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Luciano Giustini weblog
Categorie di bloggatori. Sottotitolo: non pretendiamo di fare anche dei blog una moda
(il mio editoriale per il prossimo numero di Beta)
Come sempre, quando nasce qualche nuova tecnologia/servizio su Internet, gli "esperti" si dividono su diverse scuole di pensiero. Anche per i blog non v'e' stata eccezione. E io non mi posso trattenere dal dare una "tassonomia", per quanto pseudo-umoristica, sul fenomeno (che fenomeno, poi, non e').
I blog, quindi, e i loro autori, allora....vediamo.
Da una parte mi sembra che ci sono i "tecnici". I tecnici pensano che il blog e' una "nuova" manifestazione del pensiero (tecnologico) e che e' Bene perche' e' libera, e' aggiornata e (tendenzialmente) trasparente. D'altra parte ci sono i "giornalisti" che pensano che il blog e' Male, ed e' un'altra occasione per chiamare con nome diverso quello che loro fanno da sempre come lavoro: scrivere (possibilmente bene). Come terza opzione ci sono i "logorroici" che gia' scrivono ovunque, e per i quali un diario pubblico e' semplicemente un tassello in piu', del tutto naturale, alla loro possente vena comunicativa. Come macrocategorie posso ravvedere anche i "normali" che scrivono quando hanno qualcosa da dire e per il resto tacciono, e i "caotici" che scrivono in modo che o si amano o si odiano.
Siccome i "tecnici" sono puristi, questo lo sappiamo bene, un blog di un tecnico appare tendenzialmente razionale. Sobrio, sovente adotta colori pastello, e' adornato da qualche bollino riportante software e/o hardware, e i suoi post sono segnalazioni, spesso riflessioni, mai troppo lunghe e quasi mai superflue. I tecnici non amano la polemica, e se qualcuno li cita, o riporta brani del loro blog, loro risponderanno semplicemente "Grazie". Se siete un tecnico, vi linkeranno. Se si parla male di loro, spiegheranno con un unico commento, incisivo e senza replica, di avere ragione.
Di altra pasta son fatti i "giornalisti", cioe' la categoria omonima di bloggatori. Essi non amano particolarmente il blog perche' pensano che risulti meno leggibile di un articolo, piu' impreciso di una notizia, malamente personalizzato e sostanzialmente poco verificabile. In ultima analisi il blog e' un sottinsieme di Internet, che dal punto di vista editoriale e' gia' un animale poco addomesticato. I blog "giornalistici" sono pochi, e spesso non sono altro che forum: lettori contribuiscono, lettori commentano, il giornalista diffonde opinioni personali (autorevoli). Alcune eccezioni costituiscono blog di vero-giornalismo, blog come un reportage o un articolo per il giornale. Ottimi esempi.
Ma la categoria piu' interessante, "l'anima" dei blog, e' composta sicuramente dai "logorroici". Questi scrivono fiumi di inchiostro, virtuale, su pagine e pagine (archiviate) di blog. Sono linkati da tutti, linkano tutti, sono spesso meglio di un buon giornale, a volte sfornano la polemica pura, e rappresentano per noi bloggatori un porto sicuro, un luogo virtuale dove confrontarsi, e confrontare, il sentire dei bloggatori. I "logorroici" scrivono talmente tanto che un "normale" si chiede dove trovino tutto questo tempo, e si finisce col rispondersi chissenefrega, e' talmente bello che l'ultima cosa che verrebbe in mente di chiedere e' dove trovano il tempo. Comunque ci si pensa.
I "normali", gia'. Quelli che non scrivono ne' troppo, ne' troppo poco. Che sono bloggatori fidati, che visitano sempre qualche amico di penna (virtuale) prima di andare a dormire, che, anche se distrutti, discettano su qualche tema d'attualita', magari per segnalare, per dare il proprio contributo alla discussione, o per farsi qualche nuovo amico di penna.
Insomma, un mondo. Un mondo che qualcuno vorrebbe etichettare come "Moda". Attenzione, le mode vanno e vengono, e questa non mi sembra una moda che andra' via. I blog sono una cosa antica (il diario pubblico) resa con mezzi nuovi e potenti come Internet. C'e' il bisogno di comunicare e c'e' la tendenza a farlo in modo immediato, a farlo leggere a tutti insieme e contemporaneamente: questo e' permesso dal nuovo mezzo, ed e' entusiasmante.
