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Luciano Giustini weblog
La notte bianca (Parigi sta ancora ridendo)
Esatto. Come immaginavo, anche Eloisa ha dato conto di una serata che a me è sembrata quantomeno male organizzata.
Io ho osservato che a) il traffico era completamente bloccato (non intenso o sostenuto, ma paralizzato) in tutta la Roma centrale e b) tutti gli autobus erano stracolmi e spesso imprendibili. (la metro non l'ho vista, ma pare anche, e me l'immaginavo)
Penso che fossero due cose che si potessero prevedere (leggi: si sarebbero dovute prevedere), ad esempio vietando alle auto in centro di entrare allungando la ZTL e potenziando adeguatamente le linee di trasporto. Non penso tra l'altro sia colpa solo di Veltroni, ma dei suoi collaboratori (i famigerati vice e i famigeratissimi "tecnici" del Campidoglio), che hanno organizzato la logistica dell'evento in modo maldestro.
Un mio amico con cui avevo l'appuntamento (alle 21) a piazza Venezia mi ha mandato un SMS alle 21.30: "Qui è l'inferno." E stava a piedi.
Black Out
Il gestore della rete nazionale del trasporto (Grtn), Carlo Bollino, all'epoca del black out della costa Est dell'America e di parte del Canada dichiarò: "In Italia per come è strutturata la rete non c'è rischio di black out come è stato, ad esempio, a New York".
Beh, c'è stato.
L'amministratore delegato dell'Enel stamattina ha spiegato la versione francese, pare che prima c'è stata un'interruzione lato Svizzera, poi si sono interrotte le due linee francesi per qualche secondo. Incidentalmente le due linee sono una di riserva dell'altra e quindi insomma pare che si sia verificata questa triade di cascata che ha fatto andare in tilt il sistema nel cosiddetto effetto domino. Sono mancati giusto quei 6000-7000 MW che servono per tenere in piedi la struttura. Beh, certo poi in Italia mancano le centrali quindi quale migliore occasione per ribadire che bisogna costruirne altre (perfino Ciampi e Signora oggi l'hanno detto, sdoganando definitivamente la questione). Io tendenzialmente non credo molto alle coincidenze, e vedo che Massimo neanche ci crede tanto.
Leggo da Gianluca che l'ineffabile (e inutile) ministro Marzano dice che è colpa dell'opposizione: pensavo a una battuta. Invece no, dice che la sua legge per costruire duecento miliardi di nuove centrali è pronta e lui e l'altro ministro inutile (Matteoli) si chiedono perchè l'opposizione e certe amministrazioni locali gli mettono i bastoni fra le ruote: forse perchè inquinano?
Ieri e stanotte c'era poi a Roma la notte bianca... io l'ho terminata all'una per impegni vari e sono tornato a casa. Beh, meno male, perchè alle 3.20 c'è stato il buio e a Roma è stato il caos (già c'era da prima: intendo un caos più negativo). La Pizia che avrà combinato? ora vado a vedere...
Stamattina cercavo le fonti di informazioni, perchè tv e internet erano escluse. Ho pensato alla radio e da lì a ricordarmi che il fido Nokia ha una radio incorporata è stato un attimo...
Ancora una volta: "In Italia per come è strutturata la rete non c'è rischio di black out come è stato, ad esempio, a New York". E' fantastico notare quante scemenze si dicono, eh?
Qui a Roma nel mio quartiere (St. Peter, Aurelio) è tornata ORA.
Noi piccoli epigoni di Taormina
Volevo chiudere il blog quando mi sono accorto di 3 cose:
a) che non sono solo. Diversi blog interessanti stanno meditando di chiudere, il chè è una pessima notizia. Leggo da Manteblog che Matteoc vuole chiudere la sua Skip Pop, che Massaia ha chiuso. Verbamanent.org e Blog.it, che controllo da un po', sono morti senza dare spiegazioni (anzi, Marco aveva detto che ristrutturava Blog.it, dopo alcuni problemi). Questo significa che sono in perfetta sincronia con la fase storica del Secondo Riflusso Bloggico. Perciò mi sono detto: eh no, cazzo. b) che ho scritto io queste cose neanche un mese fa (in particolare la premessa). c) che ho trovato un metodo per riuscire a scrivere cose decenti senza per questo dover impiegare il tempo che in genere serve per buttar giù un articolo buono. Devo sperimentarlo ancora, ma promette bene. d) che diversi amici e blogger mi hanno incoraggiato a continuare. Il che non fa male, anzi.
Ok, sono 4. Il punto c) significa che non sospendo il blog, devo solo "armonizzare il mio tempo" come dice Franco. E visto che ci sono e che ho fatto pausa e merenda, cambierò anche nome, chè lgblog effettivamente fa proprio schifo. :-)
End Transmission (o forse no)
Questo, avevo deciso, è l'ultimo post di questo blog.
