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Luciano Giustini weblog
Elettrosmog e Umts (2)
Riprendo il discorso su Umts e in particolare sulle antenne. Mi faceva giustamente osservare Maurizio che in realta' spesso sono le differenze di frequenza a determinare le modificazioni sui parametri:
In realta` prendi bene quando riesci a trovare un canale a 900 MHz, perche` quelli sono effettivamente MOLTO piu` potenti. Le celle a 1.8GHz sono molto piu` deboli, e questo dipende solo in parte dal fatto che il segnale - almeno all'aperto - e` piu` penetrante; il resto e` dovuto alla minore distanza tra le BTS. Insomma, il vero problema e` la frequenza, non la legge antielettrosmog, che ti farebbe comunque ridurre la potenza dei ripetitori! ciao, .mau.
Nei Documenti un mio post riepilogativo
La clonazione, comunque la si chiami, e' la stessa
Approvo e sottoscrivo, bravo Sirchia.
SIRCHIA, CLONAZIONE TERAPEUTICA O RIPRODUTTIVA E' CRIMINE
(AGI) - Campobasso, 28 nov. - Il ministro per la Salute, Girolamo Sirchia, condanna senza appello la clonazione, sia essa a scopo riproduttivo sia per fini terapeutici. Nel corso del suo intervento, nell'inauguarzione dell'Universita' cattolica di Campobasso Sirchia, ha affermato: "Bisogna dire chiaramente e affermarlo con le leggi che la clonazione riproduttiva e' un crimine contro l'umanita'. La clonazione terapeutica non e' migliore, perche' non differisce sostanzialmente dalla prima. Non vedo - aggiunge Sirchia - come si possa distinguere se non dialetticamente, queste due forme". Il ministro punta l'indice sulle "ultime notizie diffuse solo per fare spettacolo. In questo momento la gente e' frastornata, perche' non capisce piu' se la scienza e la ricerca sono a favore o contro l'umanita'. Chi fa la ricerca ha un compito molto impegnativo - afferma il ministro - quello di far capire che ci sono anche un'etica e delle regole da rispettare. Credo che siamo arrivati al punto in cui bisogna sancire per legge che la clonazione riproduttiva e' un crimine contro l'umanita', alla stregua della schiavitu' e delle sevizie contro i bambini". Il ministro, nel suo discorso, chiama in causa anche la Comunita' internazionale. "Non ci basta sapere se l'Unione europea non fara' la clonazione riproduttiva, ma vogliamo essere certi che questo non accada anche a Dubay o in Cina. Cio' avverra' - tuona Sirchia - solo se sara' stabilito solo con leggi che si tratta di un crimine". 281726 NOV 02
Bloggando e Perfomics
Rispondo a distanza alla domanda di Antonio che mi ha incuriosito da addetto ai lavori. Si', mi sembra che i due siti si siano influenzati. Pero' pare che sia stato Bloggando a copiare Performics, come si evince dalle istantanee delle homepage su Archive.org. Infatti Perfomics ha l'homepage con quella grafica da molto piu' tempo. Bloggando invece su Archive.org e' presente solo con questa pagina, ed ha un'altra grafica.
Elettrosmog e Umts (1)
La pubblicita' di H3G e' partita in grande stile (e non solo in Italia), il gruppo ci tiene ad apparire primo. Certo, gli spot sono odiosi perche' sono costruiti ad arte per risultare simpatici, ovvero ottengono il risultato opposto, ma si sa, la pubblicita' fallisce spesso quando meno se l'aspetta.
Tim e Vodafone per ora non pubblicizzano UMTS ben sapendo che loro, quando lo pubblicizzeranno, lo potranno anche commercializzare perche' hanno le antenne e il GPRS gia' attivo, mentre H3G ne' l'une ne' l'altro, bensi' gli MMS, che sono inutili. Pero' serviranno a creare un mercato di smart phones ed a rendere "indispensabile" la rete UMTS, cioe' l'installazione di antenne, che sta procedendo a ritmi serrati (contemporaneamente su tutto il territorio) grazie alla liberalizzazione delle antenne radio base (BTS) ad opera dell'incrredibile Decreto Gasparri fatta ad Agosto 2002. Gli operatori si stanno naturalmente dando da fare, un'occasione cosi' non capita tutti i giorni.
UMTS sara' pronto fra un po', diciamo che entro l'estate prossima si potra' usare in alcune zone. A quel punto saremo stati invasi per bene da una selva di antenne e l'elettrosmog ad alta frequenza si sommera' a quello a bassa frequenza (cioe' gli elettrodotti, che sono molto piu' pericolosi delle antenne radio e un po' piu' di quelle tv).
Dal 1991, abbiamo antenne e antennine di tutti i tipi e fogge: per il Tacs di Tim, per il Gsm di Tim (e sono antenne potentissime perche' installate prima della legge sull'elettrosmog introdotta nella seconda meta' degli anni '90: vi siete mai chiesti perche' Tim si prenda cosi' bene?), per il Gsm di Omnitel, per il Gsm Dual Band di Wind, poi di Blu, ora di H3G e ... venghino signori chi vuol essere il prossimo a installare antenne? Venghino, c'e' ancora qualche metro cubo di aria libero da onde radio.... (domani torneroì sull'argomento, se qualcuno ha documenti interessanti da segnalare, anche se io ne ho gia' molti....)