L'importante e' come sempre non esagerare (i rischi di polemiche stile "flame" sono sempre in agguato, e le querele valgono anche su Internet), e capire cos'e' e cosa non e' il blog: non e' un giornale, non e' un'agenzia di notizie, non e' un nuovo mezzo commerciale per "fare soldi" con la Rete. E' un diario pubblico, e' un diario ragionato, e' un flusso di commenti, altre volte e' un insieme di sensazioni e di emozioni, spesso personalissime.
Ma comunque non e' una moda.
La guerra, questa guerra
Ho aspettato un po' prima di scrivere della guerra, di questa guerra. Noi occidentali la stiamo vivendo in modo indiretto, alla televisione ed alla radio, mentre c'e' gente che la sta vivendo in modo un po' piu' diretto: sotto le bombe. Sicche', discettare della guerra, di questa guerra, su Internet mi sembrava un po' strano. Si, la Rete, la liberta' di espressione, il giornalismo, le opinioni, tutto molto bello. Pero' quando una nazione getta biombe su civili inermi, mi viene ben poco da dire. Comunque, ero e resto in attesa delle notizie che di ora in ora, in ogni caso, sono sempre piu' drammatiche. Se all'inizio c'e' stato quel blitz che aveva fatto sperare a tutti che l'eventuale cattura o uccisione di Saddam Hussein avrebbe ridotto la guerra a poco piu' che un'occupazione militare, ora siamo al bombardamento di Bassora e, soprattutto, di Baghdad. La seconda realta' e' inquietante, e prelude alla conquista del potere, con l'instaurazione di un governatorato militare americano. Potere conquistato con l'uso della forza.
La cosa che piu' mi interessa, in questo momento, e' cercare di capire la strategia militare che gli anglo-americani stanno seguendo, nell'ipotesi migliore e in quella peggiore. In questo fortunatamente c'e' una certa dovizia di particolari. Gli americani hanno optato, genericamente, su una "guerra lampo". Non volendo ripetere l'errore delle missioni precedenti, infatti, questa volta il piano militare non ha previsto ammassamenti di uomini e mezzi in misura abnorme per "accerchiare" il nemico (come nella Guerra del Golfo del '91, 750.000 uomini) ma un'avanzata piu' "light", resa piu' precisa, da una serie di riscontri singoli, e con pochi missili e mezzi guidati in GPS. Incursioni di nuclei aviotrasportati precedono i movimenti delle unita' terrestri, mentre bombardamenti "chirurgici" fanno saltare le installazioni militari e presidenziali. A valle degli attacchi militari sono previsti gli aiuti umanitari, quasi "contemporanei". In tutto cio' c'e' l'interesse della Turchia, che vuole avere la sua fetta della torta, e soprattutto dei curdi, che aspettano da quasi un secolo l'occasione della loro vita. Gli Stati Uniti sono gia' abbastanza irritati con i turchi, che pero' gli servono, come il pane, sia per lo spazio aereo sia per quello di terra. La base Diego Garcia nell'Oceano Indiano, base degli attacchi perpetrati con i terrificanti B-52, insieme alle portaerei sparse nei mari intorno l'Iraq (in tutto 10 portaerei e diversi sommergibili lanciamissili), non bastano.
Qualche osservazione la vorrei fare, da profano. Questa guerra - unilaterale e preventiva - si dice sia stata scatenata dal petrolio. E' vero solo in parte, ed anche questo si e' chiarito. Si e' detto che gli interessi economici contrapposti hanno pesato, piu' di qualsiasi altra versione data all'opinione pubblica, sulle posizioni dei vari Paesi nell'opporsi o meno alla guerra (la Francia ha fatto le sue scelte anche per questo, e cosi' la Germania, che pero' ha una posizione piu' dipendente dagli USA e soprattutto non ha il veto), e si e' chiarito anche questo. Tuttavia, su due aspetti si e' , secondo me, riflettuto e parlato poco. In primo luogo, dell'enorme peso che gli ebrei hanno in questa guerra. Saddam Hussein, come molti sapranno, e' il principale sostenitore dell'Intifada e fa arrivare enormi flussi di denaro e di supporto logistico a tutti i palestinesi impegnati nella lotta ad Israele (quasi 40 milioni di dollari dall'Intifada). In ogni caso supporta economicamente i kamikaze palestinesi e le loro famiglie. Gli ebrei sono potentissimi in America ed hanno influenza politica ed economica maggiore di quanto comunemente si e' portati a credere. In secondo luogo, e' singolare l'appoggio cosi' plateale della Spagna alla guerra. Spagna che, ricordiamolo, e' governata dal centro-destra ed e' ancora fortemente in simbiosi con il potere cattolico, soprattutto dell'Opus Dei, il cui fondatore e' stato da poco fatto santo. Ma come, proprio i cattolici, dopo l'appello forte e convinto del Papa? Mah.
