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Luciano Giustini weblog
Un bravo blogger, un eccezionale scrittore
Grazie ad un inconto fortuito a Roma con Maurizio Codogno, sono riuscito anche io ad avere per poche ore in mano il nuovo libro scritto da Massimo Mantellini: L'enigma Molfetta (Il Pungolo editore) . E devo dire che non l'ho letto tutto, d'altronde si sa io li leggo lentamente i libri, ma ne ho già potuto apprezzare lo stile e l'avvincente sostenibilità dell'argomento.
Tuttavia volevo soffermarmi sulla capacità che ha avuto Massimo di scegliere un titolo di richiamo per due diverse generazioni di lettori: da un lato abbina infatti la parola "Enigma" per il più classico degli stili noir, ma la sofisticata scelta dell'autore si estrinseca nella parola "Molfetta", che richiama Albertino, il celeberrimo deejay di Radio Deejay che per gli iniziati è infatti Alberto Da Molfetta, richiamando quindi l'attenzione di orde di giovani imberbi desiderosi di conoscere di più sul loro idolo. E il tono coloquiale, seppur rigoroso nei contenuti com'è consuetudine dell'autore, piacerà senz'altro ad entrambe le categorie.
In tutto ciò non posso che ammirare incondizianatamente la capacità comunicativa dell'autore, che dimostra ancora una volta di saper utilizzare con padronanza il mezzo telematico: creare infatti un mistero del suo libro negandone addirittura l'esistenza, nel classico dei classici "trucchi" del noir nostrano, è stato il tocco da maestro per una geniale entrata in scena.
Un must have.
Cercasi possessore di felpa Blogger (larga)
Lo sapevo..lo sapevo! Io non sono magro. E' inutile che mi prenda in giro. Me lo sentivo, me lo sentivo..!
Ieri mi è arrivata la felpa griffata di Blogger, quella che hanno mandato ai sottoscrittori Pro quando hanno esteso le caratteristiche della versione "pro" anche agli altri utenti (o quasi). La scelta era facoltativa tra un rimborso e la maglietta o la felpa, e io scelsi la felpa. La felpa è fighissima, col cappuccio, è di un bel blu e la B davanti.
Solo che, avendo già comprato abbigliamento negli USA, mi ricordavo che usano un sistema di classificazione delle misure come dire, un po' più in grande: per intenderci, quando dicono "Large" da noi è "ExtraLarge", quando dicono "ExtraLarge" loro intendono gli obesi, e così via. Quando ordino magliette in America, insomma, scelgo come misura la "S" di "Small" o la "M" e in genere mi stanno bene, anzi pure leggermente larghe.
Per farla breve, mi sbagliavo. Ho ordinato la felpa Blogger di misura "M" (Medium), pensando che mi andasse bene e invece ... mi sta stretta. SOB.
C'è nessuno che ha una felpa blogger che gli sta larga e vuole fare a cambio? Pago anche le spese di spedizione ;-)
C'è un modo per allargare un po' una felpa? :-(
Il reparto marketing qui a sinistra

Ogni tanto le strip Net To Be sono così dense di significato, per me, che le posterei qui e le metterei come pop-under del blog, se potessi!
Questa è una di quelle. :-)
United2
Grazie alla decisa presa di posizione di Proserpina, rientro nella lista, e sono contento così. Chi ha dimostrato di insultare gli altri è stato messo alla porta, educatamente ma fermamente. Speriamo che adesso si riprenda a ragionare sui contenuti e sulle regole che bisogna rispettare per far funzionare (bene) una cosa utile come Ubw.
Miniguida aggiornata
Comunicazione di servizio. Ho aggiornato la miniguida inserendo un nuovo strumento cms e una guida (italiana) per "RSSifizare" il proprio blog, segnalatomi dai rispettivi autori.
United Blogzine of Www (United?)
In questi giorni si sta consumando una discussione piuttosto "triste" (forse "autunnale" rende bene il "colore" che assume di fronte ai miei occhi) nella mailing list di Ubw, che questo pomeriggio mi sembra essere sfociata nel ridicolo, soprattutto per quanto mi riguarda. Motivo per il quale ho anche preso una decisione, come spiegato nel seguito..
E dire che tutto era nato dal giro di dolore di Proserpina, l'ultima rimasta a curare il progetto Ubw, che diceva (giustamente): "così non va".
Una brevissima storia. Per chi ancora non lo sa, Ubw è un'iniziativa intrapresa un paio di anni fa da alcuni blogger, tra cui Matteoc, Giulio Zu e appunto Proserpina, per un newsfeed composto da soli post, suddivisi per macrocategorie, ed inseribili in modo semplice tramite Blogger, la piattaforma più diffusa: nasce così "United Blogzine of Www", un feed cooperativo. Il (bel) progetto si è diffuso oltre ogni previsione ed ha conquistato una popolarità, come si dice, "orizzontale". Piace a tutti i blogger perchè è senza censure, senza limiti, senza inviti. Queste caratteristiche ne hanno decretato il pregio ma anche il principale difetto: in mancanza di una leadership forte, Ubw tende a privilegiare le spinte centrifughe e personalistiche. Nel tempo, entrambe si sono intensificate moltissimo: c'è chi lo usa per scopi personali, c'è chi lo usa per fare propaganda politica, c'è chi lo usa continuamente, postando solo lui, e in generale si è creata una forma di caos in cui però il newsfeed è diventato ben poco gestibile e (almeno per me) anche meno interessante di un tempo. Proserpina, che gestisce Ubw e la relativa lista di "redazione", ha cercato di gestire tutte le spinte "ideologiche", per così dire, di Ubw, provando a realizzare una sorta di autoregolamentazione, ma senza successo. Anzi, chi la usa come propaganda ha aumentato i toni ed alzato il tiro. Così, siamo giunti al punto attuale, nel quale si cerca (più o meno disperatamente, e più o meno seriamente) di trovare soluzioni ragionevoli al proliferare di queste spinte centrifughe.
Come sempre accade in questi casi, c'è chi guarda più lontano e chi invece vuole fare un utilizzo ideologico degli strumenti messi a disposizione. Penso che quando un progetto riguarda non sè stessi ma coinvolge altre persone, bisognerebbe mettere da parte il proprio ego e la propria volontà di imporre agli altri le proprie convinzioni (religiose, politiche, ecc.) e dare più spazio alla condivisione ed al confronto delle idee: delle persone, dell'altro. Non sono ottimista: penso che rimarrò isolato in queste mie posizioni. Nel mio piccolo, però la penso così, e se deciderò di uscire da Ubw sarà perchè passerà la versione "ideologica" dello stesso. Spero che non sarà così.
Aggiornamento
Personalmente, ho letto molto ma sono intervenuto poco nella lista, anche perchè ci sono personaggi molto singolari che fanno un uso "deleterio" di Ubw (come Danilo Moi di attivista, tanto per essere chiari) e con i quali faccio un'estrema fatica a discutere ed anche solo a leggere. Ho trovato un'atmosfera soffocante e questo per me non è un limite, ma semplicemente una mancanza di educazione, ed anche di moderazione (nel senso di moderare la lista). Il tutto però era, anche se al limite, "sopportabile", in funzione della coralità delle idee. A tutto c'è un limite però, e quando quest'oggi mi sono visto scrivere, in tono minaccioso, frasi come: Non ti permettere di dirmi un'altra volta "vai farlo da un altra parte". Non ti ripermettere assolutamente. oppure Dico quello che cazzo mi pare non ho certo bisogno della tuia consulenza. ho pensato che forse c'era qualcosa che non va. Ho aspettato fino a sera, ma soltanto per constatare che nessuno, moderatrice compresa, ha avuto niente da ridire. Così, dopo aver risposto come si conviene, ho ben inteso a questo punto che l'idea di Ubw non mi appartiene più nè come progetto nè come stile.
Auguri e au revoir
Ingegneri e Italia dell'immagine
Dalla ricerca "Le prospettive dell'Ingegneria italiana nei prossimi cinque anni" commissionata dal CNI (Consiglio nazionale ingegneri) all'èquipe di Domenico De Masi, preside di Sociologia a Roma, pubblicata in sintesi sul mensile del CNI di questo mese:
"Italia: più immagine che conoscenza Il sistema Italia si dirigerà, più che verso una knowledge society, in direzione di una società basata sull'informazione e sull'immagine. La situazione culturale italiana tenderà a far prevalere l'eloquio sulla competenza, la politica sulla tecnologia e sulla scienza. Continuando nei prossimi anni, questa tendenza creerà un solco ancora più profondo tra il contesto nordamericano, con la sua capacità di sviluppo di prodotti e servizi, e l'Italia.
[...]
La virtualità, la simulazione, e tutta una serie di tecniche recenti, basate sull'uso del computer, trasformeranno in misura crescente il lavoro di progettazione: (...) -porteranno alla destrutturazione spaziale e temporale del lavoro di progettazione, alla possibilità di allungamento e contrazione dei tempi, allargamento e contrazione degli spazi, e quindi a una frammentazione dell'esperienza del progettare. La diffusione dell'informatica wireless accentuerà la destrutturazione del tempo e dello spazio, cosicchè sempre più l'ingegnere - come altri professionisti - lavorerà lontano dall'ufficio
[...]
Il panorama europeo resterà molto differenziato dal punto di vista della preparazione accademica pocihè da una parte vi saranno Paesi (come la Gran Bretagna) in cui continuerà a prevalere un orientamento fortemente pratico, e dall'altra vi saranno Paesi (come la Francia) in cui prevarrà un orientamento teorico. La creazione di una figura comune e "comunitaria" di ingegnere sarà possibile solo attraverso un compromesso tra questi due orientamenti accademici. L'Italia rimarrà nel secondo gruppo. (...)
[...]
