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Luciano Giustini weblog
Varie, tutte insieme, tutte oggi
Oggi sto in casa, sto in vacanza e quindi invece di fare cose noiose mi dedico alla lettura dei miei autori online preferiti. Tie'! (ma dopo dovro' fare jogging, sob). Nei miei sentieri preferiti c'e' Paolo Attivissimo, detto nomen omen per via della inquietante correlazione tra la sua frenetica attivita' divulgatrice e il cognome. Paolo ultimamente ha raggiunto un buon compromesso tra precisione scientifica e leggibilita' per i non addetti ai lavori, e si fa leggere sempre molto volentieri anche da persone come me, tendenzialmente molto critiche nei confronti di chi scrive di cose tecnologiche. L'articolo "UMTS: Urgono Modestia e Tariffe Sensate" in particolare e' saggio. Tuttavia mi sento in dovere di muovere dei piccoli appunti a Paolo il quale esamina le cose armato del suo buon senso. E' certamente vero che l'Umts e' ritardato sempre di piu', ma solo che di ritardo si tratta (come ampiamente previsto), non che e' indice di un flop (purtroppo...); e' verissimo che le nubi sul Mobile commerce sono in realta' cumulonembi con grandinate, ma le previsioni invece sul Mobile gaming sono rosee (vedi piu' oltre: target); poi, se le previsioni per il 2003 per il mercato delle telecomunicazioni sono pessimistiche, e' pur vero che la crescita stimata e' sempre un ottimo 10%; infine non e' vero che l'italiano non stia ingrassando il mercato, anzi tutt'altro. I dati indicano purtroppo risultati diversi da quelli che ci si aspetterebbe e il motivo e' presto detto. Sebbene per noi "razionali" gli Mms, la Videotelelefonata, la videochat e in ultimo la Fotografia digitale su telefonino sembrino scemenze per rinnovare i telefonini e per spingere il pubblico verso tariffe piu' alte e servizi "evoluti", le vendite invece dimostrano che esse sono molto apprezzate, e che gli operatori stanno semplicemente spianando la strada ai nuovi terminali 3G. Nell'ultimo mese i terminali dotati di Mms, schermo a colori e fotografia digitale sono stati i piu' venduti in assoluto (fonte Telefonino.net). Perche' cio'? Perche' ho la netta sensazione che il target della telefonia mobile dell'ultima generazione non siamo tanto noi "utenti evoluti" quanto la fascia di giovani in eta' compresa tra i 15 e i 25 anni. I quali sono letteralmente bombardati dalla pubblicita' moltiplicata in ogni dove (dalla tv ai giornali alle sponsorizzazioni, ai negozi, ai giochi, alle televendite, ai gnocca-spot, ai cartelloni abusivi in quarta fila, e chi piu' ne ha piu' ne investe e ci ricopre) e ne risentono a tal punto da considerare "cool" il possesso di telefonini dell'ultima generazione dotati delle miraboliche invenzioni dei markettari. Questi ultimi, infatti, sanno benissimo che l'esigenza principale di questa fascia di eta' e' comunicare, in forma frizzante, nuova, simpatica, colorata, magari insulsa, ma farlo. A differenza degli "utenti evoluti" (noi, probabilmente la minoranza) che preferisce farlo efficientemente ed in modo semplice. C'e' il fatto, non secondario, che anche i ragazzini hanno la capacita' di spesa necessaria per comprare tali telefonini, che poi non e' altro che parte dello stipendio dei genitori. Solo che i genitori, loro, non li comprerebbero mai, mentre i ragazzi sono molto piu' malleabili ai richiami della pubblicita'. Ecco perche' il target sono loro. Conclusioni: non e' vero che Umts sara' un insuccesso. Lo e' in teoria e in logica, ma la pubblicita' lo fara' diventare un successo: il tutto nelle peggiori tradizioni consumistiche.