I Giovani Sono Loro
Beh, forse sono un po' troppo "giovane" ancora per rientrare in tutte le situazioni ma questa mail e' comunque molto simpatica e verosimile... ;-))
Leggiucchiate questo amici, a tratti è incredibilmente vero!!! Vlops ----- Original Message ----- Sent: Monday, November 25, 2002 1:23 AM Subject: Forse triste...ma vero! leggete e ridete, spero...
La maggior parte delle persone che si è iscritta all'Università quest'anno è nata nel 1983. In quell'anno tu sapevi già fare moltiplicazioni,divisioni e risolvevi equazioni (si fa per dire)... e molte altre cose... A scuola per copiare tu portavi la cartuccera, loro si sono avvalsi dei cellulari collegati a internet. Non hanno mai cantato "We are the world" e non riescono a immaginare che Vasco Rossi possa un tempo aver avuto i capelli, un profilo anatomico decente e che addirittura qualcuno lo riteneva un bel ragazzo. Non hanno mai giocato con l'Atari e se qualcuno mostrasse loro un LEGO o delle biglie colorate lo spedirebbero dallo psicanalista. Il CD è entrato sul mercato che loro erano bebè, quindi non hanno mai avuto un mangiadischi (rosso) coi 45 giri che si spezzavano sempre; non hanno mai giocato a Pacman e a raccontar loro le favole è stato il videoregistratore.
Star Wars x loro è una cagata mostruosa e considerano i suoi effetti speciali ridicoli. Non ricordano le televisioni con solo 10 canali che si cambiavano con la manopola, e non hanno mai visto Tv in bianco e nero (neanche possono immaginare che non esistesse il telecomando). Sono nati tre anni dopo che la Sony ha commercializzato il Walkman e per loro i pattini hanno sempre e solo avuto le ruote in linea. Per loro il PC e il cellulare sono cose normali. Non nuotano mai pensando a "Lo Squalo", e per loro Michael Jackson è stato sempre stato bianco. Non possono credere che Travolta fosse un ballerino (con quella pancia!). Se vedono Sandy Marton o Marco Ferradini alla TV si chiedono: "Ma chi sono 'ste lagne?", mentre tu balli e canti a squarciagola; non sanno chi sia "L'uomo dai sei milioni di dollari" o "L'incredibile Hulk"; credono che "Love boat" sia un film a luci rosse e i "CHIP's" non sono che una marca di patatine. Ricordati che tutta questa gente è andata in Università quest'anno.... E i giovani sono loro, adesso!
E adesso I SINTOMI ECLATANTI DELLA tua VECCHIAIA: 1 - Capisci e sorridi leggendo quanto sopra. 2 - Se sei uomo, riesci a dire di No ad una donna senza rimpianti. 3 - Se sei donna, riesci a dire Sì ad un uomo senza rimpianti 4 - Quando fai sport, lo racconti orgogliosamente a tutti 5 - Quando fai lo spuntino notturno lo digerisci dopo 2 giorni 6 - Quando ti accorgi che la verginità non è più argomento di conversazione 7 - Quando hai bisogno di 1 settimana per recuperare una notte brava e il tuo fegato grida vendetta se decidi di ubriacarti per 2 sere consecutive 8 - Quando tu stesso stendi l'asciugamano dopo la doccia 9 - Quando i tuoi amici si sposano.... senza particolari urgenze 10 - Quanto i tuoi nipoti ne sanno più di te sul computer 11 - Quando vai al mare e riesci a passare una giornata senza farti il bagno 12 - Quando ricominci a portare regali ai compleanni, come da bambino 13 - Quando per fare sport, comperi vestiti che coprano invece che scoprire il corpo 14 - Quando preferisci vedere un amico che passare ore al telefono con lui 15 - Quando in discoteca ti rompi la palle perché la musica è troppo alta, ti sembra orribile e non si riesce a parlare. 16 - Quando, dopo aver letto questa mail, decidi di inviarla ad un amico/a che sicuramente la gradirà .
C'est la vie!
Elettrosmog e Regioni «Rivolta prevedibile»
Mentre leggo di questo spassoso intervento di Confalonieri (presidente di Mediaset) sul Corriere ("Retequattro sul satellite? Significherebbe chiuderla. Non succederà mai. La Consulta dice che dovrebbe andare sul satellite se entro il dicembre 2003 non interverrà la nuova legge. Ma quella verrà : ci sta lavorando Gasparri"...) salta fuori (in realta' gia' lo conoscevo e lo sto seguendo da tempo) una grossa tegola che sta per cascarci addosso. Stanno per installare altre 40.000 antenne nuove (per l'Umts) oltre le 15-20.000 gia' presenti sul territorio e invece di preoccuparsi, i nostri "rappresentanti" , che fanno? Li facilitano. I tralicci per l'Umts vengono considerati "pubblica utilità ". :-(
Sono costernato, e, nonostante le nuove frequenza siano piu' alte, cioe' serve meno potenza (ma servono piu' antenne ovviamente), sono anche preoccupato. Ma che cosa pensano i nostri governanti (e sopratutto l'evanescente Ministro dell'Ambiente) quando si parla di inquinamento elettromagnetico?
Elettrosmog e Regioni «Rivolta prevedibile» (Franco Foresta)
Leggete l'articoletto, ne rimarrete...colpiti (anche in Rassegna perche' da domani l'articolo non c'e' piu', Corriere non fa archivio pubblico)
Una "perfetta" operazione di marketing
Omnitel
Omnitel Vodafone
Vodafone Omnitel <-- voi siete qui
Vodafone
Si sa per certo che io non sia un amante del marketing, ma non perche' questo e', come dire la cenerentola delle materie economiche. Io apprezzo l'attenzione al consumatore ed alle dinamiche del mercato. Gli e' che, purtroppo, il marketing finisce per essere una pezza a decisioni prese da altri. In altre parole, talune deglutizioni difficili vengono fatte mitigare dalle "azioni di marketing", che con una opportuna dosatura di pubblicita', slogan, offerte e trucchi e zuccherini vari fa mandare giu' il boccone amaro senz'acqua.
