una presunta interferenza al dialogo parlamentare
per la carica ed il ruolo stesso rivestito dall'istituzione
ecclesiastica. Già questo è poco logico perché la missione della Chiesa
è spirituale ed antropologica, culturale e per questo anche sociale:
non può abdicare dalla manifestazione del proprio pensiero in materia
che le compete, cioè la persona umana.&nbsp; Ma si è andati al di là: oggi
perfino al laico cattolico si rimprovera &nbsp; di avere le stesse idee del
clero, e di portarle addirittura in Parlamento! Come se la voce della
Chiesa e del pensatore cattolico non potessero coincidere. Come si vede
siamo al paradosso..<br />
<br />
</p>

<p>La tendenza sociale è dunque sempre più orientata ad una surrettizia
contrapposizione: da una parte una concezione del bene orientata alla
comunità intesa non nella sua interezza ma nel suo insieme materiale e
spirituale. Dalla parte opposta una concezione del bene comune inteso
come soddisfacimento di bisogni e di istanze materiali, secondo dettami
spesso relativistici. Sarebbe azzardato affermare che la "verità sta
nel mezzo": coniugare i fan di Darwin con i tradizionalisti della
creazione, i&nbsp; favorevoli alle unioni di fatto con gli omofobi, e così
via, significa ricreare quella condizione tipicamente italica dei
guelfi e dei ghibellini, ovvero continuamente in dissenso su tutto,
irrigiditi sulle rispettive posizioni contrapposte (giuste o sbagliate).</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;">Politicamente, invece, è necessario
trovare quella posizione autorevole che ponga il primato della persona
umana al centro di ogni dibattito. Non si può che ripartire, dunque, da
quei valori che la Chiesa indica come non negoziabili, sui quali il
ruolo dei cattolici nelle alleanze è dunque quello di non cedere, mai:
né alla tentazione di negoziare su questi valori,&nbsp; per qualsiasi
motivo, buono o cattivo che appaia al momento, nè di lasciarli nelle
mani di chi li vuole trascinare negli opposti estremismi, correndo il
rischio di una "cristianofobia" da una parte, o al contrario di un
"radicalismo cristiano" dall'altra, sconfinanti entrambi nel livore e
nell'odio intollerante che, ironicamente, questi stessi soggetti dicono
di voler combattere.</p>
]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Le cose che non colsi (una retrospettiva)</title>
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    <published>2009-12-27T21:48:35Z</published>
    <updated>2010-01-08T12:14:07Z</updated>

    <summary>&quot;Il mio sogno è nutrito d&apos;abbandono, di rimpianto. Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state... Vedo la case, ecco le rose del bel giardino di vent&apos;anni or...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
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    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[<em>"Il mio sogno è nutrito d'abbandono,
<br />di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. <br />Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state... <br />Vedo la case, ecco le rose
del bel giardino di vent'anni or sono!"
</em>
<br />
<br />

<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Gozzano">Guido Gozzano</a> così riassumeva nella sua poesia. Si finisce per innamorarsi delle proprie nostalgie, dei ricordi che inevitabilmente ci portiamo dietro come un piccolo vuoto, una mancanza che crea pensiero.
<br />
<br />Dicono che bisogna aspettare un evento della vita, come un passaggio, un momento importante, per effettuare quel viaggio all'indietro che consente di togliersi il pensiero della nostalgia. Per me il pensiero alle mie ricerche, ai miei sbagli, alle volte che sono caduto e mi sono rialzato è come un sottofondo costante, che a volte racconto, a volte no..<br />
<br />

Non colsi ad esempio quella volta che c'era una ragazza "giusta". Questo sta in cima alla lista perché più passano gli anni più il ricordo si fa pensiero, certezza, constatazione, infine di nuovo ricordo (*)<br />
<br />

Colsi invece un'altra. Mi ricordo che scrissi una lettera intitolata "<a href="http://lei-era-li.blogspot.com/">Lei era lì</a>". Sintetizzava perfettamente lo stato d'animo che mi pervase quando riuscì a parlarle. Una bellezza incredibile: quasi 4 anni di amore e di tortura. Ci deve essere qualche traccia perfino su questo blog.
<br />
<br />

