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Luciano Giustini weblog
Guido spesso, e a volte guido per piacere. Ma la Domenica si accumulano tutti i difetti degli automobilisti italiani. Ecco perche' propinero' ai miei (due) affezionati lettori un'altra puntata delle mie Riflessioni di Guida: I k motivi per cui preferisco le Donne al Volante.
1) Una donna non si accoda a un metro dalla tua macchina per sorpassarti in autostrada, innervosendosi se non "ti togli dalle palle": aspetta educatamente il suo turno.
2) Ha il senso del ridicolo: se guida una Ford Ka, non si accoda in autostrada a un metro da una Alfa 147 "intimando" con i fari di farla passare.
3) Ha il senso del pericolo: se una Ka sta a un metro di distanza con i suoi pneumatici da 135 di 13 pollici senza Abs, e a 130 all'ora una 147 davanti gli frena all'improvviso con i pneumatici da 205, 16 pollici, Abs e correttore dinamico di frenata, la Ka si spiaccica.
4) Non si sente un dio alla guida di una macchina, al massimo una dea. Con la differenza sostanziale che non fa manovre da pericolo pubblico, tuttalpiu' mosse da tardona in calore.
5) Salvo eccezioni (soprattutto in avanzata eta'), ha l'intelligenza da capire che se un tir a 8 assi ti sta lampeggiando da dietro a distanza ravvicinata, e' meglio superare i 50 all'ora codice. E' meglio per tutti.
6) Ok, parcheggia in seconda fila in curva e con lo sportello aperto. Ma quanti semafori rispetta e quante persone pela in meno rispetto a noi uomini? Tante. Il rosso e' ancora rosso per una donna, mentre e' un suggerimento bonario per gli altri. Che poi parcheggiano ugualmente in doppia fila.
7) Ok, ok, va piano. E' difficile vedere una donna andare spedita. Ma e' perche' ha il senso della responsabilita': se una donna e' nervosa e tutto gli sta andando storto, non sfoghera' le sue frustrazioni sulla guida, mettendo in pericolo se stessa e gli altri.
8) Non ti insulta. Non esistono donne "gradasso", come non ci sono ragazze di giovane eta' che ti intimano di fermarti per farti un cu.. cosi' se non gli hai concesso la precedenza, paralizzando il traffico dietro di voi. Al massimo pensano tra loro quanto sei coglione.
9) Non concepiscono macchine che "incutono rispetto". Una macchina nera e dall'aspetto minaccioso e' una scelta da burini, non da valchiria della strada.
10) Infine se una Bmw o un'Alfa possono essere tuttalpiu' belle o potenti, non pensano che le rendano superiori alle leggi terrene o, peggio, a quelle della fisica. Cosa che invece sfugge spesso e volentieri a tutti gli assi del volante che circolano sulle nostre strade.
Ok, per ricomporre lo squilibrio cosmico creato con questo blog, prossimamente dissertero' delle Vigilesse e delle Donne che prendono i bambini a Scuola. Avete mai notato che dove c'e' una viglilessa c'e' Il Traffico?...
Questa sera ho avuto un intenso momento di pace interiore. Senza pensarci, mi sono ritrovato nei pressi di Piazza di Spagna. Ho fermato l'auto, e mi sono incamminato lentamente verso la scalinata.
E' stato un momento magico: la gente che passeggiava con elegante disomogeneita', turisti, giovani, avventori, umanita' varia che alle 19 di un giorno di mezza settimana animano un posto cosi', meraviglioso senza auto (la piazza e' in mezzo ad una vastissima isola pedonale, lodi a chi l'ha pensata). Il ritmo lento, le luci calde, la straordinaria bellezza dei luoghi della Roma storica: e' una bellezza che bisogna "assorbire", e ho assorbito, assolutamente e pacatamente. Li' ho goduto di Roma.
Ho ritrovato me stesso in un momento di visione assoluta della citta' che doveva essere un tempo. C'era perfino chi vendeva il giornale con le "ultime notizie della sera", strillando anch'egli pacatamente, quasi a voler rispettare quest'atmosfera magica. Mi sono spostato nel tempo. Ok, poi sono tornato nel traffico cittadino. Ma ero piu' calmo...
Non c'e' bisogno di viaggiare, quando abiti in una citta' come Roma. (frasona)
Ebbene si. In una catarsi di immodesta emulazione, anche io nel mio piccolo voglio fare come Massimo (Mantellini), e con similissima sintassi html vi propino il mio editoriale per il numero nuovo di Beta. Qui.
Smau, istruzioni (brevi) per l'uso
In occasione dell'apertura di Smau, al quale non andro', mi e' caduto l'occhio su questi appunti di viaggio che avevo scritto qualche anno fa in merito alla rasegna milanese, gestione, trucchi, cose da evitare. Buona lettura :)
p.s. Orari e costi sono relativi al 1999, potrebbero essere cambiati.