E' il caso, direi anzi proprio e' un case study, Omnitel Vodafone.
La storia di Omnitel e' bella. All'inizio era Omnitel Pronto Italia (OPI), una creatura guidata da Francesco Caio pronta a partecipare alla prima gara del secondo gestore Gsm in Italia, nel 1994, che vinse. L'azienda parti' con la pubblicita' a basso costo della cartellonistica, e per essere visibile scelse un bel colore verde per il logo e una caratterizzazione giovane, frizzante (si, ok, c'erano molte tette e culi, tanto per non rischiare di sembrare troppo intelligenti). In particolare, la scelta precisa era di "contrapporsi" allo strapotere dell'ex-monopolista, Telecom Italia, con scelte chiare ed un'attenzione al cliente merce rara a Torino (i grossi call center nacquero da Omnitel, si puo' dire).
Omnitel ha fatto delle scelte precise di management e tecnologia che hanno pagato. Per ottenere un'elevata flessibilità e reattivita' si e' dotata di una struttura organizzativa sostanzialmente piatta (4 livelli gerarchici in tutto), assumendo persone molto giovani (l'età media e' di 29 anni), di buona cultura e impegnate in intensa formazione. Le donne sono state e sono tuttora decisamente prevalenti, rappresentando il 56% della forza totale, e alcune con cariche dirigenziali tra le piu' elevate. I fornitori per le strutture tecnologiche sono stati selezionatissimi, tanto che in alcuni casi si sono ridotti anche a uno. La cultura aziendale e' stata oggetto di puntigliosa attenzione. In Omnitel e' stata introdotta una comunicazione libera: tutti condividono le stesse informazioni aziendali e a questo fine sono fondamentali gli strumenti di e-mail e i pc, posseduti da ogni dipendente. Tot dipendenti, tot computer. Beh, non male soprattutto pensando che queste cose sono state introdotte - e in Italia - nel 1995, quando ancora di internet si parlava solo tra appassionati e informatici.
Il successo enorme, crescita a due cifre e sviluppo costante di copertura e di clienti, hanno fatto di Omnitel un esempio fulgido nel difficile mondo della telefonia mobile, la sua storia e' stata perfino inserita nel corso di Marketing della prestigiosa Universita' di Hardward. A fine 1999 Omnitel era diventata il terzo gestore europeo delle telecomunicazioni mobili con utili per 781 miliardi di lire e un portafoglio di 10 milioni di clienti.
Poi cosa succede? Beh, a parte la crisi della new economy, affiancata dalla bolla speculativa di Borsa, che purtroppo ha trascinato nel casino diverse aziende sane, succedono due cose. All'inizio dell'estate '99, in seguito alla buona riuscita dell'OPA di Olivetti su Telecom Italia (l'intuizione tutt'altro che geniale di Colaninno), Mannesmann acquisisce la quota di Oliman detenuta da Olivetti e sale al 53,7% del capitale di Omnitel, e si decide di sviluppare il portale Omnitel 2000 per i servizi e per l'intrattenimento (che poi sara' fuso con Vizzavi). Arrivano Megan Gale, la cangura australiana che sbarca anche a Sanremo, e quel documentario culturale sul nulla che e' il Grande Fratello, che Omnitel consente di seguire interattivamente via cellulare. Se agli italiani dà i tette e culi ti diranno che sei volgare, ma se gli dai tette e culi in un'elegante confezione multimediale ti sbavano dietro.
Il passaggio sostanziale c'e' nel 2000: il Gruppo Vodafone, gigante britannico della telefonia mobile con mire espansionistiche, si pappa Mannesman e contemporaneamente diviene l'azionista di riferimento di Omnitel. Poco dopo, prende anche Infostrada (che poi rivendera' a Enel un anno dopo). Vodafone vuole avere ragione del marchio Omnitel del quale se ne sbarazzerebbe ben presto, ma non si puo', non sta bene: gli italiani ci sono affezionati.
Ed e' qui che entra in azione il marketing.
Il processo di avvicinamento al marchio Vodafone inizia subito, con timide comparsate dell'ovale bianco e rosso. Ma Vodafone ci tiene a far bella figura, quindi Omnitel fa tante cose belle: con la partnership con Telethon nella raccolta fondi per la ricerca sulle malattie genetiche, con il progetto AIRC per la ricerca sul cancro; il progetto Medici Senza Frontiere per la riduzione della mortalità materna ad Haiti e di assistenza dei bambini di strada a Manila; e poi mostre d'arte, opere di artisti di rilevanza internazionale, Media Lab e attenzione alla Net Art.