Non ho colto i miei talenti. Nei primi anni dell'università avevo iniziato a fare <a href="http://www.beta.it/">cose</a> che <a href="http://www.lucianogiustini.org/ita/bio">mi piacevano</a>, e molto. Poi ho voluto terminare gli studi di ingegneria. Mi piaceva poco, ma per amore dei genitori (e della metà degli esami fatti), terminai questa sorta di tortura. In seguito alcuni test hanno evidenziato che avevo <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2006/01/la_sensazione_di_aver_sbagliato_tut.shtml">altre</a> inclinazioni, figuratevi.
<br />
<br />

Colsi molto poco della relazione con mio padre: solo dopo la sua morte ho iniziato un lento recupero cercando di capire cosa era andato storto. Sono certo che lui mi volesse bene oltre ogni limite: questo mi conforta, ma in fondo non più di tanto, non quanto vorrei.
<br />
<br />

Non ho colto le difficoltà lavorative. Ho <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/12/il_concorso.shtml">fatto concorsi</a> pensando di poterli superare con la sola capacità della mia intelligenza e dei miei studi: che illuso. Ho capito a mie spese che non funziona così. Sono andato a lavorare in società piccole e grandi senza avere la necessaria preparazione all'imperscrutabile logica aziendale.
<br />
<br />

Non colsi l'importanza della famiglia. A 40 anni si inizia a pensare che in fondo era quello che contava, quando eri giovane e spensierato. Solo che allora non te ne rendevi conto.
<br />
<br />

Non ho colto che l'umanità è fatta di persone ragionevoli e disposte al dialogo, ma una parte è succube di ideologie, di livore, di rancori e di paranoie: ho aperto canali di comunicazione pensando di poter parlare con tutti senza avere spesso - o ancora - gli strumenti, la
pazienza e la capacità di reggere l'urto.<br />
<br />

Non colsi la mia aggressività. Continuamente controllata, dominata, e messa nella pentola col coperchio ben chiuso. Finché un giorno lo stomaco con dolori atroci mi ha informato di quella pentola. Ho fatto in tempo a capire cosa stava succedendo, per imparare a riconoscere la rabbia per tutte le cose che non ho colto.
<br />
<br />

Va bene lo stesso. In fondo, doveva andare così.
<br />
<br />

Il bigliettino che segue è un famoso racconto, che mi torna spesso in mente. E' istruttivo.
<br />
<br />

<div class="quoted"> Un esperto in <em>time management</em>, tenendo un seminario ad un gruppo di
studenti, usò una concreta esemplificazione che rimase per sempre impressa
nelle loro menti.
<br />
Poggiò sulla cattedra un barattolo di vetro, di quelli che si usano per la
conserva di pomodoro. Chinatosi sotto la cattedra, tirò fuori una decina di pietre, di forma
irregolare, grandi circa come un pugno, e con attenzione, una alla volta le infilò nel barattolo.
Quando nessun'altra pietra poteva entrare nel barattolo, chiese alla classe: "Il barattolo è pieno?"
<br />
Tutti risposero di sì.
<br />
"Davvero?"
<br />
Si chinò di nuovo sotto la cattedra e tirò fuori un secchiello di ghiaia.
<br />
Versò la ghiaia agitando il barattolo di vetro in modo che i sassolini scivolassero negli spazi fra le pietre.
Chiese di nuovo: "Adesso il barattolo è pieno?"
<br />
A questo punto la classe aveva capito.
<br />
"Probabilmente no." rispose uno.
<br />
"Bene." replicò l'insegnante.
<br />
Si chinò sotto il tavolo e prese un secchiello di sabbia, la verso nel barattolo, riempiendo tutto lo spazio rimasto libero.
<br />
Chiese: "Il barattolo è pieno?"
<br />
"No!" rispose in coro la classe.
<br />
"Bene!" riprese l'insegnante.
<br />
Tirata fuori una brocca d'acqua, la versò nel barattolo riempiendolo fino all'orlo.
<br />
"Qual è la morale della storia?", chiese a questo punto.
<br />
Una mano si levò all'istante.
<br />
"La morale è: non importa quanto fitta di impegni sia la tua agenda, se lavori sodo ci sarà sempre un buco per aggiungervi qualcos'altro."
<br />
"No, il punto non è questo.", disse l'insegnante, "La verità che questa illustrazione ci insegna è che se non metti dentro prima le pietre, non ce le metterai mai.
<br />
Quali sono le pietre della tua vita? I tuoi figli, i tuoi cari, il tuo grado di istruzione, i tuoi sogni, una giusta causa. Insegnare o investire nelle vite di altri, fare altre cose che ami, avere tempo per te stesso, la tua salute, la persona della tua vita...
<br />
Ricorda di mettere queste pietre prima, altrimenti non entreranno mai. Se ti esaurisci per le piccole cose (la ghiaia e la sabbia), allora riempirai la tua vita con cose minori di cui ti preoccuperai non dando mai veramente il giusto tempo alle cose grandi e importanti.</div>

