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Luciano Giustini weblog
Cibo per la tv...
"Intanto, sui nomi del nuovo cda della Rai si susseguono le indiscrezioni e le polemiche sulla procedura adottata per individuarli. Secondo l'Ansa, Mario Resca sarà con ogni probabilità il candidato alla presidenza del nuovo cda della Rai. (...) Resca è presidente della camera di commercio americana in Italia, è stato licenziatario di McDonald's per la Lombardia e presidente di Mc Donald's Italia." (Kataweb)
Mi sento male. (neanche ho ancora mangiato da McDonald's)
Capite che chi e' stato presidente di una multinazionale che deliberatamente frantuma i fegati e i sistemi cardiovascolari di milioni di persone e ci si diverte anche non possa, per definizione, apportare un grande contributo alla tv pubblica italiana. Ora la domanda che ci facciamo e' la seguente: la visione di un tal manager puo' peggiorare l'opera di un Presidente emerito della Corte Costituzionale (il piu' giovane della Repubblica!) ovvero Baldassarre oppure no?. Mangeremo male, vedremo peggio.
Ciao Albertone...
Leggermente in ritardo...
Va bene, questo finesettimana mi aggiorno anche io sul Blog aggregator. Non e' che qualcuno ha un riassunto? %-)
Intanto, Filippo Diotalevi aggiunge un altro capitolo alla saga della nuova Panda: a lui piace. Aho, i gusti son gusti (sigh). Ne approfitto per mettere questa godibilissima vignetta di Bucchi pubblicata su Kataweb.. In effetti, come segnala Filippo, ci sono ben altre novita' in arrivo da mamma Fiat, tra cui l'erede della Duna (definizione mai piu' calzante giacche' presumo che sia proprio la pronipote della nostra mitica) e l'Ulysse. Quest'ultima in realta' non e' proprio nuova, giacche' e' sul mercato da qualche mese. Peraltro, deriva da una joint-venture con Citroen e Peugeot che hanno a listino due monovolume della stessa famiglia, ed ha come "cugina" la Lancia Phedra, molto riuscita.
Comunque, Quattroruote di questo mese (Marzo) ha un titolo di tale tenore per l'articolo dedicato alla nuova Panda: "Era la Panda, ora e' un minivan". Certo, e' un furgoncino pero' e' bellissima...! Vabbe', aspettiamo di vederla per strada. Io intanto vado a prenotare una Panda. Quella attuale ovviamente... magari 4x4, e la tengo cosi', tanto per ricordarmi una delle macchine Fiat piu' riuscite degli ultimi vent'anni..
Le novita' Fiat, 2
Devo dire che il mio post sulla "Nuova Panda" ha suscitato qualche reazione, giacche' i commenti sono stati diversi..(ne ho raccolto due diversi, sotto). Comunque ad onor di cronaca devo dire che non tutti i nuovi modelli Fiat che verranno a mio parere sono brutti, anzi. Ne e' un esempio la "Mpv" (il nome verra' svelato solo durante il Salone di Ginevra che apre fra poco) ovvero la Punto "multi purpose vehicle" (altre foto qui), che mi sembra ben riuscita esteticamente. Il fatto e' che, appunto, un modello come questo e' di nicchia, per dire, mentre la macchina che andra' a sostituire in un colpo solo Panda e Seicento rivestirebbe un'importanza strategica ben maggiore. Mah. Certo, comunque sara' il mercato a decidere, eppure mi sembra che poteva essere fatto ben di piu' sul design. Se e' vero che Giugiaro e' diventato il consulente privilegiato delle prossime Alfa Romeo, perche' non chiedergli un qualche parere anche per le prossime Fiat? Magari sulla Nuova Panda, sarebbe stato meglio (IJMHO). :-)
Le novita' Fiat che ci aspettano
Beh, quella che vedete a fianco e' la nuova Panda. Non la trovate orribile (altre foto qui)? Io la trovo orribile. Una specie di brutta copia della "Opel Agila", gia' piuttosto brutta di suo. Questa auto andra' a sostituire la gloriosa Panda, un'auto disegnata da Giugiaro nel 1980 con una linea anticonvenzionale e unica, perfino elegante, che ha saputo arrivare fino a noi grazie allo stile pratico ed alla semplicita' costruttiva. Ok, sostituira' anche la "Seicento" e di questo nessuno si lamenta. Ma perche' sostituire la Panda, l'auto piu' venduta della Fiat, con questa macchina cosi' convenzionale e bruttarella? Perche' alla Fiat fanno errori di questo tipo? Possibile che nessuno abbia ancora capito dalle parti del Centro Stile Fiat (sigh) che le macchine devono prima di tutto essere belle o almeno piacenti? Non vorrei essere disfattista, ma mi sembra una scatola con le ruote, nessun guizzo, nessun'arte, nessuno stile. Almeno la nuova Lancia Y ("Ypsilon") e' originale, non so se sara' bellina come sembra in foto, devo prima vederla su strada, le Lancia recenti sono una peggio dell'altra (eccetto la "Phedra"). Secondo voi avra' un grande successo la nuova Panda? O verra' inghiottita dalle novita' in arrivo da altre Marche ben piu' attente allo stile rispetto alla Fiat (la futura Citroen "C2", oltre la gia' vendutissima "C3", la "Matiz" disegnata guardacaso da Giugiaro, ecc.)?