Da qui al 2008 si assisterà al passaggio dall'ingegnere libero professionista all'ingegnere impegnato nel piccolo studio multidisciplinare. Non svolgerà più un lavoro solitario ma dovrà lavorare in gruppo più di quanto non faccia già ora. (...) I grandi studi professionali si diffonderanno a livello nazionale e si occuperanno di realizzare la grande progettazione. I grandi progetti di ingegneria, peraltro, continueranno ad essere sviluppati in America o in Giappone e verranno importati, mentre i progetti piccoli - privi di firma - verranno elaborati in Italia. Nei prossimi cinque anni tra gli ingegneri si diffonderà la tendenza a mettersi insieme per i grandi concorsi internazionali e il vecchio studio professionale composto da pochi ingegneri ha sempre meno futuro. L'Italia, tuttavia, non si uniformerà alle nazioni più evolute, caratterizzate da strutture sempre più grandi con centinaia di persone.
[...]
All'interno della società della conoscenza tutte le professioni derivanti da percorsi universitari saranno destinate ad avere un'importanza crescente. Al tempo stesso le tradizionali categorie di valutazione dei profili professionali, determinate dai percorsi di formazione, verranno superate privilegiando criteri di valutazione basati sulle conoscenze e le capacità trasversali ed interdisciplinari. "
Altri numeri della rivista (non fa archivio)
Logica vaticana
Il Papa ai nuovi cardinali: "La carriera non vi tenti" Cioè fatemi capire. Lo dice ai cardinali?
Che simpatico spam
From: "Dott.D.Seletreve" <d.seletreve@tin.it> To: coord@beta.it Subject: Addebito su Vostra Carta di credito andato a buon fine ...
Gent. Sig. R. Turchetti
Come da Lei richesto in data 05/10/03 il nostro ufficio clienti ha provveduto all'addebito sulla Sua carta di credito di € 65,00. Suddetta cifra verrà prelevata sulla Sua carta di credito ogni 31 giorni a decorrere dalla data di transazione.
Le ricordo che si puo' accedere in maniera completamente anonima al sistema con un limite di 5 connessioni simultanee.
L'accesso al nostro servizio è già operativo e funzionante.
*** Il suo codice cliente è 89 ***
ISTRUZIONI PER L'ACCESSO
Per accedere al servizio "Caldi Incontri" copiare e incollare il seguente indirizzo su Internet Explorer (browser)
http://www.k11c.com/plus/start.php?ID=89
Nell' augurarLe Buon divertimento con i servizi per adulti "Caldi Incontri" e nell'augurarLe di incontrare la persona che la puo' soddisfare, cogliamo l'occasione per porgerLe i nostri più cordiali saluti.
Dott. Damiano Seletreve Customer and Sales Manager
Caldi Incontri S.p.a ------------------------------ Via del gatto, 53/b Bologna (BO) - ITALY
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Allora, dopo aver fatto decantare un po' la mail, faccio un po' di disamina del nuovo raffinato spammino nostrano.
La mail si presenta molto credibile (è infatti innovativa per essere spam), sia nelle coordinate sia nel contenuto: proviene da un cognome italiano (anche se Seletreve fa veramente piangere) ed il titolo invita a cliccarvi su. Una mail con oggetto "Addebito su Vostra Carta di credito andato a buon fine" d'altronde funziona sempre: se inviata dopo un acquisto online ci cliccate su per verificare, in tutti gli altri ci cliccate su con maggiore curiosità mista a preoccupazione! Uno spam quindi che si dimostra mooolto molto pericoloso per chi non è addentro a queste cose e non subodora la fregatura che vi si nasconde dietro.
Il contenuto è ottimamente scritto. Quasi quasi anch'io sono stato tentato di verificare se qualcuno aveva addebitato veramente 65 euro sulla mia carta di credito, ma ovviamente è tutto falso (e non l'ho fatto). Tra l'altro inizialmente non avevo fatto neanche caso che come prima riga c'è scritto "Gent. Sig. R. Turchetti" cioè non il destinatario, ma un altro nome, finto e probabilmente uguale per tutti (o con poche varianti).
Superata l'analisi formale, sono andato a verificare l'indirizzo Internet indicato, ovviamente non con Internet Explorer, come consigliato nella mail, ma con Mozilla, che non consente lo scaricamento o l'installazione automatica di terze parti di software. La pagina risultante era bianca (parlo al passato perchè attualmente non è più disponibile), ma analizzando il codice interno si notava subito che:
a) c'era un javascript che discriminando il browser mandava a due funzioni diverse b) nella funzione per MSIE mandava in esecuzione automatica un ActiveX, se non ricordo male, che presumibilmente faceva scaricare il dialer. c) nella funzione per Netscape e altro faceva scaricare il software dialer (download in ogni caso non partito, visto che avevo disabilitato l'apposita funzione javascript dalle impostazioni).
Qualche osservazione:
- come suggerisce involontariamente .mau. nei commenti, l'id "89" ovviamente era un numero per tutti uguale e serviva solo a creare fumo per gli occhi, facendo credere che l'account fosse reale ed attivato per quel particolare utente (magari uno ci cliccava pensando di "scroccare" questa occasione a scapito di Turchetti).
- Ivo fa notare che qualcuno, magari inconsapevolmente o ingenuamente, poteva comunicare la carta di credito. Ovviamente l'ultima cosa da fare.
- cercando in rete, si trovano subito maggiori riferimenti: Se ne parla su Yarix e anche sul sempre eccellente servizio antibufala di Paolo Attivissimo che l'ha già identificato.
Consiglio finale: quando qualcuno ci invita a cliccare su un link, se questi NON è un amico o una persona fidata, non cliccate o verificate sempre prima con strumenti adatti (mai con IE o con Outlook). Inoltre, se avete dubbi cercate subito su Google, in geenrale o sul servizio antibufala.
La ragazza delle scuse: nessuna nuova...cattiva nuova
La ragazza delle scuse sta svanendo. Forse non ha più tempo per inventare nuove scuse..chissà. D'altronde, si sa, il gioco è bello se non dura all'infinito: forse per lei io non sono più quell'opportunità per passare il tempo piacevolmente che ero prima (magari prima di uscire con altri ragazzi). E d'altro canto lei non sa che trattasi di un gioco, per quanto amaro. Ovviamente, è un gioco che conduce lei, ma..nessuno sa di questa cosa oltre me e la ragazza delle scuse. Nessuno naturalmente a parte i lettori del blog. L'abbiamo sempre accuratamente tenuta nascosta. Il fatto è che forse, ora non c'è più niente da nascondere.. All'ultimo invito, la ragazza delle scuse ha fatto una cosa strana, e per me inaspettata: non ha risposto. Nessuna scusa. Sms, email: nisba. A voce, neanche. Ci siamo perfino visti: nessun cenno. Come se non l'avessi invitata. Niente.
Penso che lei (che non legge questo blog) ormai mi abbia a noia. Per me non è che sia tanto un gioco, solo che sdrammatizzo col blog, che si è dimostrato un'ottima terapia. Probabilmente lei ha altri progetti per la sua vita. E d'altro canto è stato appurato in più di un'occasione che siamo incompatibili. Lei è un tipo di persona abbastanza ben definita, e vuole trovare una persona dolce, comprensiva, cose che mi sembrava di aver già accennato in un precedente post: cose normali, ma per le quali la mia presenza inizia a diventare un peso. Forse l'ha trovata, la persona che cerca, ed è per questo che non risponde all'invito. Forse ormai io la conosco troppo bene e non faccio più inviti "semplici", forse in qualche modo la metto in difficoltà. Ad esempio, l'ultimo invito includeva la locuzione "una di queste sere". E' difficile gestire "una di queste sere": "Sono impegnata tutte le sere" suona male, e comunque non sarebbe da lei. La ragazza delle scuse deve utilizzare scuse reali, altrimenti che ragazza delle scuse sarebbe.
Ho paura a insistere. Ho paura che lei mi dica finalmente: "Scusa, ma sinceramente non ho voglia di uscire con te". Esce fuori così il rifiuto, quella parola che innalza il piccolo muro del pianto (scusate se utilizzo questa parola) con il quale vedi qualcosa separarsi da te. Sentirsi rifiutati da una donna è l'esperienza che l'uomo (inteso come maschio) non vorrebbe mai fare. E' devastante negli effetti, a medio e soprattutto a lungo termine. Il rifiuto di una donna significa che si è stati scannerizzati, passati ai raggi X, ed infine scartati, magari per una sciocchezza (non che le donne giudichino superficialmente: voglio dire che a volte il loro giudizio si basa anche su particolari che l'uomo ritiene secondari). Il rifiuto delle donne rasenta il giudizio sociale ma è più sottile, perchè con la donna che vi rifiuta sicuramente avrete mostrato le vostre debolezze. E' simile al rifiuto professionale ma non è ancora così invadente.
Prendiamo ad esempio il rifiuto da colloquio di lavoro, classica metafora di paragone. Nel colloquio di lavoro il rifiuto è di merito ("qui in azienda serve Java. Sai Java? No, arrivederci"), è diverso. Se per assurdo il rifiuto di una donna fosse come il rifiuto dopo un colloquio di lavoro, uno direbbe: "chissenefrega", magari ci rimane male ma poi passa. Impari Java e poi ci riprovi, perchè il rifiuto da colloquio di lavoro è un giudizio sulle competenze, non sulla simpatia o antipatia, o sul successo sociale. Invece con le donne no: in questo caso il giudizio è una cosa leggermente diversa, è più rotondo, più globale. La propria autostima, davanti al rifiuto di una donna, decade. E tende a decadere lentamente, come una particella radioattiva. Succede così: all'inizio del rifiuto, diciamo a tempo zero, tendi a pensare "chissenefrega", ci rimani male ma poi dici qualcosa di molto simile a: "meglio così". Poi però il rifiuto ritorna, si sposta, ripercorre i propri passi, rigira su sè stesso e in una piroetta alla fine è sempre lì, reiterato come un decreto scaduto, pesante come un pranzo al MacDonald's. E la cosa peggiora ancora se vedete la persona interessata periodicamente, come succede a me.