<br />]]>
        <![CDATA[<br />
<font style="font-size: 0.8em;">(*) Riguardo la persona "giusta" che non si è saputa riconoscere, un tema che ricorre spesso, anche nelle esperienze degli amici, c'è
un noto ragionamento che si può riassumere con: <em>"il senno del poi"</em>.
Questo pensiero è generalmente duplice, da una parte tende a creare
autogiustificazioni, dall'altro sensi di colpa. L'autogiustificazione
da cui si viene sorretti è generalmente questa: <em>"Se potessi tornare indietro, agirei diversamente; ma poi penso che se è andata così, doveva andare così."</em><br />Insomma se non si è colta una persona ed una relazione, probabilmente
non si era pronti per farlo. Ma siccome questo non toglie affatto la
colpa, ecco che il nostro pensiero arriva per così dire "in soccorso"
aggravando la nostra posizione e decretando che pur non essendo maturi,
<em>"avremmo dovuto renderci conto"</em>.
<br /><br />

Se si è credenti, il ragionamento si arricchisce di elementi superiori: <em>"Forse
la situazione era stata studiata apposta da Qualcuno per farmi aprire
gli occhi e farmi capire quali fossero le cose importanti, quale fosse
il tipo di persona per me, magari per farmela cogliere quando fosse
passata sul serio."</em>
Certamente nessuno crede che questo Qualcuno si divertirebbe mai a
farci passare accanto la persona della nostra vita (anche se noi la
possiamo reputare tale) ed a farci soffrire, per non essere stati
capaci di accoglierla.
<br /><br />In realtà, sfugge però un dato importante. Facciamo una provocazione: Dio ha rinunciato
a mandare il Suo unico Figlio, pur sapendo che non lo avrebbero
riconosciuto? No, lo ha mandato lo stesso. E non è stato riconosciuto. Naturalmente, il paragone è ardito, perché in quel caso si poteva seguire ed incontrare il Signore (e quindi cambiare idea) nel corso del tempo, e in tutti i casi la relazione col Signore si può instaurare in qualsiasi momento della propria vicenda di vita; ma proprio per questo, invece, nel caso delle relazioni umane l'età fa da elemento discriminante.<br /><br />C'è quindi un fattore: se una persona non ha colto una
relazione che era quella "giusta", sicuramente c'è una responsabilità
personale derivante nel non aver riconosciuto quella persona, perché
questo evento rimane integro nella sua validità, e non
è corretto nè giustificato farlo diventare una "prova generale". Da ciò ne discende la conseguenza, che nel nostro caso è il non ripetersi più
quell'occasione unica.
<br /><br />E' difficile porsi quindi in un atteggiamento di
autogiustificazione nel caso di un errore così grossolano, anche se ci
sono tutte le attenuanti del caso come "non ero pronto o maturo" insieme ad
altre più o meno valide motivazioni. E' vero invece che nel corso del tempo si
impara a valutare con la dovuta giustezza quell'evento ed a valutare
quanto fosse grave l'errore. Non si può più tornare indietro, ma
quantomeno si impara a convivere con le proprie responsabilità ed a
comprenderle: non toglie la colpa, ma il senso di colpa sì.
<br /><br />
Non è cosa da poco: nel bellissimo film di Giuseppe Tornatore <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/A_Pure_Formality"><em>"Una pura formalità"</em></a>,
un commissario metafisico decide di non far trapassare l'anima dello
scrittore Depardieu finché non abbia capito che l'assassino,
l'artefice della sua morte così atroce, non è che in fondo lui
stesso.</font>





<br /><br />Un altro anno se ne va. E' stato un anno un po' difficile, ma la mia vita spirituale cresce. In fondo sono fiducioso: tutto è nelle mani del
Signore. <br />]]>
    </content>
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    <title>Auguri di Santo Natale a tutti!</title>
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    <published>2009-12-24T17:03:14Z</published>
    <updated>2009-12-24T18:49:38Z</updated>