Le novita' annunciate non finiscono qui. Il Gruppo Fiat sta presentando diversi modelli, tra cui alcune Alfa Romeo nuove o ristilizzate. Purtroppo, anche all'Alfa hanno un Centro Stile.. Ora, poiche' Walter da' Silva, il designer che ha creato i modelli della rinascita Alfa ("156", e soprattutto la bella "147") e' emigrato al Gruppo VW, hanno pensato di estendere le intuizioni geniali che hanno fatto vendere questi modelli a tutti i modelli in produzione, mettendoci le mani loro: cosi' adesso le prossime Alfa 156 e 166 avranno TUTTE il frontale della 147, un po' distorto e sgraziato quel tanto che basta a rovinare quelle proporzioni che i vari designer avevano faticosamente trovato. All'Alfa devono aver pensato "se piace cosi' tanto il frontale della 147 lo mettiamo a tutte le Alfa in produzione"! Toglietegli la matita, vi prego. Sulla 166, in particolare, sta venendo un mix orrendo (vedi foto sul sempre aggiornato Autoscoops.tk). Nel frattempo, neanche alla 147 risparmiano di metterci le mani: non contenti dello sfacelo compiuto sulla "GTA" (sulla quale una linea elegante e sportiva e' diventata una macchina cafona e roboante, l'esempio dell' Audi "S3" e' rimasto ahime' molto lontano), adesso hanno in animo di fare una serie di modifiche alla 147 sfruttandone il successo (su Quattroruote le auto in arrivo): forse riesce il colpo per una coupettona, ma e' disegnata da Bertone, (tra l'altro, con lo splendido prototipo "Brera" con motore Maserati cosa aspettano?) ma ci sono alcune versioni con caratterizzazioni sportive stile MG-Rover "ZR" per cui i commenti sono superflui.
Commenti
.mau. (mau@despammed.com) on Monday, February 24, 2003 at 09:40:30
A me non dispiace. E` vero che a me non dispiaceva ai suoi tempi la Ritmo, e a me *piace* la Multipla, quindi sono un tipo un po' strano. Posso aggiungere che pero` la Seicento non piace nemmeno a me :-)
Ciao, .mau.
Andrea (buoso@libero.it) on Monday, February 24, 2003 at 10:35:25
Bè, se è per quello, su KW motori ho visto altre due ciofeche Fiat: la "Albea" (cos'è? la nuova Marea?) e la Punto MPV (che non so che sigla sia)
Elettrosmog, il decreto attuativo poco onorevole
Nel 2000 la Regione Toscana approvo' un regolamento che prevedeva l'inserimento dei limiti CEM di 0,2 microtesla per gli elettrodotti e di 0,5 volt/metro per le antenne di telefonia cellulare. Durante il governo Amato, nel 2001, i Verdi e l'allora Ministro dell'Ambiente "Tex" Willer Bordon, si mossero per un decreto attuativo che estendesse questi limiti a livello nazionale. Bordon si rese famigerato anche per l'attacco a (l'emittente di) Radio Vaticana/Radio Maria, vanificando in parte il lavoro svolto dalle commissioni tecniche del Ministero della Sanita', giacche' si perse tempo prezioso con quel, seppur importante, particolare invece di concentrarsi sulla ben piu' delicata questione dell'elettrosmog nazionale. Che, infatti, a distanza di due anni, il governo di centrodestra ha sistemato da par suo colmando il vuoto legislativo: il fantomatico Altero Matteoli ha alzato tutti i limiti "fotografando", di fatto, la situazione attuale (portando il limite a 10 microtesla e 6 volt/metro) invece di obbligare Enel, soprattutto, e in parte anche i gestori di telefonia mobile, a modificare alcuni impianti o a rivederne l'ubicazione. Non solo ha ignorato tutti i dati dell'OMS e della Sanita' che mostrano che gli elettrodotti a bassa frequenza (50Hz) nelle vicinanze di abitazioni civili hanno una relazione con l'insorgenza di patologie tumorali e leucemie, ma ha anche tradito il suo mandato come Ministro dell'Ambiente (?) in quanto ha avallato il decreto salva-antenne del suo collega, l'ineffabile Ministro delle Comunicazioni (nel senso che ama comunicare) Gasparri. In particolare si vedano come riferimento generale il sito Elettrosmog.org, l'articolo del Corriere della Sera sul decreto attuativo, e il commento stampa di Legambiente.