Ci sono persone che io ammiro moltissimo, che sono i non-timidi, o forse un tempo si diceva i playboy, termine che sinceramente non mi piace e non è proprio quello che volevo dire. In ogni caso, avete capito: quegli uomini che, tra le altre cose, riescono a corteggiare senza paura di sentirsi rifiutati. Penso che tutti ne abbiamo conosciuto uno, magari un compagno di università, o un collega di lavoro. Questi esseri superiori non hanno paura del giudizio femminile: ti vado bene? No. Allora vaffanculo. E via la prossima.
Persone alle quali presenti una sera una donna, e loro decidono se lei gli interessa o no, indipendentemente da quello che pensa LEI. Se ci sia una tecnica, o più d'una, non lo so. In genere le corteggiano, e se non rispondono agli inviti, insistono. Ma all'apparire del "gran rifiuto", smettono. Senza sentirsi giudicati, scalfiti, scartati, ecc. Smettono. Come si smette di avere un'idea. Il meraviglioso mondo dei coraggiosi delle donne, si potrebbe dire. Io, invece, sono qui, che mi lecco le ferite come al solito. Solo che adesso non ci sono più le ferite, c'è l'indifferenza. L'indifferenza è una delle cose delle donne che più ammiro: nessun uomo è capace di arrivare al livello di indifferenza di una donna. Le donne indifferenti sono un aspetto della natura, come le leonesse alsaziane. Non esistono, d'accordo, ma se esistessero, sarebbero indifferenti.
Io, ragazzi, la finirei qui. Se siamo tutti d'accordo, e se la ragazza delle scuse non risponderà all'invito, non ne manderò altri. Che finisca così, prima che uno squallido dialogo "chiarificatore" rovini tutto, prima che lei pronunci un definitivo "no", oppure, molto molto peggio: prima che dica "scusa quale invito?". :*)
Le vere cause del black out
1) Sabato sera, in seguito al memorabile balletto eseguito da Maria De Filippi e il ballerino Kledi durante la puntata di "Uomini e donne", circa sei milioni di italiani hanno tentato di togliersi la vita contemporaneamente, con il classico metodo del phon nella vasca da bagno, causando così il fatale sovraccarico sulla linea energetica italiana.
2) Subito dopo la cerimonia di nozze di giovedì, il brioso ed ardente principe Emanuele Filiberto ha portato l'altrettanto vivace ed esuberante moglie Clotilde in una lussuosa suite di un noto albergo romano per trascorrere qualche giorno di passione. La maratona è andata avanti indisturbata fino alla notte di sabato quando, alle ore tre e venticinque, la Playstation di lui e l'aerosol di lei, accesi ininterrottamente da quarantotto ore, hanno fatto contatto, causando così il disastroso blackout.
3) Nella notte di sabato, Giampiero Galeazzi si è svegliato con l'insolito desiderio di fare uno spuntino notturno. Alle ore tre e venticinque, nella sua casa romana, come stabilito grazie ad un sopralluogo effettuato ore dopo della protezione civile, risultavano accesi i seguenti elettrodomestici: tre forni a microonde, nove friggitrici, due barbecue elettrici, sei frullatori, quindici affettatrici, sette girarrosto, cinque spremiagrumi, una pastamatic e la lavatrice che stava centrifugando le ottantanove uova per una veloce e leggera frittatina. E' stato calcolato che in soli otto minuti, in casa Galeazzi, si è consumato il fabbisogno energetico annuale del Canada.
4) La commissione parlamentare di inchiesta incaricata di verificare le dichiarazioni di Igor Marini, nella giornata di sabato, ha incautamente annunciato: "Stiamo per far luce sull'intera vicenda".
5) Il guasto ha effettivamente avuto origine in Francia e, più precisamente, nel principato di Monaco. Nella notte di sabato infatti Stephanie ha presentato al papà il neo marito che, come risaputo, fa l'acrobata in un circo. Letteralmente entusiasta, il principe Ranieri ha chiesto un'esibizione privata al genero e, per l'occasione, ha fatto montare una fune nel salone principale di palazzo Grimaldi. Sbadatamente, la servitù del principe, anziché una semplice corda, ha utilizzato un cavo dell'alta tensione della linea Monaco-Chatillon. Si è trattato ovviamente di un tragico incidente.
6) In seguito al blackout che ovviamente non ha risparmiato l'intero centro storico della capitale, domenica mattina, alle prime luci dell'alba, in Piazza Venezia è apparsa una villa di notevoli dimensioni nel bel mezzo dell'aiuola spartitraffico. E' certamente presto per formulare un'ipotesi, fatto sta che, in seguito ad accertamenti, la costruzione è risultata intestata a tale Annapia Greco,la quale, interrogata, si è giustificata dicendo: "E' un dormitorio per le sentinelle dell'altare della patria, mi facevano pena, poverette!".
7) Sabato notte, evento raro quanto i fulmini globulari, Silvio Berlusconi si trovava con la famiglia a Macherio per i quindici anni del figlio Luigi. Intorno alle tre, ritiratosi nella stanza da letto con la moglie Veronica, pare che lei gli abbia domandato: " Perché non lo facciamo con la luce spenta?". Ed essendo il nostro premier onnipotente, onnisciente e, soprattutto, ONNIPRESENTE, pur di accontentare la moglie quella volta all'anno in cui la vede, ha dovuto spegnere la luce in tutta Italia.
Dalla sempre strepitosa lista di Bastardidentro
Correggo (grazie a segnalazione disinteressata): viene da Selvaggia
Segnalo, quindi sono
Queste sere di inizio autunno.. Sono troppo stanco per scrivere qualcosa di intellegibile, così mi limito a leggere. E arrivo a segnalare questa segnalazione di Pescevivo nella sua consueta rubrica di Compagni di merende
Oggi abbiamo la sindrome di Wittgenstein, i cui sintomi sono scarne frasi e tanti links. BlogNotes di Giuseppe Granieri aggrega ben tre ottimi post (1) (2) (3) del Buroggu su temi a noi tanto cari. Tanto di cappello.
Comunicazione di servizio (liceale)
Scusate. Un mio amico compagno di liceo qualche giorno fa mi ha scritto dopo aver scoperto il blog. Però nell'enfasi ha lasciato l'email sbagliata: Marco, mi dai quella giusta sennò come faccio a risponderti? :-)
La guerra delle buffonate
Da Pfaall (a sua volta da USA Today):
Da qualche tempo sui blog americani pro-guerra ci sono citazioni di lettere dal fronte in cui i militari sostengono che le cose in Iraq vanno bene e si lamentano delle notizie disfattiste diffuse dai media. Alcune di queste lettere, inviate ai giornali locali, come usano fare gli americani, sostengono che «La qualità della vita e la sicurezza dei cittadini sono state ristabilite», e parlano di gente che saluta le truppe al loro passaggio, con bambini che corrono incontro ai soldati per abbracciarli e salutarli. La realizzazione dell’idillio sognato da Wolfovitz, Rumsfeld & C., insomma.
Poi, l’imponderabile. Un giornale riceve due copie della stessa lettera. Identiche, tranne che arrivano da due soldati diversi. Per colmo di sfortuna, capita che il giornale appartenga a una catena di quotidiani locali sparsi in tutti gli Stati Uniti. Una veloce ricerca tra le redazioni consorelle, e salta fuori che quella lettera è arrivata un po’ dappertutto. E addirittura, qualcuno dei presunti mittenti non ne sapeva niente.
Goffi, goffi goffi anche in queste piccole idiozie propagandistiche. Questa si avvia a diventare la guerra più tragicamente ridicola della storia.
Matrix Regurgited
Ho scoperto solo oggi questa favolosa rivelazione su Matrix, grazie a Merc.
La fonte sembra essere Delos di Fantascienza.com (perchè gira in rete da un po' e faccio fatica a capire da dove viene originariamente, nessuno cita!)
Buona lettura. :-)
Matrix Regurgited
Sbang! Sock! Stunf! Schiaffazz! Crash! Risbang! Pugn! Calcinfacc! I titoli di testa scorrono su Trinity impegnata a somministrare coscienziosamente a una banda di poveracci una bella scarica di mazzate volanti. Dopo l'ultimo calcione nelle gengive, Trinity si guarda intorno in cerca dell'uscita, disdegna & schifa la porta, e si getta infine contro l'unica finestra chiusa, che esplode come una fontana di vetri in slow-motion senza neppure scalfirle il gel, mica come noi che ci tagliamo anche coi fogli di carta. Mentre precipita ha il tempo di svuotare ottantadue caricatori, lanciare ventinove pugnali e completare dodici Bartezzaghi a schema libero. Poi, finalmente, muore. Neo si sveglia di soprassalto: era un incubo. - Cosa c'è, amore? - gli chiede Trinity - Sei sconvolto perchè hai sognato la mia morte? - No, è che ho visto la nota spese per gli effetti speciali solo per i primi 30 secondi di film. - Che t'importa? Va tutto sul conto dei polli che pagheranno il biglietto per vedere questo film. - Ah già , è vero. - Alzati, coraggio: siamo arrivati a Zion. La Città degli Umani Liberi, che il primo Matrix aveva avuto il buongusto di non mostrarci, si rivela una via di mezzo tra Kabul dopo i bombardamenti e la Metro A di Roma in ora di punta. Morpheus affida l'astronave a un parcheggiatore napoletano e va a trovare un brutto ceffo che, si viene a sapere, a) comanda l'esercito di Zion; b) si tromba l'ex-ragazza di Morpheus. - Stanno arrivando 250mila seppie! - bercia il ceffo. - Per me in umido con pomodori pachino - commenta Morpheus. - E senza aglio, sennò mi gonfiano. - Intendo sentinelle elettroniche! - sbraita il ceffo. - Matrix ne ha mandate 250.000 per farci il culo! - Non devi aver paura: adesso abbiamo l'Eletto, l'Annunciato della Profezia, l'Unto del Signore. - Ma chi, Berlusconi? - Perchè non vuoi credere? - insiste Morpheus. - Non ti convince la genialità dell'idea che, in questo mondo dominato dai computer, alla fine noi uomini prevarremo grazie a una sana spiritualità new age? - Mi sembra una stronzata. - Vabbè - si congeda Morpheus. - Salutami Niobe. - E tu salutami 'a soreta. Neo e Trinity, nel frattempo, stanno cercando un posto per imboscarsi in santa pace, ma vengono circondati da una folla di questuanti e postulanti che nemmeno Andreotti ai tempi d'oro.. - Ti prego, Eletto, fammi la grazia! - Salvaci, Eletto! - Proteggici, Eletto! - Trovami un posto in ferrovia, Eletto, che se sei stato eletto è anche grazie al mio voto. - Riusciremo mai a restare soli? - sussurra Neo. Trinity strizza l'occhio. - Non preoccuparti, caro: stasera c'è un rave party, e saranno tutti così fumati che non distinguerebbero un'orgia da una frittata di cipolle. Difatti, quella stessa sera, la città sotterranea si trasforma in una megadiscoteca underground con tanto di cubiste, rapper schizzati e dj conciati tipo ultimo video di Britney Spears. Gli abitanti di Zion (Zionisti?) pogano come matti, specialmente dopo che Morpheus sale sul cubo e spara un discorso da spogliatoio di finale Champions League, di cui peraltro nessuno capisce un cazzo date le percussioni a 20.000 decibel e forse è un bene.
