Luciano Giustini weblog
mercoledì, maggio 28, 2003

Auguri!!

TANTI AUGURI A TE, TANTI AUGURI A TE..TANTI AUGURI A ..LGBLOG!

Eehh, stavo per dimenticarmene ma cade in questi giorni il primo anniversario del mio blog. Il primo post risale al 21.5.02, un anno fa circa. Cosa e' successo in questo anno nella blogosfera? La parola al blog.......

La prima cosa che un blog come me nota e' l'aumento esplonenziale del numero di amici blog. Ma, non avendo cifre sottomano, non so quanti siano quelli "effettivi", o quanti siano aggiornati con regolarita'. In ogni caso, le cassandre che parlavano di "moda passeggera" sono state tutte smentite. D'altronde il mio autore lo sapeva. :-)
Ho notato anche che sono apparsi alcuni libricini sui blog (quello della Mazzucato, quella della Pizia), ma anche qualche trattatello (mi sembra per i tipi di Apogeo), e probabilmente molti altri ne usciranno, insieme a manuali tecnici (?), qualcosa sicuramente for dummies, raccolte di commenti, ecc.. Mah, ne leggeremo delle belle.
Di questi giorni anche la notizia che molti portali nostrani stanno aprendo sezioni blog (dopo Tiscali adesso anche Virgilio, poi sicuramente a cascata tutti gli altri).
Pochi i blog anonimi che hanno fortuna, forse quello di Brontolo il piu' famoso, molto sferzante.

Comunque, i Grandi Blogger sono sempre li', quando intelligenti quando curiosi e quando polemici, e sono sempre piu' interessanti (altro che fuffa). Io nel mio piccolo spero di aver ricavato un posticino nella schiatta dei "blogger d'annata", se non altro perche' adesso ho un anno!

lgblog 1.0

.mau.new. e Nuovi Commenti

Maurizio ha cambiato blog. E' un indice di grandissimi mutamenti nella vita del nostro, che modifica i suoi siti generalmente in forma impercettibile o assiomatica (per definizioni o settori). Ora ha cambiato contemporaneamente sia indirizzo del blog, sia software di blog - sposando Movable Type, sia la grafica (molto piu' bella, a mio parere), ed ha aggiunto la sezione LINK, che pero' e' vuota. Cambiamenti epocali. Aspettiamo con ansia. :-)

Intanto sono riuscito ad aggiornare il template e soprattutto rifunzionano i commenti. E tutti e due! Nel senso che ora funzionano sia i commenti di Haloscan, contestuali, sia anche il "mail to blog" di Blogger che era una cosa che attendevo da tempo: in pratica, si puo' scrivere in un altro blog che ho chiamato "commenti" che e' legato sì al blog (come posizione, piu' che altro) ma ne e' "slegato" temporalmente.

Insomma riassumendo puoi scrivere un commento contestuale ad un post su "comment (0)" oppure scrivere un commento pubblico su un determinato post ma anche su qualsiasi argomento con il link "scrivi", che va su un blog apposito. Infine puoi scrivermi privatatamente usando il link "scrivimi" con una form.
come dire, abbiamo gli strumenti, mancano solo i commenti.

martedì, maggio 27, 2003

Pillole di scoramento, utili in una serata di tregenda


Dicono che la vita e' il significato delle scelte fatte. E' una frase circolare, che aiuta a capire quanto la nostra esperienza sia a volte un semplice anello che noi percorriamo in un senso o in un altro. A volte succede di tenere dentro delle cose, e non dirle. Ma a me succede spesso, e c'e' un aspetto da considerare quando si fa una scelta del genere: bisogna avere la volonta' di riuscire a mantenere segreti certi pensieri. Le parole sono come pietre. E certe parole non bisogna dirle mai. Dirle puo' fare male, talmente male da non giustificare neanche il fine ultimo di dirle.

lunedì, maggio 26, 2003

Blogger e i Commenti non funzionanti

I commenti non funzionano su IE (grazie Leonardo) e non me ne ero accorto perche' uso Mozilla. Blogger non funziona bene, e non mi consente di editare il template per modificare il codice (anche se non capisco quale sia il problema, qualche suggerimento?). La soluzione migliore quindi per chi eventuamente volesse inserire commenti, penso sia scrivermi, tramite la form o in email, e poi postero' successivamente i commenti. Grazie.