I mesi delle chiusure (webzine e dintorni)
L'editoria online professionale sta passando un periodo di grave crisi. Diciamo pure che tende a scomparire. Ok, questa dovrebbe essere una provocazione. Comunque, la domanda e': fino a quando? C'e' un che' di sfiga in questo periodo, comunque non passa giorno (vabbe', non passa settimana) che non arrivi notizia di qualche testata online che chiude, o sta fallendo, o sta ridimensionando la redazione per mancanza di finanziamenti, o di pubblicita', ecc. Ha aperto le danze "Il Nuovo" sempre sul filo dell'incongruenza economica, poi e' defunto Cww dopo aver fatto male i conti (la sua vicenda e' stata ben raccontata da Mantellini), e Salon.com sta in crisi nera (e non da ora), anche io non mi sento molto bene (parafrasi di Woody, scherzo!).
Giusto in questi giorni arriva sul mio notebook l'ennesima, brutta, storia del fallimento di un giornale (Punto.com). Si dice che sia dovuto al calo della pubblicita'. Senza dubbio. Si dice poi che sia stato affondato da Luigi Crespi. Puo' darsi. Ma, polemiche a parte, non penso che siano solo questi i motivi di tante chiusure, Puntocom e anche di altre testate.
Volgiamo lo sguardo alla situazione della carta, e leggiamo ad esempio che la Gazzetta e il Corriere della Sera vanno bene. E notizie non molto diverse si hanno anche per altre testate cartacee: l'informazione cartacea, a quanto pare, regge bene, al calo dei consumi e della pubblicita'. Ok, ma.. la pubblicita' e' solo su internet che e' letteralmente crollata. Gia' di norma la rete e' lontana dal generare utili, per le aziende, figuriamoci per quelle editoriali che basano per definizione la loro sopravvivenza sulla pubblicita' e sulla vendita dei contenuti (anche quest'ultimi sono crollati). Nell'articolo, di Prima Comunicazione, si assume che, nello specifico caso, il successo sia dovuto al direttore (della Gazzetta) e agli investimenti (sul Corriere). Senza dubbio il direttore di Gazzetta e' bravissimo, ma non penso sia solo questo. Ho una mia teoria al proposito. Non e' suffragata da dati certi ma solo da impressioni da "osservatore":
Il numero dei lettori "cartacei" cresce o non si riduce per due motivi: il progressivo alfabetismo della popolazione unito al maggior tempo libero, e l'attenzione ai fatti accresciuta negli ultimi tempi. Il numero di lettori online, invece, non cresce (o si riduce addirittura) perche' ha raggiunto una quota media che non si rinforza: in altre parole, anche se Internet cresce ad un ritmo serrato, i lettori di testate web non fanno altrettanto. Dei navigatori vecchi e nuovi, quelli che leggono riviste online con assiduita' sono pochini, specialmente in Italia (che e' il Paese europeo dove si leggono meno quotidiani). E tra i pochi che leggono online con assiduita', quelli disposti a pagare per continuare a farlo sono ancora di meno (tra il 10 e il 20%, a seconda delle stime). Insomma, la pochezza di pubblicita' online da una parte e di lettori (paganti e non) dall'altra generano il fallimento dell'editoria online. Fine della teoria.