Neo e Trinity scopano in dissolvenza sulle immagini del rave party. Poi scopano di nuovo. E poi ancora. E ancora, visto che la sequenza si replica, in una sagra del brodo allungato, fino all'ultimo secondo tollerabile prima che in sala gli spettatori diano fuoco alle poltroncine. La mattina dopo, mentre tutti smaltiscono la sbornia, alla porta di Neo si presenta un corriere DHL. - L'Oracolo ti vuole parlare, Eletto - informa. - Non poteva mandare un'e-mail? - Devi rientrare in Matrix, Eletto: l'Oracolo ha da farti delle rivelazioni importantissime. - Tipo in Matrix 1, quando la cosa più utile che mi ha detto è che i biscotti vanno cotti in forno? No grazie. - Guarda che se rientri in Matrix potrai farti una serie di scazzottate che a confronto Bruce Lee era un gandhiano.. - Mi hai convinto. Andiamo. Detto fatto, Neo si infila gli elettrodi in tutti gli orifizi disponibili, chiude gli occhi e si ritrova dentro il mondo simulato. L'aspetto del suo avatar è cambiato parecchio rispetto al primo film: ha un colorito da salma di tre giorni, una palandrana ieratica che dovrebbe richiamare Luke Skywalker in divisa da Jedi ma che invece lo fa somigliare a Don Camillo, e niente cellulare Nokia probabilmente perchè i finlandesi non hanno rinnovato l'accordo di sponsor. Gli occhialini alla Stevie Wonder invece sono sempre gli stessi, da indossare rigorosamente anche in piena notte con un buio fottuto per creare il sintomatico mistero. Giunto all'indirizzo comunicato dal pony-express, Neo si ritrova in un dojo modello Karate Kid. - Salve - fa Neo al cinesino che gli apre. - Io sono... - Nooooo! - esclama l'altro, scandalizzato. - Prima dobbiamo picchiarci, poi mi dirai chi sei e che cazzo vuoi. Così è scritto sul contratto. E giù botte. Sbang! Sock! Stunf! Schiaffazz! Crash! Risbang! Pugn! Sbudell! Ditonellocch! Il tutto commentato da una colonna sonora eseguita evidentemente da una band di bonghisti in pieno delirio etilico. - Ok - commenta il cinesino alla fine. - Il tuo kung-fu fa cagare, però gli effetti speciali sono gagliardi. Puoi passare. Lo conduce in un tipico parchetto newyorkese pieno di deiezioni canine e piccioni rincoglioniti. L'Oracolo, seduta su una panchina, ha l'aspetto di una portinaia del Tiburtino Terzo. - Tu sei un software, vero? - esordisce Neo. - Conosci già la risposta a questa domanda - replica la donna. - E comunque, software o no, recito meglio di te. - Fai parte anche tu di Matrix? - Conosci già la risposta a questa domanda. - Perchè mi hai fatto chiamare? - Conosci già la risposta a questa domanda. - Ma cos'è, il call center di Infostrada? - sbotta Neo, spazientito. - Vuoi dirmi qualcosa di utile, una buona volta? - L'Architetto di Matrix ti chiarirà tutto, Neo. Ma prima devi scoprire dov'è. E prima di questo devi trovare colui che ha la chiave per entrare. Ma prima di questo devi trovare colui che sa dov'è colui che ha la chiave. Chiaro, no? - Ho capito: sei un software scritto in Cobol. - Ora devo andare, Neo. Abbiamo parlato troppo: per compensare devi menare le mani almeno venti minuti. Difatti, come per magia, all'improvviso appare l'agente Smith incazzato come un ornitorinco. E giù botte. Sbang! Sock! Stunf! Schiaffazz! Crash! Risbang! Pugn! Sbudell! Calcneicoglion! Per far capire al pubblico che questa scazzottata è diversa dalla precedente (un compito davvero arduo) all'improvviso Smith si duplica. Poi si triplica. E così via, finchè la piazzetta non è piena di gente vestita da Franco Battiato dedita a un kung-fu figurato quale non si vedeva dai tempi di "Franco & Ciccio dalla Sicilia con Furore". - Cos'è questa storia che puoi moltiplicarti, adesso? - chiede Neo, un po' contrariato. - Nei videogames i nemici dei livelli superiori sono più tosti, lo sanno tutti. - spiega Smith. - Nel prossimo quadro te la vedrai con Pacman e poi con Supermario. - Non ho paura - replica Neo con aria di sfida - Posso volare, e appena supero 3.000 punti mi becco l'iperspazio e la smart bomb. E allora per voi saranno cazzi. E giù botte. Sbang, sock, stunf eccetera. I due se le danno di santa ragione finchè il numero di testicoli esplosi in sala non raggiunge il limite prescritto dalla Warner Bros. Poi Neo schizza via alla Superman, mentre Smith si spazzola la giacca appena impolverata dal combattimento. Un filmone. Nel frattempo, a Zion, Morpheus e l'ex-fidanzata Niobe interpretano un duetto di grande tormento interiore e sensibilità passionale. - Ah, amata Niobe, certe cose cambiano... - Altre non cambiano mai, amato Morpheus... - sospira la donna. - Certe, invece, cambiano. - Sì, ma altre non cambiano. - Mai - conferma Morpheus. - D'altra parte, alcune cambiano. - Sì, ma sono altre. - specifica l'uomo. - Mentre alcune no. - Proprio così... Cambiano. - Alcune. - ...si può sapere di che cazzo stiamo parlando? - Non importa: abbiamo sfangato altri dieci minuti di film, e questo è l'importante. Ora torniamo dentro Matrix che c'è da scazzottare. Detto fatto. Neo, Morpheus e Trinity (questi due vestiti delle solite tutine di pelle sadomaso) si ritrovano in un ristorante a quindici stelle, di quelli che al cameriere di mancia come minimo devi dare una Rolls. - Che cazzo ci facciamo qui? - chiedono i due. - Dobbiamo andare dal Merovingio. - spiega Neo. - Non capisco. - Il Merovingio. Un programma ribelle e potentissimo che tiene prigioniero il Fabbricante di Chiavi. - Non capisco. - Il Fabbricante di Chiavi. L'unico che può farmi accedere al rifugio dell'Architetto. - Non capisco. - L'Architetto. Il creatore del codice sorgente di Matrix. - Non capisco. Neo sbuffa. - Insomma, siamo qui per una bella scazzottata. Trinity e Morpheus si illuminano. - Perchè non l'hai detto subito, invece di arrampicarti sugli specchi con tutte quelle stronzate? Il Merovingio, che ha l'aspetto di un bisteccone a metà strada tra Cassano e il biondo dei Ricchi & Poveri, li fa accomodare al tavolo ove sta magnando a quattro palmenti. - Scusami, Neo... - sussurra Morpheus. - Non avevamo solo 72 ore per salvare Zion? Allora perchè siamo così calmi e rilassati mentre sorseggiamo questo aperitivo del cazzo? E' una scena troppo pretestuosa perfino per questo cesso di sceneggiatura! - Taci! - intima Neo. - E' vero, tutto questo è un pretesto. Ma serve per introdurre la grande e fighissima attrice che in questo momento rappresenta il Cinema Italiano nel mondo: un po' di rispetto. Difatti, in quel momento appare Monica Bellucci nei panni di Persephone. - Borb borb borb... - dice. - Scusa, ma perchè reciti come se avessi una patata in bocca? - le fa stupita Trinity. - E' la mia voce... borb... confessa la Bellucci, sforzandosi inutilmente di scandire le sillabe. - Il produttore ha detto che ero... borb... bravissima. - Già che ci siamo, Neo: tu invece perchè sussurri sempre, anche quando gridi perchè ti stanno scannando? - Be', parlare sottovoce è come portare gli occhiali neri: fa tanto ieratico. - Ora basta! - sbraita il Merovingio. - Avevo l'intenzione di consegnarvi il Fabbricante di Chiavi, ma dopo queste battute è chiaro che siete dei minchioni peggiori perfino di quelli che stanno seduti in platea. Filate via e non fatevi più vedere, prima che mi vendichi su di voi per questo nome del cazzo che mi hanno rifilato. I tre lasciano il ristorante mogi come forzisti dopo le amministrative. - Che facciamo adesso, Neo? - Coraggio, Trinity: è l'ora del colpo di scena più telefonato dai tempi di Meucci. Spero solo che il pubblico regga. - Io non mi preoccuperei: questa gente beve tutto. Basta che il colpo di scena non sia una stronzata colossale tipo che la Bellucci tradisce il marito e ci consegna il fabbro in cambio di un tuo bacio... - al pensiero, Trinity rotola a terra contorcendosi dalle risate. L'ascensore si apre, e la Bellucci ne esce trionfante ad annunciare che tradisce il marito e consegna il fabbro di chiavi in cambio di un bacio di Neo. Trinity vomita nel vaso dei ficus. Il primo tempo termina con la musichetta finale di Pengo e la scritta "Insert coin to continue..."