    <summary>Che questo Santo Natale 2010 ricolmi di gioia e serenità i nostri cuori. Auguri a chi crede: lasciamo entrare Cristo nel cuore e preghiamo che accresca la nostra fede. Auguri a chi non crede: lasciamo entrare Cristo nel cuore domandandoci...</summary>
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    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="AuguriNatale-piccolo.jpg" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/AuguriNatale2006piccolo.jpg" class="mt-image-none" style="" height="446" width="445" /></span><br /><br /><small><font color="#000066"><big><font color="#333333">Che questo
Santo Natale 2010
ricolmi di gioia e serenità i nostri cuori.<br />
<br />
Auguri a chi crede: lasciamo entrare Cristo nel cuore e
preghiamo che accresca la nostra fede.<br />
<br />
Auguri a chi non crede: lasciamo entrare Cristo nel cuore
domandandoci se esiste, e perché ci vuole bene (nonostante facciamo di tutto per non vederlo).<br />
<br />
Poniamoci in una visione positiva del mondo, antropologica cioè
incentrata sulla persona umana, nel rispetto del creato. E non dimentichiamo di rispettare anche noi stessi.<br />
<br />
Poi, come dice una mia cara amica, "la vera gioia non dipende dagli
eventi della vita". A volte è proprio così. ;-)</font></big><b><br />
</b></font><font color="#ff0000"><br />
<big><font color="#cc0000"><b>Auguri a tutti!</b></font></big></font></small><br />
 <div><br /></div>]]>
        
    </content>
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    <title>Consigli per gli acquisti #3</title>
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    <published>2009-12-22T14:09:17Z</published>
    <updated>2009-12-22T14:22:25Z</updated>

    <summary>&quot;Manifesto della destra divina&quot; di Camillo Langone, ed. VallecchiISBN: 9788884271624 Dal sito dell&apos;autore: «Non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in bruti e stupidi automi adoratori di feticci», con questa...</summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
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        <category term="Aggiornamenti e segnalazioni" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="langone.jpg" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/langone.jpg" class="mt-image-none" style="" height="392" width="250" /></span><br /><font style="font-size: 0.8em;"><i>"Manifesto della destra divina"</i><br /> di Camillo Langone, ed. Vallecchi<br />ISBN: </font><font style="font-size: 0.8em;"><a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788884271624/Manifesto_della_destra_divina/Camillo_Langone.html">9788884271624</a><br /><br /></font>

Dal sito dell'<a href="http://www.camillolangone.it/libri/manifesto_della_destra_divina.html">autore</a>:<br />
<div class="cited">«Non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo
consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in bruti e stupidi
automi adoratori di feticci», con questa esortazione Pier Paolo
Pasolini, nel 1975, precorreva in modo geniale il suo tempo e
anticipava la contraddizione più lacerante del mondo contemporaneo. <br />
                    <br />
Il conservatorismo inteso come difesa dei valori dello spirito, come un
recupero di ciò che di buono aveva il nostro passato, di ciò che rende
ogni uomo "Uomo", è il tema di questo pamphlet, colloquiale e agile.
"Difendi, conserva, prega!" : una difesa in controtendenza dei doveri
contro i diritti, dell'obbedienza e del rispetto contro
l'individualismo sfrenato che regola la società odierna. <br />
<br />
Camillo Langone, scandaglia il pensiero politico, filosofico, religioso
e ci esorta a recuperare quella «destra divina» che Pasolini diceva
chiusa «dentro di noi, nel sonno», e a rispondere con ritrovato
orgoglio e coraggio allo scetticismo e al materialismo imperante che
toglie a ognuno di noi quello che ha di più caro: la propria dignità di
uomo, la propria storia.</div>]]>
        
    </content>
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<entry>
    <title>Consigli per gli acquisti #2</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/12/consigli_per_gli_acquisti_2.shtml" />
    <id>tag:www.lucianogiustini.org,2009://1.1169</id>

    <published>2009-12-18T23:45:02Z</published>
    <updated>2009-12-20T13:48:39Z</updated>

    <summary><![CDATA[ &nbsp; "Evoluzionismo: il tramonto di un'ipotesi" a cura di Roberto De Mattei, CantagalliISBN: 9788882725006 "La presa di Roma" di Claudio Cerasa, RizzoliISBN: 9788817034524 Sull'evoluzionismo (dell'uomo, cioè la discendenza dell'essere umano dalla scimmia) il dibattito scientifico è ancora aperto, ed...]]></summary>
    <author>
        <name>Luciano</name>
        
    </author>
    
        <category term="Aggiornamenti e segnalazioni" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[ <br /><table width="450"><tbody><tr><td width="200">
<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="evoluzionismo.jpg" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/evoluzionismo.jpg" style="border: 1px solid rgb(204, 204, 204);" height="220" /></span>