Bush, intanto, passera' il fine settimana alla residenza di campagna, "Camp David", come sempre. Lui "e' tranquillo". Noi, molto meno.
Segnalazioni del giovedi' e avvisi
Oggi segnalo due articoli. Il primo rende conto delle opinioni del Capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio contro l'attivita' soprattutto del ministro Gasparri per facilitare la diffusione delle antenne di telefonia radiomobile, e il seonco sulle farneticazioni della Fallaci (anche qui). Si, farneticazioni si chiamano. Non perche' siano attacchi, per me non c'e' problema sul tono giornalistico usato, quanto per gli argomenti e le motivazioni del suo j'accuse contro la pace: vecchia megera, la pace e' inattaccabile. Sempre. Anche se puoi avere (e non hai) tutte le ragioni del mondo.
Nei prossimi giorni staro' fuori Roma per motivi famigliari. Il blog quindi non sara' aggiornato per alcuni giorni. Purtroppo non c'e' computer dove vado.
Segnalazioni del martedi'
Oggi segnalo un blog "di guerra", due futuri blog (spero, io ce la sto mettendo tutta), e continuo a segnalare il mio tragicomico non-blog-aggiornamento presso Bloggando/Splinder. Chissa', qualcuno un giorno potrebbe muoversi a compassione ed abbracciare la mia causa. D'altronde, la speranza e' sempre l'ultima a morire.
Il blog di guerra (forse dovrei dire contro ma tendenzialmente lo scopo e' parlarne) e' un'iniziativa di Michele Marziani alla quale ho volentieri aderito. Non tanto perche' mi sembri utile, o importante, il mio contributo al blog in questione quanto per il fatto che un'iniziativa e' poco ma tante iniziative formano una coscienza collettiva. E siccome io sono, come tanti, fermamente convinto che questa guerra (tutte le guerre, ma questa in particolare, in questo periodo storico e con queste prerogative) sia sbagliata ed accuratamente da evitare, penso che qualsiasi cosa si faccia sia ben fatta. Il principio e' valido su internet, come per le strade, come sui balconi.
Sui blog futuri, spero che due mie amiche colleghe di internet si affaccino presto al mondo dei blog. Una l'ho convinta, l'altra pure. E sono due "protagoniste" di Internet. Ve le presentero' a tempo debito, proprio in questi giorni si sta cimentando nella scelta del software indicato. Penso che le consigliero' Blogger.
L'incredibile didascalia del Tiscali Blog
Sulla sezione societa' del blog Tiscali c'e' scritto questo:
"Sempre in prima linea Diventa reporter d'assalto e scrivi il tuo commento sulla crisi irachena e sulle ripercussioni economiche e politiche di un eventuale attacco all'Iraq. Non perdere poi l'occasione di mandarci le tue impressioni sull'ultima mostra d'arte che hai visitato. E se sei un patito del fitness inviaci i tuoi consigli sulla dieta più efficace e sul modo migliore per riacquistare un'ottima forma fisica."
Questo agghiacciante testo se non vado errato non e' un caso, si chiama "relativismo". E' una tendenza in uso nel giornalismo (specialmente internet) degli ultimi anni e mi fa vomitare. Questo relativismo mette sullo stesso piano alcuni sottinsiemi: una guerra con decine di migliaia di civili uccisi, conseguenze politico-sociali nell'area mediorientale difficilmente contenibili, possibili attentati terrostici a capitali statunitensi ed europee insieme all'ultima mostra d'arte ed alle note relative a come fare una dieta efficiente ed esercizio fisico. La prima gravissima rappresentazione della realta' e' relativizzata alla levita' di una mostra d'arte ed alle scemenzuole del fitness. Ma non bisogna prendersela con l'autore che ha scritto queste cose sul sito Tiscali, perche' probabilmente e' un editor di 22 anni che sta studiando Scienze della Comunicazione (Dio ce ne scampi e liberi). Giorni fa leggevo sull'inserto Economia del Corriere della Sera un editoriale ben piu' "autorevole" (di cui non ricordo l'autore, e forse e' meglio). In questo editoriale l'estensore parlava della guerra in termini relativistici, descrivendone il momento migliore in funzione delle possibili conseguenze ed interazioni tra le varie potenze in gioco. La guerra non come uccisione di persone e aggressione preventiva ad uno Stato, ma come evento economico.