E' stato, come scrivevo, un esperimento molto interessante che forse riprenderò se ne avrò voglia. Purtroppo problemi di tempo mi impediscono di aggiornarlo e di seguire le discussioni in modo completo. Arrivederci a tutti (concludevo).
p.s. Un mio amico ha trovato una nave in Patagonia che ha voluto fotografare e mandarmela, chissà perchè.. p.s.2: non parto per la Patagonia: è lui che ci è andato, non io!
(p.s.3: il server dei commenti è down da oggi pom. Segno del destino? Chissà. In caso, scrivimi o usa il link discuti)

Padre Pio, o delle cialtronerie del giovane Neri
Premessa (non indispensabile): Il frate di Pietrelcina non ha mai smesso di provocare reazioni. Per molti è una figura santa, e lo è stata prima che la Chiesa se ne rendesse conto. Per altri è solo un frate che ha fatto del bene, come ce ne sono stati tanti. Ma per una ristretta minoranza Padre Pio è "un fastidio", una figura da dileggiare, anche ricorrendo a mezzi di fantasia. Così Gianluca Neri, un blogger d'eccezione quando non si occupa di santi, ha messo insieme (in due puntate, una su Clarence e una - la più recente - su GNUeconomy) una serie di affermazioni su Padre Pio che con la figura del frate centrano poco o niente, mostrando un'incapacità di leggere criticamente la realtà e la mentalità in cui Padre Pio viveva ma soprattutto vedendo Padre Pio come "il fenomeno che gira intorno" al frate, senza nessuna intenzione di capire lo spirito con cui operava.
Ciò premesso, effettivamente stona un po' e peraltro incuriosisce molto la presa di posizione di Gianluca contro Padre Pio. Chissà, forse ha avuto qualche parente lontano che venne cacciato a male parole dal frate, oppure sente il bisogno di esternare qualcosa per lui poco comprensibile. La cosa non è di interesse tranne per il fatto che sono state scritte diverse inesattezze ed è giusto fare qualche puntualizzazione, come avevo promesso quando Gianluca postò il polemicone su GNUeconomy
Per capire manifestazioni di santità come quelle di Padre Pio, bisogna capire - prima, e approfonditamente, non solo il periodo storico ma il vissuto religioso.
Francesco Forgione (questo il nome da civile di Padre Pio) nasceva a Pietrelcina, un piccolo paesino vicino a Benevento, che di agricoltura viveva - o per meglio dire cercava di non morire. Gente "povera ma onesta" in una società "cristiana", forse un concetto un po' ostico da assimilare per chi, credente o no, considera oggi la religione roba da Medioevo. Il cattolicesimo era vivo e vegeto e permeava la vita di quelle comunità in maniera profonda e sincera. "Personaggi" come la Madonna, S.Giuseppe e Gesù Cristo erano persone famigliari e un bambino all'epoca poteva desiderare di chiudersi in convento per "amare e servire Dio in questa vita e goderlo in paradiso".
Padre Pio, e come lui tanti, aveva la certezza che l'uomo ha un'anima immortale e che il fine di tutti gli uomini, dal Papa all'ultimo villico del beneventano, fosse di vivere "in grazia di Dio" (espressione oggi difficile da comprendere anche per i più volenterosi Papaboys). In un tale contesto, il giovane fra' Pio sceglie coscientemente di indossare il saio cappuccino, ed in un vissuto povero lo "stile" francescano gli calza a pennello.
L'ideale spirituale del frate fu l'imitazione di Cristo, per rendere vive nella propria esperienza le parole e le opere di Gesù. Questo cammino si esprimeva con un linguaggio liturgico: i rosari, le confessioni, le messe erano i mezzi con cui testimoniava la profonda partecipazione ai misteri della fede. Tuttavia non è lecito confondere una fede profonda con dei disturbi mentali.
L'obiezione più forte, che Gianluca riprende ed amplifica, è che le famose stimmate apparse sul corpo di Padre Pio nel 1918 fossero la somatizzazione di un'isteria, come "non diagnosticò" padre Agostino Gemelli. Infatti, e qui c'è la prima della lunga serie di inesattezze, il confratello, pur recandosi ufficiosamente a S.Giovanni Rotondo in realtà le stimmate non le vide mai. Padre Pio non gliele mostrò perchè aveva ricevuto precisi ordini in tal senso dal Sant'Uffizio e padre Gemelli, non avendo alcun ordine scritto da parte dell'istituto, non potè che recedere scrivendone poi fandonie e cattiverie.
Ancora, Gianluca sembra essere rimasto uno dei pochi a non sapere che il vescovo di Manfredonia, Gagliardi (qui, qui e in generale qui informazioni sul prelato), con faciloneria citato tra le fonti, era in realtà una persona dall'abito morale decisamente inopportuno per la sua carica: fu persino allontanato dalla diocesi, e soprattutto Padre Pio gli convertì le amanti. Di fatto era la persona certamente meno indicata a dare consigli o giudizi su Padre Pio.