domenica, maggio 18, 2003

Recensione

"Diario di una blogger"
Francesca Mazzucato, Marsilio Editore

Devo dire che quando ho ricevuto questo libro ho avuto due sensazioni contrastanti: la prima, che mi ha invitato a leggerlo subito, il fatto che si tratti di un libro sui blog da un'autrice blogger, e una seconda, che mi ha invece frenato: alcuni interventi dell'autrice su blog pubblici, e i giudizi sferzanti di molti, a volte caustici altre volte più delusi. Insomma, "la più nota scrittrice blogger d'Italia", come si legge in quarta di copertina, forse è riuscita in un intento che si prefiggeva fin dall'inizio: far parlare di sè.


Influenzato dai blogger che hanno già letto e criticato sia il libro sia l'autrice, ho quindi aspettato un po' di tempo prima di riprenderlo in mano. E ho fatto bene. Ho potuto leggere in modo più "tecnico" questo libro inquadrandolo un pochino in quella che è stata la nascita e l'evoluzione di una parte dell'atmosfera blog italiana.

Partiamo dalla considerazione che il libro è in realtà un blog, solo in forma cartacea. Così lo imposta l'autrice, e solo così va letto. Il fatto che la trama sia inesistente è perciò un peccato veniale e non inficia la lettura, e d'altronde il titolo stesso del libro ("Diario") non lascia molti dubbi al proposito. Sullo sfondo c'è un incontro fugace che rivela un amore parigino, che l'autrice utilizza per alleggerire il flusso del diario. Depurato dalla giustificazione letteraria, il blog-cartaceo è una fotografia sincera ed emozionale sul mondo nascente di un universo blog. Ci sono le prime esperienze, i primi "scontri", le piccole regole non scritte dei blog che la Mazzucato scopre (talvolta a proprie spese), e una pletora di indirizzi di blog che l'autrice legge o che osserva. In questi richiami ci sono molti dei "Grandi Blog" che sono anche tra i più letti: un intreccio continuo di interventi intelligenti, talvolta polemici, che fanno la "via italiana" al blog. Una via quasi sempre interessante e molto frequentata. Tuttavia, l'autrice coglie gli aspetti più emotivi dei blog e dei loro autori, mostrando un lato forse sottovalutato. In questo senso, il Diario è femminile come connotazione ma lo è anche e soprattutto come impostazione, volta senza ripensamenti a suscitare ed a raccontare emozioni, buone e cattive.

L'osservazione emozionale e sostanzialmente un po' "gossipara" dei blog si rivela però anche il limite del libro: si percepisce, infatti, un senso di estraneità alla cultura telematica. Probabilmente non è così grave come sembra, ma carpire i segreti e l'essenza dei blog più seguiti, in un esigenza di "successo personale" neanche troppo nascosta dell'autrice, in questo modo si rivela molto difficile. Certamente alcuni passaggi aiutano a comprendere il tipo di blog prediletto dall'autrice (dalla sua visita mattutina al blog Dagospia alla felicità nello scoprire che Platinette ne aprirà uno suo): questione di gusti, ovviamente, ma anche di distanza tra una visione "tv-centrica", ed una più incline alla riflessione ed alla qualità dei testi, che caratterizza l'universo di alcuni dei blog più evoluti. In questo senso, l'autrice pur essendo entrata a pieno titolo nel mondo blog, ne rimane quasi "lontana". Come scrive a pagina 41, "questo numero di visite in meno di un mese mi proietta di diritto in un'elite di blogger." Ma la quantità (i contatori in questo caso) a volte non basta automaticamente a formare un'elite.

Ed è proprio questa estraneità alla cultura telematica in fondo l'unico vero difetto di questo libricino che, per il resto, si lascia leggere bene. Mi è piaciuto, perché mostra un lato dei blog che pochi osservano con altrettanta concentrazione, anche se in modo distorto e incompleto. Non mi è piaciuto quando, certamente, non mostra di "capire" i blog o "il fenomeno" blog ma solo di osservarlo superficialmente. Tuttavia, può essere una base di partenza, perché no? per un Diario più completo, e complesso, sull'emozionalità dei blog. A patto che l'autrice
capisca meglio i meccanismi dell'universo di Internet e del suo nuovo sottinsieme: i weblog.

mercoledì, maggio 14, 2003

La Posta del Dialer

Si parla un po' di piu' della proposta di Mauro Masi (responsabile del Dipartimento Editoria a Palazzo Chigi) per introdurre un Direttore responsabile ai Siti Web, dopo l'intervista rilasciata al Corriere (che non fa archivio). Proposta su cui sono fortemente contrario, ma di questo parlero' in un prossimo post.