Il processo di avvicinamento e' nel 2001 che subisce un'accelerazione, grazie alla sponsorizzazione del team Ferrari di Formula 1. Ferrari simbolo conosciuto in tutto il mondo, ma soprattutto amato in Italia, diventa cosi' il motore dell'introduzione del logo Vodafone anche nel nostro paese. Intanto, Internet si sbraca e tutti i portali vengono sottodimensionati o accorpati. L'occasione propizia per chiudere e ridenominare Omnitel2000 in Vizzavi: viene conferito il ramo d'azienda alla joint venture Vodafone/Vivendi Universal, sempre in famiglia. L'azionariato di Vizzavi Italia si compone per l'80% da Vizzavi Europe, da Omnitel-Vodafone per il 17.72% da Telepiù per il rimanente 2.28%. Il 2002 si apre con il Super Messaggio Solidale, strumento di raccolta fondi che consente di devolvere soldi in beneficenza con il semplice invio di un SMS e si chiude con Vodafone Live, alias il tentativo di vendere un telefono e una macchina fotografica digitale spacciandoli per qualcosa di molto fico (beh, ma si possono mandare con gli MMS! Hai detto cotica...).
Siamo cosi' arrivati ai giorni nostri. Ormai il logo e' Vodafone grosso, e Omnitel sempre piu' piccolo e' poco piu' di un nomignolo utile a ricordare che si, stiamo parlando di QUELLA azienda. Il marketing sta dando il meglio di se' (l'idea di non togliere il nome Omnitel dal logo generale ma insinuando il nuovo nome unico chiamando un Servizio "Vodafone Live", e' perifidia geniale).
Ma le cose stanno di nuovo cambiando.
Come ci riferisce Clorofilla, Vodafone Omnitel ha deciso di voltare pagina e di mutare “identità †ai suoi lavoratori stabilendo che dal primo gennaio 2003 i dipendenti cambieranno qualifica passando da metalmeccanici a lavoratori del settore telecomunicazioni. Questa decisione comporterà soprattutto, secondo i lavoratori, la perdita di tutti gli accordi sindacali sanciti precedentemente.
Aggiornamento da .mau.
Ciao Luciano, un punto che manca nella tua analisi e` che - quando nacque Omnitel - il contratto metalmeccanici era molto meno favorevole ai dipendenti di quello telefonici, soprattutto nei minimi e nei livelli. Il contratto TLC del 2000, in compenso, e` una copia in peggio di quello metalmeccanici, con minimi piu` bassi, meno permessi, meno tutele per i malati di lungo corso e via discorrendo. A questo punto, anche se cambiare il contratto potrebbe permettere ai "vecchi" di mantenere le loro peculiarita` - il che potrebbe non essere difficile, se i dipendenti saranno abbastanza uniti - in ogni caso Vodafone ci guadagna nel futuro.
Seguito della querelle tra Neri e Alessio Bragadini. C'e' un bell'articolo su Blog.it su Città Invisibile ("Chi difende la vera Internet ha sempre ragione") che segnalo volentieri. Esprime, peraltro, anche il mio punto di vista.
Ok, vada, la mia anima goliardica mi impone di soffermare anche me medesimo sul
Tema del giorno: Il blog di "Sonia Cassiani"!
Chiiii? Da dire alla Paolo Kessisoglu :-)
E' uno spettacolo, tutto da leggere. Gia' il nome insonia, mi mette di buon umore, solo che per trovare una foto di questa Sonia Cassiani (CHiii?) ho dovuto sguinzagliare Big Clarence. Il blog lo devo mettere assolutamente nei sentieri (dovrei aggiungere una sezione goliardica pero', che senno' si fa casino, questa Sonia sembrerebbe un sentiero normale, forse in corsivo si capisce...).
Ne approfitto per aggiungere nei sentieri anche il blog di Cesare, roba buona.
Non siamo tutti schiavi del Web
Ritorno sull'intervento di Neri perche' c'e' un elemento che, si puo' dire, mi ha disturbato nella sua velenosa requisitoria contro Città Invisibile. Cito testualmente il post di Gianluca a scanso di equivoci:
Giusto ieri mi interrogavo riguardo al motivo per cui un sito come la Città Invisibile (un tempo punto di riferimento del web italiano) sia sostanzialmente annegato nell'anonimato. Poi, poco fa, girovagando per blog sconosciuti, ho (ri)trovato la risposta. La Città Invisibile, buttando alle ortiche le buone intenzioni iniziali, si trasformò in un MinCulPop composto da burocretini come Alessio Bragadini. Gente, per dire, che si sentiva qualcuno perché poteva concedere o negare l'apertura di un gruppo di discussione. (...) Oggi la gloriosa Città Invisibile è diventata un vorrei-essere-slashdot-ma-non-posso, o un Punto Informatico infinitamente più palloso. (...)
Il web del "volontariato" o se vogliamo dell'amatoriale, ed io lo so bene con Beta, non risponde e non deve rispondere a schemi di tipo commercial, tra le quali la continuita' di aggiornamento e l'impegno temporale. Se chi ha ritenuto di far diventare il proprio sito un sito commerciale pensa cosi' che tutti i siti che hanno un minimo di successo siano obbligati a seguire le logiche perverse della new economy temo si sbagli, e di grosso. Città Invisibile ha un archivio, ospita dei siti. Se la homepage non è aggiornata vuol dire che gli autori hanno altro da fare (di meglio, di peggio, devono portare lo stipendio a casa, hanno una famiglia, non lo so e non mi interessa saperlo). Ma e' questo il bello della realta' di Internet. Nessuno si deve ritenere autorizzato a dire che un'iniziativa "e' annegata nell'anonimato" solo perche' non c'e' dietro un'industria del marketing a sorreggerla ma solo buon volontariato che ha dei tempi alternati. Sarebbe la fine del no-profit sul web. E annegata nell'anonimato Città Invisibile peraltro non lo è nemmeno, giacchè tutti quelli che hanno fatto internet in Italia la conoscono.