</td><td width="12">&nbsp;</td>
<td width="200">

<img class="mt-image-none" src="http://2.bp.blogspot.com/_36k7vli3bTs/SunW7xhPUOI/AAAAAAAAARE/WOw1TXUWIBQ/S220/Schermata+2009-10-28+a+10_31_27.png" />

</td>

<td></td>


</tr>


<tr>

<td>
<font style="font-size: 0.8em;"><i>"Evoluzionismo: il tramonto di un'ipotesi"</i><br /> a cura di  Roberto De Mattei, Cantagalli<br />ISBN: <a href="http://www.fondazionelepanto.org/2009/305/">9788882725006</a> </font></td>

<td></td>


<td>
<font style="font-size: 0.8em;"><i>"La presa di Roma"</i><br /> di Claudio Cerasa, Rizzoli<br />ISBN: <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788817034524/La_presa_di_Roma/Claudio_Cerasa.html">9788817034524</a> </font>
</td>
</tr></tbody></table>

<br />Sull'evoluzionismo (dell'uomo, cioè la discendenza dell'essere umano dalla scimmia) il dibattito scientifico è ancora aperto, ed a me piace il confronto intellettuale. Per questo ho comprato questo libro, che è controcorrente e sembra stimolante.<br />Il giovane autore del secondo, invece, mi è apparso per caso in tv a "Due minuti un libro". :-) <br /><br />Sulle tesi indicate nel tomo di De Mattei, uno spunto da "<a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=249787295672">Basta Bugie</a>" n.119:
<div class="quoted">
Tutto ha preso inizio da un Workshop internazionale sull'evoluzionismo da me promosso lo scorso 23 febbraio presso l'ente di cui sono attualmente vicepresidente. Mi sia permesso di ricordare i nomi dei partecipanti a quell'incontro, tutti studiosi di diverse nazioni e discipline: Guy Berthault, membro dell'associazione Internazionale dei sedimentologi; Jean de Pontcharra, ricercatore in nano-elettronica all'Università di Grenoble; Maciej Giertych, membro dell'Accademia polacca delle scienze; Josef Holzschuh, ricercatore di Geofisica alla University of Western Australia; Hugh Miller, chimico, dottore alla Ohio State University; Hugh Owen, presidente del Kolbe Center negli Stati Uniti; Pierre Rabischong, professore emerito dell'Università di Montpellier; Josef Seifert, rettore dell'International Academy for Philosophy del Liechtenstein; Thomas Seiler, dottore in fisico-chimica all'Università di Monaco; Dominique Tassot, Direttore del Centre d'Etudes et de Prospectives sur la Science; Alma von Stockhausen, presidente della Gustav-Siewerth-Akademie.
Gli atti di quel convegno sono stati pubblicati a novembre dall'Editore Cantagalli, con il titolo "Evoluzionismo. Il tramonto di un'ipotesi" (pp. 192, euro 17,00). Quanto è bastato per suscitare le ire di Marco Cattaneo, direttore della rivista "Le Scienze", di Marco Ferraguti, presidente della Società dei biologi evoluzionisti, e del filosofo della scienza Telmo Pievani.<br />
Quest'ultimo, ha dedicato ben nove pagine sulla rivista "MicroMega", per irridere e insolentire un libro che, per sua ammissione, non aveva letto. Nel suo articolo Pievani si è spinto a chiedere la mia rimozione dal CNR affermando che "chi nega una realtà comprovata non dovrebbe ricoprire cariche che implicano un'influenza sull'opinione pubblica o sulla gestione di enti pubblici" (p. 115). Ma qual è la "realtà comprovata"? Forse è quella che dà il titolo al più recente pamphlet dello stesso Pievani: "Creazione senza Dio"? Un libro in cui egli auspica che al reato di "vilipendio della religione" si sostituisca quello di "diffamazione della scienza" (p. 102)? Pievani accusa il "creazionismo" di spacciare per scienza un contenuto di fede. Ma cosa fa lui, se non spacciare per scienza, la sua negazione non della fede, ma dei principi evidenti della ragione. E' più "evidente" per l'intelletto umano affermare che Dio esiste, piuttosto che ritenere che l'uomo discenda dalla scimmia, come si ripete acriticamente da Darwin in poi. Però la prima affermazione è declassata a opinione "fideistica", la seconda elevata a verità assoluta. <br />L'attacco di Pievani si inserisce non a caso in un virulento numero monografico contro Benedetto XVI, "Il Papa inquisitore", come lo definisce il direttore della rivista Paolo Flores d'Arcais nel titolo del suo articolo di apertura (pp. 5-22). In quest'articolo si critica la "volontà di anatema" (p. 6) e l'"intransigenza dogmatica di questo inquisitore postmoderno" (p. 18) che "vuole imporre al mondo la verità della sua Chiesa, cattolica apostolica romana, nell'intero orizzonte etico-politico" (p. 13).<br />
Dal fascicolo di "MicroMega" emerge però l'esistenza di un'altra chiesa, quella evoluzionista, ben più censoria e inquisitoria di quella di cui oggi è capo Papa Ratzinger. Benedetto XVI dialoga infatti con gli evoluzionisti, tollerando perfino che ricoprano alte cariche nei dicasteri pontifici, mentre i fanatici dell'evoluzionismo, non riservano che sprezzo e irrisione a chi non condivide il loro "Verbo". Non è questo l'atteggiamento tipico di chi ha paura di misurarsi sul terreno delle idee, perché è consapevole della inconsistenza delle proprie ragioni? Gli anni passano, le prove non arrivano e l'evoluzionismo appare sempre di più, non una teoria scientifica, ma una mera opzione filosofica anticreazionista. 
</div>]]>
        