Intanto ho ricevuto questa email. I dialer sono costosi, ma pensavo che fossero in "fase calante". Mi sbagliavo.

Buongiorno signori e grazie per l’attenzione che vorrete prestare alla nostra proposta.

La nostra azienda si occupa di servizi a valore aggiunto (144, 166, 899, 709 etc..) dal 1997. Oramai da tre anni e con grandi soddisfazioni ci occupiamo di trasmissione dati a valore aggiunto. Quante volte avrete visto banners che promuovono siti dai quali è possibile scaricare loghi, suonerie, sms animati o quant’altro?! Probabilmente già saprete come funziona questo sistema, ma forse vale la pena soffermarsi un attimo: in realtà l’utente che voleva utilizzare dei servizi a valore aggiunto era costretto ad utilizzare i dati della propria carta di credito, mettendoli a rischio di clonazione e soprattutto perdeva il tanto acclamato anonimato. Con l’avvento del DIALER tutto è cambiato. Gli utenti possono restare in anonimato, non devono utilizzare la loro carta di credito, e possono utilizzare tutti i servizi a pagamento stando comodamente seduti dietro la loro scrivania. Insomma, il sistema di pagamento attraverso la navigazione con una connessione a valore aggiunto si è affermata di diritto tra i sistemi di pagamento più utilizzati e più apprezzati dal grande pubblico di internet, ed i numeri ci stanno dando ragione. Veniamo al suo semplice utilizzo: da un link cosiddetto pubblico, ovvero di libero accesso a tutti attraverso una normale connessione alla rete locale, è possibile vedere che tipo di servizio offriamo, e soprattutto è possibile scaricarsi in pochi secondi il nostro DIALER. Il dialer una volta lanciato, ti chiede se vuoi disconnetterti dalla tua rete locale e riconnetterti ad un numero a valore aggiunto con prefisso 709. L’utente che utilizza i nostri servizi paga da un minimo da € 1.50 + Iva ad un massimo di € 2.50 + Iva al minuto per un tempo limite di 60 minuti di connessione e da quel momento può accedere ai nostri innumerevoli e straordinari servizi.

Ebbene, tra i maggiori competitor italiani in grado di offrire questi servizi ci siamo noi. Quello che vogliamo proporvi è un business semplice, trasparente e soprattutto di sicuro guadagno senza intaccare minimamente il vostro tradizionale business. Se siete un’azienda che non vende spazi pubblicitari sui propri siti potreste utilizzarli per promuovere i nostri servizi, dai quali avrete un tornaconto economico molto interessante. Se invece siete tra quelle aziende che vendono i propri spazi pubblicitari, ebbene avrete sicuramente un invenduto che potrete sfruttare per trasformarlo in denaro. Come vedete qualunque sia la vostra posizione, non dovrete effettuare nessun investimento, ma semplicemente metterci a disposizione quello che già avete e che non sfruttate al meglio. Ed ora veniamo alla vera e propria proposta. Noi vi forniremo un pacchetto completo comprendente una serie di banners nei formati che ci chiederete, un sito personalizzato dove questi banners linkeranno e tutta la tecnologia che permetterà ai vostri utenti di poter usufruire dei nostri servizi, che svariano come già accennato dagli oramai classici loghi, suonerie e desktop, al nuovo karaoke e all'innovativo GIOCHI per CELLULARI, ossia i javagames per cellulari. Ovviamente il numero telefonico al quale i vostri utenti si connetteranno sarà dedicato in esclusiva alla vostra azienda, che potrà cosi avere la certezza che tutto il traffico generato su quel numero telefonico è sicuramente frutto del proprio “investimento”. Di seguito vi riportiamo il link del nostro sito dove potrete avere maggiori informazioni. Contattateci e non ve ne pentirete, siamo certi che apprezzerete questo nuovo e interessante business.