Sull'ultima frase, poi, ("vorrei-essere-slashdot-ma-non-posso, o un Punto Informatico infinitamente più palloso") avrei la tentazione di non commentare. Come si permette di apostrofare in tale modo un sito simbolo della internet aperta in Italia, sarebbe da chiederselo, se non fosse che Neri e' sempre cosi', purtroppo. Il paragone con Slashdot e' quantomai stupido: e' un progetto che nasce negli USA, il bacino quindi e' diverso, e l'argomento e' diverso (informatica). Ma anche Punto Informatico, testata molto polemica (e molto interessante) centra poco o nulla con Citinv, che rimane un esperimento di iniziativa divulgativa e volontaria che ha tempi diversi. Sicuramente diversi dalla continua vena di sarcasmo fuori luogo che da alcuni autori proviene senza sosta. Augh.
Roma, 22:47 Sondaggio: italiani si sentono sicuri in casa propria (KwNews) Venezia, 09:44 Rapinatori assaltano villa e uccidono il proprietario (KwNews)
(no comment)
Me ne sono accorto adesso: ecco dove avevo gia' visto quella faccia. L'attore protagonista dello spot di Vodafone Live e' lo stesso del Bailey's. ahaha haha...
Pedofilia su internet: stop it!
Ecco un messaggio da diffondere
PEDOFILIA SU INTERNET: GIRO D'AFFARI DA 11 MILIARDI DI EURO ANNUI (Ansa) ROMA - Un singolo sito internet sulla pedofilia puo' guadagnare fino a 90 mila euro al giorno (circa 180 milioni di vecchie lire) attraverso la vendita di foto e video contenenti scene di sesso tra adulti e bambini. Un giro d'affari che in Italia ha un fatturato annuo di oltre 11 miliardi di euro (circa 21 mila miliardi di vecchie lire). Lo afferma l'associazione Save the Children che lancia un allarme sulla pedo-pornografia in rete e presenta domani il progetto ''Stop-it'' contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale di minori su internet. Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea, consiste nella realizzazione di un sito sul quale si potra' segnalare materiale pedo-pornografico individuato in rete. Secondo i dati dell'associazione sono 70mila i siti che contengono materiale simile, per un totale di 12 milioni di immagini. Save the children avverte che la situazione nel nostro Paese non e' da sottovalutare. Alla fine di settembre 2001 sono stati denunciati: 1.895 newsgroup italiani; 601 veri e propri siti internet italiani e 3.627 siti che contengono riferimenti al territorio nazionale.
Update to Pro
Fantastico. Se non ci fosse niente da ridere.

Grazie Alessio per la segnalazione...
Ah, cliccate sull'immagine per vederne una versione ingrandita. Ne vale la pena (non dimenticate di guardare le scritte piccole in basso :) )
Segnali chiari
Questa agenzia Ansa di ieri mi sembra molto importante. Eppure sono sicuro che verra' presto dimenticata e/o ignorata. Chissà perché...
JIHAD: PRONTI A STOP ATTACCHI SUICIDI SE ISRAELE SI FERMA
GERUSALEMME - La Jihad islamica - la organizzazione che ha rivendicato la paternita' dell'agguato teso venerdi' a Hebron (Cisgiordania) contro militari israeliani di scorta a un gruppo di coloni - e' pronta a sospendere gli attacchi suicidi in territorio israeliano a condizione che ''Israele cessi a sua volta di aggredire civili palestinesi''. Lo ha dichiarato al quotidiano palestinese 'al-Hayat al-Jadida' lo sceicco Nafez Azzam, un dirigente della Jihad islamica. 17/11/2002 21:30
L'ha fatto...Neri
Interessante diverbio tra due voci storiche del panorama internet italiano: Alessio Bragadini, chiamato in causa da Gianluca Neri.
Gianluca nel suo GNUeconomy se la prende col buon Bragadini affibiandogli un giudizio da "cretino" e trattandolo da affossatore nientedimeno che di Città Invisibile.
Qual e' il motivo di tanto livore? La ruggine a quanto pare e' antica e tra origine dal periodo in cui Cuore veniva ospitato (male, a detta di Gianluca) su Citta' Invisibile: i rapporti tra i due non erano idilliaci, e non lo sono mai divenuti neanche dopo. Anzi nel tempo sono peggiorati. Alessio scrive che, in realta', i problemi erano tecnici, e Neri non si rendeva conto delle difficolta' e della mancata disponibilita' di risorse che provocava; d'altronde, l'invito a limitarsi era maltollerato. Bisogna ricordare come nel 1995 la disponibilita' di banda e risorse per siti come quello di Citta' Invisibile era molto limitata in confronto a oggi, e doveva bastare per tutte le iniziative volontarie e no-profit ospitate.
Ciononostante, il giudizio e' sferzante, anzi sommario, seguito da condanna senza appello e analisi superficiale, il tutto in duplice copia su Clarence e GNUeconomy, tanto per non sbagliarsi. Qui riconosco il miglior Neri!