*****************
La proiezione riprende dopo aver infilato il gettone e schiacciato il pulsante destro del joystick. Secondo tempo. Il Fabbricante di Chiave si rivela essere l'ennesimo cinesino, circostanza che porta il suddetto gruppo etnico ad essere maggioranza assoluta nel film. - Ok, abbiamo il nostro fabbro - commenta Trinity. - Adesso che facciamo? - Non so: è il turno della scazzottata o quello dell'inseguimento? - Ho un'idea: e se facessimo una scazzottata e un inseguimento? - Con che pretesto? - Be', diciamo che l'unico modo per tornare al mondo reale è una hard-line sull'autostrada a cinquanta miglia da qui. Così giriamo una bella scena d'autoscontro tra macchine e TIR e spendiamo talmente tanti soldi in CGI da umiliare Terminator 2. - Tornare al mondo reale? Ma il Fabbricante di Chiavi è un programma! Non possiamo mica portarlo via da Matrix! Non è logico! Morpheus ghigna. - Che c'entra la logica con questo film? Neo annuisce. - Hai ragione: vado a cercare qualcuno da picchiare. Con perfetta scelta di tempo si materializza il Merovingio, incazzato come un dugongo e spalleggiato da una dozzina di brutti tipacci con l'aria di non sogna altro che un bel calcione volante nelle gengive. E giù botte. Sbang! Sock! Stunf! Schiaffazz! Patapunf! Crash! Risbang! Pugn! Sbudell! Bottdaorb! La variazione sul tema, questa volta, sono gli spadoni cimmerici che Neo e gli altri trovano appesi alle pareti (circostanza assolutamente credibile, sono decorazioni che chiunque può vedere normalmente nei locali pubblici e negli appartamenti signorili!), cosicchè possono intervallare i pugni in bocca con le sciabolate. Il tutto col solito sottofondo di bonghisti fumati a bestia. L'ultimo scagnozzo cade come una pera, ma non prima che il balletto di kung-fu figurato abbia raggiunto vette di comicità surreale quali non si vedevano dalle scazzottate di Bud Spencer & Terence Hill, i quali almeno erano simpatici, picchiavano al ritmo di musichette orecchiabili e gli unici effetti speciali che si concedevano erano i palloncini colorati. Il Merovingio scappa (probabilmente al bagno, succede lo stesso a molti spettatori in platea) e Neo prende il volo per raggiungere l'autostrada dove Morpheus e Trinity stanno distruggendo a mazzate l'intera produzione 2001-2003 di autoarticolati Iveco, in quella che forse è l'unica scena realistica del film (sul Raccordo Anulare di Roma ogni giorno succede di peggio). Ma ecco che appaiono gli avversari di questo livello (Il settimo? L'ottavo? Quando arriva il quadro del bonus?). Si tratta di due trogloditi rasta che hanno sbagliato candeggio e che dispongono della capacità di rendersi incorporei a comando (evidentemente i Wachowski stanno pensando a una tecnica per schivare gli strameritati pomodori e uova marce). Morpheus, piantato come un orango sul tetto di un TurboScania, li sfida con l'inevitabile gesto della manina di Bruce Lee. E giù botte. Sbang, sock eccetera. E bonghi, of course. Il pubblico scoppia in lacrime invocando il motivetto della "Dune Buggy" e le ben più credibili risse di "Altrimenti ci arrabbiamo".
Tra il lusco e il brusco, Trinity torna al mondo reale (probabilmente c'è stato un taglio di troppo nel montaggio: gli spettatori applaudono con gratitudine), mentre Neo e Morpheus seguono il Fabbricante di Chiavi dall'Architetto. Ma entrare nella stanza segreta del creatore di Matrix non è facile. Sembra che la sequenza esatta sia "destra, destra, spada, salto, destra, avanti". O forse questo era il pattern finale di Dragon's Lair? Non importa, tanto è lo stesso. L'Architetto è una via di mezzo tra Piero Angela e Gianni Minà invecchiato. Siede in posa da Padreterno davanti a una parete strapiena di monitor tipo la redazione del TG2 ma senza il giochino di Lippi alla fine e soprattutto senza la valletta bionda (che ora è scomparsa, mah). - Ah... l'Essere... il Libero Arbitrio... la Voce e la Via... - blatera in un agghiacciante sermone di quindici ore in cui si afferrano sì e no quindici sillabe. - Scusa, Architetto, ma perchè parli come un guru tibetano strafatto? - azzarda Neo. - Conosci già la risposta a questa domanda. - Di nuovo? Vuoi dirmi qualcosa di utile, cazzo, prima che dia una scarica di mazzate anche a te? L'altro sospira. - Ah, sapevo che sarebbe stata questa la tua scelta, Neo. Allora va', ordunque, a salvare la tua donna dal nome metaforicamente cattolico dal Fato invincibile e mortifero che la attende, condannando così la tua trista specie a perpetuarsi nell'orrida schiavitù che opprime le menti e umilia le carni a meno di una profezia fallace di cui tu sei il sesto strumento e vittima a un tempo. - Ma va' a cagher! - ribatte Neo. O forse è il pubblico. E schizza via a mille all'ora a raccattare Trinity che è rientrata in Matrix giusto in tempo per gettarsi dal centesimo piano, beccarsi ottocento pallottole nella ghiandola pineale e spalmarsi modello Nutella sull'asfaltodella strada sottostante. - Ah, amore mio... - ansima pesta e sanguinante, però con gli occhialini neri del cazzo senza un graffio. - Per me è troppo tardi. Muoio. Neo scuote la testa. - Secondo te mi sono vestito da Don Camillo per niente? Sta' a vedere, che adesso ti resuscito io. Le infila una mano nel... ehm... Insomma, le fa un intervento in pranoterapia tipo i guaritori filippini sputtanatissimi e... voilà , Trinity risorge più bella che pria. Il tutto col commento sonoro di terrificanti cori da opera lirica che fanno rimpiangere i bonghisti. Ma le 72 ore sono scadute. Nel mondo reale, le 250mila seppie hanno fatto un mazzo tanto all'esercito di Zion (peraltro una gran massa di segaioli) e si preparano a radere al suolo la città degli umani liberi. Neo e Trinity si scollegano da Matrix, lasciano la nave di Morpheus in preda alle fiamme e fuggono per mettersi in salvo. Le seppie, però, li braccano. Li circondano. Li sovrastano. Quando sembra che non ci sia più nulla da fare, inspiegabilmente Neo fa saltare in aria i nemici con quello che sembra un peto elettronico. E così, senza nessun cazzo di spiegazione e nel bel mezzo della battaglia, termina il film. Ghigno dei Wachowski e trailer della prossima puntata. Gli spettatori paganti assaltano la cassa per avere indietro i soldi del biglietto. E giù botte. Sbang! Sock! Stunf! Schiaffazz! Patapunf! Crash! Risbang! Fine
Oscuramento
Alle 13.08 mi arriva una mail con una pessima notizia: Gaspar Torriero mi informa che il suo blog è stato oscurato da 9net per una vertenza che ha riepilogato Massimo Mantellini qui. Dal punto di vista della logica, e comunque del buon senso, io penso che abbia ragione Gaspar, ma non essendo un giurista non esprimo un parere "tecnico" in materia. Comunque si tratta di una pubblicazione di dati su un sito, dati che però erano desumibili da altri siti, e Gaspar ha tutto il mio appoggio: il suo era un modo per combattere lo spam, che è sempre di più, e ha trovato qualcuno che invece impugna la sua protesta per proprio conto.
Quello che gli ho consigliato, tuttavia, è che gli convenga chiudere la faccenda il prima possibile perchè non vale neanche la pena di perderci tempo su ste cose. E per il blog, di riaprirlo su un altro host. Non penso che abbia problemi in tal senso e so che si sta già attrezzando. Non so però se davvero in Cecenia.
Forza Gaspar. :-)
Aggiornamento Gaspar ha riaperto. Siamo tutti più sollevati. Qualche commento a margine ora. L'andamento della cosa, che a quanto pare ha suscitato l'ira dei blogger e lo stupore di tutti, a me non ha stupito per niente. Ho lavorato (e sto tuttora) in un'azienda che fa, tra le tante altre cose, hosting professionale e so quali sono le insidie legate a tali attività. Su una cosa Gaspar ha ragione: gli ISP non sono per niente tutelati, così come gli utenti. E' cosa nota, in Italia funziona così. Logico quindi che di fronte ad una possibile denuncia (da una signora che ha una società che, ricordo, fa recupero crediti e quindi ha sicuramente al suo interno uno o più avvocati pronti a muovere causa a costo zero ed anzi con piacere) la 9net la prima cosa che pensasse di fare era intanto bloccare tutto e poi ragionarci su. Tra il difendere uno sconosciuto blogger e tutelare i propri interessi e di tutti i clienti in hosting, l'azienda ha preferito la seconda strada, almeno temporaneamente. Se devo fare l'avvocato del diavolo, l'avrei fatto forse pure io. (ho detto forse)
In ogni caso, se ci dovesse essere un contenzioso, penso che ci sarebbe il pericolo di una sentenza sfavorevole del garante della privacy, visto che Gaspar ha pubblicato sul blog dati personali di una persona senza chiederle prima il permesso. Non per uso d'archivio, d'accordo, come richiede la 675, ma a quel punto, forse, il blog di Gaspar potrebbe essere ricondotto ad una pubblicazione periodica, con tutte le ripercussioni legali che tale associazione comporta. Se non sbaglio è la legge 62 del 2001..