Il medico Giovanni Bignami, citato dal CICAP a sua volta citato da Neri, definisce le stimmate "necrosi dell'epidermide di origine nevrotica", dovute a suggestione e mantenute aperte, probabilmente, dall'utilizzo di iodio. Neri dà per assodato che il frate consumasse fiumi di iodio sorvolando con nochalance su quel 'probabilmente' grosso come una casa. Le piaghe del frate furono studiate, suturate, bendate e sigillate per impedire appunto che le potesse provocare autolesionisticamente. Ma tolti i sigilli, dopo il tempo opportuno per la cicatrizzazione, le piaghe si presentavano fresche e grondanti sangue: questo è un fatto, documentato da Romanelli e Testa, due medici. E' ingiusto pensare che essi accettassero l'inspiegabilità delle stimmate per il solo fatto di essere cattolici: Gemelli stesso lo aveva fatto contro ogni deontologia.
Per ultimo, veniamo al rapporto tra Padre Pio e Cleonice Morcaldi, su cui Gianluca ci "sguazza", proponendo soltanto alcuni estratti delle lettere (alcuni anche errati, ad es. le frasi del "giglio" sono invertite)
Per padre Pio era una "figlia spirituale": il termine spiega benissimo il loro rapporto. Il rapporto con Cleonice è innanzitutto di direzione spirituale che non può essere avvelenata da analisi pseudopsicologiche, anzi la direzione spirituale (il rapporto confessore-penitente), come viene riconosciuto dalla psichiatria dinamica, contiene anche un elemento di "guarigione". Teresa D'Avila, nelle sue opere spirituali, sostiene con arguzia tutta femminile che l'uomo non può e non deve amare tutti allo stesso modo. Le situazioni concrete, le affinità, ecc. creano legami particolari. Un esempio del legame tra Padre Pio e Cleonice Morcaldi è il fatto che lei nacque il 22 febbraio 1904, giorno della professione religiosa del frate.
Dalla conoscenza della vita dei mistici, si nota che una profonda vita spirituale crea una grande libertà interiore nel gestire i propri rapporti affettivi. Non stupisce quindi che anche Padre Pio avesse delle predilezioni e non avesse vergogna di utilizzare un "linguaggio" audace per esprimere i propri affetti. Il fatto stesso che uno spirito religioso non ne provi scrupolo è indicativo dell'assenza di grovigli interiori, per dire. Per non parlare del fatto che la terminologia nuziale (venata di erotismo) è tradizionale nel linguaggio mistico. Padre Pio si è semplicemente adeguato ad una lunga tradizione spirituale tra i quali, per es. (S.) Giovanni della Croce e Teresa D'Avila, Francesco e Chiara d'Assisi, Giovanna Francesca di Chantal e Francesco di Sales, ecc....
Simone Weil, scrisse una volta, molto categorica: "non è giusto vituperare i mistici perchè usano il linguaggio dell'amore. E' un loro diritto. Altri soltanto prendono a prestito le loro parole."
Comunicazione di servizio
A proposito, è già qualche settimana che l'avevo fatto ma evidentemente è bene dirlo anche qui: ho cambiato il mio "storico" e-mail l.giustini@beta.it (quello nuovo qui), comunque già da diverso tempo ne uso altri alternativi per la posta. Inutile affezionarsi: ci sono circa 1280 messaggi in quel pop ora, di cui 1277 sono di informazioni non richieste, nelle varie colorate forme. E' inutile, nessuno ormai potrà più fare niente per quell'indirizzo.. Non è stata colpa tua, Jack, abbiamo fatto il possibile: anni e anni di attenzione a non metterlo nelle liste, nei newsgroup, lo so è stato tutto inutile. Ormai era diventato troppo grave, anche lui lo sapeva che sarebbe stato disabilitato. Ormai contava i giorni: ultimamente, diciamo da tre-quattro mesi, lo Spam lo aveva invaso sempre di più, il ritmo delle e-mail di pubblicità commerciale, pornografica, o semplicemente idiota era aumentato veritiginosamente. Nessuno sembra in grado di fermarla, Jack. Qualcuno parla di complotto per rendere completamente inusabile la Rete. Forse un giorno, quando sarà uscito da Mostruoso Giro dello Spam potremo riattivare quell'e-mail, con cautela. Adesso andiamo, Jack, vieni ti offro un bourbon, spegni il computer.
Il complesso del Reply
Il pop è vuoto come un frigo quando torni nella casa delle vacanze dopo 3 mesi dall'ultima volta che ci sei stato da solo.
E' un mio difetto (comune, ma ce l'ho tutto): proietto sugli altri ciò che farei io. Vero: quando ricevo un'email magari un po' piu' corposa, ancora prima di averla finita premo Rispondi. Solo all'idea che quel messaggio in bottiglia possa rimanere senza una risposta mi fa star male. Mentre leggo penso già alla risposta. E' sempre stato così, mi ricordo ancora ai tempi delle BBS creavo thread di centinaia di messaggi: risposta, controrisposta, così per ore. Era un gioco, dopotutto. Come quando ai tempi della scuola si faceva caciara. Io ero sempre pronto a partecipare.
Forse adesso non è più un gioco. Qualcuno leggerà queste note, e penserà che mi rivolgo a lui. Come al solito. No, non vederti tirato in ballo, non è così.