SMAU Ricorda:
Fazzoletti di carta Rullini prima
SMAU
> Pochissimo bagaglio (il portatile è inutile)
> Sala stampa: subito al guardaroba alle 9 di mattina di Venerdì a lasciare zaini e pacco stampa (che finisce già alle 12)
> Portare panini da fuori e acqua minerale 1/2 litro. Tutti i bar e i ristoranti hanno file grosse a qualsiasi ora della giornata, e i prezzi sono da ladrocinio
> Per lo SMAU ci vogliono minimo 2 giorni perché molte persone non si trovano un giorno ma si prende appuntamento per il successivo. Per non parlare degli stand da visitare: cercare la mappa appena entrati o prima
> Albergo e treno/aereo prenotato due mesi prima
> Punto logistico di incontro unico e deciso prima ad un orario prestabilito in cui bisogna esserci
> Appuntamenti a orari prefissati uno per ognuno
> Vestiario: pantaloni e maglietta ottimo. Elegante non conviene a meno che non sia necessario
ORARI
Treni: Roma Termini-Milano Centrale: 6:30-11:00, 7:30-12:20, 8:30-13:00
Aerei: Milano Malpensa-Roma Fiumicino: 20:00, 20:50, 23:15 (50 minuti circa)
Prenotazioni: farle un mese prima ad un'agenzia viaggi, il treno costa circa 75/80.000 la II classe, 50.000 in più la I. L'unico problema è che la II è più stretta e comunque il treno ci mette ben 4 ore e mezza ad arrivare.
Aereo: Navetta "Milano Cadorna"-"Malpensa": orari serali: 18:50 e 19:20
Questa è pubblicità

Per noi "vecchi" dell'informatica Ibm ha sempre rappresentato un po' il cuore: di tecnologie, di computer, di sistemi operativi. Questa sensazione e' sicuramente corroborata dalle centinaia di milioni di brevetti e di innovazioni che la Casa americana ha prodotto fin dagli albori dell'informatica, ma sicuramente anche dalla reverenza psicologica che la autorevole "monumentalita'" di Ibm genera, fin dagli anni '60. Ibm quando si muove fa spesso rumore, a volte fa errori, a volte fa da apripista, spesso indica la strada a tutti, smuove il mercato insomma. E' il caso dell'ultima pubblicita' che passa sui canali italiani in questo periodo. Se ve la siete persa, vi consiglio assolutamente di vederla. Anche se non siete informatici, apprezzerete lo spirito ironico che la permea (e' questo e' gia' tanto), ma se siete informatici - e se siete "veri" informatici - allora vi inebriera'.
Il video (2.1 MB, Real Player 8).
Vediamo. IBM gia' in primavera aveva annunciato il supporto dei server Linux. Adesso da' una mazzata al maggiore monopolio software del mondo: Microsoft. Dicendo apertamente cio' che nessuno osava fino ad ora dire: che la rete e' stabile se usa Linux.
Cioe', volendo allargare il discorso, anche Unix. Due mondi che Microsoft guarda in cagnesco. Ma Linux, e Unix, come ogni informatico sa, sono infinitamente migliori di Windows per i server di rete. Windows NT (in qualsiasi versione di kernel NT), contrariamente a quanto Microsoft si sforza a dire, non e' sicuro, non e' efficiente, non e' fault-tolerant, non e' affidabile nei requisiti di massima tolleranza richiesti dai moderni sistemi informativi. Anche se ovviamente schiere di informatici vi diranno il contrario, il dato su cui riflettere e' che Microsoft non sembra far niente per cambiare questo stato delle cose. Questo e', a mio parere, il grave della situazione: i sistemi di rete Windows continuano a dare problemi seri.
Fino ad ora stavamo assistendo impotenti allo "strapotere Microsoft": dalla posizione dominante sul lato desktop, Windows si sta diffondendo anche sul lato server. Ma con tutti i problemi che presenta, e' una scelta ancora prematura. Prima deve mettersi in regola col discorso "sicurezza" e affidabilita'. Per farlo, deve modificare i suoi parametri progettuali, oggi troppo "aperti" (agli hacker) e insieme chiusi (agli altri).
Ibm da' una mazzata al colosso Microsoft, con questa pubblicita'. Linux e' considerato ancora da molti informatici , specialmente da quelli meno preparati e competenti, un "figlio di un dio minore". Un ripiego, uno sfizio per hacker in erba, una seconda scelta per chi vuole risparmiare a tutti i costi. Niente di tutto cio': linux e' un sistema operativo fatto bene e solido. Che sia sviluppato in modalita' open source non e' rilevante, perche' cio' che conta e' la sua intrinseca robustezza e i parametri progettuali, improntanti alla massima affidabilita' e solidita', nell'implementazione e nel debugging.
Questo rende Linux oggi un serio concorrente Microsoft, e l'averlo individuato con chiarezza rende Ibm ancora una volta una Casa eccezionale, in grado di andare controcorrente, e di farsi i suoi affari in barba ai monopoli veri e presunti. Guardando sia la tecnica sia il lato commerciale, non solo utilizzando il marketing per imporre soluzioni controverse.
Fantastico.