Alla fine, ha prevalso il buon senso e soprattutto, come auspicavo, una cordiale telefonata che ha chiarito le cose senza iniziare subito con carte bollenti (magari bollate) o insulti, come ho invece letto su molti blog e su una mailing list (ove alle signore ed alle aziende di hosting è stata augurata addirittura "morte" - sinceramente, da vergognarsi).
Come al solito, mi viene sempre da pensare quando succedono queste cose, è meglio non smuovere gli avvocati, che costano, e parecchio, e che comunque non giungono quasi mai a conclusioni affrettate.
Ricerche semantiche
E, a proposito di web semantico, per la prima volta in questo blog le ricerche dei motori iniziano ad azzeccarci. Sono commosso. Sono risultati parziali che però fanno ben sperare. | www.google.com | Chiave=come fare un blog | 4 | 0,26% |
| www.google.com | Chiave=frasi | 4 | 0,26% |
| www.google.com | Chiave=frasi matrix | 4 | 0,26% |
| www.google.com | Chiave="Novita Fiat" | 3 | 0,20% |
| www.google.com | Chiave=citazioni | 3 | 0,20% |
| www.google.com | Chiave=focus c-max | 3 | 0,20% |
| www.google.com | Chiave=frasi anniversario matrimonio | 3 | 0,20% |
| www.google.com | Chiave=guida weblog | 3 | 0,20% |
| www.google.com | Chiave=massaia blog | 3 | 0,20% |
| www.google.com | Chiave=weblog | 3 | 0,20% |
| www.virgilio.it | Chiave=guida sui blog | 3 | 0,20% |
| www.yahoo.com | Chiave=blog | 3 | 0,20% |
| www.yahoo.com | Chiave=scrubs | 3 | 0,20% |
| search.tiscali.it | Chiave=citazioni | 2 | 0,13% |
Resta da capire:
www.arianna.it | Chiave=PAOLA PEREGO | 2 | 0,13% |
Quando ho parlato di Paola Perego..? (pur essendo stata nei miei pensieri qualche anno fa, ormai diversi, visto il tenore delle sue trasmissioni)
Infine:
www.google.com | Chiave=allargare il pene | 2 | 0,13% |
Mi sa che "allargare il pene" è random. Cioè Google ormai ha gettato la spugna e inizia a darci di ironia: mi immagino il robot che restituisce i risultati pensare "Ecco un altro idiota. Ancora uno con l'allargamento del pene. Ora lo mando su un blog qualsiasi.". In modo molto semantico, perchè lui sa quali sono i blog che hanno preso per il culo questa cosa tanti tanti mesi fa. Ora che ci penso adesso il robot starà ridendo alle mie spalle perchè ci sono cascato ancora, porc..
perchè mi fa tutto 'sto spazio?
Il sogno
Il comunicato stampa di Paolo Valdemarin, il post di Leonardo, poi il santino dei Vib...nessuno sembra più indenne dalla Grande e Ironica Polemica Bloggica, e mi iniziano anche a venire degli incubi notturni. Ho solo dei brandelli di memoria ma qualcosa ricordo: sono in un corridoio lunghissimo, vedo Massimo Mantellini venire verso di me e scappo...ma sempre più piano.. mi sembra che ad un certo punto il pavimento diventi melassa, non riesco quasi più a muovermi, e vicino a me vedo l'interruttore della luce generale. Faccio per staccarlo ma non ci riesco. Massimo mi dice: "Tu, tu hai creato tutto questo, vecchio puttaniere". Io cerco di rispondergli qualcosa (ad esempio: "non sono vecchio!") ma lui non mi ascolta già più. Intanto, con un ghigno satanico entra dal fondo del corridoio una figura gigantesca, enorme. E' Gianluca Neri Ubiquitoso (Gnu, è una battuta aggiunta da sveglio) che mi dice "La tua fine è vicina! Pentiti..", vestito da sacerdote telematico (non ricordo il colore dell'abito). Io riprendo a scappare (facendo una fatica indegna) quando dal fondo di un enorme piazza gremita di gente (che sono Blogger-blogger, cioè blogger) si alza un brusio "Eccolo, eccolo, è lui!" e allora mi giro per scappare ancora ma il corridoio non c'è più, c'è soltanto un bianco accecante. In mezzo a tutto questo vedo la figura di g.g. che mi dice con un'inquietante eco "Vieni, vieni da me...". E io cerco di resistere, ma qualcosa è cambiato, il pavimento adesso è un tapis roulant che mi porta dritto verso di lui, io cerco di camminare al contrario ma è inutile, la velocità aumenta sempre di più....sempre di più.. e cado, rovinando a terra, vicino all'interruttore della luce, che è sempre lì, da prima. Cerco di raggiungerlo ma mi sveglio...tutto sudato. Gasp, che incubo!
Di citazione in citazione...
Il web semantico, quella (complicata) araba fenice che tutti cercano finchè non trovano quello che cercavano comodamente seduti davanti ad un buon motore di ricerca? Non so, comunque Gaspar infila un pensiero da citazione unilaterale singola senza sponda che mi piace:
"Se tu cerchi pesca su Google, ti viene fuori sia il frutto che i pesci". Così cominciano tutte le prediche sulla necessità del web semantico. Ma tu l'hai provata davvero questa ricerca? Guarda che i primi 50 risultati, che poi mi sono stufato, parlano tutti della pesca con le squame!
Se cerchi il frutto pesca, scriverai appunto pesca frutto, aggiungendo la seconda parola che chiarisce il contesto semantico tuo personale di quella ricerca, senza bisogno che la semantica sia codificata da qualcun altro nelle pagine HTML. O no?
And the Best Post of the Week award goes to..
P.Proserpina, senza dubbio.
Notare che (quasi) tutti i commenti sono maschili. :)
Hai il raffreddore? Sei "Linked"
Nella Grande Polemica susseguita dopo l'articolo di g.g. (ed anche a causa del mio post, ok ok), non ho fatto troppo caso al particolare n.1 consigliato da Mafe qui: un libro religioso[1] di nome "Linked". Per fortuna ne abbiamo parlato un po' in email e sono andato alla ricerca di maggiori informazioni (ammetto la mia ignoranza: ne sapevo poco di questo libro, mentre sulla teoria qualcosa so, in tutte i due i casi mi prometto di approfondire). Ora, nel frattempo ho letto un po' di recensioni in giro, e sono piuttosto discordanti, quindi ho cercato di capirci qualcosa da quelle meno ..come dire? empiriche (ad es. qui e qui). Non ne ho tratto ancora una conclusione discutibile, ma mi piace quello che ha scritto Marco su Blog-o-sfera:
A proposito di Barabasi, mi piacerebbe che chi ha letto 'sto benedetto 'Linked' condividesse un po' il suo parere al riguardo. Avevo chiesto una cosa del genere due-tre mesi fa dal mio blog, però non è che avessi avuto un successone. Magari qui ho più fortuna. Il vostro parere mi incuriosisce anche perchè le due cose che ho letto (l'Introduzione a 'Linked' e un suo articolo su 'Edge' riguardo alla dinamiche di rete dietro al black-out USA) da una parte mi sono parse non esageratamente profonde, dall'altra mi sembra manifestassero una tendenza a usare la rete a mo' di 'teoria del tutto', una roba tipo 'Se è una cosa che non capisci al volo, è una dinamica di rete'.
[1] Il libro non è assolutamente religioso: è una battuta di pessimo gusto che l'autore del blog ha piantato lì. E una battuta. Non realtà.
Pulizie di casa
This post brought to you from..
niente, è solo per vedere l'effetto che fa con gli spazi modificati.
ok, ho modificato qualcosina, lgblog 3.1, và chiamiamolo così. Tolto e aggiunto. Tolto soprattutto diversa cianfrusaglia accumulata nelle stratificazioni, aggiunto tanti link di blog che leggo (quasi) quotidianamente. alleggerito un po' la struttura chè mi danno fastidio le pagine che ci mettono più di n secondi a caricare (2<n<5), appesantito niente. Bene mi sembra non manchi nulla. Se sì, fatemelo notare.
zzz....
(il blog è in manutenzione e tornerà attivo al più presto)
Ora no, sto leggendo
Con un post (e due aggiustamenti) su presunte "puttanate" si sono generati tanti post e migliaia di commenti per la blogosfera, (e continuano). Ecco, forse considerare tante riflessioni, opinioni, e anche perchè no? molto cazzegggio, come "puttanate" non è molto bello...e forse anche un po' presuntuoso. Secondo me, è ovvio.
Addendum comunque, non è che non ci dormo la notte...voglio dire. A me piace riflettere sulle cose da un certo punto di vista, magari "analitico", agli altri piace in un modo diverso oppure non piace proprio parlarne (e non voglio sapere perchè, anche se lo posso intuire) quindi pace, amici come prima e ognuno per cavoli suoi. Mi dispiace solo che qualcuno se l'è presa, non era mia intenzione scatenare guerre di religione e non voglio più correre questo rischio. Poi, che qualcosa di amaro in bocca sia rimasto può anche essere vero, ma tornando circolarmente all'inizio.. non è che non ci dormo la notte. :)
Bel Post 2
E la quiete dopo la tempesta. Avevo previsto..forse, ma non temuto.
Segnalo (prima di tutto a me stesso) questi post che mi sono particolarmente piaciuti (Marco Schwarz, Shangri-La, Pesce Vivo, questo non centra con la presunta polemica ma m'è piaciuto lo stesso, Squonk, COntaminazioni). Non è una rassegna.