Vi aspettiamo

venerdì, maggio 09, 2003

Segnalazioni

L'Economist apprezza molto cio' che sta per fare Silvio Berlusconi in Europa nel semestre di presidenza europeo (il link e' all'articolo, sul prossimo numero cartaceo dell'Economist).

domenica, maggio 04, 2003

SARS, nuova epidemia inestirpabile? complotto ben manovrato? tragico errore?



Dopo l'Aids, ed Ebola, sembra che la Sars (Sindrome respiratoria acuta grave) sia la nuova (potenziale) pandemia con cui l'umanita' dovra' avere a che fare. Significativa appare, a commento di alcuni, soprattutto la nascita di ben tre pandemie (le gia' citate Aids ed Ebola) negli ultimi trent'anni. Le responsabilita' di tali disastri sono a seconda delle varie fonti le piu' disparate: dell'inquinamento globale/locale, dell'uso di procedure industriali (tra cui alcune sperimentali) nella produzione di cibo animale; di fitofarmaci nelle verdure e frutte; e soprattutto degli esperimenti chimici e biologici, che dagli anni '40 a oggi sono stati condotti senza sosta. A proposito di questi ultimi, e' una buona cosa comunque documentarsi in maniera piu' approfondita, ad esempio leggendo qui o qui. La lettura vi dara' motivazioni per affrontare con ancora maggiore inquietudine il domani che vi aspetta e a farvi vedere come meno brutta la faccia del vostro capoufficio il lunedi'.
Personalmente ricordo, a proposito degli esperimenti biologici fatti a cielo aperto, un fatto su cui lessi qualcosa tempo fa, di cui parlo' diffusamente il Corriere della Sera, e poi piu' nulla: i depositi abbandonati di esperimenti biologici dell'ex-Unione Sovietica su un'isola del Mare di Aral (cenni qui e qui). Il problema, documentato dal giornalista che scrisse l'inchiesta, e' che l'isola si sta attaccando alla terraferma perche' il mare, che dovrebbe proteggere dalla contaminazione, si sta prosciugando. Un'ipotesi di qualche anno fa, era quella che un qualsiasi virus o batterio (ad esempio antrace, di cui era pieno) nei contenitori immagazzinati li' da anni, magari improvvisamente deterioratosi per qualche motivo, portato da qualche animale, o umano, che riuscisse a passare sull'isola entrarci in contatto e tornare indietro, si diffondesse nella regione.

Ma torniamo alla nostra Sars. Mentre i casi nel mondo si moltiplicano, si stendono anche le varie teorie sulle origini di questo virus. Teorie di cospirazione, ovviamente, da etichettare come nevrotiche. Ma, si sa, le coincidenze sono solo per gli stupidi ed alla fine qualche correlazione si trova. Ad esempio, quando a fornire i dati di base per l'ipotesi di complotto è, tre anni prima della comparsa della Sars, un cinese che guida il programma di ricerca di biotecnologie militari in Cina. E' quel che è accaduto, come testimonia un documento dell'intelligence Usa, che ha dato la stura all'inquietante prospettiva che l'agente SARS Coronavirus potrebbe essere uscito da un laboratorio genetico cinese. Lo riporta un intervernto su Clorofilla.

Comunque, e' significativo che praticamente nessuno crede alla casualita' di questo virus. vox populi... si diceva una volta.

Intanto, sul sito dell'Istituto Superiore della Sanita' c'e' una mappa con gli ultimi aggiornamenti sull'epidemia. Il tutto mentre qualcuno nel governo contesta la richiesta del Ministro della Salute Sirchia la monitorare sintomi simili alla Sars negli aeroporti:
Gli esperti stanno organizzando un piano-globale che coinvolgera' di fatto tutti gli scali e che scattera' se l'unione europea non decidera' di controllare i viaggiatori in arrivo dalle zone a rischio, rendendo veramente operativo quel cordone sanitario che Sirchia chiedera' martedi', prossimo nella riunione dei ministeri della sanita' dell'Ue.
In attesa che il prossimo consiglio dei ministri decida se approvare il decreto di Sirchia che rende obbligatorio il controllo della febbre ai viaggiatori che arrivano da zone a rischio, l'immunologo Ferdinando Aiuti lancia un allarme. Non c'e' alcuna questione di privacy, sostiene, che giustifichi il rinvio dell'applicazione del controllo obbligatorio della febbre sui viaggiatori che arrivano dalle zone a rischio. Il componente della task force sulla Sars, giudica infatti il rinvio una perdita di tempo prezioso. (...) (Ansa)

venerdì, maggio 02, 2003

Segnalazioni del venerdi'