E, per rimanere nelle interessanti peregrinazioni di Paolo, si', anch'io mi ero accorto dell'agghiacciante aumento dello spam. E questo documento di Bbc del 6 novembre scorso conferma appunto che non e' un'impressione ma e' vero. C'era qualcuno tempo fa che diceva che spam uguale liberta'. Agghh..
Lo avevo detto qualche giorno fa, e ora passo ai fatti. La Pizia, mi da' conferma che posso mettere online in forma Html le sue leggi di Murphy sui blog e quindi lo faccio: sono qui. Leggetele e riconoscetevi tutti. :-)
Willy Molco
Pochi probabilmente lo ricorderanno, ma a me ha colpito la notizia che e' morto Willy Molco, giornalista del Tg1. Ne da' notizia Rai News 24 con una breve biografia. Molco lo seguivo nella rassegna stampa della notte su Rai 1, quando intervistava sempre qualche personaggio autorevole (o famoso) del mondo del giornalismo, e per questo avevo imparato ad apprezzarne alcuni tratti salienti: lo stile sobrio, pacato ed insieme pungente e preciso, ma sempre amabile. Era un giornalista molto stimato.
Buon Natale a tutti!
"Un Natale un po' fiacco" effettivamente. Ce n'e' ben donde.
Emergenza PeaceLink
Mi ricordano un po' le querele miliardarie (in lire) o milionarie (in euro) che arrivano ai giornalisti quando dicono qualcosa di scomodo. Certo, qualche volta e' anche perche' dicono qualche stronzata, ma la peercentuale tende a scendere. Ecco piovere su Peacelink, una associazione tra le piu' schierate in difesa della pace, senza fini di lucro, online dal 1992 (novantadue), ed autorevole, una richiesta di risarcimento che sembra ridicola, se non ci fosse niente da ridere. Il testo dell'appello e link per approfondire:
Emergenza PeaceLink
Chiesti 50.000 euro di danni per la pubblicazione su internet di un appello ambientalista gia' diffuso su altri siti. L'associazione rischia di chiudere i battenti e chiede solidarieta' alla societa' civile. Il futuro della piu' antica esperienza italiana di volontariato dell'informazione in rete si decidera' nell'aula di un tribunale, a partire dalla prima udienza del 18 febbraio 2003. Lanciata una campagna di solidarieta' per il sostegno all'associazione e il contributo alle spese legali.
Esprimi la tua solidarieta' all'associazione PeaceLink
Per contatti e informazioni: http://www.peacelink.it/emergenza
Carlo Gubitosa - 3492258342 - c.gubitosa@peacelink.it
Regali di Natale (scarsa fantasia e un Palm)
Ebbene, alla fine i regali che ho fatto sono stati tutti libri. E un Palm. Si, il Zire mi fa storcere un po' il naso, ma va bene cosi'. L'importante e' che si diffonda. Il problema tuttavia e' un altro: ho comprato piu' libri per me che per i regali! Che vergogna.. lo sapevo che finiva cosi'. In libreria boffonchiavo cose tipo "Uh, questo e' quello che cercavo" (per me...). Ci sono due regole auree quando si regalano libri: la prima e' che i libri da regalare devono piacere al destinatario e non al mittente (sicche' ho molti libri da leggere e pochi da regalare)
La selezione e' stata questa:
- Mercanti di futuro. Utopia e crisi della Net Economy, di Carlo Formenti (direttore del nuovissimo Quinto Stato)
- Origine e fine dell'universo, di Margherita Hack
- Dodici settembre. Il mondo non e' al punto zero, di Tommaso Padoa Schioppa
Tre libri a cui si sommano gli altri della colonna di questo blog. Ne ho ordinati anche altri due, che pero' devo ancora leggere. E questa e' infatti la seconda regola aurea: regalare un libro solo dopo averlo letto. Quindi vi sapro' dire...