Eppure so che fa piacere. Fa sempre piacere ricevere una risposta da qualcuno a cui tieni, anche se magari lui, o lei, non lo sanno.
Amiamo ricordarlo così, un memento di questo post: quando un amico, o un'amica ti scriveranno una mail, ricordati del "complesso di Luciano": prima di passare alla mail successiva premi Rispondi.
Mozilla 1.5 Rc1
Lo avete sempre desiderato. Non avete avuto coraggio a chiederlo. L'utente quadratico medio non conosce la risposta. Chiudere definitivamente le finestre pop-up, quelle pop-under e in generale con tutti i virus che vi infestano l'email. Un sogno proibito? Tutt'altro. Vi segnalo l'uscita della versione release candidate 1 (quasi definitiva) di Mozilla 1.5, scaricabile da qui:
Per informazioni: releases page.
Politicanti del mio stivale
La politica è l'arte del possibile. Così almeno crede chi la fa con passione. Da noi, storicamente, è anche l'arte dell'arrangiarsi, e, ultimamente, è diventata il mercato delle vacche, nient'affatto sacre. La politica è fatta di primedonne ed anche di comprimari. Può crearsi un virtuosismo nel quale le due figure si complementano nell'"interesse del paese", ed in tal caso si parla di statisti e di preziosi collaboratori. Oppure può semplicemente esserci un farnetichìo e un difendere l'indifendibile, e allora si parla di capicomici, nani e ballerine. Inutile perfino specificare in quale delle due situazioni ci troviamo.
Superfluo anche descrivere gli attuali risvolti negativi della situazione politica italiana. Anche perchè, a parte il fatto stesso che i blogger sono tutti molto attenti su questo, mi sembra, viviamo in un'epoca dal pensiero debole, quindi non c'è neanche troppo da meravigliarsi se i governi riflettono questa "strana" aria che tira. Certo, ci sono comportamenti talmente antidemocratici che fanno ridere in un paese come l'Italia. La denuncia del nostro Presidente del Consiglio contro Fassino - si spera senza conseguenze - merita compatimento, ad esempio. Anche le telline della sabbia di S.Severa (RM) hanno compreso il ruolo vagamente strumentale che Igor Marini ricopre in una storia che definire torbida significa dare del "pulito" al fumo di Londra. A volte raccontano questa storia alle telline giovani la sera per farle sprofondare meglio nella sabbia.
La sinistra aspetta Prodi, miei prodi. Bravi aspettatelo pure, intanto vi massacrano. Perlomeno Berlusconi sta facendo di tutto, fortunatamente maldestro com'è a volte gli riesce perfino l'opposto, e il cielo sa se sta portando voti alle casse fassiniane. Tutti pensano che Prodi sia l'uomo giusto, scelto come primo ministro sarebbe l'ideale signora mia. Scusate, ma.. l'unica persona in grado di far vincere il centro sinistra è un (finto) cattolico: qualcuno che vuole rifletterci? Da noi Prodi piace (a me no, ma mi serve come esempio) non perchè è autorevole (quello non lo è mai stato) ma perchè è portatore di valori. Valori che mancano nella sinistra, questo è evidente. Perfino Berlusconi ha fatto il possibile per minare la credibilità del centrosinistra sui valori, la famiglia, la Chiesa, blah blah. Un acume politico inaspettato.
Ma anche il centrosinistra fa di tutto per perdere punti in maniera esemplare. I leader magari no ma qualcuno "rema contro". Qualche volta spunta sulla scena all'improvviso e fa crollare quanto faticosamente costruito. C'è la mortuaria nostalgia del nostro cinema, che ancora oggi illanguidisce con Bertolucci sui giovanili accoppiamenti sessantotteschi (praticamente Porci con le ali!), o che crede di essere coraggiosissimo additando in Truman e in Pio XII i veri mandanti della strage di Portella della Ginestra? (adoro Galli della Loggia, sul Corriere dell'altro ieri, quando si protende nei suoi editoriali godibilissimi).
Chissà se poi alle elezioni non sarà (solo) il condono edilizio e il lavoro al cognato a vincere.. spero di no, ma gli italiani hanno la memoria corta.
Delfinarium
Questa mi è arrivata ieri, ed è carina. :-) solo per maschietti.
Prima guardate l'immagine e poi leggete il testo sotto....
Clicca qui per vedere l'immagine Le ricerche dicono che i bambini non riescono a vedere la scena intima di coppia perche' non hanno memoria della stessa scena gia' vista.
Quello che vedono sono solo i nove delfini ( eh si ci sono VERAMENTE nove delfini! ).
Nota: questo e' un test per determinare se avete la mente perversa. Se non riuscite a vedere i delfini entro 6 secondi, la vostra mente e' irrimediabilmente corrotta!
11 settembre 2001
Secondo anniversario. La cosa che mi colpisce e' che tutti si ricordano cosa stavano facendo quel giorno. E tutti si sentono in dovere di raccontarlo. Io ad esempio avevo appena fatto un'esame di Fisica (che poi ho passato) ed ero stanchissimo. Ho acceso la tv di pomeriggio proprio quando c'erano le prime edizioni straordinarie.