Bragadini gode della stima della comunita' dei tecnici e anche degli "storici" di Internet (?) come me che della Citta' Invisibile hanno apprezzato lo stile asciutto e aperto, e vieppiu' dei colleghi (definizione corroborata dai commenti presenti sul blog, tutti a sua difesa). Ma soprattutto devo riconoscere che Alessio si sa difendere benissimo. Ecco infatti, il finale della sua risposta a Neri (che vale la pena comunque di essere letta intera):
(...) Riguardo Gianluca Neri e Clarence, beh, rimango con i miei giudizi di allora: un giovanotto intelligente e capace che si è introdotto come "esperto Internet" nella redazione di Cuore (quando era un'icona per tanta parte della sinistra) per poi costruire a partire da quello un sito che non mi piace e non mi è mai piaciuto e che è stato venduto come portale non appena possibile facendo, era stato scritto da qualche parte, un sacco di soldi. In tutto questo percorso non ho mai notato un briciolo di motivi fondanti oltre la soddisfazione personale. Ma, devo dire, credo di avere pensato a Gianluca tre o quattro volte negli ultimi sei anni, sarà che delle cose poco interessanti me ne dimentico rapidamente, o sarà forse l'arteriosclerosi di un vecchio webmaster!
Ansa rules
Segnalo l'articolo abbastanza interessante sul Barbiere della Sera, un documento con consigli sulle agenzie dell'Ansa. Piccolo stralcio:
REGOLE GENERALI E TASSATIVE VALIDE PER TUTTI I GIORNALISTI ANSA
5.1- Ogni flash, articolo o servizio deve iniziare solo con la notizia. Non sono mai ammessi incipit cosiddetti creativi.
Bisogna subito rispondere alle domande classiche: chi, che cosa, come, dove, quando, perché.
I pezzi che non sono concepiti in questo modo saranno riscritti in modo corretto da chi passa l’articolo. In caso di reiterata inadempienza, il giornalista sarà formalmente richiamato.
Nelle interviste, le prime righe dovranno tassativamente contenere una raffica delle affermazioni più significative rese dall’intervistato. E che saranno poi ripetute più ampiamente.
5.2- Le notizie vanno sempre verificate alla fonte e debbono essere date citando l’origine delle medesime.
5.3- Le frasi virgolettate debbono riportare solo le esatte parole pronunciate o scritte dalla fonte. Se queste vengono rielaborate bisogna sempre rinunciare al virgolettato.
Le virgolette servono solo per fare delle citazioni e non possono mai essere usate per attenuare un termine. Se un termine non è adatto, si deve trovare la parola esatta e non mettere tra virgolette il termine fuorviante.
Non si debbono mai usare le virgolette in un titolo.
5.4- Ogni articolo deve contenere una sola storia, quella riassunta dal titolo. Quando è possibile, questa storia deve essere puntata su un personaggio.
5.5- Quando un tema è così rilevante da giustificare più articoli, bisogna prevedere sempre e tassativamente un articolo che riassuma tutte le informazioni relative al fatto trattato. Gli altri articoli sull’argomento diventano quindi degli approfondimenti utilizzabili facoltativamente dai giornali nostri clienti.
5.6- Il giornalista, in collaborazione con il servizio fotografico, deve interessarsi di recuperare l’informazione fotografica relativa ai suoi servizi. Un articolo corredato da fotografie vale il doppio e, spesso, anche di più.
5.7- Gli articoli vanno firmati per esteso. Anche se non più di un articolo al giorno per giornalista. La firma, anche quando non viene riprodotta dai giornali, è molto apprezzata dalle direzioni dei media nostri clienti. Essa infatti è, non solo un riconoscimento dell’impegno di chi ha scritto l’articolo, ma anche un identificativo prezioso nella costruzione dei menabò da parte dei giornali clienti. Per questo è opportuno che negli annunciati si anticipi anche la firma del giornalista incaricato di seguire il fatto e che firmerà per esteso il pezzo.
Quando l'arbitro soccorre la squadra
Non parlo quasi mai di calcio perche' non lo seguo troppo. Ma ieri sera mi e' successo di vedere la "partitona" Roma-Inter (2 a 2) e qualche commento mi scappa (sto diventando un tuttologo, e la cosa mi spaventa assai).
Premesso che non ho visto per intero la partita, ho visto pero' un numero sufficiente di errori arbitrali "a senso unico" per poter dire che la sindrome di Moreno colpisce ancora. E la cosa, a parte polemiche e giudizi morali, non mi piace affatto. Si dira': "E' da sempre cosi'". Rispondo: "Non e' detto che cio' che e' da sempre cosi' non si debba cambiare".
A quanto si sente dire in giro quest'anno lo scudetto lo vinceranno il Milan o l'Inter. Gli arbirtri ci si stanno mettendo d'impegno. Evviva il calcio. :-(
Mi scrive Marco Mazzei (vicedirettore Mondadori.com) riguardo il mio blog di qualche giorno fa sull'articolo di Vittorio Pasteris ("Netcape 7, una rimonta impossibile"), pubblicato su MyTech.
Ok, forse era un po' duro e freddo: un rapido scambio con l'autore ha aiutato a chiarirci, e forse anche Vittorio ad avere qualche informazione in piu' sul progetto Mozilla. Resta inteso, questo lo devo scrivere, che la mia non voileva essere una critica a MyTech, la cui linea editoriale Marco giustamente difende. Anche se probabilmente ho fatto quella generalizzazione di giudizio tanto cara ai "TeNNici", spero di non caderci piu' . Come ho scritto a Marco, MyTech ora la terro' un po' piu' d'occhio. Non so se e' stato contento. :-)
Piccola (benche' lunga) storia di un acquisto online
Oggi ho comperato il mio nuovo telefonino cellulare. L'ho acquistato su internet, come l'altra volta, piu' di due anni fa. Ho cercato di comprarlo in un negozio fisico, ma non ci sono riuscito. Sembra paradossale ma e' cosi'!