Johannes Vermeer
Pochi forse conoscono Vermeer, il grande pittore fiammingo la cui vita, a meta' del 1600, fu un mistero, ma i cui dipinti sono tra i piu' affascinanti e particolari del periodo ed in assoluto. Pochissimi, presumo, sanno poi che sono un grandissimo appassionato del pittore. Il 17 gennaio 2003 verrà ufficialmente inaugurato a Delft il sito web che permetterà di visitare un modello virtuale della casa in cui abitò Vermeer. La costruzione originale, a Delft, venne distrutta nel XIX secolo e al suo posto sorge oggi una chiesa. Grazie e un minuzioso lavoro di ricerca e a programmi in 3d e' stato possibile ricostruire sia l'abitazione sia lo studio. L'evento verrà presentato al pubblico nella chiesa Maria van Jesse, che occupa il luogo originale. Ve ne daro' sicuramente conto, sperando di avvicinare qualcun altro alle sue opere. Esistono due siti di riferimento per Vermeer. Il primo e' sicuramente Kees Kaldenbach, il secondo e' Roy Williams Clickery, esaustivo. In questo sito, invece, che e' l'Istituto di Industrial Design dell'Universita' degli Studi di Delft, tutti i dettagli del progetto.
Primo tagliando
Dunque, ho avvertito amici e colleghi, ho rimesso a posto i link, ho aggiunto i nuovi blog nei sentieri, ho aggiornato shinystat, ho cambiato i dati su linkshare (anche se non funziona piu' bene), ma ho anche letto le "leggi di Murhpy per i blog" della pizia (vere!), non ho risposto ai "Bentornato!" che mi sono giunti - lo faccio qui: Grazie a tutti! - e infine mi sto ancora aggiornando su cio' che e' successo nella blog-rete in queste due settimane. Puff...
L'unica cosa che non riesco a fare e' aggiornare la scheda su Bloggando. Sono gia' due volte che gli scrivo (in due mesi, non in due giorni) perche' dal sito non si capisce come si fa. Soprattutto non si capisce *se* si puo' fare (da soli), ma sospetto di no. Non rispondono...
Con colpevolissimo ritardo segnalo La petizione in difesa della Naming Authority promossa da Bertola e Maurizio Codogno. Ormai la petizione e' stata presentata ma vale la pena di leggere storia e iniziative intraprese per questo importante organo di regolamentazione dei domini ".it". Intanto Maurizio ha scritto un articolo su Beta sull'argomento Fatemi sapere che ne pensate.
Ritorno da due settimana di "buco"
Venerdi' 6 Dicembre il mio sito, insieme al mio blog, sono scomparsi. VeriSign, Inc. infatti ha deciso che ilss.net non era piu' mio (pur avendo pagato regolarmente), e l'ha reso "libero". Stranamente e' stato prontamente registrato da terzi (eppure non mi sembra un nome cosi' appetibile). Bello. La stessa cosa e' accaduta per altri due domini che avevo registrati. "Avevo" nel senso che ora "sono" intestati a persone che hanno sfruttato il grave errore di VeriSign, Inc. per registrare questi nomi intestati a me. VeriSign, Inc. naturalmente sta verificando, ma mi ha comunicato che comunque essendo registrati ad altri loro non potranno fare nulla. Tutto molto professionale. Registrero' sicuramente ancora domini con loro.
Comunque, non tutto il male viene per nuocere, anzi. Ne ho approfittato per creare un settore di Beta che possa accogliere non solo l'homepage mia e il blog ma anche quelle degli altri redattori che volessero utilizzare lo spazio messo loro a disposizione.
In conclusione, la mia homepage ha un nuovo indirizzo: http://people.beta.it/lgiustini e cosi' anche il mio blog ha cambiato "casa": http://people.beta.it/blog
Aggiornate i vostri bookmark (e per amici e colleghi c'e' il mail di aggiornamento) e scusate l'inconveniente. :-)
Rapporto Censis
Oggi e' uscito il Rapporto Censis annuale che fotografa la situazione italiana.