Nel mondo ognuno stava facendo qualcosa che si e' ricordato per l'enorme eco mediatica che ha avuto quell'evento. E se lo ricorda ancora bene, a differenza di altri eventi simili, per le sue conseguenze, per la guerra (anzi, le guerre di Bush), e per le minacce terroristiche che ancora oggi, a distanza di 2 anni, sono uguali.
Qualcuno sperava che, almeno, da quel tragico evento e dalla misura colma che si era ormai raggiunta in un luogo centrale (per non voler dire sacro) come Gerusalemme e la Palestina, si sarebbe avuto di li' a poco un netto miglioramento, un ravvedimento, una generale comprensione che la situazione era diventata insostenibile. Ma nessuno, nè allora nè oggi, sembra voler ascoltare la ragionevolezza e la speranza della pace, mentre la saggezza del governo israeliano è stata presto ricondotta nel luogo ove risiedeva: nel mondo delle pie illusioni. Lì, al centro del mondo, la situazione è peggiore di allora.
La meravigliosa vita...
Ieri sera sono andato a cena con Valentina Tanni. La serata e' stata una rimpatriata di racconti, gossip, celie, che dopo una ricerca di parcheggio al centro di Roma durata 45 minuti, si sono finalmente librate nel luogo culto, cioe' la trattoria romana che avevamo prescelto (incuranti delle statistiche che parlano di difficolta' di parcheggio. Comunque si', al centro di Roma non si parcheggia piu': e' un dato di fatto). Che ci ha ricompensati facendoci degustare l'agognata fagiolata alla salsiccia di cui vanno, degnamente, fieri.
Due amici internettari che si incontrano consapevolmente e periodicamente, per parlare di internet, forse, e' un evento che puo' sembrare normale. Eppure c'e' stato qualcosa di insolito che ad un certo punto, non so perche', e' sfociato in una conversazione, una in particolare, che mi ha colpito. La quantita' di birra intorno e dentro di noi c'era, eppure qualcosa di tortuosamente lucido e agghiacciante in quelle parole ha lasciato in me una traccia indelebile della serata....
Io: "Domani voglio comprare 'La meravigliosa vita dei laureati in lettere', alla Feltrinelli dovrebbe esserci". Lei: "Eheh, carino come titolo!" Io: "Eh (sospiro)... io avrei voluto fare lettere, sai?" Lei: "Eh (sospiro)... io invece avrei voluto fare ingegneria informatica".
E' a questo punto che mi si e' bloccato il flusso di pensiero come se delle parole di pietra avessero composto un grazioso mosaico davanti al mio boccale di birra vuoto. Mentre immaginavo Luciano De Crescenzio che si sedeva al nostro tavolo e diceva che esistono cose che non io posso sapere come le relazioni gravitazionali tra i laureati in lettere e quelli di ingegneria informatica, ho cercato di mostrare la mia faccia inorridita migliore:
"Ma che stai dicendo?" Lei: "Si, si, io adoro ingegneria informatica, e l'informatica, mi piace" Io: (balbettando) ".. ma-ma tu non sai COS'E' ingegneria informatica."
Gia' rimugginavo mentalmente di portarla alla seconda lezione di Fondamenti di Automatica Industriale durante le proiezioni del diagramma di Nichols, ho pensato che lei mi avrebbe fatto assistere all'esame di Filologia Romanza e quindi ho desistito. Ho cercato di buttarla sull'informatica, sugli esami di Programmazione I, II, III, IV &c. ma il suo volto continuava ad essere illuminato dal Sacro Fuoco. Nulla sembrava perturbarla dalla concezione (grottescamente sbagliata) che quella industria del tritamento delle menti in parti infinitesimali chiamata volgarmente "ingegneria" potesse essere "piacevole", e soprattutto invertibile con lettere, come una matrice di rango massimo.
La cosa poi e' finita li', io ho lasciato cadere il discorso, immaginando che, un giorno, lei, avrebbe conosciuto un VERO ingegnere informatico, che, probabilmente, le avrebbe fatto cambiare idea.
news.google.it
"I titoli che compaiono in Google News sono selezionati da una serie di algoritmi sulla base di come e dove appaiono gli articoli sul Web. Non c'è intervento umano per la selezione o il raggruppamento dei titoli, né c'è una persona che decide quali articoli vengono presentati all'inizio della pagina. Ecco perché a volte alcuni articoli possono sembrare fuori contesto."
Inizia così la rivoluzione, nel consueto stile di Google. Puntuale come un proverbiale orologio svizzero, rituale come la procedura di internazionalizzazione seguita con meticolosità tedesca, alla mezzanotte ha preso il via il nuovo servizio di news di Google in italiano (beta), news italiane per utenti italiani.