Cosi', arriviamo alla fine del mio ragionamento (relativista, ovviamente). Il filo conduttore di questo tipo di giornalismo pare essere un classico del peggiore istinto dell'uomo: la mancanza di rispetto verso la vita. Se non c'e' rispetto per la vita umana, non si assume importante anteporla a qualsiasi motivazione ideologica, sociale o religiosa. Se non c'e' rispetto per la vita umana, sul proprio blog potrete "mandare il vostro commento sulla crisi irachena e sulle ripercussioni economiche e politiche di un eventuale attacco all'Iraq, e non perdete poi l'occasione di mandare le vostre impressioni sull'ultima mostra d'arte!"
L'Afghanistan ha la propria estensione internet
Il regime taleban aveva proibito Internet: da ieri la regione afghana ha il suffisso .AF, sotto dns Onu. Mi sembra una buona notizia. La Rete ha potenzialita' che travalicano qualsiasi contrapposizione ideologica, religiosa, sociale ed e' un'istanza di civilta'. Probabilmente, qualsiasi organismo nazionale e internazionale, dovrebbe far si' che le popolazioni, una volta risolti problemi primari, possano accedere alla Grande Biblioteca Mondiale. E ce ne sono ancora moltissime che non conoscono Internet o non possono accedervi liberamente.
Che simpatico spam!
From: Vanessa < vanessa3009@libero.it > To: #recipient# Subject: Scusa il ritardo.. eccoti l'indirizzo! Sender: Vanessa <vanessa3009@libero.it>
Ciao, scusa il ritardo con il quale ti scrivo! Spero che l'indirizzo email sia corretto... Comunque ti do l'indirizzo che mi avevi chiesto per scaricare gli mp3 gratis! Mi raccomando non darlo a troppe persone senno fa la fine di Napster.. Eccolo: http://members.lycos.nl/marcomp3/ http://members.lycos.nl/marcomp3/ A presto e scusa ancora, Ciao ciao
Commento: fatto bene eh? E' in buon italiano e simula un invito assolutamente verosimile. Quante persone ci sono cascate... Comunque il sito ora e' stato disattivato. Chissa' che c'era... diciamo che lo posso immaginare.
Giornalisti sioux
Ducati: Di Biagio l'ascia l'incarico di amministratore delegato (KwMotori)
L'ascia di guerra? mah...
Verso la guerra
Iraq: Usa-Vaticano, Laghi 'Papa molto molto preoccupato';
(ANSA) - WASHINGTON, 05 MAR - Il Papa e' 'molto molto molto preoccupato' per la prospettiva di una guerra in Iraq, ma ha anche 'molta speranza': l'ha detto il cardinale Pio Laghi. Il Papa,ha spiegato Laghi in una conferenza stampa dopo avere incontrato il presidente americano Bush,e' preoccupato perche' una guerra avrebbe'conseguenze di distruzione soprattutto per il popolo iracheno, di destabilizzazione del Medio Oriente e di divisione fra l'Islam e la Cristianita''. Per Laghi si tratta 'di un nuovo golfo' tra Islam e Cristianita'.