"Siamo una bella cartolina. Bei borghi antichi. Buon cibo. Vestiti eleganti. All’estero ci ammirano. Di più, ci invidiano. Il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine ha raccontato che il cancelliere Schroeder prima delle elezioni andava dicendo: «Per vincere dobbiamo promettere che li faremo vivere come gli italiani». Ma il modello «rilassato» che attira tanto gli stranieri pronti a trasferirsi in villaggi come Montegabbione nasconde appena la realtà di un Paese che è comunque in declino. Non c’è sprint verso un futuro che non riusciamo a programmare. Poche speranze. Poco lavoro. E’ più di un campanello d’allarme l’ultimo rapporto del Censis. E’ una sirena che chiede la sveglia: l’Italia è un paese con le pile scariche senza voglia di reagire, prigioniero di uno stallo confermato dall’andamento degli indicatori sull’occupazione, sui risparmi, sugli impieghi. Paghiamo la delusione per il mancato ruolo innovativo che avrebbero dovuto esercitare alcuni fattori di crescita: la new economy che non ha mantenuto le promesse, la finanza facile e la nuova cultura capitalistica che non hanno funzionato secondo le attese, mentre la stessa costruzione europea è rimasta più un sogno che realtà . E così ci rifugiamo sempre più nel mito del «buon vivere» e di un edonismo fine a se stesso. DOLCE VITA - Per capire: nell’ultimo anno abbiamo speso oltre 271 miliardi di euro per tutti i beni di piacere e voluttà (quasi 48 miliardi soltanto per l’abbigliamento, 12 miliardi per le scarpe). Una spesa che negli ultimi tre anni è cresciuta del 6% a dispetto di un Pil che nel 2002 ha visto la propria crescita diminuire del 3,1% a inizio anno per arrivare allo 0,6 della fine. A dispetto di una crescita dei posti di lavoro che da un anno all’altro è calata dello 0,9%. Crescono soltanto le imprese che producono piacere: sono diventate ormai 580 mila, il 18% del totale.
BORGHI AFFOLLATI - L’esplosione del nostro edonismo si manifesta non soltanto nel come, ma anche nel dove vivere. E’ per questo che si affollano i borghi e si svuotano le città inquinate e trafficate. I numeri: negli 8.101 comuni italiani la popolazione è diminuita, in media, dello 0,8%, per via del calo delle nascite. Ma nei comuni con meno di 20 mila abitanti la popolazione è cresciuta di quasi il 4%, a differenza delle città con oltre 100 mila abitanti dove la diminuzione è stata del 7,8. Nelle cittadine di 50-100 mila abitanti il calo è stato invece del 2,5%. TUTTE VELINE - Siamo il Paese che investe meno nella ricerca e nell’istruzione. E siamo molto ignoranti. Per capire: tra i 25 e i 34 anni abbiamo il 57% di diplomati, contro l’88 degli Stati Uniti e l’89 della Germania. Non promettono meglio i nostri ragazzi che affollano gli studi dei casting e disdegnano le accademie. Sono inquietanti i dati del Censis: ai 26 mila ragazzi che si sono presentati ai provini di «Saranno famosi» si contrappongono 200 partecipanti per le selezioni dell’Accademia di Santa Cecilia (quasi tutti stranieri). SI GLOBAL - Siamo stregati dai marchi e dalle tecnologie. Spendiamo per coccolarci e per scaricare lo stress. Globalizzati in Rete: Internet è nel 70% delle famiglie con reddito medio-alto (più di 1.500 euro al mese), ma anche nel 20% di quelle con reddito basso."