Beh, più tecnici di così si muore: le news d'ora in poi saranno gestite da macchine. Un esercito di computer è deputato a selezionare quali notizie darci, in mezzo a tanto rumore, sulla base di criteri preimpostati, e - tendenzialmente - sempre validi. Già sento in lontananza le vesti dei giornalisti che si stracciano: ecco un altro pezzo di originale pensiero umano che viene assorbito dalle "macchine", li sento dire. Ecco un'altra spersonalizzazione in atto, ecco un altro passo verso il baratro.
Si e no.
Da una parte, era ora che le macchine prendessero...il sopravvento. Non c'è niente di peggio che dover decidere se leggere le notizie da un punto di vista di destra, o di sinistra. Che palle. E se uno non è nè dell'uno nè dell'altro? Poche le realtà che scrivono notizie ed opinioni con un occhio neutrale. Pochissime. In Italia i giornalisti devono sempre dimostrare una tesi, o meglio: rispondere a un editore.
Le news di Google gestite da computer dovrebbero essere neutre. Chi lo garantisce? Sono californiani quindi sotto giursdizione USA, il che non depone molto a loro favore in questo periodo storico. Comunque, Google News si basa sull'assunto che le notizie più importanti sono quelle che hanno maggiore esposizione (qui qualche spunto critico alla cosa). Vero. Ma l'intervento dell'uomo (del giornalista!) risiede proprio nel portare alla luce fatti, eventi, notizie che, da sole non verrebbero alla luce. Altrimenti non ce ne sarebbe bisogno, e invece non è affatto così.
Eppure sono fiducioso: Google è quanto di più autenticamente tecnico sia cresciuto negli ultimi tre anni: ha letteralmente inghiottito tutti gli altri motori di ricerca perchè la sua qualità di ricerca è indiscussa, ha estimatori in tutto il mondo, me compreso ed offre il miglior risultato su qualsiasi argomento. Quindi leggerò le news targate Google con sapida curiosità, ma con la dovuta attenzione agli errori ed alle omissioni che inevitabilmente saranno parte integrante di un programma ben poco...umano, conscio dei limiti di questo sistema, sapendo però che questo è l'inizio di una nuova era nell'informazione.
Oltre ogni limite
"Troppe volte ci capita di pensare che Berlusconi faccia la satira di se stesso e si autoriduca a macchietta. Almeno due volte la settimana infatti si caricaturizza da solo con involontarie autodenigrazioni. Se continua così, in mancanza di riforme, di grandi opere, di efficienti scuole di Stato, di rilancio dell'economia, di sport e di talento, presto di lui potrebbe restare, come materia di studio e di pietas , solo un modello di autoannichilimento. Insomma sta accadendo quel che Montanelli aveva preannunciato sul Corriere : Berlusconi si sta consumando e sbriciolando da sé. Ecco perché, nel giorno in cui Berlusconi ha detto che i giudici sono matti e ha aggiunto che Montanelli e Biagi sono stati sempre invidiosi di lui, la cosa che più ci manca è la risposta di Montanelli. Ci manca la sapienza di chi comprende che l'insulto insensato e l'ingiuria sguaiata nascondono sempre debolezza, malessere, inadeguatezza, forse tragedia. Nessuno di noi conosce Berlusconi come lo conosceva Montanelli. Solo lui avrebbe capito, allarmato, da quale pozzo di disperazione affiori l'idea infantile che un re invidi un valletto, un gigante un nano, che un monumento della storia d'Italia, il quale aveva rifiutato anche il seggio di senatore a vita, abbia desiderato, fosse pure una volta, di indossare i tacchi e la pelata di un parvenu della politica. E perché mai Enzo Biagi dovrebbe invidiare un improvvisatore del quale non si possono invidiare né la cultura né l'intelligenza né l'eleganza ma solo il danaro, problematicamente accumulato? Secondo noi, Montanelli oggi non rimprovererebbe a Berlusconi neppure il cattivo gusto di avere insultato un morto. Berlusconi infatti - ci perdonino tutti i suoi forsennati detrattori che tanto gli somigliano - sicuramente non è una iena, ma un visionario, la cui originaria naïveté e la cui proverbiale leggerezza stanno degradandosi in grottesco, come il trucco sfatto sul viso di un clown. Dunque Berlusconi attacca il morto perché lo vede vivo, lo teme vivo e, di nuovo, confonde la libertà di giudizio con l'invidia. Anche l'idea che i giudici siano matti, oltre che un'ossessione da imputato, è un autogol da imputato. Il giudice matto non esiste, e la convinzione che ci sia una tabe psichica che motivi i dottori in Legge verso la magistratura non è buona neppure per la letteratura da «scemeggiato» tv. Si conoscono infatti giudici corrotti, moralmente o politicamente, giudici eroi, giudici per bene, giudici quaquaraquà, ma il giudice pazzo è una categoria solo berlusconiana, come appunto l'invidia di Biagi e Montanelli; è una categoria che rimanda ad altro, che significa altro. Significa che per Berlusconi il Diritto frequenta, o meglio - viste le precisazioni del disperato portavoce Bonaiuti - costeggia la follia. Una persona che informa la sua vita al rispetto del Diritto non è normale, come pensa di essere Berlusconi, ma folle o quanto meno maniaco, come non pensa di essere Berlusconi. La legge è fatta per essere amministrata da dissennati e gli italiani che si fidano dei giudici pazzi sono poveri idioti. Come si vede, siamo oltre la satira più impietosa. Nessuna Sabina Guzzanti sarebbe arrivata a tanto. C'è una tale assenza di misura da spingerci non all'indignazione ma alla commiserazione, la stessa provata per Robert De Niro che, pugile per forza, dopo l'incontro si finisce dissanguandosi nelle toilettes. "
Francesco Merlo, Corriere della Sera
Padre Pio, Gianluca Neri e quel venticello...