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    <title>Io sto con Gian Antonio Stella</title>
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    <published>2009-12-17T19:54:10Z</published>
    <updated>2010-01-07T01:10:51Z</updated>

    <summary>Leggendo il post di Leonardo sull&apos;Unità a proposito dell&apos;editoriale di Gian Antonio Stella &quot;Il lato oscuro della rete&quot; (il Web invaso da minacce ed insulti), pubblicato sul Corriere il 15 dicembre scorso, ho l&apos;impressione che a Leonardo Tondelli, che si...</summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/12/Dilbert-20060727-65.shtml" onclick="window.open('http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/12/Dilbert-20060727-65.shtml','popup','width=600,height=208,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img src="http://www.lucianogiustini.org/assets_c/2009/12/Dilbert-20060727-thumb-480x166-65.gif" alt="Dilbert-20060727.gif" class="mt-image-none" style="" height="166" width="480" /></a></span><br /><br />Leggendo il <a href="http://www.unita.it/news/italia/92713/internet_e_quella_stella_che_brilla_lass">post di Leonardo sull'Unità</a> a proposito dell'editoriale di Gian Antonio Stella "<i><a href="http://www.corriere.it/editoriali/09_dicembre_15/il-lato-oscuro-della-rete-editoriale-gian-antonio-stella_36daddde-e940-11de-ad79-00144f02aabc.shtml">Il lato oscuro della rete</a></i>" <i>(il Web invaso da minacce ed insulti)</i>, pubblicato sul <a href="http://corriere.it/">Corriere</a> il 15 dicembre scorso, ho l'impressione che a <a href="http://leonardo.blogspot.com/">Leonardo</a> Tondelli, che si chiede "come mai" questo editoriale, sfugga un dato essenziale. <br /><br />Le parole citate e originate da Stella sono cose ovvie tipo <i>"il lato oscuro del web «è popolato da indivi­dui e gruppi che, pur
nella diversità di accenti e idio­mi utilizzati, parlano tutti, salvo
qualche rara ma im­portante eccezione, il lin­guaggio della violenza,
del­la sopraffazione, dell'an­nientamento»</i>. Cose che abbiamo sperimentato tutti nella navigazione su Internet, senza che per questo, altrettanto ovviamente, ci sia venuto in mente che tutta Internet sia così. Ripeto: c'è però un dato essenziale che sta sfuggendo, a causa della difettosità dell'osservatore che non riesce ad osservare una realtà che è dentro di lui.<br /><br />L'escalation di Leonardo, forse l'insegnante-blogger più famoso della blogosfera italiana, è cominciata molto tempo fa. <span class="text_exposed_show">Aveva doti di equlibrio e di una certa ironia: ero un suo grande estimatore, e pur non condividendo alcune sue posizioni, leggevo con
interesse il suo squisito ragionare provocatorio e filologico.
<br />Poi ho avuto la netta sensazione che fomentasse l'odio ed il rancore che portava
dentro di
sé, e mi è parsa una lenta derìva del suo pensiero "anti": prima
contro il governo, e fin lì si poteva ancora tollerare perché esprimeva una rabbia di sottofondo, poi
contro la chiesa, e da lì ho iniziato ad avere dei sospetti. Fino a che
non mi ha detto, in una lunga discussione che mi ha allontanato da lui
e dalle sue idee, che era "certo" che i
vescovi fossero contrari alla pillola abortiva (la "Ru486") perché
volevano tornare
alle mammane ed agli aborti clandestini, che i preti volevano solo
rendere più difficile l'aborto per far soffrire i non credenti........ </span><br /><span class="text_exposed_show">Ecco, lì mi sono reso conto che le "posizioni estreme" erano arrivate. </span><br /><br />Al netto dell'inevitabile strumentallizzazione che si fa della difficile situazione politica odierna (leggi: "adesso che c'è tanto odio possiamo finalmente prendercela con Facebook"), e fatta la tara anche alle osservazioni di Stella che riguardano la parte meno nobile della rete, il dato essenziale è che il "Web di minacce ed insulti" non viene soltanto da chi quelle minacce e quegli insulti li scrive in modo gergale e diretto, cafone e senza filtri, ma anche da chi ha gli strumenti, lo stile, e le capacità tecniche e culturali per fare attacchi precisi, motivati ed altamente filosofici, potenzialmente ascoltati da coloro i quali possono aggiungere riferimenti ben precisi al sostegno del pensiero debole (o deboluccio), al loro agire politico, alla loro vita imbevuta di ideologie: in una parola rischiano di trasformarsi in "cattivi maestri" (termine abusatissimo ma nel caso specifico mi riferisco all'aura di maestrini della nostra blogosfera, non agli anni di piombo) per "bambini" dell'informazione libera. Non siamo capaci di usare uno strumento così potente ed efficace per scopi un po' più alti, nobili, pacifici ed infine non <i>contro-qualcosa</i> ma <i>per-qualcosa</i>? <br />