Occasionalmente mi occupo anche di tematiche sociali/locali, e' un mio vecchio amore. Ecco due miei articoli che usciranno sul "Corriere della Sera" di Roma e sul mensile "La Piazza", sempre di Roma, riguardanti rispettivamente la piaga dei cartelloni abusivi e la estrema pericolosita' delle entrate di Villa Pamphilj su Via Aurelia Antica.
Ecco cosa sostituira' il mio fido ma ormai vecchiotto Pop-corn: Mailwasher <http://www.mailwasher.net/> Questo programma, oltre a fare le cose che lo pongono al top degli header client (controlla i virus e li segna, guarda "euristicamente" segni di spam, controlla le blacklist per vedere se il mittente o il dominio e' tra quelle, distingue domini "buoni" da quelli "cattivi" con buona approssimazione) e' in grado di mandare indietro allo spammer (o ad un suo realistico indirizzo) un "bounce" (cioe' un messaggio simile a quelli di errore).
L'ho provato sulla mia casella primaria, e ha funzionato in modo per me insospettabilmente efficiente. Ha riconosciuto lo spam (80% e oltre) e l'ha automaticamente segnato in modo da riconoscerlo a colpo d'occhio, ha riconosciuto tutti i virus, ha mandato messaggi di errori fittizi ai miei spammer. Adottato!
aggiornamento (11/11/02)
La funzione bouncing la disabilito per non perdere troppo tempo ogni volta (basta non inserire l'smtp), mentre annoto che il programma si apprezza vieppiu' dopo qualche giorno di utilizzo, perche' si "tara" al meglio: man mano che si registrano gli indirizzi friend, modo la precisione nell'indicazione di spam e email normali migliora nettamente.
Netesi, la fine ingloriosa
Ricordate Netesi S.p.A.? "Il sogno dei vip", la società milanese di servizi internet partecipata da Telecom. La societa' in cui c'era Luca Panerai, che ricorderete nell'ormai famosissimo articolo su Panorama, nel quale, dopo aver scritto un'infinita' di scempiaggini in una filippica sconclusionata contro gli hacker, concludeva con questa frase: "Un'offerta seria di Asp e di sicurezza dei server la offre per esempio una giovane società partecipata da Telecom Italia, la Netesi." La Netesi era proprio la società in cui c'era anche lui. Deontologia professionale, questa sconosciuta.
Oggi la Netesi e' una frase di poche righe sul bilancio semestrale Telecom: 11 milioni di euro, acquisizione. Una miseria di fronte alle centinaia di miliardi (di lire) di investimenti, un valore stimato di piu' di 50 milioni di euro e prospettive interessanti. Cos'e' successo? Beh, e' una storia esemplare della internet-esaltazione che ha contraddistinto gli anni scorsi: una parabola con semi-schianto finale che la dice lunga sui molti errori perpetrati sul terreno italiano della "new economy", in nome del piu' classico degli intrecci italioti: politica e mercato.
La Netesi nasce ufficialmente nel 2000, non dall'idea di quattro "squattrinati ragazzotti" ma dall'accordo di alcune societa' di prim'ordine: la Intek (quotata in Borsa), la Omniaholding (la cassaforte della famiglia Colaninno), Euroclass (che controlla il gruppo editoriale Class), la Cuneo e Associati (che non ha bisogno di presentazioni), e una finanziaria olandese (Mtl Jupiter). Dopo qualche mese, entra nel capitale anche Telecom Italia: la partnership piu' prestigiosa per un'azienda di servizi sulle telecomunicazioni. Con delle spalle cosi' coperte, la societa' dovrebbe esplodere di salute, e, soprattutto di fatturati. Non cosi' avviene: di fatto l'attivita' operativa inizia soltanto nella seconda meta' del 2001.
E il fatturato e' davvero minimo: a fine anno si contano ricavi per appena 400 mila euro. Ma c'e' un altro problema, ben piu' grave. Nel bilancio si desumono debiti per 15 milioni di euro. Intanto Telecom Italia aumenta la sua quota nella societa' arrivando al 18%. Roberto Colaninno, vicino al centrosinistra, in quel momento e' il numero uno del gruppo telefonico. Le prospettive per il 2002 sono pero' pessime per la nostra societa', che sembra abbandonata a se stessa.
La Telecom intanto passa di mano, arriva Pirelli, e cambia il governo. La prima mossa del nuovo management e' di svalutare del 70% la partecipazione nella Netesi, comprata pochi mesi prima. A gennaio 2002 il consiglio di amministrazione chiede soldi alla partecipante: la risposta e' il silenzio assoluto. La decisione di Telecom e' chiara. La svalutazione consente di abbattere la partecipazione, e la societa' valutata prima 50 milioni di euro ora ne vale molti meno. La Netesi si perde nel consolidato Telecom, che in pura logica industriale fagocita Netesi e quel che rimane di buono della societa': tecnologie, attivita'. Con buona pace di tutti, soci compresi.
Non so che scrivere, sicche' non scrivo. E sono anche nervoso.
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