Questo e' un articolo pubblicato sul Corriere di oggi. A parte l'ottimo taglio e l'inquietante precisione dell'autrice (Alessandra Arachi) nel descrivere l'imputridimento del Paese citando i dati, rispecchia anche la mia opinione basata semplicemente su quello che vedo. E' sbalorditivo: certe cassandre da tempo lanciano l'allarme di un'Italia in netto declino ma vengono tacciate di incompetenza e di bigottismo. E i settori su cui si moltiplicano gli allarmi sono tanti. La televisione fa schifo, altro che "tv da deficienti" come si e' trovata a dire la signora Ciampi (e il suo bersaglio era Panariello, che e' bravo a differenza di quasi tutti gli altri). Il problema non e' la tv in se', ma chi la dirige. Certi furbi idioti messi come direttori di rete, a ideare, gestire oppure comprare i programmi che ci propinano poi senza possibilita' di scelta, magistralmente progettati per fare soldi, per rendere le masse (se possibile) piu' idiote, e per seguire precise linee editoriali, spesso neanche decise in Italia (vedi il caso di Mtv). Poi c'e' l'incapacita' di un progetto tecnologico ad ampio respiro (l'informatica in Italia e' morta insieme all'Olivetti, neanche piu' Ibm ha una sede operativa da noi, viene tutto deciso nella terra di Albione), gli investimenti nella ricerca che anche quest'anno subiscono un ulteriore decurtazione; il sistema burocratico baronale che inchioda l'apparato accademico delle universita' e rende dispendioso e lungo studiare (e quanto invece ce ne sarebbe bisogno); e tante altre cose, me ne vengono in mente a decine, che andrebbero riformate, ridiscusse, o semplicemente fatte rispettare. Come il codice della strada nel Sud della penisola, che spesso e' solo un "consiglio" (vedi casco e cinture di sicurezza).
Che tristezza leggere Rubbia costretto a dire che da noi servirebbe un effetto Ferrari. Come se i soldi impiegati nella scuderia Ferrari (sponsorizzata dalla Marlboro) non fossero stati utili ben a poco visto che la Fiat ha fatto registrare i peggiori risultati degli ultimi anni in tema di occupazione e di auto vendute. La ricerca scientifica in Italia e' l'ultima cosa ad essere considerata strategica, nei fatti (nelle parole no: i politici sono sempre bravi a riempirsene la bocca). Il problema e' che si vede.
Opinioni temibili
Scopro che sul blog di Sonia Cassiani e su quello di GNUeconomy risulto essere "web journalist autorevole e temuto". Bene l'autorevolezza, ma e' un grado che si conquista per meriti sul campo (e non perche' lo afferma qualcuno), mi preoccupa il "temuto". Temuto da chi? Spero proprio di non dover essere mai temuto per le mie opinioni, perche' probabilmente non rientra nel mio stile il "minacciare", bensi' il "chiarire".
Comunque le mie sono semplici opinioni. Il giornalismo che puo' essere ritenuto "temibile", ad esempio, e' quello della brava Milena Gabanelli, astro emergente del giornalismo d'inchiesta, e autrice di Report Rai. In cui, oltre che come protagonisti...c'e' da preoccuparsi soprattutto come spettatori..
IBM e il paradosso
Interessera' forse a qualcuno sapere che il bello spot IBM sulle reti linux e sulla loro stabilita', contiene in realta' un paradosso. Ne riporta in un messaggio su MList Stefano Vurruso, il quale osserva:
Analizzando superficialmente lo spot, risulta evidente come si voglia trasmettere il messaggio sull'affidabilità del nuovo binomio scelto (Ibm-linux), ma, guardando meglio, dall'altra si sottolinea l'utilizzo di questo trucco per altri motivi, indipendenti dall'inaffidabilità o meno del vecchio sistema. Ergo, il "vecchio" sistema così inaffidabile non lo è, e l'inaffidabilità è una scusa.
Eh gia'! Sul thread del sito di Elena anche forse la mia risposta che ho postato stasera. Che dire...Una cosa del genere forse andrebbe insegnata a qualche corso di Pubblicita' quale esempio (penso) di paradosso involontario.
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