Rassereniamoci...
E inoltre vi avviso (è una minaccia): sto per regalarmi finalmente una macchina fotografica digitale (notare che l'ultima macchinetta che ho è quella regalatami da mia nonna quando al cinema davano il "Tempo delle mele", che bel film)
Dalla teoria alla polemica? No grazie
Non c'è niente da fare, comunque. La teoria del centro che è la periferia di un altro centro per me è e rimane poco digeribile, anche se è in voga adesso. La mia personale opinione è che c'è dell'illusione ottica dettata da una distorsione del concetto di blogosfera, e non sono d'accordo neanche con quanto sostiene b.georg, che ha aggiunto molti temi nuovi alla discussione (ma forse ha capito poco di quanto dicevo, o almeno così credo io), tantomeno sulla presunta casualità di tutto il fenomeno. C'è sicuramente un fattore di casualità, anche preponderante, ma visibilità e citazioni circolari sono due realtà talmente evidenti e insite nella realtà del web (cioè non da adesso e non coi weblog) che non pensavo neanche di doverle rimettere in discussione. Comunque, avevo voglia di continuare a riflettere su questi temi, analizzando la cosa da un punto di vista più numerico (come auspica, giustamente, anche Marco Schwarz nei commenti) poi però leggo post come quello di Spiritum e vabbè, e di Biccio, che sentenzia "Ecco, il resto direi sono per lo più puttanate (e in questo devo dar ragione a b.george) scatenate soprattutto da chi cerca colpi a effetto, nel tentativo un po' maldestro di entrare sgomitando in una stanza vuota" beh li ho trovati un po' scoraggianti. Il dibattito che volevo provocare ha finito per essere intepretato come una polemica blog-normali contro blog-famosi. Non era così. Per cui dico: pazienza. Fortunatamente non mi piace fare polemica, così, per quanto mi riguarda la cosa finisce qui, perchè la voglia m'è passata. E penso che sulla teoria dei blog c'è ancora molto da riflettere (e io mi metto tra i primi). Ma resto convinto delle mie conclusioni, perchè nessuno, al di là delle opinioni, che rispetto, e che sono anche molto interessanti, mi ha dimostrato coi fatti che non è proprio così.
Cosa abbiamo VERAMENTE imparato dalla teoria dei blog
Dopo essermi fatto bistrattare e ciancicare fino ai confini estremi della blogosfera, ho raggiunto la sintesi che volevo. Era necessaria per me, scusate. L'articolo di Giuseppe su Internet News era stato potente, ma quello di Maistrello ci aveva del tutto colpiti (a qualcuno anche disorientato).
Ora alcune cose sono chiare:
1) Ai blog famosi sta sulle palle sentirsi dire che sono famosi. A me una volta un mio compagno di liceo disse (solo perchè aveva letto il mio nome su Internet) "ho visto che sei famoso". A me stette sulle palle.
2) Non esistono blog famosi. Al massimo con qualche lettore in più. Ma sfigato. 3) Ciò che è detto in un post per la prima volta, è "teoria dei blog".
4) La teoria dei blog non può essere contraddetta, tranne il caso in cui sia g.g. a farlo. Ma deve essere fortemente motivato da un numero di commenti superiore a 50.
5) I blog famosi non linkano blog non famosi, perchè ciò dimostrerebbe che sono famosi, il che è in contraddizione con il punto 2 (teoria di Luca).
6) Ogni periferia è piazza della circonvallazione. Il centro storico è un'eccezione tollerata perchè ci piace la metafora. E non ho citato i "salotti della rete".
7) I casini nascono quando qualcuno scrive qualcosa su carta. Mai scrivere su carta. Mai! Un giornalista che vede un blogger scrivere su carta è capace di uccidere. Figurati se non parla di classifica di blog famosi ...
8) La soglia di visibilità non esiste. Se pensi che nessuno ti visita, ti cita, o ti commenta, è perchè stai su Splinder, che non ha i feed RSS.
9) Blogoltre si sta incazzando perchè nessuno lo cita o lo commenta. Il che potrebbe essere un abile trucco. Attenzione all'economia della stessa.
10) C'è chi adora fare queste liste con i numeretti. I numeri sono importanti: se hai 11 commenti puoi arrivare a farne 14 perchè magari c'è Gaspar nei paraggi. Idem qui: se vuoi aggiungere qualcosa prego, accomodati, la lista è aperta.. :-)
Cosa abbiamo imparato dalla teoria dei blog
Che la prossima volta che faccio un post così lungo, meglio che ci premetta un abstract che riassuma il tutto.
Io volevo parlare dell'importanza dei motori di ricerca nel processo comunicativo dei blog, di quanto siano più determinanti delle ontologie in questa fase, e di come aumentino la visibilità. Non volevo dire che siamo blogger "famosi" (mi ci metto pure io che non lo sono assolutamente, nè VIB nè blogstar, per smitizzare la categoria) ma solo che ci sono blog più letti, e non volevo parlare di casta nè di struttura piramidale (beh infatti non ne ho parlato). Nei commenti, contrapponevo alle citazioni circolari (che esistono, aivoglia se esistono) i blog di segnalazione che evitino classificazioni, per quanto possibile. Infine, nell'esempio che portavo dell'articolo di Giuseppe Granieri evidenziavo che si tratta di una rivista cartacea e del fatto che la citazione in quel contesto ha un'influenza ed una valenza diversa che non online. Tutto chiaro? :-)
E poi, perchè ho sempre 11 commenti sui post lunghi? Che so, non 12, o 10, ma 11!
Diversivo (ma non troppo)
Devo assolutamente interrompere il flusso mediatico di "notorietà" sul post qui sotto con una citazione. Luca non capirà perchè lui non assume che ci siano segnalazioni "famose", ma b.georg sì. Non solo: non metto link ai blog "famosi" così creo una singolarità quantica che bloccherà il flusso di commenti.
Tornando seri, questo post di Ciccsoft sarà banale, sarà scontato ma è vero: ha strasfracellato anche i miei maroni tutto questo sesso (mostrato o pubblicizzato) che circola negli ultimi dieci anni su questa terra. Ah, sì, certo: Dismissed, Kiss&Tell, Loveline per me possono metterseli in quel posto. Quando non trasmette proprie serie, Mtv è godibile.
Considerazioni sull'articolo di Internet News di g.g.
Il 'tal g.g.' è Giuseppe Granieri, naturalmente, e sul numero di Ottobre di Internet News è pubblicato un suo articolo in un dossier sui blog piuttosto interessante e completo. Al quale vorrei fare alcune critiche, spero costruttive.
Partiamo dalla "furia classificatrice" di cui parla Giuseppe. La cosa continua a non trovarmi convinto. Io stesso quando si tratta di inserire post nel Blog Aggregator trovo un po' di difficoltà a categorizzare esattamente i miei interventi. Soprattutto non vorrei farlo, ma lo faccio ugualmente perchè so che, in caso contrario, vanificherei parte dell'efficacia di quello strumento. Eppure, trovo a me più congeniale una classificazione per macrocategorie, che non è prevista, sicchè alla fine constringo il post in una categoria predefinita. Giuseppe anzi insiste e cerca ulteriori classificazioni fini che, giocoforza, non uso mai.
Penso che, da un punto di vista teorico, non ci sia una classificazione plausibile nei blog. Chi cerca di darne una sostiene che i blog sono già categorizzati, ad esempio per l'informazione, il racconto, o per l'argomento. I blog secondo me dovrebbero abbandonare quello che in contesto letterario è il 'glossario dei contenuti'. Questa traccia di realtà favorisce una chiave di lettura del mondo blog: essi sono riflesso dei pensieri delle persone, e quindi flusso continuo di argomentazioni, opinioni e fatti, adagiati in uno strato narrativo che, nei blog, è quello del pensiero autoriale. Di fatto, il pensiero sfugge a regole numerabili e quindi anche i blog, laddove sono libera espressione di quello stesso pensiero. L'organizzazione dei concetti è la stessa che si ha pensando, e parlando: raramente si inizia a parlare chiedendosi a quale categoria di pensiero apparterrà il nostro colloquio. Di fatto, una categorizzazione è inevitabile perché il web è struttura, ma la struttura appropriata nei blog non è quella (sia pur derivata) dei Content Management System che cita Giuseppe, in quanto alla fine si evince che saranno necessarie tante categorie quante sono le nostri fonti di pensiero: la struttura atomica del post non basta, perchè in uno stesso post possono coesistere diverse categorie, e proseguendo in questo schema la granularità diventa talmente fine da diventare inutile.
Interessante e, sebbene sicuramente scontata, e molto appropriata la conclusione di Granieri nel porre l'accento sull'inesistenza di blog per sè stessi. E così pare anche a me: nessun blog è esclusivamente per sè stessi. Se ne esistono, sono destinati a scomparire in breve tempo, o a morire. Invece, il blog si scrive principalmente per sè stessi, che è cosa ben diversa. Non si scrive solo per sè stessi e non scrive solo per gli altri. Diciamo che si dosano empiricamente le percentuali: più il blog si avvicina a un diario personale più si cerca di "nasconderlo" e si immagina un pubblico concentrato, quantitativamente irrisorio ma partecipe, mentre più gli interventi riguardano argomenti di politica, costume, attualità, più si vorrebbe ascoltati, e si immagina un pubblico vasto, vociante, in un brusio di commento continuo, significativo, e critico.