Perche' non ci sono riuscito neanche stavolta? Sono andato dai negozi in zona qui a Roma e ho visto tutti i telefonini. A me serve uno con Gprs e porta infrarossi IrDA: entrambe le cose mi servono per la connessione al Palm, che sfrutto pesantemente (tutti gli sms importanti ad esempio li salvo sull'm515). Il mio fido Motorola T250, anche se ottimo, era diventato un po' vecchio, con i suoi 9600 Kbit/s di connessione dati.
Seguo la procedura standard: mi faccio un giro su Telefonino.net e uno su Cellularmania, per farmi un'idea dello stato della tecnologia, poi guardo il prezzo minore su Alcosto.it, e il maggiore su Chl.it <grin>. Dopodiche', esco finalmente di casa a mattino inoltrato.
Vado dal primo negozio, Kyndes (un'istituzione, da queste parti): i soliti SonyEricsson, i Nokia, ma fa capolino un Siemens Me45, buona macchina. Ma sta a 333 euro: su Eplaza l'ho appena visto a 239. Niente, non ci siamo. Non butto i soldi cosi'. Vado al secondo negozio, un rivenditore Tim, sempre in zona (per la cronaca, ho anche deciso di passare da Wind a Tim: mi sono stufato del roaming e del buio di copertura in autostrada). Niente, pochi cellulari, in croce, e a prezzi alti. Un caso? Vado al terzo negozio, via Gregorio Vii, questo e' strafornito, tantissimi cellulari e i prezzi sono buoni: sono allineati ad internet. Entro, e trovo cortesia e competenza. Una ragazza ne sa decisamente molto ed e' precisa, da tecnico capisco che posso fidarmi. Ok, mi consiglia questo Ericsson T68m a 299 euro, e' vero: affarone, il t68i costa 100 euro in piu', questo si puo' aggiornare al software del t68i, lo compro. "Pago con carta di credito" "Va bene" "American Express" "Ah...(imbarazzata e triste)..no, solo Visa". A me l'Amex fa comodo, la Visa e' fuori uso e non ho contanti. Niente, non e' possibile procedere...che fregatura. Torno al negozio di prima, e con la scusa di curiosare ancora tra i modelli chiedo se hanno l'Amex: anche qui, nulla.
Cosi', un po' perplesso, torno a casa, e su Internet inizio a cercare il modello. Niente, quel t68m di Ericsson "senza Sony" era un'offerta che riguardava solo quel negozio. Vabbe', mi oriento allora su Nokia, sono indeciso tra l'8310 e il 6510. Mi leggo le prove su Telefonino, e guardo qualche recensione su Ciao.com per capire se vale la pena spendere qualcosa in piu' per l'8310. Ok, si, c'e' radio fm e auricolare stereo che da solo costerebbe 40 euro, otttimi per quando vado a correre, la mia vecchia radiolina e' rotta. Deciso. Siamo alla sera ormai (azz, una giornata per scegliere un telefonino!). Sono gia' su Eplaza, il prezzo e' buono, e c'e' l'offerta di consegna gratis, confermo l'ordine. Arrivo sull'ecomm di Banca Sella e... sorpresa! Niente American Express. Qui mi innervosisco un po', pero'! Insomma, ma Banca Sella che serve centinaia di store virtuali italiani ancora manco supporta Amex, ma che razza di servizio eh?
Ok, sono deciso: punto il Mozillone su Carrello.it e seleziono solo gli ecomm di telefonia con carta Amex. Ecco qui, qui hanno l'8310 e mi fa pagare. Vado, registro e pago. Anche questa volta su Internet. :-)
La crisi dell'ANSA online
Una notizia cosi' importante e grave come la minacca esplicita di Bin Laden verso l'Italia, citata insieme ad altri paesi europei e non, in un audio (ancora non certo al 100%) mandato da Al-Jazeera, e' - nel momento in cui scrivo questo blog - su tutte le prime pagine dei siti di informazione italiani. Tutte tranne una, l'Ansa.
Cio' mi induce a fermarmi un momento a ripercorrere le tappe di quello che sembra proprio un declino.
All'inizio dei tempi, se cosi' si puo' dire per internet prima del '97, il sito www.ansa.it era un qualcosa di indefinito. Ricordo che c'erano dei bottoni con dei link, una presenza di facciata e niente piu'. Su web.archive.org si puo' vedere tutta la storia delle homepage, pero' per le piu' anziane le immagini non ci sono piu'. Peccato, erano dei bottononi di quelli fatti con Paint Shop Pro veramente orribili ma meravigliosamente old-economy.
E' stata cosi' fino al 1998, a boom di internet iniziato, quando l'Ansa concordo' che in quell'anno era il momento di scendere in campo e di divenire un sito aggiornato e rappresentativo. Si mise d'accordo con Uhuru (altro attore doc della prima ora) che gli fece il sito su misura: dei take d'agenzia suddivisi per categoria, ma senza archivio (riservato alle sottoscrizioni a pagamento) venivano pubblicati giornalmente, e una homepage composta ora per ora presentava le notizie piu' importanti e i fatti eclatanti.
Oggi, ansa.it e' uno sfacelo. La critica piu' comune, ed anche la peggiore che si possa fare per un sito di agenzia, e' di non essere aggiornato. Su Ansa.it non si trova piu' quella tanto apprezzata "copertina" elettronica che in un colpo d'occhio dava un'idea degli avvenimenti della giornata. Dove prima c'era un'impaginazione attenta ed istantanea di eventi internazionali, oggi c'e' solo un pallido riflesso di quella impostazione, e al suo posto c'e' solo un mero elenco di avvenimenti perlopiu' nazionali. Sulle singole categorie (una per tutte: internet) ci sono le ragnatele, e non in senso di web, o sono confuse, con testi che dovrebbero andare in altre categorie.