E' scoraggiante notare che tanto Padre Pio in vita dovette combattere chi lo attaccava quanto dopo la sua morte ci sia bisogno di continuare questa lotta.
Su GNUeconomy c'e' un pezzo che e' la riproposizione di un lungo articolo, contro Padre Pio, che Neri firmo' qualche anno fa sul portale Clarence. E' un "dispetto", dice, ma e' il fattore religioso che lo diverte, e lui gioca a divulgare alcune (false) convinzioni che confeziona sotto forma di verita'. D'altronde e' un classico di questi casi: non sai mai dov'e' esattamente la verita', sicche' alla fine quel venticello che e' la calunnia verso un frate delle stimmate si puo' ingrossare, fino a diventare un tornado che spazza via ogni dubbio, perche' il fine e' quello di dimostrare una sola tesi: questi era un impostore, senza dubbio. Che tristezza.
Non ho conosciuto personalmente il frate, ma ho genitori che lo hanno fatto. Mia madre, in particolare, e' di S.Giovanni Rotondo e lo conosceva molto bene. So molto della sua storia per aver letto, e soprattutto per aver ascoltato testimonianze dirette. Il che mi pone davanti a un dilemma: so benissimo che quelle di Neri sono tutte argomentazioni create ad arte per distorcere i fatti, ad uso e consumo di persone che ci tengono molto a screditare la figura del frate taumaturgo (la cui "colpa grave", va detto, fu quella di non limitarsi a fare miracoli ma anche di prendere posizioni - fuori e dentro la Chiesa stessa, naturalmente - che gli costarono molto care). Ma non ho tutto questo tempo che ha lui, adesso, per mettermi a controbattere le varie argomentazioni di Neri, pero' lo faro', appena potro' (molto presto).
Neri e' furbo e fa citazioni che, pensa, non possono essere, con leggerezza, controbattute. Invece e' talmente semplice che lo faro' senza alcun problema. A partire dal Cicap (dove campeggia quel "probabilmente" che Neri ha ovviamente omesso di indicare), tranne, forse, la speculazione commerciale, giacche' purtroppo in alcuni casi e' vera. Il problema di Neri, invece, è che si abbevera alle fonti sbagliate, ed e' poco informato. Un confronto sincero presupporrebbe che ci si documentasse da ..diciamo, campane diverse, ma ovviamente lui se ne guarda bene dal farlo. Poco male..
Tra le mie citazioni preferite c'e' "Never underestimate the power of stupid people in large groups"
Quel tale Andrea G.
Mi sono accorto per caso di essere entrato nella lista dei blog di Anna Masera quando ho dato una scorsa ai referrer. Ho deciso di visitare i blog elencati che non conoscevo. E ho scoperto così l'esistenza di un luogo virtuale che chiamare blog forse e' riduttivo. E' qualcosa di piu'. E' la vita intensa di una persona espressa tramite link. E' un quadro che descrive il pittoresco scorrere di impegni, spostamenti, appuntamenti, agende, siti, intranet, quantita' indecifrabili di foto in posa vicino a personaggi noti e meno noti del mondo dell'imprenditoria, politica, cultura, foto di famiglia, viaggi, e quant'altro. Quest'uomo pare conoscere ed avere interessi spazianti in ogni scibile umano. Ha organizzato il suo sito per raccogliere e archiviare questa vita intensa e anche di piu'. Solo che manca il blog. Mi chiedo perche' stia in quella lista. Mah. Comunque, quello che piu' mi ha colpito alla fine nel suo sito e' stata la sua directory di ristoranti in Italia, e c'e' anche una sezione dedicata all'estero (Londra in testa): davvero niente male.
Chi organizza cosa
Leonardo se la prende col WTO e invita ad andare Riva del Garda: se potessi ci andrei non sa quanto volentieri. Il WTO e' una delle organizzazioni responsabili della perdita di democrazia cui stiamo andando incontro con incosciente allegria. Leonardo lo spiega bene, con una visione ampia dei problemi che lo contraddistingue (con ben 3 parenti stretti in politica, in genere sono abituato a guardare con un certo distacco chi discetta di politica. Quasi sempre non sa quel che dice. Cioe non sa e basta)
Ma vorrei andare oltre. Cioe', c'e' altro. Gli incontri "pubblici" quelli che noi conosciamo, sono solo una parte del problema, ci sono altri incontri. Esiste una teoria secondo la quale le sorti del pianeta vengono discusse e decise, per le cose diciamo piu' importanti, in incontri molto riservati gestiti da organizzazioni. Un tempo queste cose erano gestite da Papi, Imperatori e Re. Oggi la Chiesa conta molto meno in queste cose (basta vedere cos'e' successo con la guerra in Iraq: la Chiesa ha detto "no", Bush jr ha risposto "vi ringraziamo della vostra attenzione siete alleati sinceri"), comunque ...