E' alle porte di casa nostra e non ce ne accorgiamo o facciamo finta di non pensarci (c'e' l'Adriatico in mezzo, e forse anche molto di piu'). La guerra nella ex-Jugoslavia, il Kosovo, l'uranio impoverito, la responsabilita' della Nato, dell'Europa, dell'America sono tutti i temi considerati in questa serie di link che (per puro caso, in quella documentativita' che e' tipica di Internet e' che e' la sua effettiva potenza) vi segnalo oggi:

  • ex-jutopija, di Babsi Jones: questo è uno jugo-weblog 100%, c'era una volta un paese che si chiamava 'jugoslavia': lo racconto come un viaggio, un viaggio dentro un labirinto.
  • Sedici persone Le parole negate del bombardamento di Belgrado
  • Uranio impoverito per saperne di piu' sull'utilizzo che viene fatto di questo sottoprodotto dell'industria nucleare da dieci anni a questa parte nelle varie guerre che si susseguono nel pianeta (dove ci siano armi americane, ovviamente).

    Bilanciando con temi piu' frivoli, noto con piacere che dopo aver rimesso i commenti dinamici nel blog nessuno commenta (mentre quando non funzionava quello artigianale che avevo fatto io c'era sempre qualche amico che cercava di scrivere vanamente) e che nel frattempo sono stato premiato come "Amico di pizza" da Valentina. Wow ;-)

    giovedì, maggio 01, 2003

    Piu' morti sulle nostre strade che in Iraq

    C'e' un articolo oggi su Quattroruote che mi ha colpito:
    Sembra incredibile, eppure sono le cifre a dirlo: nell’ultimo ponte di Pasqua, dal 18 al 27 aprile, sono morti 131 italiani, con 3862 feriti e un totale di 4887 sinistri (e queste cifre non tengono conto dei tanti incidenti non denunciati). Il bilancio è drammatico e supera nettamente il numero di vittime e feriti denunciati dal Pentagono nel corso della vittoriosa campagna militare americana in Iraq.

    D’altronde, basta circolare sulle strade italiane per rendersi conto di quante automobili vadano in giro in condizioni di assoluta insicurezza, diventando pericolose per sé (gli occupanti) e per gli altri, come armi improprie: sorpassi a destra in autostrada, velocità folli, distanze di sicurezza totalmente ignorate esattamente come le cinture, distrazioni continue da telefonini e altri aggeggi elettronici.

    Se davvero si vuole sconfiggere il fatalismo, occorre andare al di là delle aride statistiche e ricostruire come sono morte e come si sono ferite queste persone: qui sì che i dati sarebbero utili e trasformerebbero i bollettini di ventura, di per sé vani, in materiale sul quale gli specialisti potrebbero lavorare per salvare altre vite umane.
    (...)


    In tutto questo, il nostro ministro Lunardi, che fa? I seguenti "urgenti" provvedimenti entro Luglio verranno resi esecutivi: l'importantissimo giubbotto catarifrangente obbligatorio, ad esempio. Non ce 'ha nessuno in Europa, siamo solo noi a proporlo: eppure ci avevano gia' provato, inutilmente, anni fa. La sua dubbia efficacia insieme al sospetto che "l'effetto di una novita'" sia piu' importante della sostanza e' veramente vivo; ma soprattutto c'e' l' indispensabile aumento del limite di velocita' in autostrada a 150 Km/h con dichiarazione annessa "stiamo predisponendo le mappe delle strade su cui sara' consentito." Tutti gli enti che sfornano dati e cifre in Italia ed all'estero e tutte le polizie in generale concordano con l'imputare l'alta velocita' una delle prime cause di incidenti di tutte le specie, soprattutto di quelli autostradali: da noi nessuno rispetta i limiti attuali, sulle corsie di sorpasso e' la legge del prepotente a farla da padrone e i risultati si vedono. Figuriamoci con i limiti piu' alti quanto si sentiranno legittimati ad esserlo ancora di piu'. Grazie Lunardi. Mi dispiace solo che sia ingegnere...

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