Pannella & Kharrazi
L'Iran ha intanto presentato all'Iraq un piano per la soluzione pacifica della crisi che prevede un referendum con la supervisione dell'Onu per instaurare un nuovo regime a Baghdad. Lo ha detto il ministro degli Esteri Kamal Kharrazi. "Noi pensiamo - ha detto Kharrazi, citato dall'agenzia Irna - che questa sia l'unica soluzione per un cambiamento pacifico di governo in Iraq, ciò che consentirebbe di prevenire una guerra nella regione". Soltanto il popolo dell'Iraq, ha aggiunto il ministro degli Esteri iraniano, "può decidere del suo futuro", appunto attraverso un voto. Il nuovo governo, secondo Kharrazi, dovrebbe essere una coalizione multietnica, in cui "tutte le minoranze, le tribù e le religioni avrebbero una rappresentanza". Esso dovrebbe inoltre "tenere in considerazione la buona volontà dei Paesi vicini". A questo proposito, Kharrazi ha detto che l'Iran "accoglie con favore" il voto del Parlamento turco contro la proposta di usare il territorio nazionale per un attacco all'Iraq. Lo riferisce Kwnews
Tutto cio' assomiglia abbastanza a quanto va dicendo Pannella da qualche settimana. Non ho mai sopportato politicamente Pannella, soprattutto per le sue posizioni abortiste e antiproibizioniste. Tuttavia non e' stupido, e di democrazie e dittature ne capisce: questa volta ero e rimango d'accordo con lui. Uno dei modi per risolvere il problema Saddam puo' passare attraverso il principio di autodeterminazione dei popoli (quello che a sproposito richiamava anche Bossi all'inizio dell'avventura secessionista della Lega). Non e' che uno dei modi (e la guerra non e' che il modo sbagliato).
Coltellino svizzero

Nella homepage di Alinghi c'e' un flash molto carino, un coltellino svizzero che nelle sue dotazioni svela una minicoppa America.
Ebbene, signori, la storia della vela ha un capitolo in piu': Alinghi, condotta dal plurivincitore neozelandese Russel Coutts -ironia del destino- ha imposto il temuto 5-0 su Team New Zealand, il "Defender", il team favorito, i vincitori imbattibili, con tutta la Nuova Zelanda a dar loro sostegno. Ha perso la Coppa America, che torna in Europa. Ernesto Bertarelli (a sinistra nella foto mentre alza la coppa), patron di Alinghi, romano di sfizzera e miliardario nel campo del biotech ha coronato il suo sogno. Ed in fondo anche un po' il nostro: siamo tutti compaesani. Con Luna Rossa, noi italiani ci eravamo rimasti tutti un po' male. La Svizzera ci ha ridato un po' di buon umore, con la speranza, ovviamente anche di notevole valenza economica, che la prossima coppa si svolgera' in acque italiane. La cosa non verra' decisa solo da Bertarelli, ma anche dal challenger of records, ovvero lo sfidante della LVC: Ebbene si, Larry Ellison, il boss di Oracle, patron della barca che e' arrivata seconda contro Alinghi. Non nutro particolare simpatia per Ellison, che le cronache descrivono come uomo arrogante, egocentrico e ossessionato dal successo che persegue e insegue fino all'eccesso. In ogni caso, something happens ;-)
Alinghi a un passo dall'impresa storica
Ebbene si, anche io sono tra quelli che passano le notti insonni davanti a Rai Due a vedere le regate...sob. Stasera e' storica. Siamo a un passo dall'Evento, quello con la E maiuscola: Alinghi potrebbe fare il 5-0 e portare a casa la vittoria. Mai nessuna nazione europea ha vinto la Coppa America. Non solo questo basterebbe a rendere storica l'eventuale vittoria del team svizzero, ma c'e' anche il fatto che, siccome la Svizzera non ha mare (.........) e la Coppa si disputa a casa del vincitore, probabilmente la prossima Louis Vitton Cup si svolgera' davanti alle coste italiane (probabilmente l'alto Tirreno), o a quelle francesi. Niente piu' notti insonni, e soprattutto la possibilita' di vedere da vicino le barche, i match race.... fantastico!
La foto di oggi e' relativa alla nuova Ford Focus "C-Max", che trovo molto indovinata dal punto di vista del design. Gia' si prospetta un buon successo per lei, la base e' quella della Focus, la media piu' venduta in Italia (la TDI dal 1997, quella che la Stilo "doveva stracciare" in pochi mesi, secondo le poco accorte dichiarazioni Fiat prima della Grande Crisi), in grado di battere la concorrenza delle monovolume di classe media: e se qualcuno e' ancora convinto che la linea di una macchina non conti troppo...
Intanto la guerra all'Iraq pare sempre meno evitabile, purtroppo l'opinione pubblica mondiale non sembra riuscire a fermare le voglie egemoniche americane. Nella mia rassegna stampa di oggi segnalo un articolo delle Nazioni Unite sul disastro umanitario che la guerra provocherebbe (fonte Ansa) molto interessante. Anche perche', tra le altre cose, la portavoce dichiara che non e' affatto vero che l'ONU sta evacuando o ha evacuato il proprio personale in Iraq in vista di un attacco, come invece riportato da alcuni tg nostrani.
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