<br />]]>
        <![CDATA[<br />Leonardo non è certo il solo. Potrei citare decine di blogger famosi ma non vi è certo bisogno che lo faccia. Il fatto è che Gian Antonio <span class="text_exposed_show">Stella
osserva da fuori e vede il problema proprio perché guarda senza lenti
deformanti, al contrario di quello che ritiene chi anima questo tipo
di dibattito. <br />Molti blogger, infatti, argomentano ed insistono, producendo
il messaggio "contro". Grazie alla fitta ragnatela dei social network </span><span class="text_exposed_show">che riproduce all'infinito </span><span class="text_exposed_show"></span><span class="text_exposed_show">post e commenti, questa avversione contro la classe politica e poi </span><span class="text_exposed_show">contro la chiesa, cresce e </span><span class="text_exposed_show">diventa sempre più mefistofelica ed aggressiva mentre chi lo produce perde di vista che diventa egli stesso aggressore</span><span class="text_exposed_show">. </span><span class="text_exposed_show">Anzi</span><span class="text_exposed_show">, per corroborare questa autorialità <a href="http://www.lucianogiustini.org/blog/archives/2009/10/il_popolo_della_rete_e_le_sue_etich.shtml">si premia anche</a></span><span class="text_exposed_show">. </span><br /><span class="text_exposed_show"><br />Il
passa-parola si diffonde nella blogosfera come un messaggio implicito
ed a tratti perfino inconsapevole: è così suadente, così convincente
che - si - è un messaggio che alla fine deve essere giusto. </span><span class="text_exposed_show">Non importa se è </span><span class="text_exposed_show">così ossessivo, negativo o corrosivo: nessuno ci fa caso. E q</span>uando
un giornalista lo nota, si dice che è lui a non capire niente di
Internet, offrendo all'ideologia nichilista della rete il suo massimo
tributo<span class="text_exposed_show">.<br /><br /></span>Dunque a me sembra Leonardo che la risposta alla tua domanda sia nel tuo post. E non da ora.<br />]]>
    </content>
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    <title>Consigli per gli acquisti</title>
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    <published>2009-12-12T00:00:37Z</published>
    <updated>2009-12-18T23:46:08Z</updated>

    <summary><![CDATA[(il post è stato aggiornato il 18/12/09 14:53)&nbsp; "La verità chiede di essere conosciuta" di Alessandra Borghese - Carlo Caffarra, RizzoliISBN: 9788817034821 "La vita è uguale per tutti" di Paola Binetti, MondadoriISBN: 9788804592129 Parole sante: Incontrare la fede cambia la...]]></summary>
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        <name>Luciano</name>
        