C'e' un articolo su Internazionale riguardo il convegno di Bilderberg: beh, potrebbe essere un racconto avvincente e invece e' realta'. Leggetelo. Purtroppo la rivista non pubblica online. Dovrete comprarlo, ma ne vale la pena. C'e' anche tutto l'attacco dell'Economist contro Berlusconi tradotto in italiano, ma e' meno interessante: sull'Economist in parte ha ragione il Berlusca, ma sono pochi che lo sanno cogliere con sufficiente ironia. Ci sono motivi diversi per cui lo attaccano che sono molto lontani dall'"amore per la democrazia". L'Economist, capite? :-)
Ask Pud
What's the best way for a guy to deal with/cure premature ejaculation? Asked by MrAskItAll (September 3, 2003 03:22 AM)
The foolproof method is to memorise the whole of 'Paradise Lost' and then recite it to yourself as you and your lady bump uglies. She will mistake your concentration for unyielding ecstacy, and you will be able to keep grinding until cock-crow. Wiener Schnitzel
Meraviglioso, da Ask Pud a sua volta segnalato da Ev, di Blogger)
'Mina dovrebbe cantare qualche bella canzone polacca nello spot della nuova Panda'
"Mina dovrebbe cantare qualche bella canzone polacca nello spot pubblicitario della nuova Panda". Lo sostiene Giorgio Cremaschi della segreteria nazionale della Fiom. "La grande cantante - osserva Cremaschi - ne è sicuramente capace e così sarebbe più chiaro a tutti che quel nuovo modello è fatto integralmente in Polonia e in Italia non c'è il guadagno di un solo posto di lavoro. Anzi si perdono quelli legati al vecchio modello Panda. Così mentre lancia nuovi modelli la Fiat continua a tagliare personale. Sarebbe bene che tutto questo fosse conosciuto".
L'ho fatto
Ho finalmente adempiuto a un rito iniziatico, ho dato sfogo a un pensiero represso che tenevo per me e per il mio piccolo blog. Ho finalmente cliccato su quel link che stava li', fin dal primo giorno, e che non potevo continuare ad ignorare. Quel link che chiamava, quella suprema sintesi di armonia pubblicitario-bloggatoria da genio del marketing testuale. Insomma, l'ho fatto: ho finalmente cliccato su
SCUSAAAA!!??! ... Clikkami vogliosamente!!!
E c'e' un post sulla pubblicita' che e' niente male (peccato niente permalinks)
Ieri leggevo Internazionale, lo faccio sempre tutte le settimane e non me ne pento mai. Questa volta si parla di spam e di virus. Cosi' ho pensato a postare una cosa sul blog, una ricetta infallibile dettata dall'esperienza:
Per non avere virus e' sufficiente: A) Non usare Outlook B) Non usare Internet Explorer
Per non avere spam e' necessario: -) Cambiare email
Lo so, sembra scontato ma non lo e': usano tutti Outlook, aprono tutti gli allegati, ci rompono tutti le palle.
Il '68 e Bertolucci
Lo so, cosa ci possiamo fare?
Quando Leonardo e' cosi' ispirato e' un piacere puro leggere il suo blog. Pero' non ha il feed rss, gliel'ho chiesto per sicurezza. Ma lo lavoro ai fianchi, forse gli instillo il demone della curiosita', forse.
Glielo chiedevo perche', a proposito, oggi ho scaricato la beta5 di Feed Demon. Gran programma, veramente ottimo e abbondante: vedi i blog da un'altra prospettiva.
Addendum Mi fanno notare che il post sulla pubblicita' e' preso da qui.
Come si apre un blog in 10 semplici.....domande
Vi sarà capitato, in questa torrida estate, di sentirvi chiedere cos'è un blog, o di averne letto su una rivista o magari su qualche quotidiano di grande tiratura.. Chi lavora nel campo dell'informatica o abbia a che fare con Internet, in genere lo sa già o ne ha sentito parlare. Gli altri, spinti dalla curiosità, si informano. A me piace ritenermi una sorta di evangelizzatore del Web, sicchè ad alcuni amici, o conoscenti, quest'estate sono riuscito a trasmettere l'interesse per questa nuova forma di comunicazione. Dopo qualche fraintendimento, in genere scatta la fase immediatamente successiva: si chiedono come si fa ad aprirne uno. Ed è a questo punto, soprattutto se il target è una persona con poca dimestichezza di Internet, che è nata l'idea di questa mini guida. Con nessuna pretesa di essere esaustiva, anzi, mi sembra cosa buona dare una piccola chiarita ad alcuni punti oscuri e, spesso, difficili da spiegare al volo ad un potenziale...blogger.
Buona lettura!
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