La pratica e' un po' diversa. Per fortuna, di realta' editoriali online amatoriali ma professionali ce ne sono parecchie. I conti, pero', non tornano comunque. Qualsiasi conto, su internet, non torna, ed e' questo che attira la mia attenzione. Non tornano ne' i conti dei "catastrofisti" (rimarranno solo portali di notizie un tanto al chilo tipo News2000), non tornano quelli dei "sognatori" (le news in rete saranno totalmente autogestite; leggeremo solo Google News invece di NYT e amenita' del genere). Nemmeno quelli dei "markettari" piu' oltranzisti (business plan blindati di vortal editoriali con notizie vendute a tutti, giornali e lettori). Quindi, non "si capisce come funziona l'aggeggio": sebbene tutti credano nell'informazione e l'editoria online, la domandona che ci assilla e' sempre la stessa: qual e' la via per poterlo fare senza doverlo necessariamente industriare come un "hobby professionale"? Va bene che l'editoria di qualita' e' quasi sempre un prodotto semiartigianale, ma insomma...
P.s. Poiche' ho ricevuto alcune mail nelle settimane scorse sulla "vita" di Beta, preciso che Beta ben difficilmente puo', diciamo, "rischiare di chiudere", essendo stata progettata quando internet non aveva alcun tipo di ritorno economico: e' amatoriale e non basa la sua sopravvivenza su finanziamenti o esborsi economici (sebbene abbia chiaramente delle spese vive, che si cercano di contenere).
Segnalazioni
Oggi ho scoperto un sito che non conoscevo e che inseriro' subito nel mio paginone di partenza (o bookmark per gli anglofili): si tratta di La Voce ed e' un portale denso di articoli interessanti. Lo stile e' quello di Telema, Galileo, Caffe' Europa, Boiler, e (pochi) altri portali editoriali italiani che prediligono un'informazione asciutta, fatta essenzialmente di soli articoli, scientifici o di cultura, spesso di approfondimento, talvolta di critica costruttiva, archiviati on modo ordinato e metodico. Bene.
Voglio segnalarvi anche due interessanti articoli su Clorofilla, sul tema della guerra all'Iraq e del ruolo della Cina ora e nel periodo storico: Il fondo. L'Iraq e la truffa del "disarmo" e L'analisi. Ombre cinesi abstract: Negli ultimi due mesi è stata un po' il grande convitato di pietra della scena internazionale. La Cina sembra osservare sorniona l'America che si prepara all'ennesima guerra a Saddam Hussein
Segnalo infine un articolo (il primo di tre annunciati) sul Barbiere della Sera, sul tema della tv e del rapporto che gli autori ed i politici italiani hanno con essa: IL BUIO OLTRE LO SCHERMO (abstract: Wolfgang Michael Achtner, per gli amici Wolf, 52 anni, americano, videogiornalista freelance e collaboratore di varie testate americane ed inglesi ha scritto per il Barbiere della Sera una analisi della televisione italiana. Nel ringraziare Wolf della sua collaborazione, invitiamo i nostri lettori a non perdere questo saggio in tre puntate)
P.s. Ho scoperto di essere incluso nella blogbar di Gnueconomy.
Piano alternativo sotto l'egida Onu
Il presidente francese Chirac e il cancelliere tedesco Schroeder hanno confermato di aver sviluppato un piano alternativo per la soluzione al problema iracheno, che prevede l'utilizzo dei caschi blu dell'Onu e la creazione di un protettorato sotto l'egida delle Nazioni Unite al posto del regime dittatoriale attuale di Saddam Hussein. La proposta sembra molto sensata e intelligente, perche' mette l'Onu sopra le parti e perche' evita il ricorso all'azione militare "spiana-tutto" (ah, bella la favola della guerra che dura pochi giorni, di quel genio di Rumsfeld). Anche se ovviamente non e' soltanto animata da "buone intenzioni", Francia e Germania l'hanno avanzata con dietro una visione politica. Ci sono anche una serie di interessi economici (i rapporti commerciali con l'Iraq) e di opportunita': all'Europa, tutto sommato, della guerra per il controllo del petrolio non frega niente e non vuole neanche parteciparvi, visto che dipendiamo molto poco da quel petrolio, al contrario degli Usa.