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        <category term="Aggiornamenti e segnalazioni" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Il sabato del villaggio (globale)" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.lucianogiustini.org/">
        <![CDATA[<font style="font-size: 0.8em;">(il post è stato aggiornato il 18/12/09 14:53)</font><table height="263" width="400"><tbody><tr><td width="200"><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.deastore.com/libro/la-verita-chiede-di-essere-alessandra-borghese-carlo-caffarra-rizzoli/9788817034821.html"><img alt="borghese-9788817034821.jpg" src="http://www.lucianogiustini.org/images/entries/borghese-9788817034821.jpg" class="mt-image-none" style="" height="183" width="120" /></a></span></td><td width="12">&nbsp;</td>
<td width="200">

<a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788804592129/La_vita_e_uguale_per_tutti/Paola_Binetti.html"><img class="mt-image-none" alt="Paola Binetti" style="" src="http://www.lafeltrinelli.it/static/images-1/l/650/2771650.jpg" /></a>


</td>

<td></td>


</tr>


<tr>

<td>
<font style="font-size: 0.8em;"><i>"La verità chiede di essere conosciuta"</i><br /> di Alessandra Borghese - <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Caffarra">Carlo Caffarra</a>, Rizzoli<br />ISBN: <a href="http://www.deastore.com/libro/la-verita-chiede-di-essere-alessandra-borghese-carlo-caffarra-rizzoli/9788817034821.html">9788817034821</a> </font></td>

<td></td><td>

<font style="font-size: 0.8em;"><i>"La vita è uguale per tutti"</i><br /> di Paola Binetti, Mondadori<br />ISBN: <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788804592129/La_vita_e_uguale_per_tutti/Paola_Binetti.html">9788804592129</a> </font>


</td>

<td>
</td>

</tr></tbody></table>
<br />Parole sante:
<div class="quoted">
Incontrare la fede cambia la vita: si sente il bisogno di trasmetterne la bellezza e la gioia, con coraggio e con fermezza. Ma la cosa più importante è che muta la prospettiva da cui si guarda ogni cosa. In un mondo travolto dai venti delle passioni e del relativismo, reso minaccioso dagli spettri dell'indifferenza e del nichilismo, la tradizione cristiana può rivelarsi agli occhi non solo del credente come un appoggio solido e irrinunciabile. La parola della Chiesa può accoglierci e guidarci attraverso le difficoltà del nostro tempo. Il significato del dolore e della sofferenza, le coppie di fatto e l'omosessualità, il ruolo del cristiano nella società, i riti e le novità della liturgia... ma anche problemi quotidiani come la pianificazione familiare o più complessi, come il rapporto con le nuove religioni emergenti, spesso trovano risposte molteplici e contrastanti anche in seno ai vertici della Chiesa. Ecco perché diventa necessario ricercare risposte chiare ai tanti interrogativi che ci troviamo davanti. "Non sono orecchie disposte a sentire che mancano, ma bocche disposte a parlare" meditava san Gregorio Magno. Anche per questa ragione Alessandra Borghese, dopo aver maturato nel tempo il proprio cammino di fede, presta oggi la sua voce in un'intensa conversazione col cardinale Carlo Caffarra. Il risultato è un dialogo che affronta molti interrogativi morali, spirituali e sociali che segnano un'epoca travagliata e in continua trasformazione come la nostra.
</div>

<br />Un tema trattato laicamente:
<div class="quoted">
Paola Binetti, deputata del PD e neuropsichiatria infantile, è in grado di discutere con competenza medica dei temi della bioetica, del diritto alla salute, dell'etica di fine di vita. Il suo impegno è proporre un modo di affrontare questi temi che tenga insieme la Costituzione e i valori e le sensibilità del credente. Il parlamento sta per approvare una legge che regoli le questioni morali e legislative sollevate dal terribile caso di Eluana Englaro. L'autrice, che di questa legge è una delle sostenitrici più in vista, intende con questo breve e preciso intervento fornire al grande pubblico le ragioni della nuova disciplina, che vuole dare una sistemazione chiara e condivisa a situazioni che di fatto pongono a tutti noi un dilemma straziante. "A chi si chiedesse che senso abbia una vita come quella di Eluana, basterebbe sfogliare i giornali di questi mesi per comprendere fino a che punto è stata in grado di provocare le nostre intelligenze, di toccare i nostri cuori e di mobilitare le nostre volontà, proprio da quel letto in cui non sembra capire cosa accada intorno a lei."
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