Perche'? E' quello che si chiedono un po' tutti quelli che si occupano di informazione professionale. L'Ansa e' in una fase di crisi, questo e' fuori di dubbio, e subisce anche il confronto con altre agenzie meno blasonate ma sempre piu' efficienti, prima fra tutte Adnkronos. Non sta a me analizzare una realta' che non conosco, mi limito solo a riportare gli eventi e le mie impressioni, ma di certo c'e' una cosa: un portale cosi' e' solo un ricordo di quello che era un tempo, e qualcuno alle alte sfere dell'agenzia storica italiana dovrebbe spiegarci cosa succede.
Netscape 7: non certo quello che dice MyTech
Trovo l'articolo di Mytech di ieri su Netscape 7 ("una rimonta impossibile") molto superficiale: certamente il prodotto non scalzera' Microsoft dal piedistallo del monopolio, ma non e' certo questo il senso della decisione di Aol e del management di Netscape. La suite 7.0 deriva dal codice Mozilla, uno dei migliori browser multipiattaforma disponibili, ed e' un codice aperto. Il senso dell'articolo (a firma di Vittorio Pasteris) e' negativo fin dal titolo ma forse c'era da aspettarselo, visto che sulla barra superiore di MyTech c'e' la "ricerca su Msn", e la linea editoriale Mondadori e' storicamente vicina al colosso di Redmond. Cio' non toglie che la scelta dell'autore e' quantomeno discutibile. L'analisi tecnica, soprattutto, e' molto approssimativa. Netscape e' infinitamente piu' sicuro di Internet Explorer ma questo non viene accennato. Il client di posta e news e' molto ben progettato e pieno di funzioni ma viene definito "spartano". E potrei continuare ma mi fermo qui per rispetto all'autore, anche perche' io stesso ho scritto un articolo sul browserone un po' di tempo fa, ovviamente con tutt'altre conclusioni. Insomma, che delusione!
Aderisco anche io volentieri alla campagna anti-dialer promossa in rete e reperibile sul blog di Paolo Valdemarin (segnalata da Massimo)
cliccate sull'immagine per leggere l'articolo-denuncia.

url immagine: http://paolo.evectors.it/italian/myImages/NoDialer.gif
La tv del dolore e i bambini palestinesi
Ancora sulla tragedia di S.Giuliano di Puglia. Ore e ore di diretta tv, interviste ai protagonisti, "tv del dolore" in pieno stile: le domande inopportune dell'intervistatore di turno a chi sta piangendo per la sofferenza di aver perso un caro si sprecano. Cosa dovrebbero dire? Cosa dovrebbe produrre queste "testimonianze" se non compassione, commozione, disagio, angoscia? Gia', angoscia. In questo caso soltanto pero'...
Alcune settimane di fronte ai bambini palestinesi uccisi dai bombardamenti del governo di Sharon (neanche piu' per errore ma consapevolmente, ormai non si vergognano piu' delle morti innocenti che provocano, in nome di non so quale loro personale giustizia che nessuno ferma) nessuna tv del dolore si e' mossa, nessuna intervista, nessuna diretta. Solo alcuni sporadici commenti, e come fonte di giudizio unicamente la versione ufficiale del governo israeliano. Eppure il numero dei bambini e' piu' o meno lo stesso.
Ma si, forse i bambini palestinesi morti sotto le macerie bombardate dall'esercito israeliano sono meno bambini di quelli italiani morti sotto le rovine della scuola crollata. Si', deve essere cosi'... benvenuti i commenti
San Giuliano di Puglia Una tragedia immane, e pure una stranezza immane: tantissime case lesionate ma un solo crollo, la scuola. Cosi', giusto per riflettere...la zona non era classificata sismica (il Molise non classificato sismico?? Ah!) quando ci fu la ristrutturazione della scuola, ma cio' e' perche' il governo, da anni, non aggiorna la mappa sismica (risalente all'84) come invece i sismologi richiedono insistentemente. Come conseguenza, chi deve fare opere edilizie, in molti comuni che in realta' sono a rischio, per legge non deve vedersela con le mappe aggiornate. Cosi', i requisiti di costruzione e sopraelevazione sono quelli "normali". In definitiva, su quella scuola hanno messo un solaio in cemento armato pesantissimo... sui foratini, in una costruzione non progettata per sopportarne il peso. La statica potrebbe anche essere ok (infatti la sopraelevazione era legale, firmata e autorizzata) ma non in caso di terremoto. Si dira': "Certo, non e' considerata zona sismica!" Allora vediamo. A me piace in caso di errore andare a vedere sempre a monte. 1) La colpa e' dello Stato perche', come hanno dichiarato i sismologi in questi giorni, tutto il Sud e il Nord-Est SONO a rischio sismico (chi piu', chi meno) e le case DEVONO essere costruite o sopraelevate secondo le norme anti-sismiche. 2) La colpa e' di chi ha firmato un tipo di sopraelevazione cosi' sciagurata senza porre pensiero alla possibilita' di un terremoto anche di moderata intensita' (come questo e' stato) che avrebbe potuto (come infatti e' stato) far crollare l'intera struttura.
Adesso piangiamo i morti, ma non dimentichiamoci le responsabilita'.
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