In tutto questo il nostro Berlusconi ha perso un'altra occasione per dimostrare di avere un qualche senso di Stato europeo. Sta, invece, proseguendo la sua, sbagliata e dannosa, azione di "convincimento" degli alleati riottosi alle ragioni di W.Bush, ponendo l'Italia come una sorta di (pericoloso) portavoce delle istanze (sbagliate) americane. Alleati che peraltro ricevono Berlusconi con grandi onori, e grandi risate, osservando quanto sia patetico con quella sua aria da grande statista che gira l'Europa credendo di essere convincente. Il nostro, purtroppo non accorgendosi di essere una marionetta in mano a poteri piu' grandi di lui (anche se non lo capisce, essendo limitato), genera un senso di leggerezza e ironia che non si confa' al triste momento della storia che stiamo vivendo. Con Putin si raccontano barzellette invece di affrontare la pericolosa e anacronistica "idiozia di guerra" che il Ministro della difesa Rumsfeld ogni giorno di piu' mostra di possedere. E gli americani (intesi come popolazione) ormai sembrano rassegnati a fare un'altra, inutile, sporca, guerra.
Perfino un "moderato" come Colin Powell si e' assunto l'onere di dire spavaldamente agli altri "chissenefrega di quello che pensate, noi andiamo la' e spacchiamo tutto, se non ci autorizzate lo facciamo da soli". E ha mostrato prove piu' o meno convincenti che l'Iraq sia pericoloso. Gli americani sono degli ingenuoni, si sa, e forse Powell si aspettava che tutti facessero "oooh, ma sterminiamoli tutti". Cosi' ovviamente non e' stato, e la "vecchia" (per alcuni "saggia") macchina politica europea non ha cambiato di una virgola il suo proponimento di evitare guerre preventive. Se Saddam Hussein fosse un po' piu' furbo (non dico che non lo sia, dico se lo fosse di piu' di ora), andrebbe al Palazzo di vetro e mostrerebbe le prove che l'America sta cercando di fare una guerra al solo scopo di controllare meglio e di piu' le risorse petrolifere del Paese, come Powell mostra le prove che l'Iraq sta costruendo armi di sterminio. E' un'idea che mi e' venuta, perche' le prove ci sono, ovviamente. A quel punto sarebbe la parola di un governo contro la parola di un altro. Sarebbe davvero interessante vedere le reazioni! Ma sarebbe comunque inutile.
Giacche', per quei pochi che ancora non l'hanno capito, Bush e la sua amministrazione, la guerra all'Iraq, l'hanno gia' decisa da mesi. Un giornalista ha scritto, "per portare a termine il lavoro di Bush padre, che almeno aveva avuto il buon senso di ottenere un consenso mondiale sul'operazione, e che partiva dall'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq, cioe' da un motivo valido e verificato." Rimane solo qualche dubbio sui tempi. Ma Rumsfeld sta dipanando anche quelli. Da par suo, ovviamente.
Note di disgusto
Sono senza parole per la tragica esplosione dello shuttle spaziale "Columbia", della morte dei suoi 7 astronauti, tra cui il primo israeliano nello spazio. Peraltro, e' singolare notare che si chiama "Palestine" la localita' sopra la quale si e' verificato il disastro. E la localita' si trova in Texas, lo stato di Bush jr. I giornalisti naturalmente hanno chiamato queste cose "ironia del destino" o "coincidenze suggestive".
Sono comunque profondamente disgustato dalla guerra "preventiva" all'Iraq che l'America e Israele stanno cercando di fare a tutti i costi che siano giusti i motivi o no. Le 3 B: Bush, Blair, Berlusconi, tragicamente uniti nel non vedere il macroscopico errore (di merito e di metodo) nel perseguire questa strada. Cito questa frase di Sodano, segretario di Stato Vaticano: "E' saggio irritare un miliardo di islamici?". Se lo chiede un vescovo cattolico!
Sono disgustato dalla riconferma del colonnello Ariel Sharon alla guida dello Stato ebraico, anche se si sapeva gia'. Gli ebrei non hanno imparato niente ne' dalla loro storia recente ne' da quella passata.
Sono altresi' profondamente turbato dal taglio degli articoli giornalistici di questi giorni: "sara' una guerra lampo, i primi due giorni saranno sganciate 3.000 bombe, poi il controllo del Paese...". "Il numero di civili abbattuti sara' limitato e..." . "I mercati reagiranno bene perche'..." . E via altre stupidaggini di questo tenore.
Soprattutto, non credo molto alle coincidenze.
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