Ciò che Giuseppe ha omesso di indicare, secondo me, sono due punti molto importanti nell'attuale metamorfosi dei blog: una è la condizione essenziale per lo "spostamento di attenzione" sui cui, come scrive l'autore, "si giocano, ovunque, le grandi battaglie". Tale condizione sono i motori di ricerca ed i loro effetti che, inizialmente, sfuggono al controllo degli autori stessi e non sono quasi mai noti a priori. Il fatto che la Rete comprenda tutto, o parte, dello scibile umano non genera automaticamente l'equazione tutto = niente perchè questa base dati è inclassificata (anzi, non è in terza forma normale, come direbbe il buon Codd). Giuseppe parte dall'esempio degli autori di racconti, che non hanno visibilità sui siti perchè questi sarebbero "innumerevoli", in un effetto che lui chiama nell'articolo "perversione della Rete". Ma non è importante che il sito sia molto visitato, l'importante è come viene visitato, ad esempio da un motore di ricerca che lo indicizzi correttamente. Per questo l'"invisibilità" di cui parla Giuseppe può essere superata. Ancora, nel mondo delle categorie, il successo di un sito è irrilevante, mentre esiste invece la parola chiave che in un motore di ricerca genera i primi 10-20 risultati nei quali ci sia quel sito. Non è un caso che quello del posizionamento nei motori sia un business in crescita esponenziale da anni, e che un prodotto come Google sia balzato in pochi anni in cima alle preferenze dei navigatori. Google restituisce quella lista di siti che cerchiamo, e non un'altra basata su algoritmi di incerta utilità. A me personalmente, non è mai successo di non trovare quello che cercavo usando Google, mentre mi succedeva spesso con altri motori di ricerca.
L'altro punto riguarda la soglia di visibilità (o di ingresso) che anche nei blog, come nella migliore tradizione del web, è ormai diventata altissima. Per un nuovo blogger che desidera farsi conoscere non resta che mandare e-mail con segnalazione a qualche blogger "famoso", in grado di regalargli almeno i warholiani 15 minuti di notorietà. Quindi Giuseppe forse è un po' ottimista quando con matematica certezza offre al lettore la versione dolce della storia: chiunque può "farsi una reputazione". Forse può, ma ci vorrebbe anche qualcuno che gliela consideri tale. Ci sono i blog cosiddetti 'di segnalazione', ma non è bastevole, perchè sono pochi e, ovviamente, segnalano sia quantitativamente sia qualitativamente solo una piccola parte di ciò che affiora nella blogosfera, non potrrebbe essre diversamente dato l'enorme numero di blog e il tempo limitato.
E allora? Rifuggendo dalla categorizzazione, per non cadere nello stesso errore di prima, la soluzione non può che passare dalla efficiente causalità dei motori di ricerca e dalla ordinata e corretta citazione, che deve essere sempre aperta a nuovi e completamente sconosciuti interlocutori. Solo così si rispetta la geometria circolare della blogosfera.
In un articolo molto discusso qualche tempo fa un giornalista scriveva: "I blogger 'famosi' si citano sempre tra loro", in un inizio e una fine entrocontenuta nella casta di pochi "eletti". Non mi sembra che siamo ancora usciti pienamente da questa situazione, anche se io stesso propugno un rapido cambiamento nel modo di citare i blogger che esuli dalla pigrizia di leggere e citare sempre le stesse voci, magari nella inconsapevole esperienza di venir contro-citati noi stessi. Lo stesso Giuseppe, nell'articolo di Internet News, non sfugge alla regola di citare solo nomi noti per affermare i concetti espressi, il che, per lo stesso discorso appena detto, può essere deprecabile.
Quindi la maggiore evoluzione del sistema-blog passa necessariamente per un coinvolgimento di chi assorbe la maggior parte delle attenzioni, in un concetto che viene bene espresso da Giuseppe nella sostanza di apparente "generosità" che in un principio di mercato verrebbe intesa come perdente ma che, in questo contesto, è vincente. Ciò che sta già avvenendo, senza dubbio, è la diffusione di una nuova metodologia di conoscenza, consentita dagli strumenti disponibili verso i contributi di tutti.
La meravigliosa vita della Ragazza delle Scuse
Chi mi segue da un po' sa che io ho una doppia vita. Anzi, per dire meglio ho un doppio blog.. Anzi, diciamola tutta: avevo un doppio blog. Già, perchè l'altro blog, quello "privato" ormai lo leggevano anche gli altri e capivano quello che non dovevano capire. In particolare i miei amici. A un certo punto, ho capito che se volevo evitare di dover dire a destra e a sinistra "no, non parlavo di te", "no, France', F non sei tu!" dovevo lasciar perdere quel blog. E un po' mi è dispiaciuto, sono sincero. Era una piccola valvola di sfogo.
Ma c'è una persona, in particolare, che nelle ultime settimane era protagonista di quel blog ed è la Ragazza delle Scuse. E' lei, indirettamente, che mi ha fatto venir voglia di riaprire quel blog, che ho ridenonimato per l'occasione in suo nome, per raccontare le mie meravigliose esperienze con lei. No, che avete capito.. io non la vedo quasi mai..voglio dire la sua meravigliosa vita.. ..la meravigliosa vita della Ragazza delle Scuse (che, per mia fortuna, non legge Internet).
La Ragazza delle Scuse esiste veramente, anche se per esigenze di privacy cambierò alcuni particolari. Sapete, è brutto raccontare una storia esattamente per come è. Quindi io vi dico: lei c'è sul serio, e anche se ve la racconterò in un modo un po' diverso dovete fidarvi, perchè lei in fondo è così. :-)
La Ragazza delle Scuse è una ragazza di bell'aspetto, di media altezza e con dei begli occhioni verdi. Ha un lavoro stabile, non particolarmente interessante ma, insomma, decoroso. Lavora al computer e al telefono, gestisce persone, appuntamenti, schede, e cose così. A volte è un lavoro monotono, a volte con qualche imprevisto, e a volte con qualche incazzatura, comunque alla fine del mese c'è sempre la busta paga, con un regolare contratto, e questo le dà sicurezza di sè e tranquillità per il futuro.
Lei, d'altro canto, è quel tipo di persona che deve gestire la sua vita senza sbavature, ordinatamente. La parola d'ordine è "niente imprevisti". Gli imprevisti la mandano in palla, la mandano in tilt, in uno stato da cui lei cerca di uscirne il prima possibile, non senza aver mostrato il suo disappunto. Quando si presenta un imprevisto nella sua vita lei inizia a dire frasi come "Ma che sfiga", "Ma guarda che serata del cacchio". Perchè, in fondo, per lei, la vita in quel momento subisce una deviazione che non desidera, che non sta più sui binari che controlla con normalità, a cui non sa come reagire, probabilmente nessuno le ha spiegato come farlo ed in ogni caso a lei non interessa saperlo. A lei basta che la realtà riprenda il suo corso gestibile. Non vuole sapere il senso delle cose.
Una vita organizzata in questo modo le consente di avere del tempo libero a disposizione, che lei cerca di riempire in modo, diciamo così, intelligente. E infatti la Ragazza delle Scuse va in teatro, frequenta una palestra, esce con le amiche quasi tutte le sere e, insomma, cerca di divertirsi come tutte le ragazze della sua età, ma senza "esagerare".
La Ragazza delle Scuse finora non ha mai, come forse qualcuno voi avrà già subodorato, avuto storie lunghe con ragazzi: qualche flirt, qualche cosa così, due mesi, sei mesi massimo. Poi "si stufa", sopravviene la noia, oppure non le va bene qualcosa di lui, e finisce tutto. O magari non va bene a lui qualcosa di lei, come il fatto che non si sbilancia mai. La sua idea di rapporto a due è "uscire per divertirsi", ma senza esagerazione, una serata in un pub alla moda, o al massimo al centro a fare una passeggiata, per lei sono cose già molto interessanti. Insomma, diciamo che "passione" amorosa è un concetto che forse le sta un po' abbondante.
A questo punto, mi sembra ovvio, vi chiederete perchè ve ne parli e perchè si chiama la "Ragazza delle Scuse". E' semplice: io mi ero (sono) invaghito di lei. Succede spesso a quelli come me, personalità che si perdono nella "profondità" del cosmo (mah) vengono inesorabilmente attratte da ragazze semplici, sincere, probabilmente molto noiose e assolutamente vacue. Non so perchè accade, in fondo non è razionale, e comunque non riflette affatto il mio vissuto. A me sono sempre piaciute storie tormentate, piene di problemi, profonde, ragazze con le quali ragionare sui massimi sistemi o comunque fare programmi assolutamente non conformisti. Invece c'è qualcosa della Ragazza delle Scuse che mi attira come un gorgo attira le navi incautamente avvicinatesi.
Dicevo del perchè si chiama Ragazza delle Scuse: beh è banale, perchè lei ha sempre una scusa. Le volte che siamo riusciti a uscire insieme si contano sulle dita di una mano destra. Tanto che ad un certo punto mi sono messo a collezionarle, le sue scuse. Sono quasi sempre molto fantasiose, alcune perfino carine ..ma, attenzione: sono assolutamente reali! Cioè lei ti può rispondere che non esce con te stasera perchè ha la pressione bassa, e tu pensi che ti sta prendendo per il culo ma non è vero. Lei ha veramente la pressione bassa e per questo annulla la sua serata con te. E' una variazione della condizione standard: per lei è inconcepibile avere la pressione bassa e fare qualcosa di divertente. Potrebbe abbassarsi ancora, potrebbe sentirsi stanca e quindi dovrebbe trovarsi a casa, a riposare. In ogni caso è una variazione, e lei non vuole avere incognite, nè variazioni.
Così, ce ne sono di scuse meravigliose, e vi invito a rilassarvi consultandole nello Scusario che c'è nel blog della Ragazza delle Scuse. In ogni caso sarà meraviglioso vedere che non siete soli (di ragazze così ce ne sono tante) e scoprire che l'universo femminile, probabilmente, è una variabile bidimensionale. Potrete sorridere delle nuove scuse oppure rimuginare sulle vecchie, pensando che, in fondo, le avevate già sentite ma non ricordavate da chi.
Buona lettura. :-)
Bel Post
La quiete prima della tempesta...
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